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– Vieni Sara, entra pure.
– Buongiorno signora, come va?
– Bene, bene. Rebecca finisce la doccia e arriva.
Sara andava spesso a casa di Rebecca, le due erano diventate amiche durante l’università.
Carla la madre di Rebecca, medico di pronto soccorso, era una donna sulla cinquantina, dal fare gentile ma che lasciava intendere di essere una donna di polso.
– Accomodati pure a tavola, io finisco di preparare il pranzo.
Era andata da loro a pranzo per salutarli. Due giorni dopo sarebbe infatti partita per l’Erasmus, un’esperienza di studio all’estero che durava circa un anno.
Dalla porta della sala da pranzo fece capolino l’amica Rebecca.
Era appena uscita dalla doccia e indossava solo un accappatoio bianco di spugna, che non lasciava dubbi sul fisico magro e tonico che si nascondeva sotto.
– Ciao Sara!
Disse Rebecca con la sua solita voce squillante.
– Come stai? Sei pronta alla partenza?
– Ma sì dai’ Ho ancora alcune faccende da sbrigare, ma ormai ho sistemato praticamente tutto.

Carla interruppe la conversazione delle due ragazze presentandosi sulla porta con un tegame ancora fumante tra le mani.
– è pronto ragazze, accomodatevi.
Le due amiche si sedettero, in attesa che Carla riempisse i piatti e si accomodasse anche lei.
– Sentivo che sei prossima alla partenza. Cosa devi ancora fare?
Chiese Carla con la solita curiosità.
– Nulla di che signora, non si preoccupi.
Madre e figlia notarono subito che le guance della loro ospite si fecero rosse.
– Cosa c’è di così vergognoso da dire? Sei diventata rossa?
Incalzò Carla, alla quale fece subito eco la figlia.
– Dai Sara, cosa devi fare? Ormai siamo curiose!

– Bè ecco vede’
Disse balbettando.
– Il mio medico di base mi ha consigliato di fare una visita ginecologica prima di partire.
– – Ma io, ecco.. Mi vergogno’
Carla e Rebecca sgranarono gli occhi.
– Ti vergogni?
Disse Carla quasi schernendola.
– – Guarda che un ginecologo è un medico!
Rebecca capì subito qual’era il problema.
– Ma ci sei mai stata almeno una volta?
Calò il silenzio nella sala da pranzo.
-‘ NO!
Carla posò lentamente la forchetta, come a simboleggiare che la ramanzina stava per iniziare.
– Scherzerai vero??
– – A 25 anni è fondamentale aver fatto una visita ginecologica!
– Signora, ha ragione, ma io ho avuto solo un ragazzo, poi mi sono sempre vergognata.
La dottoressa calmò un po’ il tono.
– Io Sara sono medico, come ben sai. E non posso permettere che tu parta per diversi mesi senza un controllo.
– – Pensa solo se ti venisse una necessità in Olanda! Dovresti andare da un ginecologo olandese della mutua, quindi uno qualunque!
Sara cercò lo sguardo dell’amica, come per chiedere supporto, ma questa volta Rebecca era d’accordo con la madre.
Sapeva di aver commesso un errore. Ma sarebbe partita due giorni dopo, e un appuntamento non l’avrebbe mai trovato.
– Ha perfettamente ragione. La capisco!
– – Le prometto che appena tornerò in Italia mi farò visitare.
Carla chinò nuovamente il capo e mangiò due forchettate di pasta.
Sara visto il silenzio calato improvvisamente nel soggiorno, pensò che il rimprovero fosse finito e si calmò un po’.

In realtà Carla prese solo un po’ di tempo per pensare a come convincere la ragazza.
– Ti visiterò dopo pranzo!
Sara si sentì gelare. Alzò la testa di scatto e guardò attonita la dottoressa.
– Ma signora, ma dove mi vorrebbe visitare?
– – Qua in casa?
Disse con un filo di voce.
– Certo Sara! Non saresti nemmeno la prima. Ho visitato altre amiche di Rebecca!
Sara non credendo a quelle parole si voltò subito verso l’amica, che non poté che dare ragione alla madre.

– Credici. Che conosci tu ad esempio l’ultima è stata Veronica.
Sara non credeva alle sue orecchie. Veronica, una ragazza così impenetrabile e seria si era fatta visitare dalla madre di Rebecca in quella casa!
– – Ti conviene accettare’ Mia madre è piuttosto persuasiva’
Rebecca venne subito ripresa da Carla, che non sopportava essere derisa dalla figlia.
– Non fare la stupida! Sai bene anche tu che è una pazzia non aver mai fatto una visita ginecologica completa a 25 anni!

Sara non poteva far altro che assistere al siparietto tra le due, ma intanto la sua mente non faceva altro che immaginare Veronica o altre amiche di Rebecca che venivano visitate in chissà quali posizioni da Carla.
Era certa che la prossima vittima della dottoressa Carla sarebbe stata lei.

– Forza ragazze. Finiamo di mangiare, così potremo fare le cose con più calma dopo.
Le riportò alla realtà velocemente. Ricominciò lei per prima a mangiare, le due ragazze la imitarono.
Il pranzo proseguì tranquillamente. Carla cercò di distrarre un po’ le due amiche chiedendo notizie sull’università o spettegolando di gossip vario.

Una volta bevuto il caffè, Carla sistemò i piatti in lavastoviglie, mentre Rebecca si ritirò alla toilette.
Sara restò sola, e in un baleno la mente tornò a quel pensiero.
Aveva una paura tremenda, le batteva il cuore, era piena di domande.
L’avrebbe fatta spogliare completamente?
Rebecca avrebbe visto tutto?
Che vergogna!
Ma forse con un estraneo sarebbe stato peggio’

– Vieni Sara. Raggiungiamo Rebecca in camera sua.
La dottoressa Carla era in piedi a metà della porta e la guardava con sguardo materno, allungandole la mano, per invitarla a seguirla.
Sara impiegò qualche istante prima di alzarsi.
Seguì la signora lungo il corridoio che portava al disimpegno che separava la camera dell’amica dal bagno.
Rebecca conoscendo la procedura aveva già preparato il necessario per la visita.
Sul letto aveva sistemato un lenzuolo bianco per proteggere la trapunta e su una sedia a fianco vi era una bacinella con acqua calda e degli asciugamano bianchi.
Mentre finiva di vestirsi, indossando una tuta da casa, arrivarono la madre e l’amica.

– Prego cara, entra pure.
Le disse con tono cortese la dottoressa.
Sara entrò e si fermo in silenzio di fianco al letto, dove si era seduta l’amica.

– Ora puoi spogliarti.
– – Appoggia pure i vestiti sul mobile a fianco.
Il cuore le stava esplodendo nel petto, si sentiva il viso in fiamme. Con un filo di voce accennò una lieve protesta.
– Ma… qui, davanti a voi?
– Sara, siamo tre donne, in più io sono medico, che problema c’è?
– – Su non fare storie! Prima finiamo meglio è per tutte!
Sara cercò lo sguardo dell’amica. Ma anche Rebecca le fece intendere che avrebbe fatto meglio a seguire le indicazioni della madre.
– Dai Sara, non è mai morta nessuna!

Iniziò a sbottonarsi il maglioncino poi tolse la maglietta e infine le scarpe da tennis.
Sbottonò i jeans e lentamente li abbassò per poi sfilarli dai piedi.
Posò tutto sulla sedia al suo fianco, proprio come le aveva consigliato Carla.

La dottoressa nel frattempo era andata nel bagno a fianco, probabilmente a lavarsi le mani.
Con un sesto senso incredibile entrò proprio mentre Sara stava posando i pantaloni.

La vide fermarsi.
– Continua pure, rimani nuda.
– – Se vuoi puoi tenere i calzini se hai freddo ai piedi.

Con le mani tremanti Sara prese i gancetti del reggiseno e li slacciò, lasciando libero il suo abbondante, ma già un po’ cadente seno.
Per finire, vergognandosi terribilmente, afferrò i bordi delle mutandine le li abbassò.
Il suo corpo già un po’ decadente e pallido era finalmente nudo.

– Bene cara.
Disse Carla girandosi verso di lei. Ma notò subito qualcosa che per i suoi standard di medico non funzionava.
– Vedo che sei piuttosto pelosa. Per una visita ginecologica non è un bene.
– – Forse sarebbe meglio che ti depilassimo.

Sara si sentì umiliata, non era mai stata molto attenta alla propria estetica. Forse anche perchè il suo ragazzo era come lei, ma sentirselo dire da una donna di cinquant’anni la colpì parecchio.

– Ma signora… è proprio necessario?
– Vedi, il pelo è poco igienico, e soprattutto con le parti intime depilate si possono vedere molte più patologie!
– – Visto che è la tua prima volta, vorrei anche scongiurare la presenza di problemi epidermici.
Le disse con tono sicuro e tranquillo.
L’inizio di una visita ginecologica comporta diverse parti, come ad esempio la preparazione e una parte invece di domande legate alla tua salute e alla tua attività sessuale.
– Ma signora’ come faccio qua da lei?
– – Lo farò appena arrivata a casa!
Disse la poverina restando completamente nuda alla mercè dello sguardo delle altre due donne.

– Sono sicura che Rebecca sarà felice di aiutarti, così nel mentre io preparerò i miei strumenti e ti farò alcune domande preliminari.
– – Vero Rebbi?

Rebecca, rimasta in silenzio fino a quel momento, guardandosi una scena già vista altre volte, sapeva che contestare il parere di sua madre avrebbe portato solo a pessimi risultati.
– Certo, non ci sono problemi!

Sara la guardò incredula, un brivido le percorse la schiena. Anche la sua amica le stava voltando le spalle? Il cuore le scoppiava nel petto, sarebbe stata vista e toccata nelle parti intime da una sua coetanea!
Rebecca, capendo la situazione, ma non potendo ancora spiegare nulla le fece solo un cenno di accettare.
– Se lo ritenete davvero necessario’
– – Ma vi prego di essere delicate!
Carla assunse un’espressione molto soddisfatta e rincuorò la sua prossima paziente.

– Ma certo Sara, vedrai che andrà tutto bene.
Si allontanò dalla stanza, ci sarebbe tornata dopo alcuni minuti, con tutto l’occorrente per la visita.

– Fidati Sara, con mia madre è meglio collaborare, quando si mette in testa una cosa la ottiene!
– – Quindi facciamo in fretta che è meglio per tutte!

Sara sentì un tono di rassegnazione in quelle parole e immaginò che la sua amica si fosse già trovata in quella situazione. Ma chissà con chi?
– Cosa devo fare allora?
– Siediti sul letto, col sedere vicino al bordo e allarga le gambe.
Continuare a ribattere non sarebbe servito e sprofondando nell’imbarazzo fece come le aveva ordinato Rebecca che nel mentre si era infilata un paio di guanti in lattice, che se possibile le conferivano un’aria professionale.
– So che non è il massimo, ma ti devo depilare con la lametta, purtroppo non ho la ceretta in casa’
Sara, piuttosto inesperta, si limitò ad accettare la scelta dell’amica, che si era avvicinata a lei armata di spugna bagnata.

– Ora stai tranquilla.
Sara, che seguiva tutti i suoi movimenti senza proferire parola rimase di sasso, quando la spugna imbevuta di acqua calda si posò sul monte di venere.
Rebecca vedendo l’agitazione dell’amica la tranquillizzò spiegandole cosa stava facendo.
– Ti bagno per ammorbidire il pelo, poi ti passerò la schiuma poi ti depilerò.

Sara acconsentì, restando comunque dubbiosa sul procedere della preparazione. Continuava a seguire i movimenti dell’amica inginocchiata ai bordi del letto, che nel frattempo di era versata della schiuma sul guanto bianco e si accingeva a cospargerle il pube.
Cercò di temporeggiare a quell’umiliante procedura.

– Ma non ti da fastidio? A me farebbe schifo’
Rebecca si fermò, si aspettava quella domanda.
– L’ho già fatto altre volte, non mi fa impazzire, ma sempre meglio che le ire di mia madre’
Sara pur agitatissima, moriva dalla curiosità’
– Scusa, ma chi ha già visitato tua madre di nostra conoscenza?
Rebecca pensò che accrescere un po’ la lista avrebbe solo tranquillizzato l’amica.
– Più di quante tu pensi!!
Le disse sorridendole.
– Mia madre è piuttosto insistente!!
– E le hai depilate tutte?
– Nooo’
– – Non credere, ma molte ragazze la depilano regolarmente, che conosci tu ad esempio c’è Veronica.

Il pensiero di Sara andò subito all’altra compagna di studi, Veronica, una ragazza composta e seria. Non avrebbe mai pensato che si depilasse completamente. Ma di sicuro questo la fece sentire meno diversa.
Rebecca la portò in fretta alla realtà.
Sentì le sue dita appoggiarsi delicatamente al suo sesso. Era una sensazione stranissima essere toccata da un’altra donna. Chiuse gli occhi sperando che finisse in fretta, non capendo esattamente ciò che stava provando.
Le cosparse prima il monte di venere, poi scese, toccandole le grandi labbra per poi arrivare fino al forellino del sedere. Non era la prima volta che le toccava di fare l’assistente per sua madre, ma a certe cose continuava a non farci l’abitudine.
Toccare un’amica nelle parti intime le provocava sempre certe sensazioni e le stimolava la curiosità di scoprire le amiche nel loro intimo più profondo.
Sara ad esempio a discapito del suo corpo, piuttosto robusto e poco tonico, aveva una passerina da ragazzina e le grandi labbra erano davvero poco pronunciate.

Carla interruppe questo strano momento di scoperta, entrando nella camera con un vassoio coperto da un piccolo asciugamano bianco. Mentre Rebecca non ci fece caso e continuò a cospargere Sara di schiuma per poi depilarla, Sara posò subito l’attenzione su quel vassoio, domandandosi cosa nascondesse.
– Ora Sara, mentre Rebecca finisce di depilarti ti farò alcune domande.
– – Tu rispondi pure tranquillamente. Siamo tra donne!

– Scusate!
Interruppe Rebecca. Con tono seccato.
– Ora Sara inizio a depilarti con la lametta, quindi rimani immobile!
Sara presa da due fuochi non sapeva più di cosa preoccuparsi, se delle domandi della signora Carla o dell’amica che stava per iniziare questa pratica così invasiva su di lei.
– Con la lametta?
– – Ma dopo sarà terribile!?
Disse con tono piuttosto allarmato.

Carla, con la sua esperienza di queste situazioni prese in mano il controllo della situazione e lasciò proseguire la figlia.
– Non preoccuparti cara, lo fa così solo perché è più veloce.
– – Ti consiglio comunque le prossime volte di farlo con la ceretta.

Sentì la lametta appoggiarsi sulla pelle in fondo alla pancia. Pian piano iniziò a farsi strada, verso il basso, facendola tornare bambina.
Ma se già la situazione non era semplice, Carla non fece nulla per stemperarla.

– Allora Sara’
– – Un po’ ti conosco, so che fumi, quanto sei alta e circa quanto pesi.
Disse tra se e se la dottoressa.

– Hai un ciclo regolare?
– Sì signora!
– Bene’ Immagino tu non sia vergine?
– No signora.
Disse Sara con un filo di voce. Non le era mai piaciuto molto parlare di sesso.
– Non hai mai fatto una visita ginecologica’ e nemmeno rettale suppongo?
Sara spalancò gli occhi. Ma che c’entrava?
– Mmm no signora!
Carla le fece intendere su cosa stesse indagando.

– Hai mai praticato il sesso anale?
Sara restò di pietra, non lo aveva mai confessato neanche alle sue amiche più intime. Ma immaginò che se avesse mentito Carla se ne sarebbe accorta.
– Signora… ma che c’entra?
– Per cortesia Sara, cerca di collaborare!
Disse la dottoressa con tono seccato.
Rebecca, ancora china tra le cosce dell’amica intenta a terminare la depilazione, alzò lo sguardo verso l’amica e cercò di farla collaborare.
– Purtroppo Sara si vede!
– – Se mia madre ti fa una visita rettale se ne accorge immediatamente!

Alla poverina finì persino la saliva. Un brivido le percorse la schiena nuda.
L’amica che con la lametta da barba le stava facendo pelo e contropelo, l’imbarazzo di quelle domande e ora anche l’idea sempre più reale che Carla l’avrebbe visitata anche di dietro.
Ma in effetti mentire non sarebbe servito.

– Poco…
– Cosa intendi per poco?
– Non ho mai avuto una penetrazione completa signora.
– – Ho sempre avuto paura del dolore…
Disse rossa di vergogna in volto.

– Bene cara. Son contenta che tu sia stata sincera.
– – Rebecca? Hai finito?

La figlia, che nel frattempo era rimasta assorta dalla risposta dell’amica, che mai avrebbe immaginato, tornò alla realtà e con un asciugamano pulito asciugò le parti intime dell’amica.
Dal monte di venere, all’attaccatura dell’ano non vi era più l’ombra di un pelo. E Carla non mancò di apprezzare il lavoro della figlia.
– Brava Rebbi!
– – Ora porta via la bacinella, io inizierò l’esame.
– Certo mamma.

Sara seduta sul bordo del letto, chiuse subito le gambe e seguì l’amica con lo sguardo mentre usciva dalla camera da letto.
Restarono sole nella stanza.
– Bene Sara, possiamo iniziare.
– – Ora stai ben attenta ai miei movimenti. Perché poi li farai anche tu.
Sara un po’ stupita diede comunque ascolto alla donna.
– Partiremo con la classica visita al seno, che è importantissima!
– – Alza le braccia sopra la testa.

Sara ubbidì, così facendo il suo seno decisamente abbondante, vista anche la sua corporatura, si sollevò.
Carla, notò che almeno sotto le ascelle non vi era presenza di pelo. Si soffermò alcuni istanti ad osservare da vicino il seno, per controllare le dimensioni delle mammelle, la forma e la cute.
– Ti palperò leggermente entrambi i seni per escludere la presenza di noduli.

Sara si irrigidì leggermente quando iniziò a toccarle entrambe le tette con le punte dei polpastrelli.
Non era abituata ad essere toccata da un’altra donna, anche se medico.

Carla esaminò dalla parte inferiore fino a sotto le ascelle, con molta attenzione e piccoli movimenti.
– Ora Sara ti controllo i capezzoli e siamo a posto.

La donna prese tra le dita entrambi i capezzoli e iniziò a massaggiarli delicatamente, per renderli più turgidi, per poi stringerli con più forza, per controllare l’assenza di secrezioni.
Sara non gradì.

– Ahia signora! Faccia piano!
Ma Carla non si fece intimorire.
– Sara è una fase necessaria!
– – Poi comunque sarà bene che tu esegua le stesse procedure anche da sola.

Sara sapeva che andava fatto, le era capitato più volte di vedere trasmissioni o pubblicità dove veniva promossa proprio l’autopalpazione del seno.
Nel mentre Carla, assolutamente professionale, si stava già cambiando il primo paio di guanti in lattice. Avrebbe iniziato la parte più invasiva della visita.

– Ora Sara rilassati, iniziamo con la visita a quello che è un organo già più complesso, la vagina.

Sara, incredula e già imbarazzatissima, si limitò solo a chiedere cosa avrebbe dovuto fare.

– Per prima cosa ti sdrai sul letto con i talloni appoggiati al bordo e il sedere più in riva che puoi.
Sara cercò di ubbidire, mettendosi in quella posizione, seguendo sempre i movimenti di Carla.
La madre dell’amica si avvicinò al vassoio che aveva portato prima e tolse l’asciugamano che lo copriva.
Con la coda dell’occhio la ragazza vide diversi oggetti metallici mai visti prima luccicare alla luce del lampadario.
Carla come sempre non ebbe segreti e si accinse a raccontare a Sara quale sarebbe stata la procedura che avrebbe seguito.

– Per prima cosa ti visiterò esternamente i genitali, grandi e piccole labbra.
– – Poi passeremo alla visita interna.

Sara la ascoltava impietrita, mentre la donna si stava infilando un paio di guanti in lattice molto aderenti alle sue dita leggermente bitorzolute.
Abbandonò la testa sulle coperte, cercando di distrarsi, sperando che il tutto durasse il meno possibile.

Carla posizionò una sedia davanti alla ragazza e partì con l’esame.
– Apri bene le gambe ora.
Sara ubbidì offrendo la visione completa del suo sesso alla donna.
Sentì il primo contatto con le grandi labbra e subito ebbe un sobbalzo.
Le dita coperte dai guanti le toccavano con delicatezza le grandi labbra, fino a schiuderle leggermente.
Con molta accortezza Carla iniziò ad aprirle la vagina, fino a poter avere buona visione delle piccole labbra.
A prima vista sembrava tutto a posto. Sia le grandi che le piccole non erano molto pronunciate, e anche dopo un accurato controllo, il colore, l’elasticità e la secrezione le sembravano perfette.
La dottoressa allungò il braccio verso il vassoio e prese un dispenser trasparente.
– Ora Sara ti lubrificherò leggermente, per non farti sentire dolore.
– – Tu rimani molto rilassata e vedrai che non sentirai male.
Sara fece solo un cenno con la testa, immaginando cosa dovesse fare la dottoressa.

Carla si versò un po’ di unguento sulle mani, poi dopo aver lubrificato le dita iniziò a schiudere le grandi labbra della ragazza, sempre sotto lo sguardo vigile della figlia Rebecca.
Con molta delicatezza si fece strada col dito indice all’interno della vagina, iniziando a tastare le pareti interne con un lento movimento.
Sara inerme sul letto dell’amica, con le gambe divaricate, mentre veniva penetrata dalla dottoressa, si meravigliò delicatezza dei movimenti della donna. Forse grazie all’unguento e alle mani calde di Carla non senti nulla di doloroso.
Per una maggiore sicurezza iniziò pian piano a inserire il secondo dito, per vedere anche fino a quanto si dilatasse la povera ragazza.
Tenendole aperte le labbra con una mano, con l’altra iniziò a massaggiare internamente la vagina di Sara, spingendosi fino al collo dell’utero. Dopo alcuni istanti di visita arrivarono i primi lamenti.

Non stava provando dolore, ma quel massaggio, fatto da quelle dita esperte e non più giovani le stavano sembrando troppo quei momenti intimi col suo fidanzato. Quando il primo brivido le percorse la schiena, cercò di far desistere la dottoressa.
– Signora Carla, basta la prego! Mi fa male!

Carla sapeva benissimo che era impossibile ma cercò comunque di rassicurare la sua ospite, certa che avrebbe comunque ottenuto ciò che voleva col passare del tempo.
– Resisti tesoro! Ancora poco e le tolgo.

Così fu. Proseguì l’ispezione ancora alcuni istanti, per verificare che non vi fossero fibromi o cicatrici e appena sentì il respiro di Sara appesantirsi, tolse entrambe le dita.
Sara si sentì libera e chiuse subito le gambe, d’istinto.

Carla non fece nemmeno caso a quella reazione, ma chiese subito alla figlia di rendersi utile.
– Rebbi, per favore, mi scalderesti alcuni istanti sotto l’acqua calda lo speculum?
– Certo mamma.

Sara vide l’amica avvicinarsi al vassoio a fianco al letto e prendere uno strano oggetto di metallo.
– Cos’è Rebbi??
Chiese subito con timore all’amica.
L’amica la scaricò rapidamente alla madre.
– Tranquilla Sara. Mamma, spiegale cos’è!
E si spostò nel bagno adiacente alla camera.

Sara guardò Carla con aria curiosa ma allo stesso tempo piuttosto preoccupata.
– Quello Sara si chiama speculum ed è uno strumento che serve per vedere all’interno della vagina, si può vedere bene la superficie del collo uterino e le pareti vaginali.
– Ma fa male?
– Certo che no! Tutte le donne che vanno dal ginecologo vengono visitate con quello!

Rebecca fece ritorno in camera con lo strumento scintillante in mano, lo consegnò alla madre e tornò nella posizione di prima a gustarsi la scena.
Sara la guardò in cerca di supporto, l’amica le sussurrò di stare tranquilla.

Carla versò un po’ di lubrificante sullo strumento e con ancora i guanti addosso lo cosparse attentamente.
– Ora Sara, allarga nuovamente le cosce, così potrò inserire lo speculum.

Le si gelò nuovamente il sangue. Ma le toccava fidarsi e seguire le indicazioni di quella donna.
Allargò le cosce offrendo di nuovo i genitali alla dottoressa.
Sentì nuovamente le dita della donna appoggiarsi alle grandi labbra, schiudendole un po’, poi sentì quel corpo estraneo farsi strada lentamente dentro di lei.
Quell’oggetto nemmeno troppo freddo si spinse facilmente fino al fondo della vagina, recando subito alla poverina un certo senso di disagio, che non tardò ad aumentare quando Carla iniziò ad allargare le ali dello speculum.
La donna allargava l’apertura ruotando una vite e ad ogni giro Sara si sentiva sempre più dilatata.
– Signora cosa fa? Basta la prego!
– Vedi Sara, so che è un po’ fastidioso, ma questo strumento serve proprio per dilatare un po’ la vagina.
– – In questo modo potrò vedere in maniera accurata la cavità vaginale ed escludere ogni problema.

Stingendo il manico e dilatando al massimo il ‘becco’ ottenne una perfetta visione della ragazza.
Non vi era nessuna anomalia o lesione a prima vista, ma essendo il primo vero esame di Sara non si sarebbe sicuramente accontentata.
Dalla sua esperienza aveva imparato che uno dei punti più delicati nelle giovani ragazze è il clitoride. Essendo pieno di terminazioni nervose e ricoperto dal cappuccio poteva essere causa di alcune patologie. Carla conoscendo le varie amiche della figlia Rebecca, si sarebbe spinta leggermente oltre, sapendo che alla domanda ‘come va con le secrezioni vaginali’ tutte le ragazze rispondevano ‘bene’, spesso mentendo.

Sara continuava a stare lì sdraiata sul letto dell’amica con le gambe divaricate e quell’arnese dentro di lei, aspettando che la dottoressa finisse di esaminarle la vagina.
Finalmente un sospiro di sollievo. Carla iniziò a sfilare il tanto fastidioso speculum.

– Ora Sara controllerò la clitoride, quindi rilassati. Faremo in fretta.
– Ma signora, non era già sufficiente come esame?
– Tranquilla cara, vedrai che non sarà per nulla fastidioso. Anzi!

Rebecca appoggiata alla parete dietro a Sara sorrise, come se conoscesse già la trama di un film già visto.
Vedeva l’amica inerme in quella situazione, che le era ormai capitato di vedere più volte in quella cameretta, con altre ragazze capitate tra le mani di quella sadica di sua madre.
Rebecca era assolutamente eterosessuale, ma ogni volta quelle visite così uguali ma così diverse nelle reazioni delle amiche, le suscitavano sempre qualcosa di nuovo.
E sicuramente le più lamentose erano quelle che le regalavano maggior eccitazione. Forse perché anche lei non aveva mai gradito troppo le cure della madre, che per sfortuna sua le erano toccate più e più volte.

Mentre i pensieri della figlia volavano, Carla non si era certo fermata e dopo essersi ben cosparsa i guanti di gel lubrificante ne aveva fatto cadere alcune gocce in mezzo al sesso della giovane paziente, facendola sobbalzare.

– Tranquilla cara, è solo gel.
Sara fece solo un cenno affermativo col capo. Era molto tesa.
Sentì le mani della donna toccarle le grandi labbra, massaggiandole, per cospargere l’unguento.
Le dita in un attimo fecero il loro lavoro, le separarono accuratamente fino ad avere buona visione del clitoride, ancora coperto dal cappuccio.
Carla dall’alto della sua esperienza sapeva la delicatezza della zona e con molta cura iniziò a massaggiare molto delicatamente il cappuccio.

Sara chiuse gli occhi, non sapeva che fare. Lei adorava essere massaggiata in quella posizione e sembrava che la signora fosse ben più brava del suo fidanzato!
Ma non poteva di certo farsi prendere da un orgasmo durante la visita’

I movimenti della dottoressa ottennero subito i primi risultati.
La clitoride iniziò pian piano a gonfiarsi e con l’aiuto delle dita fece capolino dal cappuccio.
Carla continuava a massaggiarlo delicatamente e a scoprirlo di tanto in tanto, finchè non si fosse gonfiato completamente.

Sara ovviamente non rimase indifferente a quel contatto e sentì pian piano crescere un calore dentro di lei, accompagnato dai primi brividi premonitori dell’orgasmo.

– Signora basta! Cosa mi sta facendo?
Disse sollevando di poco la testa.
– Non avere paura Sara!
– – So cosa stai provando è normale. Ma devo appunto valutare anche la sensibilità dei tessuti e la quantità di secrezioni.
Non credeva alle sue orecchie!
Quantità di secrezioni? Ovvero, quanto si sarebbe bagnata? Sperò solo finisse il prima possibile.
– Signora la prego faccia in fretta.

Il clitoride era ormai oscenamente gonfio e la dottoressa continuava ad esaminarlo, toccandolo e massaggiandolo.
Sentiva il respiro della poverina aumentare ad ogni movimento. Aumentò l’intensità del massaggio per portare la ragazza ai limiti dell’orgasmo, per verificare la quantità di secrezioni emesse dalla vagina.
Con due dita teneva ben dilatate le labbra, mentre con le altre continuava questo dolce supplizio.

Sara non capiva più nulla, ansimava tenendo gli occhi chiusi, con le mani stringeva le coperte e ad ogni movimento i muscoli dell’addome e dello sfintere si contraevano dando vita ad un gemito.
Poche volte in vita sua si era trovata vicina ad un orgasmo clitorideo di quel tipo.
La vagina era completamente dilatata e un rigolo di caldi umori le stava colando tra le natiche.

Carla capì di averla portata al limite quando la vide quasi sobbalzare sul letto in preda ad un terribile orgasmo.
Decise di interrompere questa tortura, aveva già ottenuto le informazioni necessarie.
Il clitoride della ragazza era sano e le secrezioni vaginali erano davvero abbondanti.
Si poteva procedere con la visita. Sapeva che di lì in avanti, per Sara sarebbe stata decisamente in salita.

Le servirono alcuni istanti per riprendersi e normalizzare il respiro. Non voleva aprire gli occhi, mai aveva provato sensazioni simili, mai si era vergognata tanto.
Lo schiocco dei guanti che lasciavano le mani della dottoressa la tranquillizzò e la riportò alla realtà.
Aprì gli occhi e vide appoggiata al muro al suo fianco Rebecca, piuttosto imbarazzata anche lei, per aver assistito all’intenso orgasmo dell’amica.

Era sempre molto imbarazzante ed eccitante vedere delle care amiche in quelle condizioni e nonostante non fosse di certo la prima volta, continuava a far fatica per trovare le parole giuste da dire subito dopo.

– Come va Sara?

L’amica avendo visto Carla togliersi i guanti si sentiva sicura di aver finito e rispose tranquillamente.

– Mah’ Bene!
– – è stato un po’ imbarazzante. Ma non doloroso’
Una voce la svegliò come una doccia fredda. Carla.

– Ora Sara, passeremo alla visita retto-vaginale.
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Autore Pubblicato il: 27 Maggio 2010Categorie: Racconti di Dominazione0 Commenti

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