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La festa di compleanno &egrave stata davvero magnifica. Un sacco di gente a festeggiarmi, bellissimi regali. Divertimento sfrenato fino a notte fonda. Abbiamo ballato e cantato. Una di quelle feste condite dal migliore affiatamento tra gli invitati. Tutti amici di vecchia data, inclusi i miei fratelli con i rispettivi consorti. Ora sono sola, mentre osservo tutti i regali allineati in bella mostra. Ce ne sono davvero di belli e preziosi. Un filo di perle del mio fidanzato, un vestito di seta, orecchini preziosi da parte delle amiche, ma uno in particolare attira la mia attenzione: una fotocamera digitale. Riapro la scatola, la estraggo osservandola in ogni dettaglio leggendo attentamente le istruzioni: apprendo così che, oltre alle fotografie ed ai filmati, é collegabile al pc come web cam. Oddio. Forse era questo che intendeva? Improvvisamente mi riecheggiano nella mente le parole di mia cognata che porgendomi il pacchetto mi consigliava di imparare ad usarla bene, per ‘tutte’ le sue numerose funzioni. Un pensiero si insinua nella mente. Se la utilizzo come web cam potrei vedere chi c’&egrave oltre il pc, ma in tal caso servirebbe un’altra cam. In caso contrario…potrei mostrarmi io?

Con questo pensiero fisso comincio l’installazione del regalo. Mia cognata mi ha sempre ispirato strani pensieri. Il desiderio di spogliarla si &egrave insinuato in me dalla prima volta in cui l’ho vista: così perbene nei modi, educata nel parlare; così ‘a modo’, immaginavo che celasse una personalità diversa da ciò che in realtà mostrava. Ultimamente poi, mi aveva confessato suoi desideri segreti che non includevano un rapporto extraconiugale con un uomo, bensì con una donna. Ricordo come mi sentii in quel frangente. Mi era sembrato un invito, che non avevo saputo cogliere. Ora la cosa si &egrave ripetuta. Ho una cam’posso mostrarmi a lei. Potrei farle vedere la mia voglia. Forse &egrave più facile lanciarsi così.

Termino l’installazione e la contatto. Chattiamo come spesso facciamo raccontandoci un po’. Poi la invito ad accettare la visione in cam. Lei può solo vedermi, ma accetta immediatamente. Regolo l’inquadratura, mentre sullo schermo si compongo i suoi commenti. Dice che vede benissimo, che la luce &egrave giusta, che in questa posizione riesce a vedermi viso e busto. Fino al seno. Mi sembra un invito. Fino al seno? Comincio a sbottonarmi la camicia. Mi sento invadere da un’eccitazione incontrollabile. L’idea di spogliarmi senza nessuno davanti, ma sapere che invece qualcuno mi guarda mi dà sicurezza. Ho voglia di essere nuda. Ho voglia di toccarmi lasciando che lei mi veda. Mi sono sempre spogliata davanti ad un uomo, mente ora c’&egrave lei. Vediamo cosa fa. La camicia scivola via in un secondo, lasciando liberi i seni. Grossi e duri, so che li ama. L’ho sorpresa diverse volte ad osservarli. Mi accarezzo i capezzoli, bagnandoli della saliva di cui ho intriso le dita. Mi pizzico vogliosa, arrossando la pelle dei seni. Li impugno, fissando lo schermo in attesa di qualche commento. Non ne arrivano, ma &egrave sempre connessa. Dunque mi guarda. Mi chino a leccarmi i capezzoli’..mi stuzzico ancora un po”.finalmente un messaggio ”.prosegui!’

Sento un brivido assalirmi violento. Prosegui!. Mi alzo in piedi. Posizionata davanti all’obiettivo le mostro il meraviglioso perizoma nero: trasparente e ridottissimo, copre a malapena il centro del mio piacere. Passo una mano sopra il tessuto, indugiando volontariamente ed immaginando la sua mano che scende tra le gambe, alla ricerca di quel piacere nascosto. Infilo un dito lentamente. Lo schermo mi restituisce i suoi commenti. ”toccati’dai’lo sto facendo anch’io’

La mia mano scivola dentro, completamente, impugnandola tutta. Mi stringo forte. Divarico le gambe per mostrarla meglio e la libero del piccolo perizoma. Arretro di un passo in modo che mi possa guardare. Nuda, davanti a lei, le gambe aperte a mostrarle un fiore intriso di desiderio, il perizoma in mano, mentre lo passo sui seni, sul viso, mentre lo annuso, lo lecco.

Sul video la sua voglia descritta in parole. ‘toccati ancora’.oddio’come ti vorrei’..’ e ancora ‘fammela vedere aperta’le tua dita’infilale, come se fossero le mie’ La accontento. Non desideravo altro. Vicino alla cam, una gamba sollevata sulla sedia, apro le grandi labbra già bagnate di un desiderio folle. Lecco dolcemente due dita e le lascio scorrere piano dentro di me. Lascio che l’immagine le giunga completamente. Le dita che scivolando dentro, mentre istintivamente tendo di divaricare ancora di più le mie gambe. Le scrivo che vorrei la sua lingua tra le mie cosce. Vorrei sentirla succhiarmi il clitoride. Vorrei tuffarmi dentro di lei, assaporando il suo piacere che so scorrerle fuori copioso. Mi sembra di vederla: sulla sedia, con la gonna sollevata, senza slip, mentre le sue dita penetrano nel suo meraviglioso tesoro. Vorrei entrarle dentro con la lingua, arrivare fino a dove non hai mai lasciato che nessuno arrivasse. Vorrei morderle il clitoride eccitato, mentre sento la sua bocca dolce e rosea bere la mia incredibile eccitazione.

Ritraggo le dita bagnate, gocciolanti del mio liquido caldo. Mi avvicino all’obiettivo, desiderosa di farle gustare il mio sapore. Poggio le dita sulle labbra, lasciando che la lingua avvolga lentamente un dito per volta, ripulendolo della mia voglia.

La sento. Sento che osserva lo schermo, godendo della mia passione. Sento le sue mani intrufolarsi nel desiderio ormai esploso senza vergogna. Sento che mi vuole. Già immagino quali parole appariranno sullo schermo. So che mi dirà che &egrave venuta pensando alle mie dita dentro di lei, alla mia lingua dappertutto. So che mi vuole tra le sue gambe.

So che il futuro ci riserverà magici amplessi proibiti.

Autore Pubblicato il: 12 Febbraio 2004Categorie: Racconti Erotici Lesbo0 Commenti

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