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La doccia con Laura

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Questa storia parla delle prime esperienze che ho avuto con mia cugina, Laura.

È ispirata a episodi reali, con aggiunta di alcuni dettagli di fantasia.

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Abitavamo in due città diverse ma a volte, soprattutto nei weekend, ci ritrovavamo nella casa dei nonni in campagna, dove i nostri genitori ci lasciavano per il fine settimana.

Laura aveva due anni più di me, lunghi capelli ricci arancioni e simpatiche lentiggini a scontornare il suo sorriso. Inoltre non riusciva mai a stare calma, e mi trascinava sempre nelle sue “avventure”, principalmente andavamo a giocare al ponte del fiumiciattolo che passava vicino a casa.

Tornammo da una passeggiata nel bosco, e quando mostra nonna ci vide imbrattati di fango, ci catapultò a sculaccioni entrambi in doccia.

Ci spogliammo ai lati opposti del bagno ma ci ritrovammo entrambi nudi sotto il getto d’acqua calda.

Inutile dire che vedere il corpo di mia cugina senza veli mi provocò non poco imbarazzo, vedere i suoi seni già formosi e la sua fessurina celata dietro qualche rado pelo rosso fecero si che il mio giovane amico stette sull’attenti come mai prima di allora. Niente potevo fare per nasconderlo e neanche io potevo smettere di osservare il suo bellissimo corpo cosparso dei rivoli d’acqua della doccia scrosciante.

Ovviamente lo notò, ma si limitò a ridacchiare ogni volta che cercavo goffamente di nasconderlo tra le gambe, facendolo invece scattare dritto come una molla.

Quando finimmo lei si fece il turbante ai capelli con un asciugamano, ci vestimmo e andammo a cena.

Per l’imbarazzo non parlai, per fortuna dovemmo sorbirci i rimproveri per essere stati fuori così a lungo e aver sporcato i vestiti puliti.

Dopo cena mi ritirai in camera e mi buttai immediatamente sul letto, Laura mi raggiunse dopo essersi asciugata i capelli, condividevamo la stessa camera, lo avevamo sempre fatto.

Entrò in camera e si tolse i pantaloncini, rimase in mutandine e maglietta, dormivamo sempre così quando faceva caldo.

Cercavo di scacciare le immagini del suo corpo per non fare una figuraccia come prima – “che guardi?” – disse distendendosi di fianco accanto a me, poggiando la testa sulla mia spalla.

“Non c’è niente in tv, come al solito” – dissi spostando i suoi morbidi riccioli dal mio viso.

Si mise a gambe incrociate sul letto – “Senti… me lo fai vedere? Ti faccio vedere anche io se vuoi…”

La guardai per un attimo – “no, prima tu”

Laura non aspettò un secondo e sfilò le sue piccole mutandine.

“La maglietta?” – chiesi io

Si sfilò anche quella. Era di nuovo completamente nuda davanti a me.

Fissai la sua fessura come fosse la cosa più preziosa del mondo, ero in estasi, e non solo io, anche il mio amico non si fece aspettare.

“Dai, io le ho tolte, adesso sta a te!”

Come abbassai i miei boxer il mio piccolo amico balzò fuori nella stessa forma smagliante di prima, lei rise, io sentivo il mio cuore battere sempre più forte, pareva scoppiare.

“Sai perché è così? Vuol dire che ti piaccio…”

“Cosa? No…” – risposi io

Allungò la mano e afferrò la punta con due dita

“No che fai…” – non feci in tempo a dire altro che la sensazione del contatto della sua mano che spingeva in basso per rivelare la mia punta fu tale da zittirmi immediatamente

“Ti piace vero? Senti, ho un idea per una cosa che ti piacerà”

“Che cosa?” – chiesi curioso

“Allora, io gli do un bacio e poi tu lo fai a me”

“Cosa? No!”

“Dai! Lo faccio prima io e se ti piace lo fai te…”

Mi sentivo totalmente assuefatto dalla situazione e annuii timidamente, lei si distese lasciandomi vedere il suo bel sedere. 

Venni poco dopo aver sentito le sue morbide e calde labbra poggiare sul mio glande, schizzando qualche goccia nella sua bocca.

“Lo vedi che ti è piaciuto?” – mi disse sorridendo

“Si…” – dissi io cercando di riprendermi da quello che era appena successo

“Adesso sta a te…” – disse distendendosi sulla schiena invitandomi a posizionarmi tra le sue gambe, allargandole.

Mi misi in ginocchio davanti a lei – “ma io non so come fare…”

“È semplice” – disse soddisfatta di avermi convinto – “devi muovere la lingua qui” – indicò le sue labbra – “come se fosse un gelato”

Mi avvicinai timidamente, sentendo dapprima il suo tenue sapore, e seguii le sue istruzioni finché non la sentii tremare e mi disse di smettere

“È piaciuto anche a te?” – chiesi io, lei mi rispose annuendo.

Gattonai fino a che non ero accanto a lei, e la abbracciai, con l’altra mano tirai su la coperta, lei era ancora nuda, sentivo la sua tenera pelle toccare la mia. Ci addormentammo.

 

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È il mio primo racconto, se vuoi inviarmi un feeedback mastrokaleido(at)gmail.com

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