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La mia esperienza con una coppia cuckold – Capitolo 53

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Capitolo 53

 

Dormimmo abbracciati tutta la notte, non la amavo ma il suo comportamento nel momento del bisogno non poteva lasciarmi indifferente, ero consapevole che la storia tra noi non poteva avere un seguito ma le ero grato, poi era così bella che risultava davvero difficile restarle distante.

La mattina successiva mi svegliò mia madre suonando il campanello, avrei cominciato la riabilitazione alcuni giorni dopo, Simona mi aveva già preparato la colazione e me la portò a letto dopo qualche minuto, lasciandoci soli per sistemare la cucina.

– “Sono felice per te che hai Simona accanto, è davvero una ragazza straordinaria.”;

– “Si è una brava ragazza in fin dei conti.”;

– “Perchè in fin dei conti? Non capisco questo tuo continuo metterla in dubbio.”;

– “E’ complicato mamma, te l’ho detto, un giorno magari ti spiegherò perchè parlo in questo modo.”.

Poco dopo arrivò Carla, nel periodo in cui ero rimasto solo non potevo permettermi di pagare i suoi servizi e mi ero aggiustato da solo, adesso che Simona era tornata a vivere con me l’aveva immediatamente richiamata, mi salutò ed augurò una pronta guarigione.

Vedere tutto questo fermento intorno fece aumentare in me il disagio di non essere autosufficiente ed il desiderio di tornare presto autonomo.

Quella mattina, intorno alle 10, arrivò un fisioterapista che aveva ingaggiato Simona per integrare la terapia di riabilitazione prescritta dai medici, Tommaso era un ragazzo di 28 anni molto competente e con il quale strinsi una bella amicizia, mi aiutò molto e trovò il modo giusto di spronarmi, una gran bella persona.

Cominciai quindi il mio recupero funzionale già la mattina stessa, i primi giorni era lui a farmi muovere le articolazioni spiegandomi nel dettaglio cosa avrei dovuto fare in autonomia per poter evitare di fare ulteriori danni. Tommaso ebbe subito chiaro in mente che la mia volontà di recuperare in fretta era forte, mi avvisò però che non avrei dovuto esagerare, una mossa sbagliata avrebbe potuto creare altri problemi, dovevo avere pazienza.

Dopo pranzo mia madre andò via con mio padre per delle commissioni, Simona si presentò completamente nuda nella mia camera, sorridente e con l’evidente intenzione di fare l’amore, la feci sfilare per me e quando si girò vidi che aveva un plug piantato nel sedere.

– “Tra un po’ ci sarà altro infilato li dietro…”;

– “Mmm tesoro mio quanto mi manca il tuo cazzo nel culetto.”;

– “Vieni qui e levati quel coso…”.

Si avvicinò e dopo avermi baciato lo sfilò, se lo mise in bocca e poi, dandomi la schiena, si penetrò con decisione il culo con il mio cazzo, cominciando una lenta e sensualissima danza, ruotava i fianchi e si spostava avanti ed indietro, era spettacolare quella donna, la presi per i fianchi e la inculai con forza, nel frattempo si stimolava il clitoride, ebbe un orgasmo, se lo sfilò e si girò mettendosi in mezzo alle mie gambe succhiandolo fino a farmi venire nella sua bocca.

Il resto della settimana passò lentamente, non ero abituato a stare in casa così tanto tempo, Simona mi portò in giro parecchie volte ma non potermi muovere agevolmente mi faceva sentir male, dipendere così tanto dagli altri poi ancor meno, faceva di tutto per non farmi sentire un peso ma non era semplice.

Una sera andammo al bar, non mi sentivo a mio agio entrarci su una sedia a rotelle ma il calore e l’affetto degli amici mi fecero immediatamente spazzar via ogni tipo di imbarazzo.

Sabato sera organizzò una cena a casa nostra, invitando una decina di amici, il suo tentativo di farmi star meglio lo apprezzai moltissimo, tra di loro c’erano anche Marco e Sabrina, oltre all’amico Peppe, il barista del bar che frequentavo, si era fatto sostituire per esser presente, fu davvero una bella serata, andarono via che era notte fonda, avevo bevuto molto ed anche Simona era decisamente su di giri, andammo a letto e cominciammo a far l’amore. Avevo mente e corpo offuscate dall’alcool ma mentre facevamo sesso uscì con uno dei suoi discorsi.

– “Gianluca ti amo, ti amo da impazzire, voglio stare con te per tutto il resto della mia vita!”;

– “Simona sei sposata, io sono solo il tuo amante ricordatelo…”.

La situazione stava diventando imbarazzante ma fortunatamente ebbe un orgasmo ed il discorso si interruppe tra un suo gemito di piacere ed il fatto che immediatamente si infilò il mio cazzo in bocca, ero ben lontano da venire, l’alcool mi ha sempre fatto questo effetto. La feci riprendere e poi la invitai ad incularsi, fu ben felice di obbedire, quando aveva il cazzo nel culo era così presa che certi discorsi non li prendeva mai, cominciò a cavalcarmi in maniera forsennata, mi faceva quasi male per quanto saltasse su di me ma era anche talmente bello che la lasciai fare. Ci volle parecchio prima di venire, lo feci nella sua bocca, ammirandola mentre ripuliva per bene tutto.

Dopo esserci sistemati tornò a letto e ci addormentammo in fretta.

Nei giorni successivi cominciai la riabilitazione, sia in ospedale che con Tommaso, ripresi anche a lavorare a pieno ritmo, ci volle circa un mese per poter tornare ad avere una buona mobilità, grazie alla mia testardaggine e volontà bruciai le tappe ristabilendomi prima del previsto.

Con Simona il quel periodo le cose tornarono a funzionare, sia nella vita di tutti i giorni che a letto, Paolo era venuto una sola volta fermandosi una giornata e ripartendo dopo cena, lei era stata straordinariamente premurosa e disponibile, sopportando anche il mio nervosismo quando le cose non andavano come mi aspettavo.

Si fece raccontare tutto quello che avevo fatto in quel periodo con Alessia e la sua passione per la sottomissione crebbe in maniera esponenziale, non solo a letto ma anche nella vita quotidiana, divenne docile e remissiva senza eccedere nell’ossessiva gelosia che aveva rovinato il rapporto con lei, era furba e non commise quell’errore.

Mi ricomprò una nuova auto, identica alla precedente e tornai ad avere la mia autonomia anche negli spostamenti, riuscendo a muovermi senza che lei mi facesse da autista come aveva fatto in quel periodo, assaporai finalmente cosa volesse dire riprendere a vivere ed anche sul lavoro tornai ad avere le soddisfazioni che volevo.

Una sera tornai a casa tardi, c’era stata una riunione ed una cena con alcuni clienti a seguire, ero esausto ma soddisfatto perchè riuscii a concludere un affare molto importante, era dal mattino alle 7,30 che ero in giro, quando entrai in casa la trovai con quel completino da cameriera sexy che ogni tanto indossava, era così bella da togliere il fiato, mi accolse abbracciandomi e baciandomi con molta passione.

– “Mi sei mancato tantissimo amore mio, mi sembrava di impazzire senza di te…”;

– “Mi sei mancata anche te, sei bellissima Simona, sono stanchissimo, ho le gambe a pezzi, devo ancora abituarmi a stare tanto tempo così in piedi.”;

– “Vieni a riposare un po’ sul divano, ci penso io a te…”.

Mi prese per mano accompagnandomi in salone, mi fece sedere sul divano, poi si inginocchiò davanti a me e sorridendo mi sfilò le scarpe e le calze, poi si alzò e disse:

– “Aspettami qui tesoro…vado a prendere alcune cose.”.

Accesi la televisione, ero abituato ai suoi vizi e sapevo che non dovevo fare troppe domande ma semplicemente attendere cosa si era inventata questa volta, tornò dopo pochi minuti con un vassoio contenente un aperitivo ed alcune tartine, lo appoggiò sul tavolino avvicinandolo al divano in maniera che potessi arrivarci comodamente, mi baciò ed aggiunse:

– “Comincia a bere che arrivo subito.”;

– “Ma tu non bevi niente?”;

– “Avrò da fare tra poco…”.

Detto in quel modo e con il viso che aveva cominciai ad eccitarmi in maniera notevole, tornò dopo qualche minuto con un catino, una brocca ed un asciugamano in spalla, senza fare domande le sorrisi, si inginocchiò nuovamente davanti ai miei piedi e con aria molto servizievole mi chiese di alzarmi, mi sfilò i jeans e successivamente, dopo esser tornato a sedere, mi fece mettere i piedi nel catino, versò un po’ di acqua calda dalla brocca e chiese:

– “Va bene oppure è troppo calda?”;

– “Va benissimo Simona.”.

Mi insaponò accuratamente i piedi, poi li sciacquò, nonostante tutto quello che in passato avevamo fatto insieme quel gesto mi imbarazzò, lo trovai molto intimo, lo fece in maniera così dolce che risultò di una sensualità unica, mi guardava con occhi pregni di eccitazione e devozione, due sentimenti che trasparivano chiaramente e che mi fecero davvero emozionare. Dopo averli asciugati cominciò a massaggiarli, era bravissima, faceva scorrere le dita senza farmi solletico nonostante lo soffro moltissimo, forse perché era così eccitante vederla e sentirla che la mente era impegnata a godersi ogni suo gesto. Si dedicò a lungo alle mie estremità, sentivo che le sue mani mi trasmettevano quello che provava, cominciò poco dopo a leccarmeli, nel frattempo si masturbava, era così eccitata che a volte si fermava ansimando, mi esaltava moltissimo vederla così presa, nonostante non avessi mai apprezzato la sua passione per i piedi, però era davvero coinvolgente ammirare la sua devozione, quello era l’aspetto che mi mandava in orbita. Si mise un piede alla volta sulla spalla e mi baciò le gambe, leccava ed ansimava, avevo la pelle d’oca, salì piano piano fino ad arrivare all’altezza del cazzo che era chiaramente durissimo, lo accarezzò da sopra gli slip, leccò il tessuto e con la bocca socchiusa strinse con le labbra l’asta in tutta la sua lunghezza, le poggiai una mano sulla testa, girò il capo e me la baciò, prese in bocca l’indice e lo fece scorrere tra le sue labbra.

– “Sei meravigliosa Simona…”;

– “Ti amo da impazzire Gianluca, sono tua…farei qualunque cosa per te…”;

– “Lo so che sei mia, è quello che desidero piccola…”;

– “Adoro quando mi chiami così, lo sai vero?”.

Non le risposi, sorrise, sembrava quasi commossa, aveva gli occhi lucidi, gli stessi che avevo ammirato altre volte ma quella sera mi fecero maggiormente effetto, mi sfilò gli slip, cominciò a leccare le palle, aveva la lingua caldissima, le insalivava abbondantemente per poi asciugarle accuratamente, mi godevo il suo splendido lavoro deglutendo spesso per quanto fosse abile, risalì lentamente lungo l’asta stringendola tra le labbra socchiuse arrivando sulla cappella, la leccò e poi lo prese in bocca fino in fondo con una facilità disarmante, sapeva quanto amassi quel modo di farlo, restava con il cazzo completamente piantato in gola fino a farsi mancare quasi il respiro, poi se lo sfilava lasciandolo pregno di saliva che poi asciugava con la lingua, era maestra assoluta in questo campo. La desideravo, le alzai la testa invitandola ad alzarsi, la feci girare dandomi la schiena, standole dietro le sfilai la parte superiore del vestito, indossava un reggiseno molto sexy di pizzo nero, poi il gonnellino, ammirai il suo meraviglioso sedere, aveva un perizoma in coordinato così fine che non riusciva nemmeno a coprire la sua meravigliosa fighettina, reggicalze ed autoreggenti completavano un quadro d’insieme che lasciava senza fiato, la abbracciai mettendole le mani sui seni, girò la testa verso di me e ci baciammo, la sua mano scese a tastarmi il cazzo, lo accarezzava e lo impugnava, scesi con una mano tra le sue gambe, era fradicia, appena poggiai il dito sul clitoride cominciò a gemere, la masturbai per pochi minuti in quella posizione ed ebbe un intenso orgasmo, le gambe si piegarono, si girò di scatto e mi baciò con passione, la presi per mano, la feci mettere seduta sul tavolo, mi avvicinai, la abbracciai e restando in piedi la penetrai, le sue gambe cingevano la mia vita, la scopai a lungo in quella posizione, poi lo sfilai, capì subito le mie intenzioni, allungò una mano e lo spostò nel culo, lo affondai immediatamente e la inculai finchè ebbe un altro orgasmo, schizzò abbondanti umori ed urlò:

– “Ohh sììì ti prego non ti fermare!!!”.

Mi strinse forte mentre continuavo ad incularla, contorcendosi e spingendo con il bacino verso di me ad ogni mio affondo, venni anch’io poco dopo e mi fermai, ansimando ci baciammo a lungo, poi si spostò e lo prese in bocca ripulendolo accuratamente, ero esausto ma così appagato che facevo fatica a restare in piedi.

Andammo a farci la doccia, era da un po’ che non la facevamo insieme, volle lavarmi e la scopai un’altra volta, stavolta le venni in bocca e volle anche farsi pisciare addosso come ai vecchi tempi.

Da quella sera si può dire che iniziammo da dove avevamo interrotto pochi mesi prima, Paolo non si fece vedere per settimane, la sua presenza era diventata minima, nei due mesi successivi lo vidi un paio di volte ma evitammo di fare sesso davanti a lui, eravamo ormai una coppia e lui semplicemente un ospite. Scopavamo ad una frequenza assurda, non ero più innamorato di lei, però le volevo bene, il sesso ci teneva molto uniti, inoltre mi aiutò moltissimo nel riprendere la totale mobilità, sia psicologicamente nei momenti difficili che economicamente continuando a mettermi a disposizione il lavoro e la professionalità di Tommaso che fu determinante.

Verso la fine del mese di maggio Paolo venne a trovarci, era un venerdì, quella sera aveva anticipato a Simona che doveva darci una notizia poco piacevole, arrivò verso l’ora di cena, prima di mangiare ci riunimmo tutti e tre in salone, era evidentemente triste e giù di morale.

– “Ragazzi devo dirvi una cosa molto importante…”.

Simona sembrava abbastanza disinteressata, oppure sapeva già cosa avesse da dire, anche se negò la cosa quando ne riparlammo in separata sede.

– “Simona sa benissimo che parte delle mie attività si svolgono nel Sud Italia, ho sempre avuto chi le seguiva egregiamente al posto mio mentre mi occupavo degli affari nel resto del paese, raramente mi sono dovuto spostare fin laggiù, era una persona fidata e di vecchia conoscenza…”;

Simona gli rispose quasi seccata:

– “Detto questo che ci può anche fregare poco cosa è successo?”;

– “E’ successo che questa persona invece si è rivelata un poco di buono, è venuto fuori che negli anni si è fregato un mucchio di soldi, l’ho licenziato e denunciato, ora devo seguire quelle attività di persona, oltre a dover partecipare alle udienze che ci saranno laggiù, non posso farlo da qui, è richiesta la mia presenza fisica.”;

– “Buon viaggio Paolo, quindi starai giù per un po’ di tempo?”;

– “A tempo indeterminato tesoro, qui ho chi seguirà i miei interessi, non so se e quando potrò tornarmene su, laggiù c’è da ricostruire quello che quel disgraziato ha distrutto, c’è un intero team coinvolto che mangiava alle mie spalle e non sarà semplice trovare le persone giuste che li sostituiscono, sono sincero, dovremmo trasferisci laggiù a vivere…”;

– “Tu sei pazzo, da qui non mi muovo di certo…”;

– “Volevo chiederlo anche a te Gianluca, avrei proprio bisogno di un uomo di fiducia, hai ampiamente dimostrato le tue capacità, quello che hai saputo fare nei mesi passati ti ha formato, ho parlato con il tuo direttore, sarebbe davvero dispiaciuto di perderti ma i nostri accordi erano quelli già in precedenza, lo avevo avvisato che se avessi intuito correttamente le tue potenzialità prima o poi ti avrei offerto un lavoro per me, sarebbe ottimamente retribuito, quello che percepisci qui sarebbe un’inezia a confronto di quello che ti vorrei offrire…”;

– “Ti ringrazio per la fiducia Paolo ma sto bene qui, trasferirmi al Sud non mi interessa davvero, nemmeno per una cifra doppia rispetto a quello che guadagno adesso.”;

– “Sarebbe decisamente più del doppio di quello che guadagni adesso, so esattamente qual’è il tuo stipendio, comprese le provvigioni, hai tempo per pensarci, puoi anche farti un giro senza impegno quando mi sarò sistemato e decidere con calma, capisco che sarebbe un grosso cambiamento per te ma ti prego di valutare la mia offerta…”.

Simona mi guardò e poi replicò:

– “Io ti seguirò qualunque sarà la tua scelta, sappi solo che senza di te non mi muovo.”.

Dopodiché guardando il marito con aria di disprezzo aggiunse:

– “Tu sai benissimo che amo Gianluca, quindi non  aspettare che ti venga dietro, se vuoi vedermi sai dove sono, buon viaggio…”.

Ci furono alcuni minuti di assoluto silenzio, dopodichè chiusi il discorso:

– “Ragazzi, facciamo che ci dormiamo tutti sopra e domani torniamo sull’argomento a mente fredda?”;

Paolo rispose che era un’ottima idea e Simona replicò:

– “Concordo, ma non ho altro da aggiungere, se non mi cacci tu Gianluca sarò sempre al tuo fianco, buonanotte Paolo, adesso ho una gran voglia di fare l’amore…”.

Il marito deglutì eccitato ma lei spense immediatamente i suoi bollenti spiriti e disse guardandolo con disprezzo:

– “E’ finito il tempo per gli show tesoro, vai a dormire e se proprio vuoi sfogarti fatti una bella sega…”.

Detto quello mi prese per mano ed andammo a letto, scopammo in maniera a dir poco selvaggia ed alla fine andammo a farci la doccia, dopodichè parlammo della questione.

– “Simona, sei sicura di non voler seguire tuo marito? Sai che la nostra non è una storia che potrà avere un futuro, non voglio illuderti, adesso stiamo bene ma sai come la penso e soprattutto quali sono i miei sentimenti.”;

– “So benissimo che non mi ami Gianluca, io invece sono totalmente persa e pazza di te, lo sai che sono sincera, spero che prima o poi tornerai ad amarmi come un tempo ma sono disposta anche a restare così finchè dura, il giorno che ti stuferai di me ti chiedo solo di dirmelo, mi farò da parte senza fare scenate, sappi solo che se non sarai te a cacciarmi non andrò mai con lui, io vivo per te…”.

Il suo viso si fece triste e scuro, cominciò a piangere, la abbracciai, se fingeva era un’attrice professionista, ci volle un po’ perché si tranquillizzasse.

– “Apprezzo la tua sincerità, ti voglio bene Simona, però la situazione sai benissimo quanto è complicata, ne abbiamo parlato mille volte, voglio stabilità in un rapporto serio, potrei magari innamorarmi nuovamente di te ma sai benissimo quali sarebbero le condizioni…”;

– “Rinuncerei a tutto per te Gianluca, devi solo darmi una speranza e lascio Paolo all’istante…”;

– “Sono sincero Simona, non me la sento di chiederti una cosa simile, poi sai benissimo che non potremmo permetterci né questa casa né tutto quello a cui sei abituata ad avere, sei sicura di essere disposta a ciò?”;

– “Rinuncerei a tutto per te Gianluca, ragionando con il cuore lo farei subito, però capisco quello che dici, facciamo che ci diamo il tempo necessario di capire che futuro potremmo avere?”;

– “Sono d’accordo piccola…”;

– “Quando mi chiami così impazzisco lo sai…”.

Mi baciò appassionatamente e mi fece un pompino spettacolare, la lasciai fare nonostante fossi già soddisfatto dalla scopata di prima, ci volle parecchio prima di venire e vederla dedicarsi a me in quel modo fu davvero fantastico, non mi volevo più innamorare di lei, però era così bella e passionale che resisterle era davvero difficile.

 

Continua…

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