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La mia dolce fidanzatina svezzata (non da me) capitolo Uno

By 22 Settembre 2023No Comments

Salve, volevo scrivere di quello che mi è successo con la mia fidanzatina dell’epoca, fidanzata con la quale sono stato insieme la bellezza di 7 anni, dai miei 20 anni ai 27, poi separati, e dopo ritornati insieme, con la quale ho attraversato la fase cuck della mia vita., con lei che mi dava corda, e continua a darmi corda.

Tutto ciò che racconterò sarà solo la realtà, a volte modificata per ovvi motivi, a volte sarà quello che la mia memoria ricorda.

Era estate, ed ero in vacanza con i miei amici, era tutto un divertimento, partite di calcio, gavettoni e ragazze.
Certo non è che eravamo degli scopatori indefessi, ma cercavamo di divertirci magari con delle toccatine, e se eravamo fortunati anche con qualche gioco di mano da parte loro.
Avevamo conosciuto delle ragazze, e ricordo che ero in trattativa per mettermi insieme con una di loro, quando sulla scena apparve Lei, Marina, la ragazza che avrebbe rapito il mio cuore, con le quale avrei Scoperto il mondo cuck, anche se all’epoca non si conosceva ancora bene.

Marina aveva compiuto da poco i 18 anni era un ragazza biondina con gli occhi verdi, 165 di altezza per 53k scarsi, con due tettine sode, che sfidavano le leggi della gravità e un culetto sodo., ricordo ancora gli sguardi degli uomini sul suo corpo ancora acerbo, era una cosa che sortiva in me sia gelosia che eccitazione, vedere tutti quai padri di famiglia che la spiavano da dietro ai loro giornali, mi faceva morire…..
Ma quello che colpiva di lei era il sorriso, un sorriso che ti colpiva e attirava chi fosse nei suoi dintorni, per me somigliava a volte a Milly Carlucci da giovane, e a volte a Milly d’Abbraccio, dipendeva da come era alto il mio stato di arrapamento.

Non era bello stare con lei, era di più. era un misto di dolcezza e sensualità innata, niente che si possa imparare, passavamo le giornate a baciarci e a provare a toccarci (io), ma il retaggio della sua educazione non le permetteva di cedere, o forse, io non ero cosi bravo come credevo di essere.
Dopo un mese che eravamo insieme ci dovemmo separare, perché lei doveva andare al mare con la mamma, le solite ferie di tutti gli anni da fare nel solito posto, zona Riovivo a Termoli.
Ci telefonavamo tutti i giorni anche più volte al giorno, e qualche volta ero andato pure a trovarla per stare insieme di straforo qualche ora.

L’estate passò e cosi venne l’autunno, il caso volle che in una partita di preparazione, che parte del mio ginocchio partisse insieme a tutta la prima parte di stagione, fui ricoverato nel reparto ortopedia di Termoli.
In camera con me era ricoverato, Gianni, un ragazzone di 28 anni, era ingessato dal bacino in giù a causa di una caduta dalla moto, ricordo che le infermiere facevano a gara per aiutarlo a lavare ed aiutarlo nei bisogni, ogni volta si davano di gomito, e qualcuna alzava gli occhi al cielo.

Capii presto che quel ragazzo oltre al fisico imponente era dotato anche di un attrezzatura di una certa importanza con un affare abbastanza largo, circonciso e sormontato da una grossa e rossa cappella, che solo a guardarlo a riposo faceva impressione, figurarsi in pieno vigore.
Era alto 185 x un ottantina di chili, peloso e muscoloso con la pelle scura, dovuta all’abbronzatura.

Dopo le presentazioni del caso, in stanza c’eravamo solo io e lui, quando seppe la mia provenienza disse subito che era stato al mare insieme ad una ragazza della mia città, il suo nome era Marina…..

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