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L’amico di mio fratello ai tempi della quarantena

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Quando alla fine di febbraio si iniziò a capire che ci sarebbe stata una fare nuova, mai vista e mai vissuta nella vita di tutti, decisi che vivendo a Roma da sola in quanto mia figlia con mio marito viveva a Marsiglia e io lavorando a Roma non avevo  possibilità di raggiungerli scelsi di andare a vivere da mio fratello in quanto anche Lui viveva a Roma da solo. 

Così il lavoro iniziò in Smart Working sia per me che per mio fratello. Non ero molto pratica di collegamenti internet e a casa mia non sarei stata in grado di collegarmi continuativamente allo studio professionale dove lavoravo. La scelta fu pertanto quasi obbligata e le giornate passavano tra computer cellulare e faccende domestiche da sbrigare. 

Malgrado si stava a casa il lavoro era molto impegnativo, il governo aveva dato una mano a complicare la vita emanando norme spesso contraddittorie in materia di lavoro e fisco. 

I tempi di lavoro riempivano la giornata e a sera non avevo il tempo neanche di pensare, la vita sessuale logicamente era inesistente ma con il passare del tempo il desiderio iniziò a farsi vivo. 

Ogni tanto, malgrado le norme non lo consentissero, passava da noi l’amico di mio fratello Vittorio che abitava nell’appartamento adiacente e si fermava per qualche ora, trattenendosi a mangiare e fare quattro chiacchiere. 

Si stabilì perciò con Vittorio un buon rapporto di stima e di affetto, ma notavo che spesso il suo fissarmi era segnale che desiderava avere altro da me. Era passato già un mese e qualche volta per necessità lavorative dovevo recarmi sul posto di lavoro, come anche mio fratello e almeno per una mattinata sia Lui che io restavamo in casa da soli. 

Capitò così che mio fratello una mattina fu chiamato con urgenza alla sede della società dove lavorava per dei problemi da risolvere in loco e mi disse che sarebbe tornato solo dopo pranzo e di non aspettarlo. 

Non passò mezz’ora che era uscito che suonarono alla porta, controllai e vidi dallo spioncino che era Vittorio, non era previsto il suo arrivo ma conoscendolo lo lasciai entrare. 

Appena entrato invento una banale scusa in merito alla sua venuta e iniziò subito a guardarmi con insistenza. 

Non aspettando nessuno ero vestita in modo informale con una canotta e una gonna. 

Dalla canotta si vedeva un po’ di seno che attirò la sua attenzione e fissandolo iniziò a farmi dei complimenti. 

“Non avevo notato che hai un bel seno, mi piace molto” 

Dicendo così mi lusingò abbastanza e non risposi nulla, in quel modo per Lui fu quasi un incoraggiamento e la sua mano delicatamente mi accarezzò un seno da sopra la canotta. Nello stesso tempo provò a baciarmi avvicinando le sue labbra alle mie, dicendomi “Mi piaci, Ti desidero”. 

Non sapevo che fare e gli dissi solo “Fermati, può tornare mio fratello da un momento all’altro”, Lui subito rispose “Non penso proprio, tornerà solo questo pomeriggio e io ti voglio subito”. 

Le sue mani accarezzarono anche l’altro seno mentre continuò a baciarmi sul collo scendendo verso il seno. 

La canotta fu fatta scendere da una spalla e un seno messo fuori dal reggiseno. Poi anche l’altra spallina fu abbassata e il reggiseno sganciato da dietro tolto del tutto. 

Lo ammirava quasi estasiato e delicatamente continuò ad accarezzarlo prima con le mani e poi con la lingua, baciando i capezzoli che intanto si erano inturgiditi. La cosa iniziava a piacermi e nello stesso tempo a rilassarmi. Non dicevo una parola e nemmeno Lui, lasciavo fare e basta. 

Stavamo ancora in piedi, la canotta era arrotolata alla vita e copriva la gonna allora Vittorio la spinse in basso fino a farla cadere a terra. Mentre continuava a baciare il seno le sue mani scesero verso il basso e iniziarono ad accarezzare le cosce coperte dalla gonna che spinta verso l’alto le scopri fino a raggiungere le mutandine. Poi aperta la cerniera la gonna venne fatta scendere e tolta 

del tutto. Erano rimaste le mutandine, a coprire la figa pelosa, ma, anche quelle furono tolte e rimasi completamente nuda davanti a Lui a dir poco estasiato. Non succedeva da tanto tempo che mi trovassi nuda davanti ad un uomo che non fosse mio marito, con il quale tra l’altro non avevo rapporti da alcuni anni. Il suo baciare scese verso il basso e si soffermò prima sull’ombelico e poi sulla figa. 

Si era in piedi e non era agevole leccare la figa, spostando un po’ il pelo le grandi labbra e il clitoride subirono un trattamento che mi disinibì molto facendomi raggiungere quasi un orgasmo. 

Dovevo prendere io l’iniziativa e iniziai ad aprire la camicia mettendo a nudo il petto di Vittorio. Poi le mie mani scesero verso il basso e toccai la consistenza notevole del pene che quasi scoppiava rinchiuso ancora nei pantaloni e nello slip. Ci volle poco ad abbassare la cerniera,   sbottonare l’unico bottone e abbassare pantaloni e slip trovandomi di fronte a qualcosa di veramente imponente. 

Vittorio mi spinse con la testa verso il basso e me lo ritrovai davanti alla faccia. 

Non ci pensai due volte e feci quello che avevo fatto solo pochissime volte a mio marito, iniziai a leccarlo e poco dopo Vittorio me lo spinse completamente in bocca.

Non avevo esperienza in merito ma mi diedi da fare come meglio potevo. Il pene era grande e con una certa difficoltà cercai di prenderlo tutto in bocca, fino a che sentii pulsarlo e un  getto di  sborra  calda mi arrivò in gola. Ci pensai un attimo e per la prima volta inghiottii tutto. 

Ci fu una breve fase di rilassamento e non potevamo continuare a stare in piedi, così portai Vittorio nella mia camera da letto dove ci continuammo ad accarezzare teneramente su tutto il  corpo. 

L’eccitazione era ancora tanta per entrambi, il pene di Vittorio stava ridiventando duro, desideravo averlo dentro di me e quasi inconsciamente allargai le gambe facilitando alle mani di Vittorio la stimolazione della mia figa  che era molto bagnata e pronta a prenderlo. Il pene strusciava sulla figa e la mia eccitazione saliva sempre di più allora dissi “vieni dentro di me” e spingendo leggermente ma poi con forza mi penetrò fino in fondo mentre le nostre lingue si attorcigliavano sempre di più in un bacio appassionante. Le spinte proseguivano e il su e giù aveva un ritmo sempre più continuo e piacevole, la cosa  in pochi minuti mi eccitò al tal punto che venni con un potente orgasmo mentre tre o quattro fiotti di caldo seme mi riempirono la figa. 

La successiva fase di rilassamento ci fece assopire per un po’ di tempo abbracciati teneramente. 

Le sue mani ripresero ad accarezzarmi su ogni parte del corpo, una si soffermò sul mio fondo schiena e girava attorno alla mie chiappe, iniziando con un dito a stimolare il mio culetto e ad introdursi nello stesso. La cosa mi sembrò strana e mi dava un po’ fastidio anche se la parte era eccitata e anche lubrificata dagli umori che uscivano dalla figa per il recente orgasmo. 

Il dito si muoveva su e giù cercando di entrare fino in fondo e un secondo dito cercava di entrare, la cosa non era mai successa, il mio culo era vergine ma presa dall’eccitazione lasciai fare. Lui disse “voglio il tuo culo” e tolto il dito provo ad entrare col  cazzo. Mi mise un cuscino sotto la pancia e iniziò a spingere, il dolore si fece sentire, cercavo di sopportare accarezzandomi la figa per eccitarmi di più ed effettivamente questo aiutò consentendo l’ingresso per qualche centimetro. Le spinte continuarono, mi sentivo sventrata ma lentamente l’opera riuscì e mi ritrovai con quasi 20 centimetri di cazzo dentro di me. Iniziò un movimento che a poco per volta fece sparire il dolore e a piacermi fino a che alcuni fiotti di sperma caldo mi riempirono il culo. Lui era venuto con enorme piacere e mi accarezzava le tette cercando di stimolarmi sempre di più senza uscire dal culo. Passato qualche minuto riprese a muoversi e la cosa fece venire anche me. 

Erano passate circa tre ore, il piacere era stato tanto ma era necessario riprendere coscienza e tornare alle proprie cose perché mio fratello poteva rientrare da un momento all’altro. 

Ci rivestimmo, ci salutammo con poche parole e dopo qualche minuto effettivamente mio fratello tornò. 

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