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Tradimento

SERATA DANZANTE prima parte

By 25 Giugno 2026No Comments

Sono Paolo, sono al lavoro, il mio collega Giovanni dice che a breve dovrebbe passare un suo amico a salutarlo, mi chiede se non lo conosco, si chiama Vittorio ha sessantotto anni è in pensione da diversi anni, è maestro di ballo nel tempo libero da delle lezioni.
Gli sembra strano che non lo conosco, per fermi capire chi è mi dice che è single, si era sposato ma poi ha divorziato presto, è un amante delle belle donne, si dice che ne ha scopate molte, anche mogli e fidanzate di altri, è conosciuto con il nomignolo di Uccello d’oro, sembra che abbia un attrezzo molto grosso e lungo.
Ma niente io non ho mai sentito parlare di Uccello d’oro.
Ma eccolo alla porta Uccello d’oro in persona, in effetti è una persona che ho già visto, “vieni anche tu” mi dice il Giovanni, ci beviamo un caffè con il mio amico che di sicuro ci racconta qualche sua avventura.
È alto spalle larghe e ancora un fisico atletico nonostante l’età.
Stuzzicato da Giovanni parte a raccontarci:
Ieri sera come ogni giovedì sono andato al bar in riva al fiume che scorre in città, fanno la serata liscio fuori nella veranda e gli amanti del ballo lo frequentano in massa.
Ero al bancone bevevo una birra con il mio amico e coetaneo Sandro, anche lui single e ballerino, bell’uomo brizzolato con ancora un bel fisico possente, sulla pista sotto la tettoia donne e uomini ballavano mentre l’orchestrina suonava.
Ad un tratto, noto una che conosco moto bene, amate del ballo e frequentatrice del locale, si chiama Dalida, lei mi vede e subito viene a salutarmi.
La conoscete ci chiede, Giovanni dice di no, io penso di si ma dico anche io no non mi pare.
Vittorio continua il suo racconto:
Dalida è una quarantenne bionda con un bel culo, abita nel paesello non distante dalla citta, amante del ballo ma anche dei grossi arnesi, è sposata ma me la sono scopata un po’ di volte l’estate scorsa.
Ho presentato a lei Sandro e come compagno di avventure, lei riso immaginando subito che tipo di avventure.
L’ho conosciuta l’estate scorsa qui in questo bar, era con degli amici che ci hanno presentato e poi abbiamo ballato assieme tutta la sera.
Aveva dei pantaloni stretti che mostravano il suo bel culetto, durante una stretta lambada gli avevo fatto sentire il mio cazzo duro prima sulla sua pancia e poi sul culo, lei strusciava le sue chiappe e il suo pube sul mio grosso arnese.
Gli avevo sussurrato all’orecchio che mi sarebbe piaciuto se veniva a casa mia a bere qualcosa prima di tornare a casa da suo marito e lei aveva detto che gli sarebbe piaciuto ma prima doveva portare a casa i suoi amici che erano in macchina con lei.
Penso che Vittorio stia raccontando una storia vecchiotta perché non ne ha di nuove, ma comunque è interessante anche perché io ho capito chi è Dalida, penso proprio di conoscerla.
Vittorio va avanti nel suo racconto:
Preparai un drink mentre l’aspettavo, quando arrivò disse solo ho poco tempo scopami, la baciai mentre le mie mani erano sulle sue chiappe lei inizio a slacciare i miei pantaloni alla ricerca del mio cazzone, poi si inginocchiò e cominciò a leccarmi la cappella, lo prese tutto in bocca in un magnifico pompino.
Poi mi spinse sul divano, si tolse tutti i vestiti e sali sul mio cazzo dritto e duro per una grande cavalcata, all’inizio si dimenava lentamente poi sempre più velocemente, quando capi che stavo venendo si inginocchiò di nuovo e assaporo la mia copiosa sborrata”
A Vittorio piace raccontare e infatti continua:
Durante l’estate scorsa l’ho scopata un po’ di volte, ma ricordo con piacere una sveltina successa una sera al bar c’era anche suo marito e me lo ha pure presentato.
Mentre ballavamo mi ha sussurrato all’orecchio che aveva voglia di scopare e mi ha detto di seguirla al parcheggio delle auto.
Ci siamo appartati dietro le automobili nell’oscurità lontano dalle luci della balera, lei aveva una minigonna di gins, gli ho infilato una mano tra le gambe mentre la baciavo, la sua fighetta era un lago.
Pochi secondi poi si è girata, ha tirato su la gonna, ha appoggiato le mani sul cofano di una macchina mi ha detto scopami il culo.
Con una mano ho scostato un po’ le sue mutandine, ho infilato le dita dentro la sua figa bagnata e poi dentro il suo buco del culo.
Poi ho estratto il mio cazzone e l’ho infilato dentro il suo buchetto, prima piano e poi sempre più con forza, colpi decisi, lei ansimava cercando di non gridare, fino a quando gli ho sborrato tutto dentro.
Bella storia ma dell’estate scorsa, forse Vittorio quest’anno non è in forma penso, ma Giovanni non solo lo pensa me glielo dice “Hei Vittorio poi ieri sera l’hai scopata sta Dalida o no?”
Apetta dice Vittorio adesso ti racconto.
Penso che sia meglio che torniamo a lavorare le storie di Vittorio sono un po’ lunghe penso.
Ma lui parte con il racconto:
Quest’anno è la prima volta che la vedo al bar, Dalida mi spiega che le donne con lei sono tutte delle amiche che fanno parte di un gruppo della proloco e sono andate tutte a cena assieme.
Ops anche mia moglie Giovanna ieri sera è andata a cena con le amiche della proloco e poi ha fatto un po’ tardi, penso tra me e me.
Ma Vittorio continua il racconto:
Con loro però ieri sera c’era un’altra quarantenne che mi attizzava, mora capelli lunghi raccolti in una coda, labbra carnose, vestitino corto svolazzante, belle gambe nude abbronzate slanciate da un tacco 12.
Dalida nota subito che la sto squadrando e mi dice, ti piace la mia amica, la conosco dalle medie, è molto sposata ha due figli, se vuoi te la presento ma non credo che te la molli.
Tu presentamela poi vediamo magari finiamo a casa mia in quattro per una bella ammucchiata ho buttato là.
Con Dalida ci avviciniamo alla mora, sprigiona erotismo da tutti i pori, “Vittorio lei è Giovanna, Giovanna lui è Vittorio”.
In quell’istante ci chiamano per un’urgenza e io e Giovanni dobbiamo salutare Vittorio che ci dice vabbè ve la racconto un’altra vota.

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