Anna è ancora arrabbiata per quanto successo al lavoro, mentre guida in mezzo al traffico per recarsi da sua zia Luisa. È una ragazza sulla trentina, con capelli castani che le sfiorano le spalle, occhi marroni, un fisico atletico, un bel sedere sodo ed una quarta di reggiseno, alta 1,60 cm. Amante del fitness e dell’informatica lavora da qualche anno in una software house come ingegnere, ma da qualche tempo il lavoro le procura frustrazione, e la causa è una sua collega, Eva. Da qualche tempo il responsabile dello sviluppo affida a lei i progetti più importanti, nonostante Anna sappia che si impegna sul lavoro molto più di Eva, e questo particolare le provoca nervosismo. Arrivata da sua zia, si mettono a sedere in giardino, sedute ad un tavolino all’ombra a bere qualcosa di freso. La zia, vedendo la nipote un po’ scura in volta le domanda “Cara, è tutto ok? Ti vedo pensierosa, c’è qualcosa che non va?” A “No zia, niente di particolare, è sempre Eva, la mia collega che mi fa saltare i nervi, proprio non la sopporto!” L “Le hanno affidato di nuovo un progetto che avresti dovuto sviluppare tu?” A “Esatto…” L “Se vuoi posso dirti il motivo, e le competenze informatiche non c’entrano…” A “In che senso…?” L “Come ben sai, il responsabile dello sviluppo, Carlo, è amico di tuo zio, sin dalle scuole medie, insieme hanno fatto anche l’università e si sentono spesso, specialmente per raccontarsi le loro scappatelle. Meno di un mese fa, ero uscita, ufficialmente per portare l’auto a riparare, ma in realtà volevo succhiarlo al meccanico…” A “Ma zia…” L” Questo non è importante, quello che conta è che sono dovuta tornare a casa perché mi ero dimenticata il cellulare. Mentre mi dirigo in cucina a prenderlo, sento tuo zio che, al telefono, con il vivavoce, sta lavorando al pc nel suo studio, parla con Carlo, ed il suo ex compagno di scuola sta tessendo le lodi di una ragazza che lavora per lui, una certa Eva, che a quanto pare è particolarmente brava a succhiare. Esaltava le doti di Eva, e specificava come fosse brava ad ingoiarlo tutto, a non usare mai le mani, a leccarlo con movimenti serpentini della lingua dalla punta alla radice, di come fosse portata per succhiare le palle…” Anna, stupita da quanto ha appena ascoltato rimane a bocca aperta, e non riesce a pronunciare una sola parola. Ora tutto le è più chiaro, a questo punto è ovvio che tutto l’impegno che Anna ha dimostrato al lavoro, non c’entra… A “Che troia! Adesso mi spiego molte cose, quella troia succhiacazzi di Eva! Devo trovare il modo di farla licenziare!” dice mentre stringe nervosamente un bicchiere. La zia la guarda, sorride e le risponde “Non è così che potrai rifarti, la tua collega Eva ha semplicemente applicato una delle regole più antiche del mondo, quella del potere del pompino” A “Ma zia…cosa intendi dire?” L” Tu come te la cavi a succhiare? Hai esperienza? A parte il cazzo di Alberto, quanti altri cazzi succhi? Il pompino sugli uomini ha un potere enorme, fidati lo so per esperienza, come credi che abbia raggiunto la mia posizione manageriale? Anche grazie alla mia abilità nel fare fare bocchini.” Anna guarda incredula Luisa e risponde “Veramente io non ho mai tradito Alberto, e poi, se devo essere sincera, ultimamente a causa nelle nuove acquisizioni societarie che sta seguendo, al massimo facciamo delle sveltine” L “Bene, in questo caso, dammi qualche minuto, vado cambiarmi e poi mi accompagni a ritirare la macchina.”
Dopo poco più di dieci minuti, Luisa torna da Anna, indossa una gonna longuette grigia con uno spacco laterale, calze di nylon color carne, senza biancheria intima, una camicetta bianca attillata, che lascia intravedere il prosperoso seno, senza reggipetto e delle scarpe aperte con il tacco. Luisa è una donna di 54 anni, mora con i capelli che le arrivano a metà schiena, occhi scuri, labbra carnose, alta 165 cm, una quinta di reggiseno ed un fisico sodo scolpito dal duro lavoro in palestra che frequenta ogni giorno.
Anna guarda sbalordita la zia, che le risponde L “Bene cara, ora vai in camera e cambiati, ti ho preparato dei vestiti sul letto, indossali. Così andiamo a ritirare la macchina”. Anna è ancora incredula per il discorso di sua zia e per come le si è presentata, quindi senza battere ciglio, va a cambiarsi. Poco dopo torna, ed indosso ha una camicetta attillata che risalta il suo seno prosperoso, una gonna che arriva a metà coscia, non troppo attillata, delle calze di nylon scure, degli stivaletti con la punta scoperta ed il tacco e non indossa la biancheria intima. Anna ha avuto qualche dubbio prima di vestirsi, ma la voglia di rivalsa che ha nei confronti di Eva e di Alberto, che da troppo tempo non le concede le giuste attenzioni, li hanno spazzati via tutti.
L “Ora prendiamo la tua macchina, ti faccio strada, quando saremo arrivate, lascia fare a me, tu segui le mie indicazioni, ti mostrerò il potere che un donna può avere quando è brava a fare i bocchini” Senza dire una parola, Anna sale in auto, si mette alla guida e segue la strada che Luisa le indica. Dopo circa venti minuti di tragitto, arrivano all’officina, e prima di entrare Luisa dice a sua nipote “Fra poco chiudono, quindi il titolare non dovrebbe più esserci, di solito per le 19:00 se ne va, dentro dovrebbe essere rimasto solo un dipendente, mi raccomando lascia fare a me e fai come ti dico. Una volta entrate, vedono un uomo sulla quarantina, alto circa 175 cm, moro, leggermente stempiato con capelli e pizzetto castani, fisico asciutto, atletico, che sta lavorando ad una macchina. Senza girarsi esclama, quando sente chiudersi la porta “Sono le 19:20, fra dieci minuti chiudiamo, dovreste tornare domani” L “Mirko sono Luisa, scusa se mi presento adesso, ma ho dovuto aspettare che mia nipote uscisse dal lavoro per farmi accompagnare” l’uomo si avvicina di qualche passo, guarda le due donne e, visibilmente agitato risponde ” Oh…è lei signora Luisa, guardi non c’è problema, l’auto è pronta, come le avevo detto quando le ho presentato il preventivo la spesa ammonta a 830 euro”. Il meccanico mentre parla, non riesce a nascondere la sua agitazione, continua a guardare le lebbra carnose delle due donne e spesso lo sguardo gli cade sui seni di Anna e Lucia, che fanno intravedere i capezzoli attraverso il tessuto e sembrano dover uscire da un momento all’altro. Luisa si rende subito conto che l’uomo è eccitato, lo sguardo le cade all’altezza dell’inguine di Mirko, e la tuta lascia intravedere una piena erezione. “Guarda Mirko, io speravo di riuscire a pagare nello stesso modo in cui ho saldato per la sostituzione della cinghia dell’auto di mio marito” dice Luisa leccandosi le labbra “Inoltre, proprio perché la spesa è più alta ho chiesto aiuto a mia nipote Anna” “Signora Lucia…come le ho già detto sono un uomo sposato, e questa non è la mia officina, io sono un dipendente, le decisioni non le prendo io” risponde l’uomo visibilmente imbarazzato e con voce flebile L” Guarda…non lo saprà nessuno, e poi mi sembra il giusto riconoscimento per il lavoro svolto” dice la donna sollevandosi la gonna fino a scoprire la figa, che si accarezza infilando una mano dentro le collant L “E poi…hai visto le labbra di mia nipote? Hai visto il seno sodo? Non hai voglia di mettere il cazzo nella sua e nella mia bocca? Di infilarcelo in mezzo alle tette?” dice chiamando a se Anna, e facendole fare una lenta piroetta. Anna non ha detto nulla, ma si sente particolarmente eccitata, ha vampate di calore e sente lentamente la figa inumidirsi, la situazione la eccita notevolmente. Ripensa al disinteresse sessuale di Alberto nei suoi confronti, alla voglia di rivalsa nei confronti di Eva ed ogni freno inibitore cade. Luisa si avvicina a Mirko lentamente, con la camicetta sbottonata ed il suo seno prosperoso e sodo in bella vista, chiede ad Anna di chiudere il portone dell’officina a chiave, una volta arrivata a pochi centimetri dall’uomo, gli slaccia completamente la tuta e prende in mano il cazzo duro di Mirko L “Allora…le nostre bocche sono pronte ad ingoiare il tuo cazzo e le tue palle, tu sei pronto a riempircele di sperma?” così dicendo lo porta nel piccolo ufficio dell’officina dove c’è un piccolo divano. Luisa ci si siede, si solleva la gonna e a gambe aperte, si strappa le collant all’altezza della figa ed inizia a masturbarsi. Mirko è di fronte a lei, con il cazzo duro, di fianco a lui Anna, che seguendo le indicazioni di Luisa le si siede accanto L “Bene cara, adesso mostrami come fai i pompini, io correggerò i tuoi errori” M “Signora…le ripeto…io sono sposato…e poi non sono io il capo qui, ci lavoro solamente…” L “Zitto, devi solo fare una cosa, farti succhiare il cazzo fino a sborrare, al resto penseremo noi”. L’uomo, come ipnotizzato si avvicina alle due donne, e Luisa incita la nipote L “Cara, adesso mostrami come fai i pompini” Anna, un po’ titubante si avvina al cazzo di Mirko, un cazzo non troppo lungo, ma con un diametro notevole. Anna lo fissa per qualche secondo poi, rivolta a Luisa A “Zia…io…” L “Non aver paura, è un bel cazzo, ha un certo spessore ma sono sicura che impegnandoti riuscirai a prenderlo bene in bocca” e cosi dicendo spinge la testa della nipote verso il cazzo. Anna apre la bocca al massimo, a fatica il membro di Mirko entra, ma la ragazza si ferma a metà L “Bene, ma adesso devi prenderlo tutto in bocca, i pompini migliori sono quelli con gola profonda e senza l’uso delle mani” e così dicendo le spinge la testa con forza, in modo da farle ingoiare tutto il cazzo di Mirko fino alle palle. Anna si sente quasi soffocare, ma resiste, ed inizia a muovere la lingua mentre Luisa lecca avidamente le palle del meccanico, con movimenti lenti e circolari. Mirko è in preda all’estasi, si siede sul divanetto e con due dita della mano destra masturba contemporaneamente Luisa nel culo e nella figa, muovendo le dita a velocità alterna, mentre con due dita della mano sinistra, con rapidi movimenti stimola la figa di Anna. Dopo qualche minuto Luisa inizia a succhiare il cazzo, con abilità e senza apparente fatica lo prende tutto in bocca, scende verso la base con movimenti rapidi per poi risalire lentamente, Anna invece si dedica alle palle, con dovizia le lecca e le lucida con movimenti lenti ma costanti della lingua. Mirko continua a masturbare le due donne con sempre maggiore intensità M “Siete due grandissime troie! Due maiale succhiacazzi!” Luisa si stacca per qualche secondo ed inizia a leccare il cazzo duro avvolgendolo con la lingua alla base ed ordina alla nipote di fare la stessa cosa sulla cappella. Mirko è in preda all’eccitazione e continua, con le dita a masturbare le due donne che ormai hanno la figa fradicia L “Allora Mirko, avevo ragione? Non è meglio questo come metodo di pagamento? L’altra volta sei rimasto particolarmente soddisfatto” dice la donna mentre, con la mano sulla testa della nipote, le detta il tempo facendole arrivare, con rapidi movimenti, il cazzo in gola per poi farla risalire velocemente M “Luisa…l’ultima volta mi hai dimostrato di essere una grandissima succhiacazzi, ma devo ammettere che anche tua nipote non è da meno” dice l’uomo mentre infila il dito indice e quello medio nel culo di Luisa. Anna intanto ha raggiunto una certa familiarità con il membro del meccanico e con movimenti rapidi della testa spompina l’uomo con dovizia e passione, le labbra carnose avvolgono il cazzo mentre con la lingua, quando arriva alla radice, lecca le palle. Quando risale, il cazzo è bagnato di saliva e quasi gli occhi le lacrimano, quando si stacca per prendere fiato, Luisa inizia a leccare la cappella, la avvolge con la lingua, con movimenti circolari e lenti, sente il membro pulsare, in un’erezione quasi ferrea. Dopo qualche minuto Mirko sente di essere vicino al limite M “Grandissime troie sto per sborrare!…” a questo punto Luisa si interrompe e dice ad Anna L “Questo è momento più importante, apri bene la bocca e tira fuori la lingua” e così dicendo per qualche decina di secondo prende tutto in bocca il cazzo e poi risale velocemente M “Maiale! Troie pompinare adesso vi schizzo in bocca!” Luisa si stacca velocemente ed assume la stessa posizione della nipote, dopo qualche secondo due fiotti di densa sborra finiscono sulla lingua di Luisa e due in bocca ad Anna, la zia ingoia rapidamente lo sperma, mentre la nipote ha qualche titubanza che però spariscono con l’aiuto della zia. Mirko è ancora in piedi, esausto, con il cazzo in semi erezione che strofina sulla faccia delle due donne che sono ancora inginocchiate ai suoi piedi. L “Ora possiamo andare cara. Vedo dall’espressione di Mirko che è soddisfatto”. Entrambe si rivestono, si sistemano i capelli ed escono dal piccolo ufficio L “È stato un piacere, ci rivedremo fra qualche settimana, l’auto di mio marito ha le pastiglie dei freni da cambiare” dice leccandosi le labbra. Anna e Luisa salgono ognuna sulla propria auto e si dirigono verso le rispettive abitazioni. Per giorni non parlano dell’accaduto, fino a quando, alla software house in cui lavoro Anna, non si deve decidere a chi affidare un altro progetto. La ragazza è particolarmente disillusa ed esprime i suoi dubbi al telefono con la zia A “Tanto so perfettamente che Carlo affiderà anche questo progetto ad Eva, ormai non ha più senso neanche che mi arrabbi” L “Cara, hai già dimenticato l’esperienza con Mirko? Ti dai per vinta così facilmente? Ascoltami bene, io conosco il vice direttore della tua ditta, Michele, ci ho concluso diversi affari negli anni, ed è uno con quale si può trattare, specialmente se gli si dimostra una certa abilità nel fare pompini” A “Ma zia, io ancora non me la sento…” L “È meglio rompere subito il ghiaccio, altrimenti rischi di farti soffiare anche questa volta il lavoro da Eva. Io conosco bene Michele e ti fisserò un appuntamento per domani nel tardo pomeriggio, è un favore che non mi rifiuterà, però poi starà a te convincerlo.” Il giorno dell’appuntamento, Anna, passa prima a casa di Luisa che le ha preparato gli abiti giusti. Una camicetta attillata, sbottonata in modo da far risaltare il grosso seno, una gonna non troppo larga che arriva fino a sopra le ginocchia, collant senza mutandine, niente reggiseno e scarpe con il tacco. Una volta indossati gli abiti, Luisa guarda soddisfatta la nipote L “Sei perfetta, gli verrà il cazzo duro appena ti vede, mi raccomando, quado ti siedi di fronte a lui, tirati su leggermente la gonna e apri un po’ le gambe, gerarchicamente Michele è sopra a Claudio, quindi quello che decide lui non può essere contestato.” Anna si dirige al suo appuntamento, è un po’ agitata ma ben decisa a contrastare Eva. Arrivata davanti all’ufficio di Michele, bussa e poco dopo viene fatta entrare ed accomodare. M “Buon pomeriggio Anna, mi scuso se la ricevo a quest’ora, se l’ho fatta tornare qui dopo il suo orario di lavoro ma sono giorni particolarmente intensi. Comunque…sua zia mi ha detto che voleva parlarmi…” il vicedirettore mentre parla continua a scrivere a pc non alzando mai lo sguardo dallo schermo. Intanto Anna si siede di fronte a lui, si sbottona un altro poco la camicetta, sedendosi si tira su un po’ la gonna ed accavalla le gambe in modo che si intraveda la sua figa. Terminato di scrivere, Michele alza lo sguardo, e quello che vede lo eccita immediatamente, è uomo che ha superato i 55, con capelli grigi, alto circa 1,70 cm, con occhiali da vista e qualche chilo di troppo. Sente immediatamente il cazzo indurirsi, e non riesce a non guardare i grossi seni sodi di Anna, non riesce a non guardare in mezzo alle sue gambe, dove, ogni volta che muove le gambe, le calze di nylon e la cucitura mettono in risalto la figa rosea della ragazza. Quando Anna parla, il vice direttore si fissa sulle labbra carnose e non riesce non pensare a quanto gli piacerebbe infilare il cazzo in bocca alla sua dipendente. Anna arriva al punto che le interessa “Vede dottore, io mi impegno moltissimo al lavoro, e penso di averlo dimostrato varie volte, ma quando ci sono progetti nuovi ed importanti su cui lavorare, io vengo sempre esclusa a vantaggio di Eva, io sono qui per convincerla delle mie capacità”. Michele è quasi ipnotizzato, il suo sguardo si sposta dalle labbra di Anna, rosse e carnose, al suo prosperoso seno, che sembra quasi far saltare i bottoni della camicetta, alle cosce sode messe il risalto dai collant, leggermente aperte che mostrano abbastanza bene la figa rosa con labbra carnose, della ragazza. Sa che deve rimanere professionale, serio e calmo, ma sente continue vampate di calore mentre sente il suo cazzo diventare sempre più duro fino a raggiungere la completa erezione. M “Vede…io non ho dubbi sulle sue capacità e sul suo impegno, ma certe cose le decide Alberto ed io sono sicuro che per affidare ad Eva tutti quei progetti ha le sue buone ragioni”. Anna divarica un po’ di più le gambe, e mentre si passa il dito indice sulla figa, leccandosi le labbra, ribatte “Lasci che le dimostri quali altre capacità ho, qualità che anche lei può apprezzare” dice alzandosi lentamente dalla sua sedia, facendo il giro della scrivania ed inginocchiandosi davanti a Michele che, seduto, mostra ormai un evidente gonfiore nei pantaloni, segno dell’alto livello di eccitazione in cui si trova. Il vice direttore ormai sta quasi per scoppiare, Anna lentamente gli abbassa la cerniera dei pantaloni “Forza, fammi vedere bene quanto è duro il tuo cazzo, voglio infilarmelo fino in gola” e tira fuori un cazzo perfettamente in tiro, non molto spesso ma abbastanza lungo, con una punta perfettamente scoperta e rossa. Senza pensarci due volte, la ragazza lo prende tutto in bocca, anche se a fatica, gli occhi le lacrimano ma lei resiste e con la lingua inizia a stimolare lentamente i coglion. Michele è eccitato come non mai, e con una mano palpeggia le sode e grosse tette della donna, mentre con l’altra, una volta bucate le collant, masturba velocemente Anna, inserendo il dito medio e l’indice nella figa bagnata. A ritmo alternato la giovane sale fino alla punta, che circonda e succhia con le sue labbra carnose, per poi scendere lentamente ma decisa fino prendere di nuovo tutto il cazzo in bocca, ormai è abituata e sono quasi scomparsi i conati, anche se le lacrime agli occhi, quado il membro arriva in gola, rimangono. Michele si gusta lo spettacolo, osserva arrapato la ragazza che avidamente e con maestria succhia il suo cazzo “Sei veramente una bocchinara perfetta, quella troia di tua zia ti ha insegnato bene, abbiamo concluso molti affari insieme, perché con la bocca è insuperabile. Adesso però sto per venire, e voglio finire come faccio con quella porca di Luisa”. Così dicendo si alza in piedi, fa mettere Anna con le spalle alla scrivania e le mani dietro la schiena. “Adesso apri bene la bocca” Anna ubbidisce e l’uomo infila il cazzo fino alle palle, inizia poi, sempre più velocemente, a scoparle la bocca della ragazza mentre le tiene una mano sulla testa con la quale si aiuta per affondare i colpi e fare entrare al massimo il cazzo. Il tutto dura poco più di un minuto poi Michele esclama, premendo con la mano la testa di Anna contro il suo inguine “Aaahhh grandissima maiala, adesso ti sborro in gola! Ti faccio assaggiare il mio sperma, come piace a quella vacca di tua zia!” e dopo pochi secondi Anna sente cinque fiotti di caldo liquido che le vengono spruzzati direttamente in gola, deglutisce tutto senza battere ciglio, quando Michele toglie la mano dalla sua testa, lei rimane ferma a succhiare, fino a quando il cazzo non è completamente moscio. Anna si alza, si ricompone, mentre l’uomo rimane esausto sulla poltrona, con il cazzo fuori dai pantaloni e l’espressione soddisfatta dipinta sul volto. M “Sei veramente brava con la bocca, tua zia ti ha insegnato bene, sei veramente una grandissima porca succhiacazzi” dice mentre infila l’indice della mano nella figa di Anna, per poi estrarlo e annusarlo A” E per quanto riguarda il nuovo progetto dei sistemi cloud?” M “Carlo non è al mio livello, tutto quello che lui decide deve avere la mia approvazione, quindi la gestione del progetto per i sistemi cloud è tua. So benissimo il motivo per cui affida i progetti ad Eva, ha sempre fatto così, si fa succhiare il cazzo in cambio di favori, ed io l’ho sempre invidiato, perché ci è sempre riuscito. A me non piace abusare del mio potere come fa lui, ma quando incontro donne come te e tua zia che prendono l’iniziativa di certo non mi tiro indietro e le premio, perché apprezzo l’intraprendenza e la troiaggine. Anna, contenta e soddisfatta, durante il tragitto telefona a sua zia L “Allora cara com’è andata?” A “Benissimo zia, ho avuto l’incarico di gestire il nuovo progetto dei sistemi cloud” L “Ottimo! Come hai potuto vedere, il pompino ha un potere particolare, che possiamo gestire a nostro vantaggio. Nella mia carriera ho chiuso accordi particolarmente vantaggiosi grazie alla mia capacità di fare bocchini e poi, Michele ha un bel cazzo, glielo si succhia sempre volentieri. Immagino ti sia venuto in bocca mentre te la scopava,,,” A” Sì, effettivamente ha un gran bel cazzo, nulla a che vedere con quello di Alberto, ed ovviamente sì è venuto mentre mi fotteva la bocca” dice Anna sorridendo soddisfatta L “Cara sono molto felice per te, congratulazioni”. Anna, soddisfatta, continua a guidare verso casa, leccandosi le labbra ripensando a quanto accaduto poco prima e convinta che per ottenere ciò che vuole, al lavoro ma non solo, potrà usare la sua abilità nei pompini, sapendo che può sempre contare sull’aiuto di Luisa.



a nessuno andrebbe di fare dei disegni illustrativi di questa serie?
Ti ringrazio, Agavebet: sapere che ti è piaciuto lo considero un vanto 😄
Ti lascio un commento, visto che il tasto cuore è rotto. Mi è piaciuto perché il “cliché del corriere” viene…
Hai ragione, ma la storia è stata presentata così perché è stato soprattutto lui a confidarmi le loro esperienze, con…
È così, alla fine si capisce quanto hanno influito i rapporti incestuosi della famiglia in come è diventata Laura, la…