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A Giulio, mio marito, piace scoparmi con un altro uomo, vedi il racconto ‘Beata separazione’, ma dopo un po’ che scopavamo con una certa regolarità con un altro uomo, il gioco cominciava a stancarlo. Lo capivo da come organizzava gli appuntamenti, sempre con minor intensità e voglia.

Ma qualcosa stava certamente escogitando, e siccome qualunque cosa fosse mi avrebbe visto attrice principale e mi avrebbe procurato grande goduria, non dicevo nulla e aspettavo.

Un pomeriggio mi chiamò al telefono dall’ufficio dicendomi che saremmo andati a cena dal suo capo, il Dott. Marco, un sessantenne che aveva sposato in seconde nozze una gran fica molto più giovane di lui, Ester. Alta, bruna, molto mediterranea, l’avevo vista un paio di volte in alcune situazioni ufficiali di lavoro, veramente molto bella.

Giulio mi disse di mettermi qualcosa di classico, non provocante, andavamo a casa del suo capo e non potevano certo far capire i nostri segreti sessuali. Pensai che sarebbe stata una serata molto pallosa, una di quelle in cui non vedi l’ora di tornare a casa. Giulio non passo a prendermi, ebbe un piccolo problema in ufficio ‘ Vai avanti tu, ti raggiungo appena finito’.

Mi recai a casa del Dott. Marco con un taxi, ma quando arrivai non trovai nessuno, tranne i padroni di casa. Lei era bellissima, con un vestito nero lungo con un grande spacco fino alla parte alta della coscia, che quando si sedeva lasciava tranquillamente vedere la parte superiore della calza autoreggente. Un magnifico decolté metteva in mostra tutta la bellezza del suo seno, una quarta ben fatta, soda, che si reggeva da sola senza bisogno di reggiseno.

Il Dott. Marco mi disse che gli altri erano stati tutti trattenuti in ufficio per un lavoro extra e che forse ci avrebbero raggiunto poi. Cenammo soli noi tre, poi ci trasferimmo in salotto, il Dottore si accomodò su una poltrona molto ampia, la signora si appoggio sul bracciolo del divano di fronte a lui, mettendo in mostra tutto lo spacco del vestito e facendo uscire fuori una lunga e meravigliosa coscia. Il dottore mi chiese cortesemente di versargli del cognac, andai verso il mobile bar e versai il liquore nel bicchiere, mi girai per portarglielo e vidi la signora che cominciava a toccarsi l’interno coscia fissando il marito in chiaro atteggiamento di chi sta aspettando un ordine.

Porsi il bicchiere al dottore, che disse: Grazie, cara, venga qui vicino a me a gustare lo spettacolo che mia moglie ora ci farà vedere.> Mi prese la mano e mi fece accomodare sulle sue gambe.

La moglie comincio a toccarsi il seno, facendo cadere la spallina e fece fuoriuscire uno splendido capezzolo, duro e proteso verso l’alto.

Era frastornata, non sapevo cosa fare, ma soprattutto mi chiedevo che fine aveva fatto Giulio, e cosa sarebbe successo se fosse stato lì.

IL dottore ordino alla signora di toccarsi di più, con maggiore forza, di entrare nel suo sesso, fù allora che mi accorsi che non portava gli slip ed aveva la passera completamente rasata.

Marco cominciò a toccarmi le coscia ma il vestito, che mi aveva detta Giulio di mettere, non gli consentiva di salire molto. >Le piace? E’ una bella donna, mia moglie? La eccita?
Non sapevo cosa rispondere, pensai che era una situazione molto imbarazzante, ma era sempre il capo di Giulio e non potevo andare via. Del resto la signora era veramente bella e si toccava in maniera molto eccitante. Seduta sulla gambe del dottore non potei non sentire che si stava eccitando non poco, e sentire un cazzo gonfiarsi sotto la mia coscia, non poteva lasciarmi indifferente.
>Si è molto bella, e vedo che eccita tutti.
>Ha ragione, mi eccita vedere mia moglie toccarsi, ma anche il suo corpo mi eccita molto.
Mi fece alzare e senza porsi alcun problema si apri la cerniera dei pantaloni.
>Venga ci pensi lei ad eccitarmi al punto giusto.
Fu molto spavaldo, non capivo tanta sicurezza, mi stava chiedendo di tiragli su l’uccello come se fosse un mio obbligo, un dovere. Non capivo tanta arroganza. Ma ero anche piuttosto eccitata e poi non era male, un po’ anziano, 65 anni portati molto bene, un bel fisico, insomma la cosa non mi dispiaceva affatto.
>Su non perda tempo> disse> E tu-rivolto alla moglie- spogliati tutta.
Mi inginocchiai davanti a lui e finii di aprire i pantaloni per consentire all’uccello di venire fuori. Non era veramente male, dirai fuori un bel cazzo semi duro, forse aveva bisogno di una maggiore spinta per crescere al punto giusto. Così lo accarezzai per bene, lo bacia delicatamente passandolo sulle mie labbra e sul viso, poi girai lo sguardo verso la signora, che era rimasta solo con le calze e si stava masturbando velocemente sul divano, poi alzai lo sguardo verso di lui, gli sorrisi ed infilai tutto il cazzo in bocca.

Non era completamente retto, cosi fu facilissimo farlo entrare tutto fino alla base, tanto che le labbra si persero nella folta peluria grigia. Lo succhiavo, passandolo con la lingua da un lato all’altro della bocca. Sentivo la signora sbattersi le dita velocemente nella fica e ansimare di piacere. Piano piano il cazzo del dottore cominciò ad indurirsi sempre più e dovetti farne uscire un po’, quando divenne tutto bello duro e retto lo feci uscire per cominciare a leccarlo per bene.

Lui chiamo la moglie> Dai vieni qui.
Mi spostai su un lato pensando che una volta eccitato avesse voluto scoparsi la moglie, ma lui ci ordino di leccarglielo insieme. Cosi ci mettemmo ai due lati e cominciammo una alla volta a far correre le nostre lingue lungo l’asta del dottore. Partivamo dal basso per raggiungere la cappella e mentre una leccava l’altra leccava la cappella, quasi le due lingue si davano appuntamento sulla punta del cazzo, per sfiorarsi leggermente e poi una delle due sfuggire verso la base.

>Brave così, leccate bene, fatemi sentire le vostre lingue, sono meravigliose.
Ci teneva le sue mani sulle nuche quasi ad accompagnare i nostri movimenti, e furono proprio le sue mani che ad un certo punto evitarono che una delle due andasse verso la base ma rimanesse lì sulla cappella insieme all’altra.

Le punte delle nostre lingue si trovarono insieme sulla punta del cazzo e spinte da dietro, dalle mani del dottore, non poterono non incontrasi.

Era la prima volta che baciavo una donna.

>Perché non si spoglia. Mi disse. Insieme ci alzammo, io e la signora, e fu lei a spogliarmi, mi tolse la giacca accarezzandomi i seni, fece scivolare giù la gonna e mi abbraccio. Guardandomi negli occhi slaccio il reggiseno liberando i capezzoli durissimi che stavo scoppiando. Mi bacio di nuovo per poi scendere verso i seni e cominciando a succhiarli cosi forte che dovetti staccarla con la forza.

Aveva uno sguardo di giaccio, si abbasso per togliermi anche gli slip, ero imbarazzata non ero mai stata con una donna, stavo pensando di scappare ma mi sentii prendere da dietro. Il dottore alzatosi si era spogliato e mi era venuto da dietro, appoggiando il suo corpo alla mia schiena, sentivo il suo cazzo lungo il solco del mio culo e le mani, da uomo duro, sui miei seni. Mi sembrò di ritornare alla normalità, tra le braccia di un uomo e con un cazzo sul mio corpo. Mi rilassai, anche perché comincio a baciarmi sul collo e sulle labbra. Sentivo il desidero di averlo salirmi dentro e non mi accorsi che la signora mi aveva completamente spogliata ed era scesa a baciarmi il monte di Venere. Capii che ero diventata la loro preda e non c’era possibilità di ribellarmi.

Sentivo il cazzo duro del dottore premere contro il culo, tanto da desideralo ad ogni costo, in quel momento l’eccitazione era tanta che avrei accettato tutto pur di averlo. Le mani della signora ora trafugavano sulle mie grandi labbra, facendo spazio alla sua lingua, pensai di portare la mano dietro per prendere il cazzo ed indirizzarlo verso la mia passera ormai super fracida, in modo da occuparla e togliere la lingua della signora da dentro.

Ma con grande sorpresa lei mi precedette. Prese il cazzo del marito e lo aiuto a penetrarmi, con immensa gioia mia.

>Brava amore, l’hai preparata molto bene. E’ bella larga e bagnata.
Si riferiva alla mia passera che la signora aveva preparata al marito.
>Ti piace vero, troia? Ora si stava rivolgendo a me
>Avevi voglia? Prima tu hai preparato me ora lei ti ha preparato per bene. Sei tutta un calore, non aspettavi altro. Ha ragione tuo marito sei proprio una cagna in calore.
Capii che era stato tutto organizzato da Giulio, mi aveva venduto, forse per una promozione o solo per il gusto di farmi scopare dal capo. Ma cosa c’entrava lei? Se mi avesse detto :Fatti sfottere dal capo. Non gli avrei detto di no. Avevo scopato con tanti sconosciuti, figurarsi con il capo.

La signora si era messa sul divano mentre il dottore mi scopava lì in piedi nel mezzo della stanza. Mi spinse verso il divano facendomi chinare verso la signora, capii la che mia esperienza lesbo non era finita e che avrei dovuto far godere anche lei.
> Avanti zoccola, lecca mia moglie. Cercai di tirarmi indietro ma lei mi prese la testa fra le mani e mi tirò giù. Cominciai con qualche leccata leggera, ma lei disse: > Più forte troia, non hai visto come si fa? Su da brava affonda la lingua.
Ormai non era più possibile tirarmi in dietro, ma soprattutto pensai cosa avrebbe detto Giulio se non avessi soddisfatto il capo. Così affondai la lingua nella passera della signora.
>Brava così, hai capito subito, si vede che sotto sotto sei una grande troia. Giulio lo dice che sei una zoccola’che ti piace prendere più cazzi, si brava succhia ..ti piace più questo o prendere due cazzi insieme.
Giulio gli aveva raccontato tutto.
Mentre leccavo ed il dottore mi sfotteva, non la sentivo più parlare, anzi sentivo dei rumori strani, feci una pausa ed alzai gli occhi. C’era Giulio, con il cazzo in bocca alla signora.
>Brava amore sei stata fantastica, continua che gli piace molto come la lecchi.
> Tua moglie è proprio brava Giulio, una vera troia, mi ha succhiato il cazzo in un modo divino.
E la signora, lasciato il cazzo di Giulio, < Vedessi come lecca la fica, una vera professionista, quasi non ci credo che è la prima volta. >Si ma ora ‘disse il dottore- mi fai vedere come li prendi tutte e due i nostri cazzi.
Ormai eravamo all’orgia pura. Giulio si sedette sul divano in posizione.
>Vedi capo, io mi metto seduto così, questa zoccola mi viene sopra e si mette il cazzo dentro.
Non ci fu bisogno di dire altro, mi misi in posizione e presi il cazzo di Giulio e lo puntai verso la mia passera.
>Aspetta-disse la signora- voglio mettercelo io.
Prima mi lecco per bene, poi prese il cazzo di Giulio e lo indirizzo verso la mia fessura spingendolo dentro.
>Ora vieni anche tu capo.
Il dottore si avvicino e la signora gli prese il cazzo per indirizzarlo anche lui verso di me. Ci fu un attimo che oltre al cazzo di Giulio, avevo anche un dito di lei dentro che faceva da apripista al marito, e poi anche la cappella del dottore.
Appena trovata la strada Marco mi penetrò con un solo colpo. Ero ritornata alla normalità, o quasi perché mentre i due uomini mi scopavano lei non perse l’occasione per leccarmi i seni o farseli leccare. Quando i due uomini finirono di svuotarsi dentro di me, riempiendomi di sborra, uscirono esausti, la signora si chinò tra le mie coscia e disse: Qui dentro c’è qualcosa che mi appartiene. Ti dispiace se me lo prendo? Ed incomincio a leccarmi, quasi cercando lo sperma del marito per riprenderselo. Cosa volte che gli abbia detto? Purchè lasci quello di mio marito.

P:S: aspetto sempre i vostri giudizi sulla doppia penetrazione alonsonapoli@virgilio.it

Autore Pubblicato il: 3 Maggio 2009Categorie: Trio0 Commenti

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