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Voglio rendere omaggio ad una persona un po, triste a cui tengo. Raccontare questa storia, misto di realta’ e desiderio, questa visione onirica puo’ essere un modo per darle nuova fiducia e felicita’ e magari da cosa””.

Ennesimo viaggio di lavoro, ennesimo in terre di cui si sente il nome solo sui giornali, per tristi motivi. Certo lavorare per chi si occupa di certe nazioni, non per motivi filantropici, ma per ragioni prettamente economiche, non porta gli stessi svantaggi che normalmente affronta chi vive in certe realta’ cosi’ depresse. Io, con lo staff che mi accompagna, vivo in un ricco albergo, che sara’ la nostra casa, a tante stelle, pagato dai miei direttori per i prossimi 4 mesi. Un posto che certamente stride con la poverta’ che mi circonda. L’idromassaggio, internet in camera, il frigo bar pieno, con alcune bottiglie anche di champagne, il pesce ogni sera, satellite con vari programmi, fra cui molti porno, sono in contraddizione con la poverta’ del paese che mi ospita, ma non sono io che devo salvare il mondo, ringrazio solo di essere nato in quella parte che non e’ perfetta, ma almeno i miei figli non moriranno mai di fame. Il mio staff e’ etrogeneo, uomini e donne, tutti occidentali, europei, varie specializzazioni. Ho, diversamente dal solito, due nuovi acquisti, una ragazza tedesca ed una donna italiana. La ragazza, o meglio ragazzona considerando che sara’ alta sul metro e ottanta circa, e’ la classica biondona tedesca. Seno prosperoso, fianchi invitanti, ma non eccessivi, gambe lunghissime colori chiari . Lei e’ il nuovo legal advisor del mio staff. E’ laureata in legge specializzata in diritto della nostra nazione ospite, e mi fa da consigliere sugli aspetti legali. E’ di poco piu’ piccola di me, alla sua prima esperienza in questo lavoro. La donna e’ anche lei un nuovo acquisto. E’ alta sull’1,65, fisico mediterraneo, seno prepotente, colori scuri, labbra di fuoco. Scopro, dall’accento, che abbiamo le stesse origini pugliesi, e si crea fra noi molta simpatia. Certo lei e’ un po imbarazzata ad avere come capo me che sono un bel po piu’ giovane di lei, ma si appoggia molto a quanto le consiglio. Anche per lei e’ la prima volta che partecipa ad un gruppo di studio in loco per cosi’ tanto tempo. Lei si occupa di logistica, quindi pensa a curare le nostre sistemazioni, spostamenti, auto ecc. ecc. diciamo fa la mia segretaria particolare. La tedesca si chiama Regina, ma si fa chiamare Gina. L’italiana si chiama Lucia. E’ ormai quasi un mese che siamo qui, andando in giro a destra e manca, leggendo rapporti su rapporti, scrivendo, facendo breefing, conoscendo ditte locali ecc. ecc. Certo fra noi tre si e’ creata molta simpatia. Scherziamo molto sul fatto che il capo (mi chiamano cosi’) sia giovane, o che spesso riceva lo stupore dell’interlocutore quando mi vede in faccia e capisce la mia eta’. Giochiamo, molto , anche sulla nazione in cui stiamo vivendo e spesso si finisce a parlare delle frustrazioni sessuali che si vivono in questo posto e di come siano lontani dalla nostra liberta’ di costume. Loro mi sono molto vicine, e ci riempiamo di complimenti e scherzi. Diciamo che cresce una strana intesa. Un paio di giorni fa e’ Gina che esordisce, mentre stiamo facendo colazione

‘certo che e’ dura, fisicamente stare qua’
‘beh si lo stress e’ alto vi chiedo scusa, e’ colpa mia’
‘No non mi riferivo a questo, ma nel senso di carenza di contatti fisici, insomma di sesso, e voi’

Lucia ride ed annuisce

‘Certo che mi manca il sesso, e mi manchera’ sempre di piu’ con il passare dei giorni’

risponde lei guardandomi negli occhi. Mi sento stranamente imbarazzato, normalmente non voglio parlare di sesso in questa maniera esplicita durante il lavoro, ma loro insitono e quasi all’unisono mi chiedono

‘E tu capo non ti manca, sei legato alle tradizioni del posto o sei un fedele maritino’
‘Non e’ questo, anche io sono un uomo, e neanche vecchio o prossimo alla pace dei sensi, certo che anche io ho voglia di sesso pero’ bisogna vedere un sacco di cose’

Subito glisso di nuovo sul lavoro, loro continuano a ridere. Durante tutta la giornata continuano a confabulre e ridere insieme. Un po mi da fastidio, mi fa sentire estraneo ai loro progetti. Torniamo la sera. Sanno che normalmente ceno da solo in camera, scrivo al pc, doccia, mi stendo sul letto, telvisione, un paio di birre, e mi addormento leggendo il lavoro per il giorno dopo, normalmente sempre in ordine diverso, oggi inizio dalla doccia. Esco, ancora bagnato, in accappatoio, mi siedo sul letto, mi avvicino al telefono per ordinare la cena quando squilla il telefono

‘capo ciao ti diturbo’
‘no Lucia dimmi pure’
‘senti hai cenato ? c’e’ Gina che ti deve parlare, e’ qui, da me possiamo venire? Magari ceniamo insieme’
‘si datemi un secondo sono in accappatoio’
‘Arriviamo’

la percezione del tempo e’ relativa, la camera di Lucia e’ quasi attaccata, non mi alzo dal letto, sento bussare, mi avvicino e loro due si fiondano, ridendo, in camera

‘vi avevo detto che ero in accappatoio’
‘ma dai rilassati, ordiniamo la cena, vino bianco e crostacei ok?’

acconsento, ormai ho capito, sia dai loro sguardi che dai loro vesti, o non vestiti. Sono entrambe in camicia da notte, sexi, corta e scollata per entrambe, hanno i capelli, il trucco rifatto da poco, decido di non rivestirmi, ho capito come andra’ a finire, e’ contro la mia etica professionale, pero”’
Mi stendo sul letto, Gina sta ordinando, Lucia e’ stesa vicino a me e fa in modo di farmi vedere l’abbondante scollatura, e lo stacco delle gambe, mi sorride, decido di accarezzarglile. Le poso una mano sul ginocchio ed inizio a salire. Lei mi strizza l’occhio, la mano sale, le sfioro l’interno coscia all’altezza quasi del pube e poi riscendo giu’.

‘Hei che fate’

e’ Gina, con il suo accento tedesco, ha preso una bottiglia di champagne dal frigo, tre bicchieri e si siede sul letto vicino a noi.
‘Beh facciamo un brindisi’

stappo la bottiglia iniziamo a bere il primo,il secondo, il terzo bicchiere. Ci accarezziamo insieme, sulle gambe, sul viso sulle spalle. Piano piano ci troviamo quasi nudi mentre le nostre mani, senza capo ne coda, accarezzano la parte di pelle della persona piu’ vicina che abbiamo. Bussano alla porta ci ricomponiamo, iniziamo a cenare, seduti al tavolo della camera, tutti e tre vicini, io al centro fra loro due. Giochiamo con il cibo, con il vino, e’ bellissimo, vi e’ fusione ed eccitazione in tutti e tre> Giochiamo insieme, senza preferenze. Inizio a toccare di nuovo le gambe di Lucia, ma sta volta la mano si ferma sulla sua patatina, inizio a massaggiargliela dolcemente. Gina decide di non rimanere ferma, si scopre il seno ed inizia a massaggiarlo di fronte agli occhi miei e di Lucia. Mi sposto, la faccio sedere sulle mie gambe ed inizio, assieme a Lucia, a leccarle il seno, un capezzolo a testa, mentre la mia mano inizia a scostare lo slip di Lucia ed inizia ad accarezzarle il clitoride, gonfio e succulento. Gina, eccitata dalle nostre leccate mi poggia la mano sul pene indurito e gonfio ed inizia a masturbarmi. La sua mano scivola veloce su e giu.

‘Lucia cara prendi quella bottiglia e vediamo com’e’ la nostra gina con le tette al vino’

Lucia esegue, inizia a versare il vino sul corpo di Gina ed iniziami insieme a leccarla. In piu’ la bella segretaria decide di iniziare a titillare il clitoride della tedesca. Siamo tutti coinvolti ed eccitati dal fatto di essere tutti partecipi. Sento il vino, misto, penso al liquido vaginale di Gina bagnare le mie gambe, mentre la patatina di Lucia e’ ormai un lago. Vorrei prendere una delle due ma non so da chi iniziare, decido, onori alla straniera.

‘scusa lucia, ma”
‘Tranquillo la notte e lunga’

gina capisce, si solleva, si toglie la camicia, rimane in perizoma. Io le apro le gambe, glielo scosto ed inizio a farla sedere con la sua passera sul mio pisello in tiro. Lei lo afferra ed inizia ad indirizzarselo, cura, piano il suo ingresso. Sento le labbra della sua vagina, bgnata e calda, dilatarsi al mio ingresso, mentre lei inizia a scendere piu’ decisa finche’ non e’ completamente penetrata. Lucia, nel frattempo si e’ spogliata, si avvicina a noi ed offre i suoi seni grandissi e bellissimi (avra’ almeno una sesta) alle nostre lingue. Aferra la mia mano destra e se la porta sulla vagina

‘dai continua a tenerla calda per voi’

Gina inizia a pompare, subito, con forza, mentre ritmicamente lecciamo il seno di Lucia ed io provvedo ad accarezzarla. La bella italiana inizia ad accarezzare il sedere della tedesca, ed ogni tanto scende sui miei testicoli gonfi. Mi rendo conco che cosi’ ho poca resistenza, godrei subito e’ una situazione molto coinvolgente, forse la piu’ coinvolgente mai vissuta. Faccio alzare Gina, la faccio girare, poggiare con le braccia sul tavolo, ed in quell momento mi accorgo che ha un bellissimo tribale esattamente sulla bassa schiena ma che parte da suo sedere. Lucia capisce cosa voglio fare, stranamente c’e’ molto feeling fra di noi bastano solo degli sguardi, degli odori. La invito a sedersi per terra, sotto il sesso bollente dell’amica. Lei inizia a leccarle il clitoride e con le dita mi offre le labbra aperte della tedesca.

‘Dai Antonio che aspetti scopami, fuck me’

Gina inizia a parlarmi in inglese, penso che sia eccitatissima, anzi la vedo eccitatissima. Le ripunto la figa,ma sta volta la penetro con facilita’ estrema, e’ veramente un lago. Inizio a pompare dentro di lei subito con forza. I suoi gemiti sono subito chiari, evidenti, forti. Piu’ lei gode e piu’ la riempio, piu’ Lucia la lecca. Ogni tanto si stacca dal suo clitoride per passare al mio scroto o meglio al mio ano, e’ bellissimo scopare una figa come Gina ed avere un’altra figa come Lucia che ti stimola scroto ed ano. Fortunatamente le sue interruzioni sono fugaci, non voglio godere subito, voglio prima farle godere. A gina manca poco. La sua schiena e’ completamente inarcata e vedo le sue lunghe cosce iniziare a tremare.

‘jesus godo’

le sue parole sono un misto di inglese tedesco ed italiano. Mi viene da ridere. Lucia continua a leccare la passera di Gina, che le ha colato in faccia, ontre che sul mio pisello e sulle gambe. Ora e’ il turno di dare piacere a Lucia. Prendo per mano ed invito Gina a seguirci

‘Su dai dobbiamo farla godere per bene’
‘Certo e’ stata cosi’ brava.’

La faccio stendere su un fianco sul letto, io mi stendo dietro di lei, gina davanti. Appoggio il mio pene duro sul suo seder, nello spacco delle sue gambe per farglielo sentire, l’abbeaccio in modo da far passare le mie mani sul suo seno ed inizio ad accarezzarglielo. Lei gira un po la tesat ed inizia a baciarmi.

‘E’ bellissimo’

mi sussurra mentre le infilo la lingua in bocca. Gina inizia, facendosi spazio fra le mie dita a leccarle i capezzoli, mentre con le mani inizia a toccarle la passera e di sfuggita il mio pene e le mie palle.

‘E’ bello, e’ bellissimo’

sono le parole che Lucia emette fra l’armonia della sua eccitazione. Gina piano piano scende con la sua lingua ed inizia a leccarle il clitoride gonfio e pulsante della bella italiana. Io inizio a giocare con la punta del mio pisello sul suo buchino mentre le nostre lingue si cercano. Decido di scendere anche io. Le lecco tutta la spina dorsale, scendo fra le sue chiappe, arrivo al suo buchino, e’ gia’ allargato, le piacciono I rapporti anali, un altra cosa in commune che mi eccita tantissimo.

‘Ti piace prenderlo in culo’
ed inizio a leccarla con tutta la lingua, cercando di entrarle dentro.

‘Si e’ bellissimo mi fate godere, mi piace in culo’

io e Gina continuiamo, con insistenza, Lucia si agita sotto le nostre leccate, le nostre lingue, geme ansima, gode sempre di piu’. Il suo buchino si allarga sotto le mie leccate, i miei sputi, le mie dita che entrano.

‘Antonio amore ti voglio dentro, scopami’

non me lo faccio ripetere, le ritorno dietro, le sollevo la gamba destra, gina avverra il mio cazzo e lo indirizza verso la sua figa.

‘NO nel culo’

interrompo repentorio il suo movimento, Lucia asseconda il mio desiderio, spinge le chiappe verso il mio pube, Gina cambia buco e provvede ad eseguire il mio ordine. Piano piano le entro dentro, nonstante la preparazione ed il fato che sia avvezza a pratiche anali sento le sue pareti rettali stringere il mio pene, iniziare a comprimerlo.

‘Muoviti tu, piano o forte, come ti piace’

Lei mi asseconda, Gina riprende a leccarle la figa. Dopo qualche colpo lento, per abituarsi, inizia ad aumentare il ritmo, io l’assecondo, sconvolto dall’eccitazione, dio ha un culo magnifico, fatto per essere riempito all’inverosimile. Le sue pareti stringono bene il mio cazzo, sembrano fatte l’uno per l’altro. Ci muoviamo all’unisono come se fossimo amanti da una vita, mentre la sapiente lingua della tedesca, unita alle sue labbra, incrementano all’estremo il piacere della bella superdotata.

‘DAI CI MANCA POCO GODO ‘

Sono le ultime parole che mette, poi sono solo urla di piacere e gioia, lacrime e singhiozzi. E’ sconvolta da un orgasmo bellissimo. Con le mani mi accarezza le gambe, gira la testa mi bacia e mi sossurra’

‘Mi avete fatto godere come non mai, ora tocca a te’

aspetta qualche secondo, per godersi ancora un po il piacere, si allontana dal mio pube, mi gira pancia all’aria, apre ed inarca le mie gambe, vi piazza la testa dentro ed inizia a leccarmi le palle e l’ano. Gina invece poggia la testa sulla mia pancia, afferra il mio cazzo ormai incandescente e se lo infila completamente in bocca, fino quasi a scontrare la sua testa con quella di Lucia. Non resisto piu’ di qualche secondo inizio a gemere dal piacere. Gina scosta la testa per farmi un asega, ma Lucia, egoista, si fionda sul glande al primo fiotto per assaporarlo tutto. Successivamente inizia a baciare l’amica per afrle provare il mio sapore, ripuliscono insieme quello che e’ caduto sul mio ventre ed iniziamo a baciarci insieme. Si stringono al mio petto, le abbraccio e rido

‘certo che se i prossimi mesi sono cosi”.’

Ridiamo, rimaniamo stretti finche’ la voglia non riprende. Lo facciamo alter 4 volte prima di crollare al sorgere del sole. E’ Domenica ci svegliamo tardi, non dobbiamo lavorare, facciamo la doccia insieme, rifacciamo sesso sotto l’acqua. Ci salutiamo e ci diamo appuntamento nella hall fra una mezz’ora per il pranzo.

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Autore Pubblicato il: 5 Febbraio 2006Categorie: Trio0 Commenti

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