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Clientela della mia puttana

By 20 Maggio 2026No Comments

Qualche amico lettore mi ha chiesto come funzionasse la situazione della puttana con dettagli e curiosità sui suoi clienti puttanieri e voglio quindi soddisfare la loro richiesta.
La maggior parte erano di età varie che tramite il passa parola venivano a montarsi mia moglie diventando clienti assidui arrapati dalla sfacciata troiaggine della porca che li faceva sfogare con tutte le porcate e oscenità possibili. Molti erano anche perversamente eccitati proprio dal sapere che io ero il marito cornuto e succube della puttana obbligato ad ogni osceno comando della mignotta e del suo pappone e i più porci godevano a sfottermi ed umiliarmi con commenti o richieste oscene che dovevo soddisfare per evitare ritorsioni della perversa puttana e del suo pappa violento.
Di queste situazioni ho raccontato spesso ma voglio anche precisare che non sempre ero succube guardone ma a volte avevo la fortuna di approfittare delle situazioni oscene che si creavano. Questo avveniva specialmente quando mia moglie riceveva delle lesbiche o dei bisex. Alla mignotta piacevano solo i grossi cazzi porci e la sborra che le ficcavano in corpo ma il pappone l’obbligava ad accontentare anche le lesbiche che cercavano zozze depravate come lei disposte a fare servizi a pagamento. Alcune erano da sole e quando venivano a fare porcate con la mia puttana non volevano presenza di maschi se non raramente e solo per assistere e questo mi arrapava parecchio anche se potevo solo guardare e segarmi. Ce n’era però anche alcune di viziose speciali tra cui 2di cui voglio raccontare.
Una era sposata con un frocio e veniva accompagnata da lui che di solito la portava e la veniva a riprendere e pagava senza fiatare e senza chiedere nulla. Era veramente il marito della lesbica una bella MILF viziosa e porca e seppi che i due dopo un matrimonio normale col tempo avevano scoperto le loro tendenze particolari. Erano di fatto due bisex con lei che spesso gradiva anche il cazzo come il marito che non rifiutava a volte di fare servizi da frocio specie se richiesto dalla moglie. Questi due per me erano una vera manna perché lei quando aveva voglia di sentire il manico su per i buchi mi faceva chiamare e in quelle felici occasioni avevo il permesso straordinario di fottermela e magari di infilare anche la mia troia alla faccia del suo pappone che me lo proibiva. La lesbica doveva aver fatto un’operazione simile a quella con cui il vecchio dottore aveva sbrillentato la rondella anale a mia moglie e quindi il suo sfintere era molto largo e cedevole tanto che le due porche gareggiavano a quella che ce l’aveva più spalancato usando a vicenda i cunei anali che il pappone aveva imposto per mesi alla mia troia per slargarle come una fogna il buco del culo. La lesbica si portava anche delle grosse palle di vetro di dimensioni varie da 5 , 7, 10 e 12 cm e mia moglie gliele spingeva nel retto una dopo l’altra facendole scomparire nelle sue budella e poi la fistava ficcandole in panza il pugno e il braccio fino al gomito muovendole le palle in corpo. La depravata a volte con mia gran soddisfazione mi chiedeva di infilarla e io le ficcavo il cazzo in tiro nella sorcona dilatata spingendoglielo nella panza quanto potevo per muovere e far ruotare le bocce nelle sue viscere. Sapendo quello che voleva la maiala le davo in fregna delle botte violente tanto che la zozza sparava scorregge ricagando le bocce sotto i miei colpi ma quelle più grosse non uscivano se non le ficcavo in figa l’enorme cazzo finto che il pappone usava a volte su mia moglie prima di sventrarla col suo cannone e farla urlare spaccandole il buco del culo o la pervertita usava su di me per violentarmi e umiliarmi facendo divertire il suo magnaccia. Mia moglie era un’esperta e le spingeva in fregna quell’attrezzo con botte furiose usando un ginocchio per ficcarglielo tutto in panza e con quella massa dura in fregna finalmente la lesbica riusciva a ricagare le bocce urlando e scorreggiando. La lesbica era veramente sfondata in ogni buco e quando il pugno di mia moglie non le bastava mi chiedeva di prenderne il posto e fistarla a fondo e per me era estremamente arrapante farmi lubrificare mano e braccio e andarle sopra cominciando a infilarle nel buco del culo la mano. Quando era entrata nel retto facendo il pugno le spingevo il braccio nelle budella mentre la zozza si torceva mugolando con guaiti acuti e mi fermavo solo quando ero arrivato al gomito incurante dei suoi strilli. Al comando di mia moglie che assisteva allo sfondamento le pompavo nelle viscere con forza e più la zozza implorava pietà più le davo in panza con forza accelerando il va e vieni fino a sturarle le chiappe dal pugno che le rificcavo subito in culo con violenza. Mentre le facevo questo servizio mia moglie mi sugava il cazzo in tiro e quando ero pronto la sculavo di botto e le ficcavo in culo il cazzo che scaricavo con una gran sborrata che la lesbica si godeva spurgando schizzi di libidine dalla figa larga che mia moglie si leccava golosamente.
Il marito se presente non poteva mai intervenire e così a volte, ma raramente e solo se me lo ordinavano, toccava a me di inculare la lesbica facendomela sedere sul nerbo tosto e in quei casi mia moglie o il suo marito o ambedue le dovevano leccare la sorca dilatata slappando anche il mio cazzo e le palle fino a farla venire e sugarsi le schizzate di libidine fumante che la viziosa scaricava dalla patacca larga. Se invece mia moglie la montava lei con un grosso cazzo la metteva stesa ribaltata colle cosce larghe e io col marito potevamo leccare il buco del culo della mia vacca mentre la pompava come dovevo fare io a comando tra le chiappe del suo montone mentre la sfondava e potevamo farci sugare la mazza tosta mettendola in bocca all’una o all’altra a piacere. Questa lesbica bisex era la mia migliore occasione di trombarmi mia moglie all’insaputa del suo pappone perché anche se preferiva sfondarsi i buchi a vicenda con la mia puttana facendo a gara in porcate a volte coinvolgeva anche me e il marito. L’ arrapava metterci vicini carponi e segarci a 2 mani i cazzi tra le gambe fino ad intostarci al massimo leccandoci anche palle e buco del culo. Poi le due zoccole si allacciavano dei cazzi finti e ci inchiappettavano martellando come assatanate. Per mia fortuna la mia puttana sfondava il deretano al marito della lesbica usando l’ enorme cazzo chiodato che conoscevo bene per averlo subito varie volte quando il pappone voleva divertirsi e me lo faceva ficcare in culo da mia moglie per gustarsi i miei lamenti e sofferenza. A me toccava la lesbica che per mia fortuna si portava da casa un cazzo meno grosso e anche se mi dava in culo con furia era più sopportabile. Le due porche mentre ci inchiappettavano ci cinghiavano con forza per farci strillare godendo delle nostre bestemmie e imprecazioni e non smettevano di seviziarci fino a quando scaricavamo le nostre sborrate che le vacche si spalmavano con gusto sulle pocce leccandosele poi a vicenda. Vista l’ apertura anale della lesbica che chiedeva di essere fistata col pugno da me o dalla puttana per sentirsi sfondare la fregna da roba tosta, una volta la mia troia le propose invece che la solita infilata di provare il nerchione del suo pappone. La lesbica non era interessata a farsi fottere ma per curiosità accettò di vedere questo fenomeno. Chiamato il pappone mia moglie gli spiegò la cosa mentre lo spompinava per armargli la stanga. Intostato lo fece entrare dalla lesbica che restò sbalordita ammirando quella mazza asinina. Si vedeva che era tentata e arrapata si leccava le labbra tenendo l’enorme cazzo a due mani e slappando con gusto le gocce di libidine che scolavano dall’enorme cappella. Con nostra sorpresa chiese arrapata al marito:”…caro ti piace se me lo faccio buttare in panza?… un mostro simile fa da test così misuriamo se i nostri buchi sono pronti per la monta equina che vogliamo provare… se te la senti poi te lo faccio rompere anche a te il culo amore mio… così saremo pari…” Il marito impressionato rispose:”…non so se ci riesco a beccarmelo… anche un frocio come me non ha la rondella spanata come la tua… intanto fattelo infilare tu e poi mi dici se lo reggi…” La lesbica aiutata dalla mia troia spalmò bene la vasellina sul palo nodoso del pappone e anche tra le chiappe poi si stese a cosce spalancate e ribaltate aprendosi la fregna colle mani dove il pappone spinse la gran cappella. Lei aspettando lo sfondamento di figa gli ricordò:”…niente chiavata… voglio solo vedere se riesco a farmelo infilare tutto in corpo…” Lui annuì e una volta in posizione tenendola per i fianchi le andò tra le cosce infigandola inesorabilmente. La lesbica guaiva ansimando e quando il pappone le assestò in panza un gran colpo finale lasciò sfuggire dal buco del culo una sonora scorreggia con un lungo rantolo mentre strabuzzava gli occhi. Poi il pappone dopo averle fatto ben assaporare la stanga sfigò la vacca che riprese a respirare commentando a mia moglie:”…ma come fai a farti trivellare da questo nerbo senza crepare?… non credo di potermelo beccare in culo… anche se è spalancato mi farà schiattare la rondella…” Ma la mia troia la rassicurò dicendole che lei ormai era tanto sgarrata da goderselo anche in culo ogni giorno e allora0 l’altra vacca si convinse esitante a prepararsi all’inculata estrema e mentre io e il marito le tenevamo le gambe spalancate e ribaltate mia moglie guidò a mano il cazzone del suo pappa sul buco del culo della lesbica. Io e la troia sapevamo bene che una volta imboccato il buco del culo non c’era verso di fermare quella bestia violenta e volente o nolente se lo sarebbe dovuto beccare tutto fino a farsi spaccare le chiappe senza pietà ma guardandoci complici non l’avvertimmo aspettando sadicamente lo sgarramento anale della zozza. Infatti il gran porco le sparò in culo uno dei sui affondi micidiali e con un colpo tremendo la nerchia tosta sprofondò di colpo nel retto e nelle budella della zozza per più di metà. La lesbica scalciò con un urlo acuto agonizzante ma il pappone le arò senza pietà le chiappe sprofondando il palo lubrificato fino alle palle nelle sue viscere come era abituato a fare in culo a mia moglie. Gli strilli della maiala sfondata lo arrapavano al massimo e non si potè trattenere da darle qualche colpo facendola singhiozzare e torcersi mordendosi le labbra piangendo. Il marito spaventato intervenne:”…che cazzo fai?… dovevi solo infilarglielo non incularmela… adesso basta stronzo … scula mia moglie porco… ” Stranamente il pappone ubbidì e sturò il buco del culo della lesbica sfilandogli la gran mazza dalle budella fino a stapparle la rondella che sfiato un lungo peto umido. La lesbica disfatta non riusciva a parlare ma appena si fu ripresa un po disse ansimando ammirata alla mia troia:”…cazzo! non c’è gara tesoro… hai i buchi più sgarrati del mondo a pigliarti questo toro in panza tutti i giorni… stavo per schiattare di cazzo con quel calibro su per le chiappe… mamma mia che sgarrata di culo… m’ha macellato il tuo porco da monta…” E poi rivolta al marito:”…caro non ci provare… neanche un frocio come te può prenderlo… ti spacca il buco di sicuro… ” E il marito impaurito rinunciò a subire quella prova estrema e per scaricare il pappone lo fece spompinare dalla moglie fino a ingozzarla della sua sborrata. Da quella volta la lesbica non volle più ripetere l’ esperienza e quando era arrapata ricordando quella rotta di culo dolorosa ci insultava chiamandoci troiona sbudellata rottinculo e me recchione cornuto e guardone trattandoci da porci schifosi come se lei fosse stata una ingenua verginella.
La seconda era una monaca che ricordo con piacere per la sua storia particolare. Che fosse una suora non si è scoperto subito perché veniva in abiti normali. Sulla trentina sembrava una femmina già abituata al cazzo. Invece mia moglie trovandola un po strana la spinse a confidarsi e un po alla volta con sua vergogna è venuta fuori la verità. La troia esperta si era incuriosita perché quando si sditalinavano e leccavano a vicenda non diceva mai porcate come quella sboccata bagascia di mia moglie ma invece gemeva cose tipo:”…signore che gusto… madre mia mi sciolgo tutta… dio come godo… madonna me ne vengo… Gesù mio che vergogna… mamma santa perdonami… ” insomma un linguaggio strano non certo da lesbica assatanata. Alla domanda della mia depravata ammise di essere venuta su raccomandazione del confessore che, guarda caso, era il vecchio prete porco che si trombava mia moglie fin da ragazza e quindi capimmo tutto e una volta scoperta si lasciò andare a spiegare le sue voglie sconce e incuriosita accettò anche perversamente di farmi assistere e poi su insistenza di mia moglie anche di provare il mio cazzo. Solo in culo e per “espiazione” come diceva lei ma da come sculettava infilata e stringeva il buco sapevo che non era sofferenza ma godimento anale vero quello che provava. L’ imbeccata del vecchio prete porco era una presentazione esplicita e pensavamo fosse una già ben sfondata dal prete mentre invece ci confessò, con molta vergogna, di essere solo lesbica e vergine. Mia moglie mi chiese di intervenire per tranquillizzarla e capire cosa voleva infine da lei. Una buona dose di alcool alla fine sciolse la suora e mia moglie cominciò a lavorarsela sditalinandole la figa e leccandola. Al suo ordine fui invitato a prepararla eccitandola con una lunga leccata della sua patacca pelosa anche se lei protestava vergognandosi. Ma così arrapata la suora ci confidò che in convento aveva un’altra con cui si sditalinavano e leccavano per godere ma che dopo essere stata confessata dal vecchio porco, che avendone capito le voglie ne aveva subito approfittato traviandola con un sapiente lavoro di perversione, aveva cominciato ad assaggiare il suo cazzo spompinandolo in sagrestia e ora, su suo consiglio, voleva provare una puttana per completare la sua esperienza dato che aveva sempre voglie sconce da lesbica. Ci spiegò che doveva restare vergine e che comunque aveva vergogna per queste sue fantasie oscene e per il rimorso voleva esserne punita. Capito il tipo mia moglie me la fece legare sul letto nuda pancia sotto e gambe larghe e cominciò a somministrarle cinghiate che la facevano lamentare ma lei la insultava:”… zitta depravata… pentiti delle tue voglie sconce… devi soffrire per espiare tutti gli atti impuri che fai coll’altra lesbica e col prete… ora pagherai per tutte le tue fantasie porche… sarai umiliata e sodomizzata dal mio marito porco e poi da me e ti farò pentire… voglio vederti piangere e chiedere perdono…” Io arrapato al suo comando le andai sopra a cazzo tosto e senza neanche insalivargli lo sfintere ci appuntai la cappella deciso e con un affondo duro glielo schiaffai nel buco del culo per metà. La zozza sobbalzò con un urlo ma mia moglie che si era messa davanti alla sua faccia prendendola per i capelli la spinse a leccarle la figa mentre io completavo lo sfondamento anale ficcandole dentro al culo tutta la mazza in tiro lentamente. La porca piangeva gemendo per la prima rotta del culo vergine e mentre le pompavo in culo singhiozzando confessò che non avrebbe mai voluto farsi inculare. Con la sua consorella si era solo sditalinata e leccata e fino a quel momento aveva considerato prenderlo in culo un gran peccato. La mia troia ridendo le disse:”…goditelo adesso mentre la sua stanga ti lima le budella… soffri e godi che poi ti sgarro io a fondo… vedrai che quando torni in convento la tua amichetta comincerà a ficcarti nel culo un bel cetriolo e ti piacerà…” E passando la mano sotto le mie palle cominciò a sditalinarla per aiutarla a godere. L’ inculata la faceva soffrire ma nonostante i suoi lamenti mi resi conto che cominciava a godere e lo dissi alla mia troia che mi ordinò di finirla per passarla a lei. Io ubbidendo accelerai il pompaggio fino a frullarle le budella incurante dei suoi strilli fino a sborrarle in fondo al retto una lunga scarica di schizzi di sborra calda e finalmente la sentimmo guaire di gusto e mia moglie mi mostro trionfante la sua mano impiastrata di sugo di figa della goduta. Scaricate le palle la sculai lentamente e la suora in lacrime dovette ammettere di aver sofferto ma anche goduto come mai le era ancora successo. Quella fu la sua prima sverginata di chiappe ma la volta successiva la mia puttana le disse chiaro e tondo che doveva prepararsi ad espiare le porcate che faceva e quelle che sognava di provare. La suora pensava che io la dovessi inculare ancora ma invece mia moglie ridendo le mostrò il cazzone di gomma che il pappone usava a volte su dei lei o su di me per divertirsi e le disse:”…hai assaggiato il cazzo zoccola ma ora ti punisco per la tua sconcia goduta… vedrai che con questo ti farò pentire della tua voglia oscena di mazza…” e mentre la mia troia si allacciava il grosso arnese per montarsela la suora pregava:”…no è troppo grosso … mi romperà la rondella… non posso fare anche queste oscenità… ho sofferto troppo con la rotta di culo che m’ha dato l’altra volta… questo non lo posso sopportare … ” ma mia moglie prese posto allargandole le chiappe dopo averla messa stesa mentre io le tenevo le mani immobilizzandola e si lubrificò il grosso palo dicendole:”…adesso stringi i denti che ti sfondo… una volta entrato vedrai che la tua sofferenza e godimento saranno al massimo… pentiti sporcacciona depravata… con questa rotta di chiappe espierai tutti i tuoi sconci peccati…” E con un affondo esperto le piantò l’enorme cappella nel buco del culo. La suora strillò a lungo mentre lei sadicamente gli affondava in culo il gran manico fino alla base. Io approfittai per ficcarle in bocca il cazzo da sugare e lei umilmente inizio a spompinarmi tra lacrime e singhiozzi. La mia troia sapeva bene come martellare un culo e ci dava dentro a tutta forza dalla cappella alla base godendosi i suoi strilli strozzati dal mio cazzo. L’inculata durò fino a quando la zozza cominciò a sculettare ansimando e infine la vedemmo soddisfatti irrigidirsi in una venuta che la lasciò sfinita e prostrata. Quando si riprese mia moglie le sturò il palo dalle chiappe che sfiatarono un lunga pernacchia umida e lei girandosi con umiltà gli lecco tutto il grosso manico sbrodolato ripulendolo. Poi mentre si rivestiva dovette ammettere a noi e a se stessa che l’ esperienza anche se dolorosa l’aveva fatta venire per due volte come non aveva mai goduto e che sarebbe ritornata e si rammaricava di non potersi far sfondare anche la figa ma che aveva troppa paura di essere scoperta ma nelle chiappe lo voleva riassaggiare presto e noi la invitammo a ritornare e anche a dare il culo al vecchio prete che era un buon inculatore come le assicurò mia moglie che fin da ragazza se lo faceva infilare sempre di gusto e spesso. Da quella volta la monaca tornò ancora quando poteva a farsi “punire” e pagava per avere lo stesso servizio da me, con mio grande gusto, ma non volle mai fare altro oltre a spompinarmi o leccare la fregna, sditalinarsi e farsi fistare da mia moglie. Io ero spesso presente e molte volte gli ho schiaffato il mio cazzo in culo e le ho concimato le budella con grandi sborrate che la facevano sempre godere e lei mi ricambiava con pompini di cui era esperta leccandomi anche culo e palle quando era molto arrapata. Quando mia moglie la fistava la suora accettava lo sfondamento di chiappe a denti stretti soffrendo e pregando per espiare ma poi dopo il sevizio ci ringrazia ammettendo di essersene venuta da vera porca. La mia troia perversa avrebbe voluto coinvolgere anche la sua consorella e lei provò a portarcela ma quella non accettò anche perché spaventata forse dal racconto di quello che subiva l’amica quando le sfondavamo le chiappe in due e delle porcate che le imponeva il confessore a cui la suora, seguendo il consiglio della gran troia, aveva ormai dato anche il culo e se la inculava in sagrestia tappandole la bocca per non farsi scoprire, come ci raccontò la zozza ormai senza vergogna.
Questa storia andò avanti fino al giorno che la monaca si presentò dicendoci che s’era spogliata del velo e che ormai da zoccola era libera di chiavare come e quanto voleva e confidò alla mia puttana che il vecchio prete porco non aveva perso l’occasione per sverginarle la figa a fondo ospitandola per un mese di nascosto e chiavandosela tutti i giorni l’aveva ben pompata riempiendola di sborra in ogni buco. La zozza ci ringraziò anche per averle fatto scoprire i piaceri del sesso e averla guidata nella via della sua perversione che era stata completata colla benedizione del vecchio prete porco. Purtroppo per me la storia fini lì perché la ex suora ormai chiavava liberamente e anche parecchio, per mettersi in paro per tutti gli anni in cui aveva represso le sue voglie, e solo qualche volta venne a ritrovare mia moglie non per fare porcate ma per scambiarsi le loro confidenze da zoccole sconce.
Per i froci ne riparleremo se volete.

Per scambio esperienze e commenti scrivete pure a yugo23@inwind.it

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