Avevo da poco compiuto 27 anni e, insieme a quel traguardo, me ne ero andato di casa per andare a vivere da solo in una deliziosa casetta in un paese alle porte della capitale che ero riuscito, con una buona dose di fortuna ed un pò di risparmi, a comprare con un mutuo concessomi inaspettatamente. Certo era una piccola villetta bifamiliare in campagna, abbastanza isolata, ma come si dice, era pur sempre casa. Casa mia.
Non molto lontano, anzi direi quasi accanto, si trovava un piccolo complesso di appartamenti costruiti da poco come la mia villetta, ma la sfortuna volle che il costruttore sparì dalla circolazione per “motivi fiscali” e l’intera palazzina se la prese la banca, per poi vendere gli appartamenti all’asta sperando di lucrarci il più possibile sopra. Fu proprio uno di questi appartamenti che venne comprato da mia zia Manuela, la mia zia preferita.
Zia Manuela aveva divorziato da poco, il suo matrimonio (durato quasi trent’anni) finì perché mio zio, arrivato alla soglia dei 60 anni, aveva iniziato a soffrire pesantemente di una crisi di mezza età e credendo di poter ingannare il tempo che passava, si iscrisse in palestra e conobbe una ragazza con trent’anni in meno di lui che gli fece perdere la testa. Facendolo sentire molto più giovane del dovuto, lo convinse a lasciare la zia Manuela che si ritrovò sola a 55 anni dopo essere stata tradita per una puttanella più giovane di lei. Una scena da film insomma. All’inizio zia soffrì parecchio per questa storia, ma da donna forte quale è sempre stata, si mise subito sulla difensiva, riboccandosi le maniche e dandosi da fare per ottenere quanto più poteva dalla causa di divorzio e cercare di ricominciare una nuova vita senza più quel “porco” (come lo chiamava lei) di mio zio. Dopo mesi e mesi di lavoro da parte degli avvocati, arrivarono all’accordo che le permise di ricominciare da capo: venduta la casa che aveva comprato con mio zio (non avendo avuto figli non c’erano affidamenti di mezzo) e con la sua parte di ricavato e qualche risparmio arrivò a comprare la casa vicino alla mia. Quando lo venni a sapere ne fui molto felice, sia per lei ovviamente, ma anche per me… Perché la zia Manuela è sempre stata la mia preferita, fin da piccolo. Era con lei che andavo in vacanza al mare da piccolo, con lei avevo iniziato a guardare le donne e soprattutto con lei avevo scoperto la masturbazione. A lei erano dedicate le mie prime seghe fatte al bagno di nascosto, mentre ripensavo a lei sdraiata sul lettino a prendere il sole di schiena senza il reggiseno del bikini. Erano le sue mutandine e le sue calze che rubavo di nascosto per segarmi quando restavo a casa da solo durante le vacanze ed i litri di sperma che avevo prodotto in quasi 12 anni di vita sessuale, erano tutti dedicati a lei. Tutto per la bellissima Zia Manuela.
L’ultimo giorno del trasloco, un lunedì mattina, me la trovai sul vialetto di casa che bussava alla mia porta, quando la aprii mi ritrovai davanti a me la Zia con il suo metro e sessanta, i suoi capelli castani lunghi fino alle spalle, i suoi occhi marroni che mi fissavano da dietro le lenti degli occhiali da vista. Il suo delizioso corpo era coperto da un tallieur scuro ed un cappottino lungo fino alle ginocchia che però lasciava scoperta la metà inferiore delle sue belle gambe sode e morbide, un bellissimo paio di décolleté nere la tenevano in piedi e la slanciavano con quei 12 cm di tacco.
Sorridevo solo a guardarla dallo spioncino.
“Ciao Zia! Come stai? Mamma mi aveva detto che ti saresti trasferita qui in zona.” le dissi.
“Tesoro mio ciao! Si e mi auguro che questo trasferimento sia definitivo. Volevo passare per un saluto, ti disturbo per caso?” l’avevo già divorata con uno sguardo soltanto.
“Ma che disturbo zia, entra pure, mi fa molto piacere lo sai!” le feci segno di entrare in casa e lei con il suono dei suoi tacchi entrò dentro.
“Posso offrirti qualcosa? Un caffè?”
“Si tesoro mio grazie, un caffè lo prendo volentieri.” le feci strada verso il salotto e le dissi di accomodarsi. Lei posò la borsa sul divano, si tolse il cappottino poggiandolo sul bracciolo e si slacciò la giacca del tallieur.
“Però! Vedo che ti sei sistemato bene eh..!” disse guardandosi rapidamente intorno, io intanto in cucina avevo messo su il caffè e stavo tornando da lei in salotto quando la trovai che camminava assorta, guardandosi intorno e togliendosi distrattamente la giacca del tallieur per poi restare in camicia… Una semplice camicetta bianca che la fasciava alla perfezione ma che non riusciva a nascondere i suoi fianchi morbidi, con i suoi rotolini di carne che le giravano lungo la vita e l’addome, le maniglie dell’amore che in lei ho sempre trovato deliziose ed eccitanti. Mentre poco più su, alcuni bottoni slacciati lasciavano ammirare una scollatura da urlo, una quarta di reggiseno che avrebbe fatto invidia a tante mie amichette e salendo ancora, quel suo bel visino rotondo, con quegli enormi occhi marroni protetti dagli occhiali da vista. Le sue labbra che ancora ricordavano quanto in gioventù fossero state carnose, tinte da un rossetto rosso fuoco. Nonostante si vedesse che oramai i segni dell’età iniziavano a farsi vedere sul suo corpo, Zia Manuela restava una donna splendida che avrebbe ancora fatto perdere la testa a tantissimi uomini.
A quella vista rimasi per un secondo in estasi, lo ammetto, già la spogliavo con gli occhi e immaginavo i suoi deliziosi fianchi di burro, il suo bellissimo culone morbido e le sue cosce sode… Zia non era proprio quella che si definisce “una milf da film porno”, aveva diversi chili in più, le maniglie dell’amore, le cosce erano abbastanza grosse e il suo bellissimo culone era decisamente provato dall’età nonostante tenesse ancora una forma eccezionale, ma a me piaceva così com’era… Mi era sempre piaciuta.
“Zia il caffè è quasi pronto.” dissi timidamente.
“Ah si, arrivo!” mi rispose sorridendo e seguendomi verso la cucina. La feci accomodare al tavolo e lei accavallò le gambe tirando un po’ su la gonna, mostrando le sue bellissime gambe. Le versai il caffè.
“Vuoi anche un biscotto zia, posso offrirti altro?”
“No grazie tesoro sono a posto così, cerco di tenere un po’ la linea. Sai com’è…”
“Ma che dici zia, stai benissimo! Sei una donna splendida!” le dissi sorridendo.
“Ma che dici tu! Non hai idea di quanta fatica faccio per entrare in questa camicia, tra poco saltano i bottoni!” si accarezzò la pancia.
“Ma no zia! Qualche chilo in più ci sta sempre bene, nei punti giusti..!” feci un occhiolino ammiccante.
“Ma lo sai che sei proprio un provolone tu? Lo prendo come un complimento…” mi sorrise e mi diede uno schiaffetto sul braccio. Bevemmo il caffè e lei mi raccontò della nuova casa, mi fece altri complimenti per la mia e non escluse qualche parola contro quel porco del suo ex marito. Finito di bere il caffè, Zia mi disse che aveva parecchie cose da fare a casa, doveva ancora sistemare buona parte della roba per cercare di renderla una casa decente in cui vivere, mi disse. Mi offrii di aiutarla nei giorni seguenti, quel lunedì avevo preso impegni e mi dispiacque molto non poterla aiutare, ma nei giorni seguenti ero libero e le dissi che poteva contare su di me.
“Grazie tesoro mio, sicuramente con il tuo aiuto ci metterò pochissimo ad ambientarmi qui. Mi fa molto piacere che saremmo vicini di casa sai…” mi abbracciò e sentì contro di me le sue tettone che premevano strette nel reggiseno e nella camicetta. Riprese le sue cose e l’accompagnai alla porta, dicendole che sarebbe potuta venire a trovarmi quando voleva.
Quando chiusi la porta di casa, ero tutto elettrizzato. Zia Manuela la mia vicina di casa… Ripensai a tutte le volte che l’avevo vista al mare in costume, oppure quando usciva dalla doccia dopo la mattinata in spiaggia, con l’asciugamano grande avvolto intorno al suo corpo e lei che lo teneva fermo sul seno. L’eccitazione salì alle stelle e mi accorsi dell’erezione che stava montando, non riuscì a resistere e mi buttati sul divano, abbassando i pantaloni della tuta per poi prenderlo in mano e farmi una gran sega pensando a Zia, ripetendo tra me e me il suo nome. Finì per sborrare dopo pochi minuti, riempiendomi la maglietta di sperma bollente. Altro sperma per mia Zia Manuela.
Nei giorni seguenti fui molto impegnato con il lavoro, ma trovavo sempre il tempo per passare da Zia a salutarla con la scusa di prendere un caffè, per poi mangiarla con lo sguardo. Non resistevo all’idea di immaginare cosa ci fosse sotto i suoi vestiti, il pensiero delle sue tette e dei suoi fianchi morbidi mi mandava fuori di testa. Ogni tanto le davo una mano nel sistemare i mobili, così in pochi giorni finì di stabilirsi del tutto nella nuova casa.
Oramai era quasi arrivata la fine di maggio, l’estate era alle porte e decisi di comprare una piccola piscina da mettere nel mio giardino, con il caldo che stava per arrivare era l’ideale e considerando anche che l’acquisto della casa mi aveva lasciato quasi senza soldi, di vacanze fuori non se ne parlava proprio… Ma soprattutto, sarebbe stata un’ottima scusa per tornare a vedere Zia Manuela in costume da bagno.
Montati la piscina in giardino e con la scusa di fargliela vedere, la invitai a casa per un caffè, stava diventando quasi un’abitudine giornaliera.
“Che ne pensi Zia? Ho avuto un ottima idea vero?”.
“Bhe direi proprio di sì, con l’estate alle porte questa piscina è perfetta!”.
“Sai Zia, non so tu, ma con l’acquisto della casa praticamente sono rimasto al verde, quindi non penso di poter andare in vacanza. Nemmeno qualche giorno di mare purtroppo, quindi piscina o niente!” dissi ridendo.
“Non dirlo a me, guarda che anche io non è che navighi nell’oro ultimamente…”.
“Bhe ma guarda che se vuoi puoi fare un tuffo anche tu eh.” provai a gettare l’esca.
“Ma che dici? Io qui dentro?” si mise a ridere “Non pensi che forse dovresti invitare qualche tua amichetta? Ora hai anche la casa…” mi fece l’occhiolino.
“Ma dai Zia, non fare complimenti, del resto l’ultimo periodo è stato pesante per te, ti meriti un po’ di relax!” provai ad insistere per convincerla.
“Hai ragione… Ma non voglio starti troppo tra i piedi, sei molto gentile con me ma sei anche giovane, è giusto che tu ti goda la tua prima casa senza una vecchia che ti sta in mezzo ai piedi e ti occupa la piscina.”.
“Ma figurati Zia, non dire sciocchezze! Mi fa piacere un po’ di compagnia e ti prometto che se avessi bisogno di privacy e della piscina libera, sarai la prima a saperlo!” ammiccai sorridendo “Per quanto riguarda la storia della vecchia, non sono per niente d’accordo, anzi… Lo sai no?” provai a stuzzicarla un po’.
“Si si certo. Ridi pure provolone!” colpita e affondata.
La settimana giunse al termine, sia io che Zia eravamo molto impegnati con il lavoro e la domenica ci alzammo entrambi decisamente tardi. Dal giardino riuscivo a sentire che Zia aveva iniziato a muoversi in casa, nonostante abitasse al piano terra ma non riuscì a vederla direttamente. Ci separava la strada e la siepe del mio giardino, inoltre se lei non avesse aperto completamente le finestre, non avrei potuto vedere proprio niente.
Ripensai ancora a quando ero più piccolo, quando lei e zio vivevano accanto a noi e ogni tanto d’estate mi mettevo in finestra per spiarla e vedere che cosa combinava. Il più delle volte la vedevo girare per casa in vestaglia, non che vedessi chissà che, ma era troppo eccitante vederla girare da sola e ogni tanto slacciarsi la vestaglia per sistemarla o per farsi aria contro il caldo. Vedevo le sue forme, intravedevo quelle sue tettone nude che mi avevano sempre eccitato e finivo sempre per consumarmi il cazzo di seghe. Ci misi poco a passare ai fatti, iniziai a rubarle di nascosto l’intimo, le calze, delle volte anche le scarpe, insomma qualsiasi cosa potessi usare per masturbarmi e godere. Un sacco di volte avevo provato a segarmi mentre annusavo le sue mutandine, oppure tenendo in bocca dei collant usati per sentire il suo sapore… Ogni volta finivo per fare sempre più sborra della volta precedente. Una volta provai anche a indossare i suoi vestiti, mentre la immaginavo che si dava da fare con il cazzo di zio… una delle seghe più belle e piene di sempre (forse non è successo una sola volta, ma questa è un’altra storia..!). Non mi importava che potesse sembrare strano o “perverso”, godevo e basta… E mi bastava così. Ovviamente poi crescendo, sono diventate sempre più rare le seghe da dedicare a Zia Manuela. Le prime fidanzate, le prime vacanze con gli amici, il lavoro, ecc. Ma sotto sotto lei era sempre nei miei pensieri, ed una sega innocente gliela dedicavo ogni volta che potevo.
Quella domenica pomeriggio decisi che il caldo era troppo forte, e quale miglior modo per combattere il caldo se non la piscina? Iniziai a riempirla d’acqua e mi preparai, ci volle un po’ ma alla fine riuscì a riempirla e mi misi a bagno. Si stava da dio lì dentro… Rimasi un po’ a mollo, andando sott’acqua e tornando su, quando poi mi ricordai che a casa Zia non aveva ancora nessun ventilatore o alcun tipo di aria condizionata e così decisi che avrei dovuto invitarla in piscina.
Presi il telefono e la chiamai. Rispose subito, come immaginavo. Le dissi della piscina, lei non era molto favorevole visto che al momento non aveva nessun costume da bagno, ci misi un po’ a convincerla. Del resto anche io ero a mollo con dei semplici pantaloncini e mutande ma insistetti e alla fine lei accettò. Il caldo alla fine ebbe la meglio. Disse che avrebbe cercato un reggiseno e delle mutande a tinta unita che sembrassero un costume e mi avrebbe raggiunto. Dopo una ventina di minuti Zia suonò alla porta, uscii di corsa dall’acqua, mi asciugati e andai ad aprire.
“Non è proprio una vera tenuta da mare ma per un tuffo in piscina dovrebbe andar bene.” mi disse Zia con un po’ di timidezza. Si era legata i capelli con una coda di cavallo, aveva messo degli occhiali da sole e indossato una camicia bianca abbastanza larga, abbottonata a metà. Sotto aveva messo un semplice completo slip e reggiseno nero, decisamente coprente, mentre ai piedi aveva dei sandali con una zeppa vertiginosa. Dovetti faticare a tenere a bada il cazzo che rischiava di alzarsi da un momento all’altro alla vista del suo “outfit da piscina”…
“Bhe, per un tuffo in piscina credo sia perfetto, poi non so se te ne sei accorta Zia, ma qui intorno non c’è nessuno a quest’ora…. Chi vuoi che ti veda a bagno?” le dissi.
“Si hai ragione, sicuramente saranno andati tutti al mare…” ed entrò.
Le feci strada fino al giardino, avevo aperto un paio di sedie a sdraio e le dissi che se voleva c’era anche un po’ di crema solare se voleva prendere un po’ di sole.
“Grazie tesoro, magari più tardi, ora mi tuffo in piscina che non c’è la faccio più…” posò la borsa, si sfilò la camicia e rimase in mutande, reggiseno e sandali. Il reggiseno le tratteneva le tettone, quella quarta si vedeva tutta… Le mutande la coprivano abbastanza ma i suoi fianchi morbidi uscivano comunque fuori mentre i sandali le slanciavano le gambe, alzando soprattutto quel meraviglioso culo nel quale avrei volentieri affondato la faccia. Feci finta di pensare ad altro, andai a prendere qualcosa da bere e con la coda dell’occhio la vidi che si levava i sandali per salire la scaletta della piscina ed entrare in acqua.
Vedevo tutto quel ben di dio che si muoveva… Non potevo resistere. Avevo già il cazzo gonfio. Corsi al bagno, mi sedetti sul bidet e aprì l’acqua fredda sperando di far calmare i bollenti spiriti e dopo qualche botta di gelo, ci riuscii. Tornai da lei con un vassoio con due bicchieri, un po’ di coca cola e di acqua fresca. Zia Manuela intanto era immersa fino alle spalle e si godeva l’acqua rinfrescante.
“Se vuoi favorire non fare complimenti Zia.” e mi avviai verso la scaletta per entrare in acqua “Mi faresti un po’ di spazio..?” ed entrai. Mi sedetti di fronte a lei, nonostante l’acqua riuscivo a vederle la scollatura che, tutto sommato per una donna di cinquantacinque anni, era molto meglio rispetto a quelle di tante altre mie coetanee. Se solo avessi potuto toccarle…
“Allora che ne pensi Zia? Ti piace la piscina?” le chiesi.
“Assolutamente, devo dire che ti sei proprio organizzato bene eh, villa con piscina!” mi sorrise. Restammo in silenzio per qualche minuto, poi preso dalla paura del silenzio imbarazzante, provai ad avviare una conversazione per capire come stava e che cosa stesse combinando ultimamente.
“Sai, mamma mi aveva accennato del divorzio tra te e zio. Spero sia finita bene… Insomma, senza troppi problemi.”
“Bhe guarda, se devo essere onesta, tuo zio mi fa proprio schifo per come si è comportato, è un bastardo schifoso e spero che la sua nuova amichetta bruci tutti i suoi soldi!” avevo paura di aver toccato un tasto dolente ma dopo pochi secondi Zia riprese a parlare “Scusami, non volevo essere sgarbata. Si, diciamo che è finita bene, le pratiche del divorzio si sono svolte in fretta e abbiamo trovato subito un accordo che andasse bene ad entrambi, però ammetto che essere lasciata per una ragazzina mi fa parecchio incazzare.” aveva abbassato la testa e aveva incrociato le braccia, mettendo ancora più in risalto la scollatura e a rischio di erezione il mio cazzo.
“Bhe posso solo immaginare come ti senti Zia… Però guarda il lato positivo ora hai una casa nuova, puoi rifarti una vita e andare avanti senza problemi. Sai quanti pagherebbero per un divorzio rapido come il tuo?” mi avvicinai a lei lungo il bordo della piscina. “E poi diciamocelo, sei una bella donna, hai ancora tanti anni davanti a te, chi lo sa che non trovi qualcun’altro oppure che riesca a goderti la vita facendo quello che magari hai sempre sognato di fare?”.
“Ah bhe guarda, qualcun’altro adesso è l’ultima cosa di cui ho bisogno!” disse sarcastica. “Sei molto gentile tesoro mio, ma io ora inizio ad avere una certa età. Insomma non è tutto rose e fiori dopo che superi un certo traguardo.”
“Ma che dici Zia! Guarda che per la tua età sei una donna bellissima, faresti invidia a tante mie coetanee… E poi non sai mai cosa ti può riservare la vita.”.
“Non sono più una ragazzina tesoro mio. Gli ultimi mesi poi sono stati molto stressanti, figurati che il medico mi ha prescritto anche dei tranquillanti per dormire la notte a causa dello stress. Poi dopo tutto quello che ho fatto per tuo zio finire ripagata così…”.
“Immagino Zia, alla fine lo amavi…”.
“Sai io non gli ho mai chiesto nulla, la maggior parte delle volte l’ho sempre assecondato e messo i miei interessi al di sotto del suo bene e della nostra armonia. Facevo di tutto per farlo sentire bene e importante quando ero al suo fianco, non mi sono mai negata a nulla per la sua felicità. Anche… nel privato.” forse capivo dove voleva andare a parare la Zia.
“Cioè? Ti riferisci alla vita di coppia… Intima?” azzardai.
“Esatto. Ho sempre cercato di soddisfarlo, perché ho sempre creduto che per un uomo essere soddisfatto intimamente, contribuisca a farlo sentire in pace con se stesso. Qualcosa che sicuramente fa la differenza. Sai, negli anni molte mie colleghe o amiche hanno finito per trascurare i propri mariti e loro sono finiti a cercare affetto da altre donne. Non volevo finire così anche io. Per questo cercavo sempre di soddisfare i suoi bisogni e le sue… voglie.” oramai eravamo entrati nel discorso tabù e volli provare a stuzzicarla ancora di più.
“Insomma lo tenevi in forma, non c’è nulla di cui vergognarsi. Era anche nel tuo interesse di donna, non penso ne giovasse solo lui.”.
“Bhe ovviamente piaceva anche a me, non lo nego, ma fidati che non è stato facile. Tuo zio era un po’ particolare. Secondo te perché lo chiamo porco..?” non riuscivo a credere che lo avesse detto…
“Vuoi dire che lo zio è un pervertito?! Cosa sentono le mie orecchie!” mi misi a ridere.
“Bhe ecco, pervertito a modo suo, come tutti del resto. Però credimi, a volte non era facile assecondare le sue voglie.”.
“Adesso me ne racconti almeno una però! Non puoi lanciare il sasso e poi nascondere la mano.” per fortuna zia si mise a ridere.
“Va bene provolone della zia che non sei altro!” il suo tono malizioso e divertito mi eccitava “Devi sapere che una volta tuo zio è dovuto andare ad Amsterdam per un convegno di lavoro e con alcuni suoi colleghi, nelle ore libere, spesso giravano tutti insieme per il quartiere a luci rosse. Ovviamente andavano lì per vedere le donne in vetrina ma come saprai meglio di me quel quartiere è anche pieno di sexy shop e negozi a tema. Quando tornò a casa mi raccontò del viaggio e di come quel quartiere lo aveva incuriosito, diceva di essere entrato in alcuni sexy shop per gioco con i colleghi e di essere rimasto impressionato da quanti negozi a tema bondage ci fossero. L’argomento, diciamo, lo aveva colpito parecchio tanto che… ” si interruppe da sola per l’imbarazzo.
“Cioè vorresti dirmi che zio ti ha chiesto di provare il bondage?! Non ci credo dai..!”.
“Andò proprio così. La cosa lo incuriosiva molto e mi chiese di provare, ma io non ne sapevo assolutamente nulla e non avevo la minima idea di che significasse. Così iniziammo a fare qualche ricerca online, ci informammo per capire meglio come funzionava la cosa.”.
“E poi che avete fatto, avete comprato frusta e museruola?” mi misi a ridere immaginando mio zio a quattro zampe come una cane ubbidiente.
“Bhe proprio frusta e museruola no. Ma comprammo qualche manetta, frustino e cose simili.”.
“Ah però! E dimmi un pò, chi le ha usate?” continuavo a ridere.
“Facevamo un po’ per uno, tuo zio voleva provare ad essere sia dominante che sottomesso, credo si dica così… Non credo però che la cosa lo abbia stuzzicato più di tanto alla fine. Dopo qualche mese si era stancato e tornammo alle solite cose che fanno una moglie ed un marito normali in camera da letto.”.
“Me lo immagino zio che fa il padrone con la frusta..! E dimmi, a te piaceva? Se posso chiedere eh…”.
“Bhe visto che oramai ti ho detto della mia vita sessuale, che mi costa ammetterlo con te..? Si. Un po’ mi piaceva ma non credo che tuo zio fosse portato per quella roba. Anzi, sotto sotto era un disastro guarda…” non credevo alle mie orecchie. Zia Manuela ammetteva che le piaceva essere sottomessa e frustata…
“Cioè? Che faceva dimmi, dai!” oramai la curiosità era troppa.
“Una volta che si era fissato con questa storia del bondage volle comprarmi uno di quei corsetti di pelle pieni di lacci che usano le dominatrici. Non solo era scomodissimo e mi faceva sudare ma tuo zio sbagliò pure la taglia. Ti lascio immaginare che incubo era ogni volta che mi chiedeva di metterlo guarda!”.
“Rimango senza parole Zia. Cambiamo discorso che è meglio, non vorrei eccitarmi troppo con le tue storie!” il solito occhiolino ammiccante.
“Già meglio cambiare discorso, ti ho detto anche troppo guarda…” con una risata uscì dalla piscina. Prese l’asciugamano, si asciugò di fretta e poi si mise sulla sdraio a prendere il sole. Io me ne stavo ancora dentro la piscina, ancora incredulo per quello che Zia mi aveva appena raccontato. Avrei pagato oro per vederla con quel corsetto di pelle, ma come al solito dovevo stare buono perché l’erezione stava crescendo sempre di più e per quello rimasi in piscina, Zia si versò un po’ di acqua fresca, si mise un po’ di crema e tornò ad abbronzarsi, ma la mia mente non si fermava, continuavo ad immaginarla con mio zio che la dominava, tenendola legata al letto, scopandola come meritava… Quanto avrei voluto essere al suo posto! Avrei saputo di certo come farle piacere quell’esperienza.
Il pomeriggio passò in fretta, dopo lo sfogo in piscina Zia doveva sentirsi più serena perché parlò tutto il tempo, dovevo averla messa a suo agio in un certo senso, l’avevo fatta diventare una vera chiacchierona. Se ne andò poco prima di cena, io avevo un appuntamento con alcuni amici e dovetti lasciarla da sola anche se avrei voluto provare ad invitarla a cena. La sua compagnia oltre ad eccitarmi molto mi faceva anche molto piacere dopotutto, ma se ne tornò a casa da sola a godersi la sua serata in tranquillità.
Misi in moto la macchina e prima di partire avvisai Davide e Luca per dirgli di vederci direttamente al solito pub. Erano i miei migliori amici, me li portavo dietro dai tempi della scuola. Dopo una ventina di minuti arrivai al locale e cercai parcheggio, perdendo altri dieci minuti, alla fine trovai posto proprio davanti il pub. Loro erano già lì che mi aspettavano e avevano preso il tavolo.
Mi sedetti e ordinammo tre birre che arrivarono quasi subito, portate da una cameriera nuova, una bionda sui vent’anni con un culo da paura che sembrava volesse dirti di scoparlo. Luca la fissava di continuo.
“Allora come va la casa nuova eh?” mi chiese Davide.
“Alla grande, sto benissimo lì. Finalmente sto da solo ed in pace, ho pure comprato una piscina da mettere in giardino!” risposi.
“Grande! Allora uno di questi giorni veniamo a farci il bagno, tanto tra poco diamo gli ultimi esami e fino a settembre saremo a posto, mi ci accampo nella tua piscina!” mi disse Luca.
“Eh lo so, uno di questi giorni venite su da me e passiamo un bel pomeriggio!” diedi un sorso alla birra “Ah, a proposito, ve la ricordate mia Zia Manuela? Quella che veniva in vacanza con me… si è trasferita vicino casa mia.”.
“Cazzo se me la ricordo… Come faccio a dimenticarla?” disse Luca.
“Luca ha ragione. Quando si metteva a prendere il sole in spiaggia la guardavamo sempre! Vi ricordate quando prendeva il sole sulla schiena e si slacciava il reggiseno del costume? Luca avrebbe pagato per vederle uscire una tetta dal lettino!” disse Davide guardando Luca.
“Già… Quanto tempo abbiamo passato a spiarla ragazzi?” chiesi.
“Bhe quando venivamo a casa dei tuoi al mare, direi che passavamo tutto il tempo a spiarla, soprattutto in spiaggia. Ma dimmi un pò, adesso com’è? È ancora così figa come tanti anni fa? Come se la passa, quanti anni ha ora?” mi chiese Luca.
“Sta abbastanza bene, ora ha cinquantacinque anni. È ancora una bella donna anche se ha qualche chilo in più. Non è cambiata molto. Si è lasciata da poco con mio zio perché ha scoperto che lui la tradiva.”.
“La tradiva?! Con una moglie così figa le metteva pure le corna?! Scusa ma tuo zio deve proprio essere un coglione!” Davide non si trattenne.
“Ehi vacci piano dai, non sappiamo come sono andate le cose. Alla fine sono sempre affari loro, basta che la cosa si sia risolta nel modo migliore.” Luca cercò di calmare Davide “E così adesso la zietta vive accanto a te? Di là verità, già l’hai spiata o ci hai fatto un pensierino vero?”.
“Bhe un volta è venuta in piscina da me e qualche occhiata gliel’ho data. Ma non pensate che abbia fatto chissà cosa eh! Alla fine è sempre mia zia.” risposi.
“E dai non fare il finto tonto! Lo sappiamo che hai già pensato di fartela, non immagino nel dettaglio cosa hai pensato appena te la sei trovata in costume in piscina! Dai, ammettilo che te la saresti fatta… Al tuo posto non avrei perso tempo. Chissà dopo il divorzio come sarà tesa, le farebbe bene un po’ di movimento per voltare pagina.” Luca aveva fatto centro ma non volevo dargli la soddisfazione di aver ragione.
“Ragazzi calma, lo sapete che tanto sono solo fantasie, è inutile che mi fate domande e mi provocate. Tanto non può succedere nulla, è sempre mia Zia. Possiamo fantasticarci quanto vi pare ma certi limiti non si superano mai e lo sapete…”.
“Va bene hai ragione, in fondo è sempre tua Zia, scusa se ho esagerato un pò.” Luca si scusò ma in fondo sapevo che aveva ragione e mi costava tanto dovergli dare contro.
“Propongo un brindisi. Alla salute di Zia Manuela!” Davide sperava di cambiare discorso così.
“A Zia Manuela e a tutte le belle ore di vacanza che ci ha fatto passare in su compagnia!” Luca continuava a stuzzicarmi.
“A Zia!” brindammo tutti e tre e cambiammo subito discorso. La serata andò avanti ma io continuavo sempre a pensare a Zia Manuela. Luca aveva ragione, ma non potevo ammetterlo apertamente perché del resto era sempre mia Zia. Come mi sarei giustificato? Finché si scherza è un conto, ma farlo sul serio..? Sarebbe stato impossibile. A fine serata ci salutammo, promisi ad entrambi che avrei salutato Zia Manuela da parte loro.
Tornai tardi a casa, non fu facile prendere sonno ma quando ci riuscì, ovviamente sognai Zia nella mia piscina in giardino. Se ne stava lì con un minuscolo bikini rosso fuoco che a stento conteneva le sue forme. All’improvviso, approfittando della solitudine, si slacciava il reggiseno per prendere il sole in topless. Allungata sulla sdraio con le sue tettone al vento… Ad un certo punto il suo cellulare squillava, lei si alzava, metteva le sue infradito con la zeppa ed andava a rispondere, lasciando il pezzo di sopra sulla sdraio. Io non riuscivo a resistere e glielo portavo via, di corsa andavo a chiudermi in casa per annusare quel ben di dio e sentire l’odore delle sue tette, stringendomi il cazzo tra le mani fino a farlo esplodere dopo una sega furiosa. Il reggiseno in faccia a coprirmi completamente e il suo odore dappertutto.
Esplodevo in litri di sperma.
Sperma ovunque.
Sperma per Zia Manuela.
Era il mio modo per dirle che l’amavo.
(Racconto tratto da una storia vera. I nomi dei personaggi e alcune vicende sono stati modificati per proteggere la privacy dei diretti interessati. Per qualsiasi informazione, suggerimento o domanda potete scrivere a: forbidden.fantasy@outlook.com)



Anche a me piacciono molto i piedini, bel racconto, continua!
Una saga che spero non finisca mai
Sempre più eccitante. In crescendo, complimenti
Minima immoralia è di Daniele Scribonia.
Il racconto l'ho scritto io, Daniele Scribonia. Niente anonimato.