Seguii mia moglie, che venne accompagnata in una stanza laterale dal gruppetto di marocchini.
Che impressione, guardare Laura da dietro camminare completamente nuda. Ero ipnotizzato dal suo culo, che faceva su e giù ad ogni passo, dalla sua schiena scoperta…
Arrivati alla porta non mi fecero entrare, quando provai a protestare mi rifilarono un violento calcio nelle palle, che mi fece accasciare dolorante a terra. Quando alzai lo sguardo la porta era già chiusa, provai ad aprirla ma fu inutile.
Andai a sedermi su una poltroncina appiccicaticcia di quel cinema a luci rosse. Un cinema in cui la pornostar oggi era mia moglie.
Non la vedevo ma sentivo i suoi gemiti da dietro la porta, e le sue grida, quando veniva colpita da qualche schiaffo, o quando la penetravano con troppa violenza. E sentivo le parole di quei marocchini, nella loro lingua, incomprensibili ma chiarissime, ripetuti insulti a mia moglie, trattata come una troia. Immaginavo i cazzi dei tre che la violavano, mia moglie tenuta ferma a gambe aperte, i loro membri che a turno entravano nella sua figa, nella sua bocca, quando le sue urla si placavano, nel culo, quando diventavano più forti. E poi il momento più umiliante di tutti, quando sentii chiaramente Laura chiedere a quegli uomini di darglielo ancora, voleva sentire di nuovo i loro cazzi dentro di lei, implorando di scoparla.
Abbassai i pantaloni, e mi masturbai, arrivando molto velocemente all’orgasmo, schizzando sperma sul seggiolino davanti a me, aggiungendo la mia sborra a quella di chissà quanti altri uomini che si erano masturbati in quel locale, guardando qualche troia scopare sul grande schermo. Restai per qualche minuto con i pantaloni calati alle caviglie, imbarazzato, dopo l’eccitazione del momento, umiliato da quello che avevo appena fatto, dall’aver consentito a mia moglie di partecipare ad una simile depravazione, a quell’orgia con il gruppo di africani.
Passò più di un’ora. Quando finalmente riapparvero i marocchini mi si rivolsero insultandomi, mi davano del cornuto, dicevano che non ero un uomo, a lasciargli la moglie così, “tu, merda”. Poi riemerse anche Laura, tenuta per i capelli dal capo del gruppo. Era tutta sudata, con il seno ed il culo con ben visibili i segni dove l’avevano colpita, schiaffeggiata, la fica era gonfia, dischiusa, liquido biancastro le colava all’interno delle cosce. Le erano venuti dentro, senza ritegno
La portarono in bagno. Due marocchini se ne andarono, rimasi con il terzo ad aspettare che Laura si ripulisse, l’unica cosa che mi disse fu, “tua moglie è una gran troia, non è mai sazia, una vera ninfomane… ci si potrebbero fare dei bei soldoni, a vederla!”
“No, questo mai, lei è mia moglie!”
“Sicuro? Quando esce le chiediamo cosa ne pensa lei…”
Quando Laura uscì sembrava un’altra persona, s’era fatta la treccia ed indossava un vestito nero aderente, con una profonda scollatura.
Il marocchino la prese sotto braccio, risalendo le scale. Seguendola da dietro potevo vedere il culo e la fica di mia moglie che ad ogni gradino era sempre più in mostra, il vestito che le risaliva in vita. Il marocchino si girò per guardarmi, con un gesto di scherno mise la mano sul culo di mia moglie, le sollevò il vestito, se la palpò insistentemente, come per farmi vedere che lui poteva permettersi qualsiasi cosa, con lei, e mia moglie avrebbe lasciato fare. Poi le diede una grande sculacciata, che la fece sobbalzare, e lasciò il segno della mano.
Nella sala di sopra trovammo Vito al telefono, era orario di apertura. Si rivolse a Laura.
“Stasera farai la cassiera, tu invece te ne fai fuori dalle palle, puoi tornare a riprendere la tua zoccola domani pomeriggio.”
Scendemmo, il marocchino mi accompagnò fuori, non riuscii nemmeno a salutarla. La vidi allontanarsi con Vito che le aveva accorciato ulteriormente il vestito.
Me ne tornai a casa in auto. Non feci in tempo a parcheggiare che il vicino era già fuori e mi chiamava. Lo raggiunsi a casa sua, mi fece accomodare.
“Adesso ci divertiamo. Visto che la puttana di tua moglie non la vedo da un bel po’ sfogherò le mie voglie su di te. Vattene in bagno, lavati per bene poi vieni in camera. E cerca di muoverti!”
Non ribattei nulla, era inutile opporsi. Lo raggiunsi già nudo in camera, lui era coricato sul letto che si stava masturbando. Si alzò, mi prese le palle tirandole, poi prese da un vasetto un elastico avvolgendolo attorno alle palle.
“Tu non devi venire, mi devi solo fare godere.”
Si coricò nuovamente sul letto, ordinandomi di andargli sopra. Si mise a baciarmi, ficcandomi la lingua in bocca. Mi prese per la testa, abbassandomi sul suo cazzo, mi misi a leccarlo, lentamente, lo presi in bocca per un lento pompino, io succhiavo e lui mi insultava.
Sfilò il cazzo di bocca, spingendomi con la testa ancora più in basso, voleva farmi succhiare le palle, e farsi leccare il buco del culo.
Bruscamente mi spostò, mi venne sopra.
Mi fece alzare le gambe, si sputò sulla mano passandola poi sul culo, poi appoggiò il cazzo nel buco spingendo lentamente. Lo sentivo entrare mentre lui mi diceva, “te lo sbatto dentro piano, così mi godo tutto il tuo culo brutto frocio d’un cornuto, senti come sta entrando, senza fatica, sei un gran cornuto, un frocio, parla!”
“si, sono un cornuto, un frocio, lo sento tutto!”
Mi sputò in faccia, ed intanto mi spingeva il cazzo sempre più dentro, ora alternava colpi lenti a colpi violenti, lo levava tutto e poi lo infilava dentro di nuovo con un affondo deciso, avevo iniziato a provare piacere, ero diventato un vero frocio, avevo una semi erezione che mi procurava piacere e dolore a causa dell’elastico sulle palle.
Cambiammo più volte posizione, sembrava non volesse venire tanta era la sua foga aveva iniziato a penetrarmi con violenza, senza trattenersi, come fossi un animale. Mi introdusse due dita dentro, e poi con un colpo secco anche il cazzo, mi mancò il fiato. Lo sentii grugnire e finalmente innumerevoli getti di sperma bollente riempirmi il culo. Lo sfilò mezzo moscio, mi fece girare mettendomelo in bocca, ordinandomi di ripulirlo.
Quando fu soddisfatto con un calcio mi buttò giù da letto dicendomi di andarmene fuori dalle palle.
Presi i vestiti, li indossai e me ne andai, sentendo il suo sperma uscirmi dal culo mentre camminavo, bagnandomi le mutande. In casa mi infilai sotto la doccia, iniziai a segarmi rivivendo quello che era accaduto, il cazzo del vicino, come mi trattava, mi era piaciuto… forse davvero lui aveva ragione, ero un frocio… non ci volle molto che venni. Andai a dormire, senza mia moglie a fianco, forse ancora impegnata nel suo turno di cassiera, o usata in chissà che altro modo.
La mattina seguente uscii per delle commissioni. Rientrai trovando Zora in giardino in compagnia di una ragazza. Erano sdraiate sul lettino a godersi il sole, in topless. La ragazza aveva un seno molto voluminoso, sarà stata una quinta misura.
Zora mi fece avvicinare presentandomi sua figlia, Lola. Era cicciottella e piccolina con i capelli corti, nerissimi. Rivolgendosi alla madre le disse, “allora questo sarebbe il cornuto.”
“Sì, è lui. Coglione, Maria mi ha detto che quando vai a riprenderti tua moglie al cinema poi la devi portare dalla ginecologa per un controllo, deve controllare il dosaggio degli ormoni e farle la visita per sincerarsi che tutto sia a posto con tutti quei cazzi che sta prendendo.”
“sì, signora.”
“Ti accompagnerà mia figlia. Entrerà lei dalla ginecologa, con tua moglie, tu aspetterai fuori. Lasciaci in pace ora, fuori dai coglioni”
Diedi l’ultimo sguardo alla figlia che aveva allargato le gambe, Il perizoma lasciava scoperte le labbra della fica, conficcandosi nel mezzo, era oscena. Tornai in casa, lasciandole al sole.
(Continua – scrivetemi a dueamanti@tutamail.com per critiche e commenti e confidare vostre voglie ed esperienze)



Stupendo che continui! Questa parte non l'avevo letta!
Assolutamente, come dicevo sì capisce sche è un capitolo interlocutorio per la trama, ma questo non è necessariamente un male.…
Questa parte di capitolo, un po' moscia, ha lo scopo di preparare il terreno per quanto succederà nelle prossime, ben…
Ciao. Questo brano è solo una parte del secondo capitolo, ben più lungo, nel quale ci sono tre scene di…
La scrittura resta ottima, anche sul "plot twist" dell'identità di Will. Per la trama sembra più un capitolo interlocutorio, in…