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Racconti EroticiTradimento

Addio al nubilato col botto

By 27 Maggio 2026No Comments

Non il mio di addio al nubilato, quello è passato da un po’. A dire il vero senza festeggiamenti: peccato, poteva essere una bella esperienza.
Quello di cui vi sto raccontando è quello della mia amica Dalida. Se devo descrivere Dalida con tre parole, le prime che mi vengono in mente sono: flamenco – aranciata – vulcano.
Flamenco perché è il suo ballo preferito. Ha la musica nelle vene e quando indossa il suo vestito da spagnola, con le grosse tette in bella vista, e si muove al ritmo … beh…tutto e tutti passano in secondo piano.
I suoi capelli rossi (color aranciata) e le sue lentiggini le regalano un’aria sexy. Da quando ci siamo conosciute alle scuole medie, l’aranciata resta la sua bibita preferita. Non disdegna l’aggiunta di whisky, gin o rum, ma la base resta quella.
Dalida è un vulcano, piena di energia e di idee. Anche nel sesso è sempre stata così. Di fiore in fiore, i ragazzi più belli non se li faceva sfuggire. Ha avuto anche delle esperienze un po’ estreme, con ragazze e di gruppo.
Dalida sa cosa vuole, lo ottiene e lo racconta senza pudore.
La notizia che si sarebbe sposata mi ha colta di sorpresa.
“Tranquilla Giovanna, se mi sposo non vuol dire che butto le chiavi del piacere” mi ha detto.
Con queste premesse ho capito che sarebbe stato un addio al nubilato sfacciatamente piccante.
Una sexy-bomba pronta ad esplodere.
Mancano due giorni al venerdì di festa.
Primo dubbio. Cosa mettersi. Innanzitutto non voglio rubare la scena alla sposa (il che è quasi impossibile visto che lei è comunque sempre più di tutti). Non voglio però nemmeno apparire sciatta.
Va poi tenuto conto delle speciali richieste della sposa che si raccomandava ceretta brasiliana, “perché” dice “non si sa mai…e nel caso, si è pronte”.
Quindi deduco che sarebbe opportuna anche lingerie curata. Pizzo nero e non si sbaglia.
Decido per una tutina nera attillata. L’unica differenza con quella di Eva di Diabolik è che la mia finisce larga sulle caviglie, ha una cintura in vita e delle aperture che lasciano intravedere le spalle. Perfetto! Sexy senza essere appariscente. Ops …con lo chignon l’effetto Eva Kant è assicurato. Ma opto comunque per il raccolto che, secondo me, mi dona.
Ovviamente tacchi 12.
Ci siamo. Io, Angela, Michela, Silvia e Luisa raggiungiamo insieme la festa.
Dalida è raggiante. Nel suo vestito oro è un incanto. Impossibile non notare la vita sottile, la schiena nuda e il culo tondo dorato. Davvero un gran pezzo di ragazza.
Angela, nel suo stile, non ha rinunciato a camicetta e pantaloni. Probabilmente è uscita così dall’ufficio.
Michela invece è eccessiva nel suo vestito di paillettes. Ciò che non è eccessivo è il tessuto utilizzato per confezionarlo. Pochi centimetri quadrati. In pratica ha tutto fuori e resta ben poco all’immaginazione.
Silvia è venuta in minigonna di jeans e top a costine. Look da ragazzina. Ma se lo può permettere, sta veramente bene.
Luisa abito lungo fino ai piedi, rosso. Perfetta. Ecco, mi dico, così ti saresti dovuta vestire.
Le altre partecipanti sono due cugine di Dalida e tre colleghe mai viste prima.
Il locale non lo conosco, anche se non dista molto da casa mia.
Apericena in un grande salone con musica alta. Qualcuna balla. Dalida ovviamente ha preso posto dul cubo.
“Adesso facciamo un gioco” dice Virginia, la cugina della sposa.
La musica si abbassa e ci avviciniamo tutte.
A ognuna di noi viene data una cartellina della tombola. Giochiamo come se fosse una normale tombola, ma è ovvio che non lo è. Così quando concludo la cartella dico “tombola” in modo sommesso, quasi per non farmi sentire.
Seguono applausi e la cugina Virginia mi dice che ho diritto al premio speciale.
Mi accompagna, apre una porta e mi trovo in una sala massaggi con lettino pronto e massaggiatore altrettanto pronto.
Lo guardo, mi ricorda qualcuno … no, non può essere, sono passati tanti anni … eppure mi sembra proprio lui …Faccio a mente due calcoli per valutare l’età di Mauro. Ai tempi lui aveva sedici anni e io quattordici. Quindi, se io ne ho 42 lui dovrebbe averne 44 … Caspita! L’età del massaggiatore potrebbe essere quella. Lui non si scompone. Quindi credo che non mi abbia riconosciuta … ammesso che sia lui. Poi mi dice “spogliati” e la voce spazza via ogni dubbio.
Io sto zitta. Non mi ha riconosciuta e non voglio che sia la mia voce a farlo ricordare.
Mi spoglio e resto nella mia lingerie di pizzo nera (ottima scelta, lo sapevo che con il pizzo nero non si sbaglia mai).
Con Mauro avevo avuto una storia da ragazzina. Solo qualche bacio poi lui si era trasferito a Roma con la famiglia e non l’avevo mai più visto né sentito. Pensato invece sì, l’avevo pensato molto.
Mi capitava di toccarmi pensando a lui.
Chissà cosa ci faceva alla festa di Dalida. Lei l’aveva riconosciuto?
Mentre pensavo le mani calde di Mauro distribuivano l’olio profumato sulla mia schiena, con movimenti delicati. Poi dalla schiena è passato ai piedi e alle gambe e poi su, fino alle cosce.
Era bravo, ci sapeva fare. Ma probabilmente mi sarei eccitata anche se fosse stato meno capace. Erano anni che sognavo le mani di Mauro sul mio corpo.
Intanto anche le altre ragazze si stavano godendo il loro massaggio, nelle camere vicine.
Poi Dalida a gran voce ci ha chiamate tutte per la doccia.
Mi sono alzata dal lettino sempre in silenzio. Non so se ero più delusa o sollevata dal fatto che non mi avesse riconosciuta.
Ma eccoci qua, un gruppo di donne seminude sotto la doccia per toglierci l’olio di dosso.
“Adesso ragazze” dice sempre Virginia, la cugina, “andiamo a festeggiare”.
Ci spostiamo in un’altra sala, con luci soffuse. Ci sono dei camerieri in boxer che ci offrono champagne. Non ci siamo rivestite. E Dalida, si toglie quel poco che ha addosso e ordina a tutte noi di metterci nude.
Mi guardo in giro e poiché vedo che tutte obbediscono, Angela compresa, mi libero del mio pizzo nero.
Parte la musica e le ragazze ballano. Due colleghe di Dalida si stanno baciano fra loro. Dalida si mette in mezzo, gioca un po’ con entrambe e poi si avvicina a Michela e ballano vicine, sfiorandosi, pancia a pancia.
Sono bellissime, incredibilmente eccitanti. Anche le altre ragazze iniziano a muoversi in modo provocante. Io sto ballando quando sento un corpo appoggiarsi al mio. E’ un uomo, sento il suo cazzo premere contro il mio culo nudo.
Continuo a ballare, non lo vedo in faccia ma non ho dubbi. So di chi si tratta.
Altri camerieri si buttano nella mischia. Dalida è giustamente al centro dell’attenzione. Ha in bocca un grosso cazzo mentre Michela le lecca la fighetta. Anche le due colleghe si stanno leccando a vicenda.
Silvia sta beatamente scopando con uno dei camerieri.
Luisa invece sta facendo un pompino.
Io continuo a muovermi, come se stessi ballando, ma in realtà mi sto strofinando contro l’uomo che aspetto da quasi trent’anni.
Mi prende per le spalle e mi fa girare.
Mi infila la lingua in bocca e mi bacia con foga.
Mi spinge contro il muro, e mi prende con forza, come se anche lui aspettasse da quasi trent’anni questo momento.
Poi mi fa girare e mi prende da dietro. Sento il suo potente cazzo che vuole prendersi ogni centimetro della mia pancia.
Si avvicina al mio orecchio e mi sussurra: “che gran troia che sei diventata”.
Queste parole mi eccitano ancora di più. Lui lo percepisce e aumenta la pressione. Peccato non esserci visti anche in precedenza, quante scopate memorabili ci siamo persi. Ci siamo scambiati i numeri di telefono e poi rivisti più volte. Abbiamo quasi trent’anni di sesso da recuperare.
A mio marito che mi ha chiesto “com’è stata la festa?” ho risposto “bah … niente di che … noiosa”

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