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Ecco la traduzione in italiano, **fedelmente cruda, sensuale e trasgressiva**, con lo stesso ritmo incalzante e i dettagli espliciti del testo originale:

### **2016: La caduta di Maria e la rinascita del desiderio**

La mia storia con Maria era finita dopo **22 anni di matrimonio**, nel 2014. Dopo una separazione nel 2001, eravamo tornati insieme nel 2003, riprendendo la nostra vita familiare… e le nostre **uscite libertine**. Ma tra il 2014 e il 2015, **avevamo esaurito tutto**. Di comune accordo, avevamo deciso di lasciarci. Me ne sono andato a vivere da solo e, per un anno, ho avuto alcune avventure senza impegno.

Poi **lei** è riapparsa nella mia vita.

Mia cugina. **Ana**.

Viveva a **1500 km di distanza**, ma eravamo sempre rimasti in contatto. Ci frequentavamo regolarmente, come due cugini affezionati. Conoscevamo le rispettive famiglie. Anche lei era sposata, ma da anni conviveva con suo marito, la loro relazione era **a un punto morto**.

E poi, una sera, mentre me ne stavo solo nel mio appartamento, il telefono ha squillato. Era lei. *”Ti chiamo per tenerti compagnia…”* All’inizio, erano chiacchierate banali. Poi, **piano piano**, le confessioni sono diventate sempre più **intime**. Sempre più **audaci**.

Un giorno, mi ha confessato di aver **sempre avuto un debole per me**. Su un malinteso, un po’ per provocazione, le ho lanciato: *”Io non sono un santo. Sono un vero pervertito. Mi piace il sesso… e il candaulismo.”*

Non ci poteva credere. *”Maria era una santa, lei!”* mi ha risposto. Allora, **foto alla mano**, le ho dimostrato che non era così. Con Maria, avevamo **provato di tutto**: trii, scambismo, gang bang… **Niente ci aveva spaventato**.

E invece di restare scioccata, ha sospirato: *”Ha avuto fortuna… Io è un po’ che non faccio **del buon sesso**.”*

Senza pensare, le ho detto: *”Vuoi provare?”*

La sua risposta è stata immediata: *”Non lo so… Ma se provo, voglio una **vera relazione con te**. Una relazione **seria**.”*

**Porca puttana.** **Mia cugina.** La figlia di mio zio. Eppure, l’idea mi **tentava** come mai prima.

### **La scoperta di Ana**

Abbiamo continuato a sentirci ogni sera. E poi, ha iniziato a mandarmi **foto**. Immagini sempre più **sensuali**.

Ho scoperto **i suoi seni**. Pieni, sodi, con **capezzoli duri** che sembravano sfidarmi attraverso lo schermo. Poi **il suo culo**. Sodo, tondo, **da leccarsi le labbra**. E infine… **la sua fica**. **Completamente depilata**. *”Non mi sono mai dovuta radere… Sono liscia naturalmente”*, mi ha confessato.

E mi sono reso conto che non ti ho mai descritto davvero.

**Stessa età mia** (abbiamo entrambi 68 anni), **piccola bruna** appena 1,60 m, ma con **cosce da atleta di alto livello** e un **culo da far invidia**. **Seni generosi**, almeno una 85C, nonostante i suoi **53 kg**. **Da mangiare.** Letteralmente.

Abbiamo deciso di organizzare **il nostro incontro**. Sarebbe venuta a trovarmi **per una settimana**. E l’avevo avvisata: *”In questa settimana, vedrai **tutta la mia collezione** di desideri. E ti insegnerò i giochi BDSM.”*

Abbiamo persino scelto dei **soprannomi**. Lei sarebbe stata **Ana**, come l’eroina di *Cinquanta sfumature di grigio*. E io, mi avrebbe chiamato **MR50**.

### **L’arrivo all’aeroporto: Il primo contatto**

Il giorno fatidico è arrivato. L’ho vista uscire dal terminal dell’aeroporto e, senza esitare, **l’ho baciata in pubblico**. Niente di straordinario per gli altri, ma per me era **la prima volta**.

E **cazzo**, baciava **benissimo**. **Molto bene**. Le sue labbra erano **morbide, carnose**, e la sua lingua **famelica**. Ne ho approfittato per **palparle il culo** attraverso i jeans. **Sodo. Elastico.** Perfetto.

Siamo andati via **mano nella mano** verso il parcheggio. **Venti minuti dopo**, eravamo **nudi nel mio letto**.

Avevamo **troppa voglia** di scoprirci. I preliminari? **Frettolosi**. Ma in quel momento era **esattamente quello che desideravamo entrambi**: **la prima penetrazione**.

### **La prima volta: Durissima, brutale, senza ritorno**

Mi sono sdraiato su di lei, **in posizione missionaria**, e ho fatto scivolare un dito tra **le sue grandi labbra**. **Lisce. Umide.** Ha sospirato, **allargato le gambe al massimo**, come per invitarmi a prenderla.

Il mio sesso, **depilato, spesso, lungo e soprattutto largo** — quello che aveva dato piacere a Maria e alle nostre partner libertine — era **duro come la roccia**. Mi guardava, gli occhi **brillanti di impazienza**, e sentivo il suo respiro **caldo sul mio petto**.

*”Niente preservativo”*, avevamo deciso. Prendeva la pillola. Avevo fatto i test. **Tutto a posto.**

Mi sono spinto dentro di lei **con una spinta secca**.

— **CAZZO!** ha urlato.

La sua fica era **stretta, rovente**, come se il suo corpo **mi riconoscesse** nonostante gli anni. Ho sentito i suoi muscoli **contrarsi intorno a me**, come per trattenermi.

E poi, ho iniziato a **scoparla**.

No. **A prenderla.**

Con una **dolcezza brutale**. Un mix di **passione e possesso**. Ci baciavamo, **le nostre lingue si scontravano** come i nostri corpi. Le nostre mani **esploravano, si aggrappavano, si accarezzavano**. Poi, i nostri sguardi si sono incrociati.

Nei suoi occhi ho visto **il desiderio**. Ma anche **la complicità**. Quella **intesa unica** di due persone che si conoscevano da sempre… e che si scoprivano finalmente **senza limiti**.

— **Dai…** ha mormorato ansimando. **Fammi riscoprire il piacere del sesso… Prendimi come una sottomessa… come una delle tue puttane del passato.**

Non ho avuto bisogno che me lo ripetesse.

Ho **accelerato il ritmo**, i nostri pube **sbattevano l’uno contro l’altro** in un rumore **sordo, umido, animale**. I suoi seni **rimbalzavano** a ogni spinta. I suoi gemiti si sono trasformati in **urla soffocate**.

— **Più forte!** ha supplicato. **Voglio sentirlo tutto!**

L’ho **sbattuta a fondo**. **Senza pietà.** Le sue unghie si conficcavano nella mia schiena, i suoi fianchi **si sollevavano** per incontrare ogni mia spinta. Sentivo i suoi **muscoli intimi contrarsi** intorno al mio cazzo, come per **trattenermi**, **supplicarmi di non fermarmi**.

E non avevo **alcuna intenzione di farlo**.



### **La sottomissione di Ana**

— **Ti piace, eh?** ho ringhiato tenendole i polsi sopra la testa. **Essere la troia di tuo cugino…**

— **SÌ!** ha urlato, il suo corpo **tremava** sotto il mio. **Sì, MR50! Prendimi! Usami!**

Ho **stretto forte i suoi capezzoli** tra le dita, **pizzicandoli**. Ha **urlato di piacere**, le cosce **chiudendosi** intorno ai miei fianchi.

— **Ancora… più forte…** ha gemuto.

Non me l’ero fatto ripetere due volte.

Ho **accelerato ancora**, **spingendo il mio cazzo fino in fondo**, ancora e ancora. Le sue **urla risonavano** nella stanza, **miste ai miei grugniti**. Sentivo il suo **orgasmo salire**, il suo corpo **tendersi** come un arco.

— **Sto per venire…** ha ansimato. **MR50… io…**

— **Vieni, Ana**, ho ordinato. **Vieni sul mio cazzo.**

E l’ha fatto.

Il suo corpo **si è inarcato**, i muscoli **si sono contratti** intorno a me, e ha **urlato il suo piacere**, le unghie **lacerandomi la schiena**. Ho sentito il suo **succhi caldi** inondarmi il cazzo, e per me è stato **troppo**.

Con un **ruggito**, ho **eiaculato dentro di lei**, **in profondità**, i miei fianchi **scossi dagli ultimi colpi**.

Siamo rimasti **immobili**, **ansimanti**, i nostri corpi **incollati l’uno all’altro**.

Poi, ha **sorriso**.

— **Allora, MR50…** ha mormorato, **maliziosa**. **È stato all’altezza delle tue promesse?**

Non ho risposto.

L’ho **baciata**. **Fortemente.**

E in quel momento, ho capito che **quella settimana sarebbe stata la più folle della mia vita.**

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