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La cameriera della trattoria dei camionisti – cap. 0

By 26 Luglio 2026No Comments

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La cameriera della trattoria dei camionisti – cap. 9


Quando rientrai Simona era impegnata a preparare le valige per la mattina seguente quando saremmo partiti per il resort , ruffianamente con fare da gattina mi disse che era andata ha fare un po’ di spese per prendersi qualche vestitino e dei costumini perché quelli che aveva erano passati di moda , le risposi che aveva fatto bene. Aggiunse che forse aveva speso troppo perché era andata anche un paio di volte dall’estetista per depilarsi ma io la rincuorai dicendole che non c’erano problemi visto che il soggiorno nel resort saremmo stati ospiti dallo zio. Verso sera, in preparazione della partenza lei diede le istruzioni alla cameriera Maria era la sua fidata in quanto la aveva vista crescere fin da piccola visto che lavorava in trattoria da parecchio tempo. Aveva all’epoca 55 anni, gran lavoratrice piccolina di statura grassottella con un seno prosperoso (una 5 ormai un po’ cadente) e capelli neri tinti lunghi fino le spalle.
Quando l’ultimo cliente se ne fu andato e la trattoria ordinata e pronta per il giorno dopo, Simona rincasò ci facemmo la doccia e andammo a dormire. Io ero stanco dal viaggio di ritorno e mi addormentai quando, non mi resi conto che ora fosse, mi sembrò di sentire dei lamenti. Nel dormiveglia non capivo se sognavo o fossi sveglio così mi girai vedendo Stefania che si stava masturbando con veemenza avendo orgasmi a ripetizione. Quando ebbe finito di godere si girò da un lato e si addormentò in un battibaleno.
Al mattino seguente partimmo, per il viaggio lei indossò una minigonna veramente corta ed una canotta senza reggiseno; durante il tragitto dopo un paio d’ore le dissi che mi ero dimenticato di parlarle di una cosa e lei, incuriosita mi chiese di raccontarle tutto.
Le spiegai che il suo amante, il cameriere moldavo, voleva essere tutelato in caso cambiassimo idea e tu lo volessi licenziare. Mi guardò dubbiosa chiedendo in che modo voleva essere tutelato. Le spiegai allora che desiderava una scrittura privata fatta davanti ad un testimone. Lei rispose che non capiva la necessità ma accettò la richiesta senza problemi. Aggiunse che poteva essere un’occasione per diventare sua schiava scoppiando poi a ridere come un’oca. Chiudemmo lì il discorso ma guidando ripensavo a tutto quello che era successo era l’ennesima riprova che Simona era veramente porca e quasi sicuramente ninfomane. Ormai per lei il sesso era il primo pensiero quando si svegliava e l’ultimo prima di addormentarsi e, come successo la notte precedente, lo era anche durante le ore teoricamente dedicate al riposo.
Simona non appena ero partito per una trasferta non lasciava passare nemmeno un’ora che già stava pigliando almeno un cazzo.
Finalmente arrivammo a destinazione, il resort era quasi uguale all’anno precedente anche se avevano ristrutturato un po’ l’ambiente; venimmo accolti da suo zio con molta cordialità, parlammo parecchio e, guardandoci in giro, vedevamo che la maggior parte della gente girava completamente nuda anche se il numero di ospiti non era elevato essendo ancora ad inizio stagione. Il gran caldo però invogliava a levarsi tutto.
Venimmo accompagnati nella nostra camera e, nel frattempo, si era fatta sera. Dopo aver disfatto le valige ci facemmo una doccia, parlammo un po’ del posto e di come era stato svecchiato: avevano cambiato l’arredamento delle camere sostituendo anche i letti, il nostro, in confronto a quello dell’anno precedente, era più grandi; ormai erano le 20 ci vestimmo e Simona uscì dal bagno con un vestito lungo nero con una profonda scollatura sul davanti e due spacchi laterali che le arrivavano quasi sui fianchi ad evidenzare che non indossava biancheria intima.
Scendemmo con fare pomposo come fossimo una coppia sul red carpet degli oscar, ad Hollywood e ci dirigemmo al ristorante poco lontano; appena entrati suo zio che era seduto con due uomini di una certa età molto distinti, ci vide e ci invitò al suo tavolo. Accettammo l’offerta, le uniche sedie libere al tavolo erano una vicino allo zio e l’altra in mezzo ai due uomini, e lo zio ci fece capire con un gesto che Simona doveva accomodarsi fra i due signori i quali si presentarono facendo il baciamano a Simona. I due si chiamavano Marco che aveva sesanta anni ed Enrico che ne aveva due di meno. La conversazione fu gradevole e scoprimmo che uno dei due era vedovo e l’altro separato, erano soci in affari in una fabbrica di scarpe non lontano dal nostro paese e conoscevano la nostra trattoria essendosi fermati un paio di volte a pranzare senza però aver mai visto Simona (altrimenti la avremmo notata e riconosciuta subito aggiunsero) in compenso dipinsero un identikit molto accurato di Maria, la tuttofare.
La serata trascorreva tranquilla l’unica cosa sopra le righe era Simona un po’ alticcia ma tutto era bello, di tanto in tanto guardavo gli altri tavoli e notai che, a parte una coppia più o meno della nostra età, gli avventori erano tutti maturi. Ascoltando un po’ le chiacchiere dei vicini dedussi che la coppia giovane era francese e che la maggior parte degli altri ospiti era di nazionalità tedesca. Simona era molto allegra spensierata indifferente al fatto che qualche movimento aveva fatto sì che dalla scollatura i seni si potessero vedere senza alcun impedimento. Essendo però un villaggio naturista non diedi peso alla cosa ed infatti sembrava che nessuno ci facesse caso più di tanto. Il tempo trascorse velocemente ed arrivò presto mezzanotte e decidemmo di rientrare in camera, congedandoci i due commensali molto gentilmente ci diedero appuntamento alla mattina in spiaggia. Accettammo volentieri, li salutammo e ci avviammo verso la camera. Durante il tragitto, anche se breve, dovetti sostenere Simona che non reggeva l’alcool ed arrivati in camera lei si lasciò cadere sul letto prendendo sonno immediatamente; spogliai la sistemai bene poi mi coricai prendendo sonno.
La mattina successiva dopo una bella doccia Simona era fresca come una rosa, ci mettemmo il costume, il suo era un minuscolo tanga nero con la parte superiore coperta solo da un piccolo scialle trasparente con le tette al vento. Mia moglie mi ricordò che eravamo in un villaggio naturista ed allora mi tolsi lo slip che mi ero messo.
Andammo al bar facemmo colazione e andammo in spiaggia, la giornata era molto bella e faceva già molto caldo ma, essendoci un vento teso dovettero chiudere gli ombrelloni, Marco ed Enrico non si fecero vedere e verso mezzogiorno rientrammo poiché senza un po di ombra non si resisteva. Ci dettimo una rinfrescata quindi andammo al ristorante, qualcosa di fresco e all’uscita incontrammo suo zio che ci diede le chiavi di un piccolo cancello contornato da una siepe altissima; ci disse che li avevano fatto una piscina nuova per i soci noi, lusingati. Acetammo. Prima di entrare Simona fece un nuovo salto in stanza mentre io entravo. Mi trovai di fronte una bella piscina non molto grande con alcuni lettini posizionati attorno mentre altri erano sotto ad alcune palme che facevano parecchia ombra. Scelsi uno di questi ultimi e mi ci sdraiai. L’ombra piacevole ed il verde circostante davano una benefica sensazione di fresco soprattutto in rapporto al caldo accumulato in spiaggia smaltito solo parzialmente con la doccia. Iniziai ad osservare chi c’era intorno. Sei persone mature facevano il bagno e mentre mi guardavo intorno entrò Simona che aveva abbandonato il tanga nero per uno bianco ancora più ridotto con i laccetti di fianco. Il triangolino di stoffa ed il tessuto di garza, lasciavano vedere il triangolino di peli neri della sua passera, era molto ben definito grazie al lavoro dell’estetista dei giorni precedenti. Non si mise vicino a me ma su uno dei lettini al sole una decina di metri più in là. Il pomeriggio trascorreva pigramente e facemmo parecchi bagni. Sentimmo delle voci che ci salutavano mentre uscivamo dall’acqua, erano Marco e Enrico tutti nudi, rimasi un po’ stupito data la loro età anche se ne dimostravano di meno. Mi sorpresero gli attributi sessuali che per entrambi, sebbene a riposo, erano notevoli. Ben più grandi della mia dotazione in piena erezione.
In particolare Marco aveva un uccello che seppure a riposo sembrava una lattina come dimensioni. Ci salutammo e facemmo quattro chiacchiere e notai che Simona non riusciva a togliere gli occhi dal cazzo dell’uomo. Simona si andò a stendere per asciugarsi ed i due uomini si posizionarono sui lettini ai due lati di Simona. Anche loro iniziarono a guardare intensamente mia moglie. Dopo un paio di minuti lei si girò a pancia in giù e sia lei iniziammo a sonnecchiare quando vidi Marco avvicinarsi all’orecchio di Simona e dirle qualcosa che non capii ma dopo poco Marco prese un flacone di crema solare ne spruzzò in più punti del corpo di mia moglie. Se uno avesse visto la scena avrebbe potuto pensare che l’uomo con l’uccello barzotto la avesse ricoperta si sborra con diversi schizzi.
Marco poi iniziò un massaggio partendo dalla schiena spalmando in modo omogeneo la crema. Poi scese ai glutei ed il massaggio andò avanti e si vedeva che Simona apprezzava. Le sue dita si erano insinuate nel solco fra le due chiappe e probabilmente avevano raggiunto le parti intime di Simona che non si era ritratta ma anzi inarcò leggermente il bacino per favorire il massaggio. Poi scese alle gambe quando venne raggiunto anche da Enrico che, ripreso il flacone, versò altra crema in un quantitativo esagerato proprio sui glutei indugiando a sua volta sul solco del culetto. Iniziò un massaggio ha 4 mani senza che Simona accennasse ad alcun gesto per interromperlo anzi si vedeva che le piaceva terribilmente.
Poi in perfetto sincronismo, presero i laccetti e con un colpo secco li aprirono. Enrico prese la parte superiore la rimosse dalle natiche in modo che quel poco che poteva essere coperto non lo fosse più.
In modo gentile e garbato le dissero più volte di girarsi cosa che lei fece con un piccolo gesto della testa come a dire no grazie ma il suo corpo diceva il contrario. Di nuovo la boccetta di crema divenne protagonista, la spruzzarono abbondantemente su pancia e seni. Marco si impossessò delle tette massaggiandole avidamente mentre Enrico lentamente le fece piegare le gambe avendo la sua fica davanti inizio a massaggiarla girando intorno alla patatina in cerchi concentrici sempre più stretti fino a quando le sue dita si infilarono nella figa di mia moglie iniziando a masturbarla. Simona spalancò le gambe per favorire la manovra abbandonandosi completamente all’arte dei due maturi uomini. IO avevo il cazzo duro ed iniziai a masturbarmi mentre i due la riempivano di crema e la sgrillettavano palpandole i seni alternandosi nelle manovre.
Mi bastarono un paio di minuti per venire ma eravamo solo all’inizio. Marco si alzò con il cazzo durissimo, era impressionante, quello scettro di circa 25 centimetri largo come e più di una lattina, si piegò su Simona le mise la lingua in bocca ben ricambiato poi le sussurrò qualcosa. La presero per i capelli per farsi seguire e lei era arrendevole non si sa se per il dolore o per la voglia. Mentre la trascinavano via le sculacciavano il sedere ed ogni volta lei sussultava ma si capiva che non era il dolore. Aprirono la porta sparendo alla mia vista. Mi resi conto qualche istante dopo che forse quello era troppo, corsi alla porta ma erano spariti, provai a cercarla ma senza esito. Tornai alla piscina aspettando il suo ritorno. Trascorsero un paio di ore quando la vidi tornare tutta nuda e traballante. Camminava con le gambe aperte mi venne incontro e si sedette vicino a me. Prima che potessi dire qualcosa iniziò a raccontarmi
S. “amore non avevo mai provato una cosa simile me l’hanno rotta” la guardai ingenuamente rispondendo
L. “cosa”
S. “mi hanno sfondato la fica, non avevo mai preso un cazzo del genere ma ho goduto come una pazza, la ricorderò questa giornata, stasera ci hanno invitato al loro tavolo”
L. “e tu cosai detto?”
S. “per non essere scortese ho accettato”
Non proseguii con il discorso, eravamo andati in quel posto anche per rinverdire la volta precedente ed era iniziata ben oltre le aspettative anche se non palesemente dichiarate. Sapevamo entrambi che andare in quel posto, per di più gratis, voleva dire che lei avrebbe preso tanto cazzo.
Tornammo in camera con lei nuda sempre barcollante.
Una volta dentro Simona mi raccontò
S. “mio zio gli ha raccontato tutto del viaggio di nozze dello scorso anno”. La guardai come non sapessi niente ma in verità un piccolo accordo con suo zio c’era, rimanendo in silenzio lei mi guardò dicendomi:
S. “ti sei pentito? avevamo deciso che solo io potevo decidere di smettere il nostro gioco”
L. “no, no amore scusami ma un po’ geloso lo sono”. Lei mi sbracciò e continuò
S. “pensa sempre pensare che io ti amo e tutto questo lo faccio perché piace ad entrambi, ti ho visto come ti sei segato mentre mi massaggiavano con la crema solare”
L. “sì amore hai pienamente ragione” la baciai con passione trovando qualche residuo di sborra.
Poi si staccò dicendo che andava a prepararsi per la serata invitandomi a scendere e fare due chiacchiere con i due uomini magari confidando loro che eravamo in rotta per farli sentire ancora più liberi di sbatterla a loro piacimento. Non indossava la fede ma la cavigliera con la scritta SLAVE
Non dissi niente mi feci una doccia indossai qualcosa e scesi lasciandola sola in camera.
Uscii per prendere una boccata d’aria e fatalità volle che li trovassi seduti fuori, mi videro e mi chiamarono quindi mi sedetti con loro ed iniziammo a parlare di cose di lavoro quando Marco saltò fuori chiedendomi perché Simona non portasse la fede, rimasi un attimo bloccato poi risposi che era un periodo difficile e che ci eravamo presi un periodo di pausa perché eravamo in rotta. Non avevo ancora finito la frase che si guardarono ridendo ed entrambi mi risposero che la cosa per loro era molto interessante e che quindi, se li avessi visti corteggiarla come in piscina, non mi sarei intromesso. Con un filo di voce risposi che potevano fare con Simona tutto quello che volevano purché lei fosse consenziente, il fatto che ci fossimo presi una pausa di riflessione non voleva dire che non le volessi più bene. Aggiunsi che inoltre il venerdì successivo avrei dovuto partire per lavoro.
Si misero nuovamente a ridere in modo sornione quando apparve lei tutta truccata con scarpe con il tacco a spillo altissimo ed un vestito attillato e trasparente con lo spacco davanti. La guardavo sembrava una ragazzina mentre loro due la divoravano con gli occhi nonostante al pomeriggio avessero avuto un abbondante anticipo del suo corpo. Ero diventato trasparente ai loro occhi, la presero sotto braccio andando al ristorante io li seguii e ci sedemmo assieme. Naturalmente lei si sedette tra loro due come fosse una cosa normale la guardavo spesso ci incrociavamo con lo sguardo scambiandoci piccoli sorrisi mentre loro due non si facevano scrupoli accarezzandola più volte le braccia per poi far sparire la loro mano sotto il tavolo fra le sue cosce con Simona che tratteneva i gemiti. La serata continuò con loro che non si curavano minimamente di me ma giocavano con il suo corpo e lei che apprezzava le loro esperte mani. Finita la cena stavamo per tornare in camera quando mi dissero di salire pure da solo e che me la avrebbero riportata più tardi perché dovevano fare un giochino che non prevedeva la mia presenza.
La guardai, lei non fece nessun cenno di ribellione, la presero sottobraccio sparendo nelle scale senza dire più nulla. Tornò la mattina seguente con il suo bel viso raggiante camminando stranamente mi abbracciò e baciandomi mi disse:
S. “ciao amore eccomi sono arrivata, ho passato una nottata pazzesca quei due sono indemoniati mi sono fatta scopare ripetutamente come un loro oggetto avendo orgasmi mostruosi , nemmeno con i camionisti ho goduto così intensamente, si sono presi a turno anche il mio culetto allargandolo per bene poi non contenti me l’hanno messo nella fica assieme io li supplicavo di non farlo ma non c’è stato niente da fare me l’hanno sbattuto dentro con forza io ho urlato dal dolore ma poi s’è trasformato in piacere profondo godendo a più non posso, quando per l’ennesima volta mi sono venuti dentro mi sono accorta che il loro sperma era mescolato con qualche goccia di sangue segno che me l’hanno slabbrata. Ora mi brucia un po’ devo andare a farmi dei lavaggi. Mi baciò ed andò in bagno.

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