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La cameriera della trattoria dei camionisti – cap. 9

By 19 Giugno 2026No Comments

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La cameriera della trattoria dei camionisti – cap. 8


Restai di sotto attendendo che lui uscisse e quando me lo vidi comparire alle spalle, mi salutò come niente fosse ed io ricambiai e ci fermammo a fare due chiacchiere, In breve arrivai al punto dicendogli che sapevo che quando non c’ero si scopava Simona, mia moglie. Lui non fu minimamente turbato e mi rispose che si immaginava che prima o poi sarei venuto a saperlo e che comunque lui non ci aveva provato ma era stata Simna fare di tutto per portarselo a letto. Lo incalzai dicendogli che sapevo anche che ero a conoscenza del fatto che la faceva scopare anche dai suoi amici ed a volte anche per soldi. Aggiunsi che per noi non era un buon periodo lui ribadì che sapeva pure questo e che, probabilmente, era il motivo per cui l’indole da ninfomane di Simona era uscita senza freni così come quella che la spingeva a farsi sottomettere. Lui semplicemente era stato accondiscendente e la aveva “aiutata” ad esprimersi al meglio. Lo disse con un sorriso sardonico che in parte mi compativa ma molto di più voleva essere di scherno nei miei confronti. In pratica mi accusava, ed aveva ragione, di essere un cornuto molto più che consenziente ma che desiderava che sua moglie si facesse sbattere da chiunque.
Gli dissi quindi che il mese successivo Simna ed io saremmo andati in vacanza e che quindi non potrai scopartela ma se gli fosse andata bene al ritorno avrebbe potuto recuperare ogni scopata non fatta. Per dargli il massimo agio, avrebbe potuto trasferirsi direttamente da noi in modo che Simona sarebbe stata a sua disposizione in ogni momento che avesse avuto voglia di sottometterla e sfondarla. Usai proprio queste parole e vidi un lampo nei suoi occhi. Era la conferma di quanto aveva pensato poco prima, ero un cornuto che spingeva per esserlo.
Mi guardò comunque un po’ perplesso e mi chiese se lo stessi prendendo in giro, io feci un po’ il prezioso rispondendogli che se la cosa non gli interessava al nostro ritorno non avrebbe più potuto scoparsela.
Rimase in silenzio per un minuto poi rispose che gli stava bene e che sarebbe venuto a vivere da noi.
Andai avanti aggiungendo che avrebbe avuto il pieno controllo non solo su Simona ma anche su di me, che avrebbe dovuto dettare le regole. Mi guardò in modo interrogativo ed allora proseguii. Dovrai ordinarmi, davanti a lei, che non devo più toccarla, dormire con lei ed ogni altra cosa che desiderava che Simona ed io facessimo. Ribadii che saremmo stati i suoi schiavi.
Questa volta rispose subito che gli stava bene però voleva tutelarsi per cui avremmo scritto un contratto da firmare di fronte ad un testimone a dimostrazione che avevamo fatto tutto in libertà e che quindi non avremmo potuto in alcun modo accusarlo di alcuna costrizione.
Risposi che mi sembrava una cosa ragionevole e lui disse che avrebbe preparato il documento e che al nostro ritorno dalla vacanza lo avremmo firmato tutti e 4 compreso il testimone e da quel momento sarebbe iniziata la nostra schiavitù come da nostri desideri.
Mi salutò ed uscì con un’aria molto soddisfatta.
Io mi fermai a ripensare a quello che gli avevo proposto e che avremmo fatto da lì a qualche settimana, avevo quasi un rimorso e mi stavo pentendo per averla fatta andare così avanti non intervenendo mai ma lasciando che il suo lato di ninfomane esplodesse al suo massimo. Poi pensai che tutto quello che avevo fatto e non fatto era sempre stato perché la amavo e volevo che fosse felice ed indubbiamente lei, ripiena di cazzi e colma di sborra era al settimo cielo. Sotto sotto però dovevo ammettere che non era solo per amore suo, mi piaceva e mi eccitava da matti immaginarla e vederla farsi sfondare ogni buco e la cosa che più mi eccitava erano i commenti di chi se la sbatteva in particolare se fossi stato lì presente e mi avessero bersagliato di insulti dal cornuto al cervo al becco al frocetto. Sì la libidine di essere cuckold era quanto più potesse piacermi e ne ero dipendente.
Poi pensai all’immediato, con il cameriere moldavo avremmo visto poi. Con lo zio ed il resort, avremmo avuto a che fare già dal giorno dopo e la precedente esperienza era stata l’esplosione della libidine da ninfomane di Simona e da cuckold mia.
Tornato dalle ferie sarebbe iniziato un periodo di lunghe trasferte, con la firma dell’accordo mi sarei assicurato che Simona sarebbe stata riempita a dovere ogni giorno ed ogni notte ed il cazzo mi si indurì a tal punto che il pensarla schiava per un contratto firmato, mi costrinse a farmi immediatamente una sega.

Tornai di sopra e chiamai Simona, lei mi rispose dalla camera, la raggiunsi e la trovai coricata sul letto nuda, con le gambe divaricate ed un cuscino sotto al sedere. La fica era spalancata con un rivolo di sborra che usciva; mi guardò sorridendo agitando la mano con le corna dicendomi: “vieni, leccami per bene la fica così senti il sapore dello sperma del mio amante”, la raggiunsi senza fiatare lei si sfilò il cuscino da sotto e lo sperma iniziò ad uscire più velocemente. “sbrigati lecca ma non toccarmi. Devi solo leccare ed ingoiare cornuto mio”. Mi avventai sulla fica leccando ed ingoiando con fatica data la quantità di sperma che usciva, man mano che mandavo giù sentivo quel sapore acre. Allungai una mano per toccarle il seno ma lei mi diede una sberla sulla mano mentre iniziava ad ansimare per la leccata fino a che non ebbe un orgasmo che si mescolò allo sperma. Quando ebbi finito di ripulirla e lei fu soddisfatta, mi disse: “ti amo amore vedi condividiamo tutto cornuto mio non finirò mai di ringraziarti mi rendi la donna più felice al mondo ti amerò per sempre fino all’ultimo giorno”. Si alzò andando in bagno uscì dopo poco nuda, prese un vestitino con due bretelline leggere ed uno spacco assassino. Lo indossò rigorosamente senza biancheria. La parte superiore copriva a malapena i capezzoli e lo spacco, quando camminava, faceva vedere per bene la passera depilata con la vulva gonfia per l’abbondante uso. Si sedette davanti allo specchio si truccò leggermente poi mi disse, scendo vado ha sistemare un po’ di cose in trattoria per stasera, le dissi che era praticamente nuda ma lei rispose che in quel momento c’era solo Carmela che sta preparando i tavoli. Non so a che titolo ero geloso e le ribadii che il vestito era troppo aperto per andarci in trattoria nel caso fosse entrato qualcuno. Lei sbuffò e si tolse il vestito. Ne indossò uno cortissimo bianco ma meno scollato.
Andò a prendere le chiavi ed uscì, quando fu davanti alla porta contro sole quando fu davanti la porta con la luce del sole il vestito apparve trasparente, alla fine non c’era molta differenza con il precedente.
Più tardi verso sera la raggiunsi, era una serata morta con pochi tavoli occupati. Mi diressi al bar dove c’era il moldavo seduto dietro al bancone con Simona vicino, mi appoggiai al bancone per farmi fare un caffè quando vidi il moldavo con la mano sotto al vestito di Sonia che gli accarezzava il culetto come niente fosse. Arrivò la cameriera più anziana ed il caffè me lo fece lei notando la mano del moldavo che la guardò sorridendo, di scatto alzò il vestito dietro facendo vedere il culetto alla cameriera che si mise a ridere con Simona immobile. Immaginai subito che la cameriera sapesse tutto quando si rivolse al moldavo dicendogli di mandare Simona al tavolo nell’angolo dove c’erano due vecchietti soli. “Falla sparecchiare e magari falle fare due chiacchiere con loro”, il moldavo la guardò e rispose che era un’ottima idea” quindi rivolgendosi a Simona le chiese se aveva capito e che cercasse di essere gentile (calcando molto la mano sulla parola gentile) di intrattenerli. Alle sue parole Simona fece cenno di sì col capo e si incamminò sculettando
Andò al tavolo ed iniziò a sparecchiare e pur avendo spazio dal lato opposto si mise a prendere le stoviglie fra di loro piazzando le tettine a pochi centimetri dai loro nasi. Il cameriere moldavo e la cameriera anziana dal bancone commentavano la scena come se io non ci fossi.
“Cisa proprio fare quella troia della padrona, ci manca poco che gli fa ciucciare le tette” disse la cameriera ridendo.
Simona con fare lentissimo tirò su i piatti e strofinò il sedere contro entrambi di due anziani avventori che, appena se ne fu andata iniziarono a parlare fitto fitto, sicuramente di quanto fosse stata zoccola ed a fantasticare su di lei.
Vista la serata moscia la trattoria chiuse un po’ prima, Simona lasciò i due del bancone a chiudere e preparare per l’indomani.
Rientrammo in casa ci facemmo una doccia e mentre eravamo a letto, mi venne vicino tutta nuda dicendomi “ti è piaciuto oggi leccarmi la fica piena di sperma dimmi la verità?”.
Le feci una carezza baciandola le risposi: “per te farei qualsiasi cosa, pensi che non mi sia accorto che il ragazzo ti toccava il culo prima?” Con il suo sorriso da porcellina mi venne sopra facendomi rizzare l’uccello, quando lo senti duro si spostò di scatto e me lo prese in mano dicendo: “lo so che ti piace vedermi fare la porca, mi sono anche dimenticata di dirti che ho chiamato mio zio e ci aspetta ha braccia aperte”.
Con la mano aveva iniziato lentamente ha segarmi fermandosi mentre mi parlava strizzandomi con forza il cazzo facendomi male per poi riprendere quel lento movimento. Nuovamente le dissi: “spero non ti dispiaccia se andiamo nuovamente da tuo zio dopo quello che abbiamo passato in viaggio di nozze”.
Lei mi rispose subito dicendo, un po’ stupita, che le era sembrato strano che volessi tornare in quel posto ma che il luogo era molto bello, il servizio ottimo e che i cazzi non sarebbero mancati e voglio renderti fiera di me e di come li prenderò tutti”. A quel punto non resistetti più e le sborrai in mano.
Finito di sborrare presi coraggio dicendole che le dovevo raccontare un’altra cosa. Le chiesi: “da quanto ti fai scopare dal moldavo?”
“da una ventina di giorni, me l’aveva detto Monica la cameriera, aveva abbondato con i particolari dicendo che ci sapeva fare, che aveva un gran cazzo ed era molto resistente. Finora mi son fatta scopare una decina di volte da lui avendo orgasmi pazzeschi, ma perché me lo chiedi?”. Le risposi: “oggi nel pomeriggio abbiamo fatto due chiacchiere quando è sceso dopo averti scopato gli ho raccontato della nostra situazione, che ci siamo presi una pausa e che se vuole può venire a dormire da noi quando gli và, ovviamente sempre se ti fa piacere”. Rimase in silenzio cambiando espressione: “ma ti sei ammattito lo hai fatto veramente?”
Le risposi di sì. In quel momento scoppiò in una risata baciandomi mi disse: “vuoi essere cornuto in tutti i sensi ma lo sai che non mi tirerò indietro visto che non ti sei nemmeno preoccupato di parlarne prima con me, doveva essere solo un piccolo gioco tra di noi ma così non è, allora sai cosa ti rispondo, va bene vorrà dire che avrò anche l’amante fisso ed in tua assenza mi farò anche vedere in giro con lui. Ti va bene così?”
La guardai quasi con le lacrime agli occhi. Mi era tornato dritto il cazzo e lei iniziò nuovamente a segarmi.
Le dissi: “tutto quello che vuoi e che ti fa piacere a me va bene”, lei aumentando il ritmo con la mano: “dovrai abituare a dormire nella cameretta quando sarai a casa, ed io dormirò con lui nel nostro letto. Quando sarò assieme a lui mi vestirò talmente da porca che te ne farò pentire ma tu non potrai mai intervenire e ti ammazzerai di seghe perché io mi concederò a te solo se ti sarai comportato bene. Lo so che è questo che vuoi”.
Ad ogni cosa che mi diceva rispondevo affermativamente preso dall’eccitazione. Continuai a dire di sì come un cagnolino anche quando mi disse che si sarebbe tolta la fede fino alla fine del gioco e solo lei poteva decidere quando. Con l’ultima frase godetti di nuovo contorcendomi mentre lei mi strizzava con forza il cazzo quasi volesse bloccare l’uscita dello sperma. Un1a sensazione del genere non l’avevo mai provata prima, ci baciammo con passione poi lei concluse dicendo che naturalmente se fosse capitata qualche occasione extra si sarebbe fatta anche altre scopate.
Dopo poco presi sonno svegliandomi al mattino con lei di fianco nuda che dormiva la guardai per bene era stupenda, le osservai la fica aveva le gambe leggermente aperte con il clitoride che svettava in mezzo a quelle due labbra molto sporgenti e gonfie, rimasi bloccato per un po’ poi mi alzai e la lasciai dormire.
Il giorno successivo partii per un paio di giorni in trasferta tornando al sabato mattina per partire per la vacanza,naturalmente i suoi messaggi mi erano arrivati con il solito simbolo delle corna.

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