‘Ti prego’ fammi venire…’, sussurrò chiusa in bagno, mentre sfregava convulsamente le dita sulle grandi labbra gonfie e fradicie.
‘Quando arriverai da me. Ora rivestiti’.
‘Ma’ lui è di là’ e in strada’ non farmi uscire così”.
‘Dimmi chi sei’.
‘La tua puttana… tua e di nessun altro’, ansimò, trattenendo a stento i gemiti.
‘Ti aspetto. Ma, continua a toccarti da sola e puoi scordarti della mia esistenza. Ti voglio pronta ad esplodere, in calore, con in testa solo un irrefrenabile desiderio di me’.
Non poté replicare, la chiamata era terminata un istante prima.



Beh, la mia esperienza mi dice che è così, anche personalmente.
Ciao! è in arrivo la continuazione. è vero che sto andando un po' lungo, ma in questo periodo non ho…
Ciao, sembra che non abbia più voglia di scrivere...è un peccato hai per le mani un bellissimo racconto...beh, non sono…
Dai regista, regalaci anche la terza parte!
Un racconto che avevo letto 15 anni fa e mi lasciò un forte ricordo. Il prototipo di un romanzo che…