Stavo fermo. La mia ombra era un punto sotto di me.
La pianura era piatta, l’occhio spaziava all’infinito
Ma non vedevo niente, non c’era niente da vedere.
Mi sono mosso, ho deciso di camminare.
Grandi massi sono sorti dal terreno, ed ostacolano la vista
ma il sole, adesso basso dietro di me, proietta la mia ombra in avanti
Che come un dito, indica la via.
Una poesia di alpha_master_1964@protonmail.com



Come sempre, un ottimo racconto, Rebis: l'attesa è valsa la pena. Sarebbe bello avere anche la storia antecedente, che narra…
Bello! Adoro le santarelline porche
Sempre più coinvolta con Giacomo, bei racconti grazie
Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..
Ciao William! Mi fa piacere che ti sia piaciuto tanto da rileggerlo. Ma non è stato un calcolo narrativo. L'incipit…