Rientro a casa silenziosamente, non voglio rompere la quiete mattutina.
Tu dovresti essere già a lavoro, ma la porta della camera inquadra le curve nude del tuo corpo, in ombra. La schiena è inarcata e tesa, mentre le dita suonano le note del tuo desiderio.
Avvicinandomi, sento il respiro affannato e i tuoi gemiti inconfondibili. Stringi il lenzuolo sotto di te. Stai godendo’ uno spasmo ti pervade fino a farti esplodere.
Ancora non pienamente cosciente, ti volti’ Non pensavi fossi lì. Mi guardi maliziosamente e apri ancora le cosce, invitandomi.
Ti raggiungo e attirandoti a me, prendo il tuo piacere.
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Esperimento in cento parole.




Bellissimo racconto
Assurdo che il capitolo più bello sia anche quello senza commenti. Complimenti Giulia, sai come tenere alta l'attenzione dei lettori.…
La tua penna mi tiene sempre incollata dall'inizio alla fine e mi lascia una soddisfazione narrativa profonda e costante.
Va bene ne sono lieta. Ti lascio la mia mail agavebet@libero.it ma ovviamente ti chiedo di avere pazienza. Lavoro, scrivo…
Cara Agave, sono contento del tuo commento, hai individuato diversi punti critici che dovrò prendere in considerazione. adesso ho in…