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Sentire i miei testicoli nel calore della sua bocca mi stordiva di piacere. Era una donna esperta, sapeva come dare all’uomo il massimo dei piaceri. Era più brava dell’amico gay che mi aveva fatto un pompino durante il viaggio. Mi prese la carne intorno ai capezzoli e la strinse: succhiava e mordeva i capezzoli senza fermarsi, una eccitazione incredibile; lo fece per moto tempo, mi faceva provare insieme piacere ed il piccolo dolore dei morsetti. Poi cominciò a farmi succhiotti sul glande, forti e dolcissimi.
– Apri le gambe – mi disse – voglio farti provare una cosa.
Continuava il pompino ed insieme, col dito inumidito, mi carezzava in lungo l’ano, una sensazione nuova e bellissima.
– Vuoi provare? – mi disse. Non sapevo cosa ma assentii e spinse la punta del suo dito nell’ano. Continuò col pompino ma via via che lo faceva, faceva penetrare di più il suo dito medio nel mio culo. Poi cominciò a muoverlo insieme al movimento del pompino. Sentivo l’orgasmo che risaliva lungo tutto il mio corpo. Lei non cambiava mai il ritmo, sapeva che così mi dava più piacere. Alla fine stavo venendo e lei mi mise due dita insieme nell’ano.
– Piaciuto il giochino delle dita? – mi chiese – –
– Non lo conoscevo.
– Si, infatti.Vedi, gli uomini sono stupidi. Il culo della donna e quello dell’uomo sono uguali. Se una donna gode a farsi inculare, anche l’uomo può godere così. Ma sai, il ruolo, l’orgoglio, tutte sciocchezze che ti tolgono piaceri. Come l’incesto: ma cosa c’è di più naturale che condividere lo stesso uomo con mia figlia?
– Mi manca qualcosa, Alina.
– Cosa?
– Il sapore della tua fica.
Si infilò una mano nella gonna, ne uscì con un dito umido e me lo mise in bocca.
– Bello, ma voglio prenderlo da me.
La misi sul letto, le sfilai le mutandine e cominciai a leccarle la fica. Provava piacere, si torceva sotto la ma lingua, sobbalzava quando le succhiavo forte il clito. Volevo farla venire, mentre la leccavo la penetravo con tre dita ed alla fine sentii il suo orgasmo intenso. Mi prese e mi baciò in bocca, più volte.
– Ce la fai ad amare anche me?
– Se anche tu mi ami si. Sei un sogno bellissimo, Alina. Hai una fica bella come quella di Giovanna.
– E tu approfittane sempre, come fai con lei.

Stavamo abbracciati nel letto, io e Maria Giovanna.
– Voglio farti venire. – disse
– Giovanna, bacialo, ti desidero molto.
Lo prese in bocca; non era brava ma era piena di passione e riuscì a farmi venire nella sua bocca.
-Sei felice con me? – mi chiese
– Se non ci fossi tu, niente avrebbe importanza.
– Tu mi hai aperto un mondo bellissimo, amore e sento crescere i miei desideri. Sei geloso di me? Tu mi faresti fare da un altro uomo?
– Certo che no…… a meno che non fossi tu a volerlo.
– Edy, ho delle fantasie, ma sono solo fantasie.
– Giovanna, sono desideri ed i desideri cercano sempre di realizzarsi.
– Tu mi ami lo stesso, nonostante mia madre ti ha fatto il pompino e tu le hai leccato la fica. Se la scopi io lo accetto, faccio contento te e lei. Non potrebbe essere così anche per me? Sai che sognavo? No, vabbé, non te lo dico.
– Devi dirmelo, invece.
– Beh….che io e te stavamo insieme ad una coppia amica e che ci scambiavamo.
-Tu sei l’unico uomo che potrebbe farmelo fare. Sai quanti desideri può avere una donna insieme a due uomini?
– Maria Giovanna; l’Università resterà chiusa per una settimana. Andiamo insieme da qualche parte, io e te da soli.

Partimmo il venerdì pomeriggio: avevamo trovato un agriturismo sulla costa e ci arrivammo intorno all’una di notte. Il giorno dopo decidemmo di andare alla piscina termica dell’albergo. C’erano pochissime persone.
– Vedi ,amore, solo per un gioco di fantasia indovina con chi mi piacerebbe quella avventura. Vedi quell’uomo coi pantaloncini a quadretti? Bello, vero?
– MI fai ingelosire. Però ha una bella moglie.
– Te la faresti? Avanti, dillo.
– Si, certo.
Ci mettemmo a ridere. Però poi quell’uomo passò davanti a noi, guardò Giovanna e lei divaricò le ginocchia, come per offrirgliela.
Mentre entravamo nel ristorante incontrammo lui e la moglie.
– Siete da soli qui? – chiese lei. – venite a sedervi al nostro tavolo, almeno ci facciamo compagnia e ci conosciamo.
Quella donna era davvero attraente: capelli neri lunghissimi, magra e nervosa, seni piccoli. Anche lui era un bell’uomo; alto quanto me ma con un fisico sportivo, un bel viso. Ed una sensazione di forza che emanava. Facemmo amicizia, loro venivano da un’altra città, era cordiali, interessanti. Dopo Maria Giovanna si fermò a parlare con la donna.
– Amore, sapessi cosa mi ha fatto capire……. loro cercano avventure. Sono già stati qui e sono tornati perché ne hanno già avuta una.
– Ti ha fatto qualche proposta?
– Si e no, ma certe domande…… stanno nella stanza accanto alla nostra e lei mi ha detto che ci hanno sentiti stanotte mentre facevamo l’amore e che sentendoci hanno voluto farlo anche loro. Edy, tu capisci cosa voleva propormi? Un’avventura di sesso con loro.
– E tu cosa ne pensi?
– Mi affascina l’idea, ma dobbiamo essere insieme, vivere tutto insieme. Beh, ci vediamo stasera, ci hanno invitati in pizzeria. Pensiamoci se vogliamo starci. Amore, io voglio sesso, ne vorrei tantissimo, senza nessuna inibizione; sto scoprendo che i miei desideri aumentano rapidamente e che oramai non sento più inibizioni.
– Puoi andarci da sola, Maria Giovanna: si tratta di scegliere.
– Se lo facessi, che sarebbe di noi due?
– E’questa la scelta.

– L’hai mai vista scopata da un altro? – mi chiese la donna – è una cosa molto emozionante, eccita da morire. Dovresti vivere una cosa del genere.
– A te piace vedere il tuo uomo scopare con un’altra?
– Si, adoro questa situazione. Dai, Edy, non essere inibito. Lo scambio di coppie oramai è costume corrente. Lo fanno moltissime coppie e non per questo si separano. Lei vuole farlo, questo lo capisci a che serve negarglielo? Vuoi che lo faccia di nascosto?
– E tu cosa vuoi per te?
– Ti ho sentito l’altra notte: voglio quello. Sei un ragazzo e sei pieno di forza.
Noi stavamo avanti, Maria Giovanna e l’uomo dietro, un po’ lontani, ma notavo che la stava toccando.
– Ascolta Edy: dopo in albergo, veniamo nella vostra stanza. Non dobbiamo dirci nemmeno una parola solo spogliarci e fare e farci fare quello che vogliamo. Ascoltami, sarai contento dopo.

– Tiha toccata? – chiesi a Maria Giovanna nella stanza.
– Si. I seni e poi anche il pube, sopra il vestito.
– Ti è piaciuto?
– Si, molto.
– Verranno qui. Busseranno. Decidi tu se aprire oppure no. Spogliati adesso, vacci nuda. Se lo vuoi fare, allora fallo.

Fu la moglie a mettere Maria Giovanna sul letto e farle alzare le cosce.
– Così ti entra tutto – disse e labaciò in bocca.
Vidi il cazzo dell’uomo entrarle nella fica e Giovanna, ompaziente che gi andava incontro col bacino. La chiavava lentamente, voleva portarla all’orgasmo. Lei gli andava incontro con la fica, e respirava forte di soddisfazione ogni volta che il cazzo le entrava tutto. La donna mi venne vicina, mise la mano nel mio pigiama e prese il mio cazzo.
– Devi venire mentre guardi, così è più bello. Vieni insieme a loro.
Cominciò a masturbarmi. Era abile, si muoveva con lo stesso ritmo del marito. Maria Giovanna si masturbava il clito mentre lui la penetrava. Poi la vidi venire, mentre l’uomo accelerava per venirne nella fica.
– Si, si, vieni, vienimi dentro – disse Maria Giovanna- vienimi dentro, tutto lo voglio tutto, ancora, chiavami ancora.
Avevo perduto l’erezione. Maria Giovanna si alzò dal letto.
– Edy, amore, come è stato bello. Lui ha un cazzo bellissimo, guardalo- Ah, facciamolo ancora..
– Che bella troia – disse la donna e poi, rivolta a me –Non ti eri ancora accorto che lei ha la vocazione della troia e che sta venendo fuori. Si chiaverebbe dieci uomini insieme per come è eccitata adesso. Se la ami, accetta di farla chiavare con chi vuole.
– Adesso andate – le dissi.
Partimmo il mattino dopo, volevo andarmene da quel posto.
– Edy, sei arrabbiato con me?
– No, Giovanna. Tu sei così, la tua natura è questa.
– Vuoi lasciarmi?
– Si, non posso fare altro. Fra qualche giorno vorrai farlo di nuovo con altri ed io ti sarei di impaccio e poi non voglio accettarlo. Ma tu non puoi contenerti. Ti ho vista chiavare con quell’uomo; non ti importava di lui, ti importava di come lavorava il suo cazzo, ne avresti voluto di più e se ci fosse stato un altro lo avresti fatto anche con lui.. Mi dispiace, ma non posso fare diversamente.
– E la mamma?
– Le telefono, troveremo il modo di vederci.

bernardodgl@libero.it

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Autore Pubblicato il: 17 Giugno 2022Categorie: Racconti Cuckold, Racconti Erotici0 Commenti

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