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Mail a Sissy 13-10-2017
Ciao Sissy, mi devi scusare se ti scrivo solo oggi giovedì 12 , ma non ho mai trovato la comunicazione della tua risposta alla mia mail, perché era finita nella posta indesiderata. Ti ringrazio dei complimenti che contraccambio, per averti visualizzata bene dalle tue foto. Io non ho pregiudizi sui desideri espressi da qualsiasi persona sia attiva o passiva, L’AMORE E’ UNIVERSALE, l’importante è fare sesso senza costrizione, né sopraffazione, liberi di scegliere, l’importante è godere e far godere, questo è il mio credo.
Tempo fa ho conosciuto una coppia di nani, bene, devi sapere che il lui era molto ben fornito e la lei era fantastica. La prima volta, lui mi offrì la compagna, ma voleva essere presente (cuckold). Ad un certo momento, mentre lei mi spompinava, si offrì di intervenire, io non ebbi alcuna reazione contraria e lui partecipò nella fellatio con la moglie, dividendosi il frutto mio, se lo passavano di bocca in bocca. Dopo mi lasciò fare sesso con lei. Durante le varie posizioni che lei mi chiedeva, capitò che lei era a smorza candela su di me, stava godendo, trattenendosi dall’urlare, aiutata da me che l’attirai sul mio corpo e le tappai la bocca, per soffocare le sue urla. A questo punto il marito, le montò dietro e la penetrò nell’ano e le carezzò la schiena. Mentre la carezzava, vidi i suoi occhi bagnati dalle lacrime, per la soddisfazione che sua moglie stava provando, godendo infilata da noi due, nei suoi goduriosi anfratti. Dopo un po’ che la montavamo, lei ci comunicò che stava per godere ancora e voleva che venissimo contemporaneamente, anche noi due. Passarono pochi minuti, dopo che avevamo aumentato il ritmo della copula, eravamo pronti a godere in simultanea e le dicemmo che eravamo pronti, al che scoppiammo in un orgasmo esagerato. Dopo esserci rifocillati con te caldo e biscotti, riprendemmo la battaglia. Ma prima andammo in bagno per nettarci, lei amorevolmente ci detergeva con sapone detergente liquido e con le sue adorabili manine e tocca che ti tocco, gli strumenti tornarono ad ergersi, la più felice fu lei ed infatti, ci prese entrambi per il pene e ritornammo in camera per ripetere la doppia, alternando i partners con i suoi dolci buchetti. Il marito sotto ed io nel suo, ambito da me, non più buchetto, dato lo strumento esagerato del coniuge, che glielo aveva lasciato allargato. Cominciammo a stantuffarla; dopo diversi suoi orgasmi, ci disse di interromperci, per riservarci lo sperma, per un’altra azione, perché c’era un altro programma da sviluppare. Sorpreso chiesi quale altro stratagemma avesse in mente e lei mi chiese, da parte del marito, che non aveva il coraggio di chiedermelo, se volevo sverginargli il suo foro, ancora vergine. Tutto questo perché, prima, mentre la stavo inculando, lei aveva sussurrato al marito che le stava piacendo come le stavo profanando il suo canale rettale, stendendole, per bene le pieghette delle ragadi anali e lui incuriosito e voglioso di provarlo, le aveva chiesto d’intercedere, presso di me, per chiedermelo. Un po’ incredulo, ma intrigante, subito accettai, dicendo alla moglie, se aveva della vasellina, alla risposta negativa, ribattei e del burro, neanche, bisognava trovare qualche altro mezzo per lubrificare, così sentenziai: “Vai in cucina, prendi una ciotola, versa un po’ d’olio d’oliva, sbattilo un po’ e portamelo qui!” Lei subito corse in cucina e dopo alcuni minuti, tornò con l’intingolo. Prima di ungerci, chiesi alla donna di prendermelo in bocca e cospargerlo di saliva e dopo doveva leccare il culo al marito, che al resto ci avrei pensato io. Fatta questa prima preparazione, lo feci mettere alla pecorina, mi cosparsi il pene di olio e dopo inumidii tutto il suo vergineo, ancora piccolo, cratere anale, introdussi prima un dito, poi ne accoppiai il secondo, li pompai a fondo, il cratere iniziò ad allargarsi, vi aggiunsi un terzo dito e continuai a girarglieli dentro spingendo. Ormai era pronto per essere trapassato. Chiesi alla moglie di stendere sul letto un asciugamano, per raccogliere eventuali liquidi organici. Lo feci stendere supino, volevo guardarlo in viso, per regolarmi se procedere con lo sfondamento, alzai le sue gambe sulle mie spalle, avvicinai il mio pene al bersaglio, chiamai la moglie e le chiesi di appuntarlo lei al buchetto. Lei prima di eseguire, si alzò in piedi, data la sua bassa statura, da dolce nanetta e volle baciarmi, in un trasporto di libidine. Qualche minuto di lingua in bocca e dopo si riabbassò, prese il mio matitone e lo appuntò all’ambito sfintere, iniziai a spingere, ma vedevo che lui, stringeva i denti e non fiatava, gli suggerii di spingere come se dovesse defecare e dopo un po’… flop entrò la mia cappella, lui dette un piccolo urlo e subito tacque, continuavo a spingere, ma non progredivo. Lui sempre più voglioso, mi disse che avrebbe voluto essere lui stesso a sverginarsi, quindi avrei dovuto stendermi, io supino e lui si sarebbe posto sopra di me a spegni moccolo. Posizionato io, si pose anche lui e chiese alla moglie di appuntarglielo, come aveva fatto prima. Ormai eravamo pronti per entrare in orbita, lui iniziò ad abbassarsi ed a spingere, fece per alcune volte, su e giù, poi perse l’equilibro e di colpo si trapassò lo sfintere, occupando tutto il canale rettale, urlando, probabilmente per lo strappo subito e me lo trovai seduto sul mio bacino. Dopo l’urlo per il dolore, scoppiammo a ridere tutti e tre. La donna volle baciarmi, mentre le nostre lingue si intrecciavano, la sentii irrigidirsi, smisi il bacio e le chiesi cos’era avvenuto, per bloccarsi così e lei mi rispose che il marito forse, perché era stato, da noi, deriso, si era vendicato infilandole il pollice nel retto. Ormai lui era seduto e lo aveva tutto conficcato dentro, si sfilò, prese un po’ il respiro normale e riprese l’opera di su e giù. La libidine lo colse, all’improvviso si sfilò da me, chiamò la moglie e disse di mettersi a “quattro zampe”, davanti al suo pene e che l’avrebbe inculata a sua volta, io ripresi il mio posto dietro il maschio e lo infilai, di nuovo. Ormai eravamo presi tutti e tre dalla voglia di continuare a godere, subito la moglie eseguì l’azione richiesta ed il marito, le appuntò il suo enorme pene e sprofondò nel suo godurioso sedere, che io avevo già espugnato, in precedenza. Appena si compose il trenino, con la doppia inculata, tutti e tre iniziammo a spingere, noi due maschi in avanti e la moglie all’indietro per conficcarsi meglio il priapeo pene del consorte, fra gli ululati di moglie e marito, che subivano la sodomia, per altro ricercata e senza sopraffazione. La pressione saliva, saliva e godemmo tutti e tre, noi due maschi allagammo, io il culo del marito e lui il bel sedere della moglie e lei inondò, con uno squirt da “Guinness dei Primati”, irrorando le coltri del letto. Ci lasciammo, con l’intento di rivederci, al più presto per continuare a godere, godere, godere, tantissimo! Come si può concludere questa Avventura, se non con: “Larga la foglia, stretta la via, dite la vostra, che ho detto la mia!” :* :* :* NIKBARTLEY. ***

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Autore Pubblicato il: 23 Agosto 2022Categorie: Racconti Cuckold, Racconti Erotici, Trio1 Commento

Commenti per questo racconto

  1. serenella 27 Agosto 2022 at 15:47

    eccitante

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