Skip to main content
Racconti 69Racconti Cuckold

Nome : Black Nina – Professione : Pornostar

By 28 Settembre 2009Febbraio 9th, 2020No Comments

Vorrei ringraziare la coppia di lettori che con le loro mail hanno suggerito questi racconti,Laureen per il suo insostituibile aiuto nella stesura dei racconti stessi e Levitra per i suoi saggi consigli.

Sembra quasi che oggi essere cornuto e contento sia una moda, ma la mia storia con Paola ha radici ben profonde. Prima d’incontrare quella che sarebbe divenuta mia moglie avevo avuto diverse relazioni, ma mai con donne che fossero così disinibite come volevo io. Non che chiedessi prestazioni particolari, solo mancava in loro quel pizzico d’esibizionismo che, per me, rappresenta il massimo in campo sessuale.
Poi un giorno al mare conobbi Paola e fu subito amore, il classico colpo di fulmine che ti lascia stordito come un ragazzino alla sua prima cotta. Non fu solo la sua bellezza, che &egrave di certo notevole, a colpirmi, quanto il suo modo per così dire disinvolto di porsi agli altri. Ricordo ancora il suo costume fatto di sottili strisce di stoffa che a malapena coprivano le sue zone erogene, il modo in cui si spalmava la crema protettiva ed il modo estremamente sensuale con il quale fumava.
Per convincerla ad uscire con me fu necessaria la ‘mediazione’ di un’amica comune, ma fin da quella prima sera capimmo entrambi che eravamo fatti l’uno per l’altro.

Gli dissi subito che un uomo solo non mi bastava, ma che non gli avrei mai messo le corna a sua insaputa. Ma che soprattutto non volevo un guardone come compagno, ma un uomo che mi sapesse soddisfare e che si eccitasse vedendomi con altri. Gli raccontai anche della mia bisessualità e del fatto che andassi con un’amica almeno una volta alla settimana, ma che consideravo il cazzo come il massimo del sesso.
Mentre gli parlavo al tavolo di un ristorante non potei non notare il suo sguardo come estasiato dalla mia confessione. Appena saliti in macchina Antonello mi baciò con un’irruenza quasi animalesca, ed io capii che era l’uomo giusto per me.
Ci ritrovammo nel suo appartamento a fare sesso senza alcun limite, presi il suo bel membro in ogni orifizio mancando forse di pudore, ma sapendo che era meglio mostrare la mia vera anima fin dall’inizio per non dare adito in futuro a malintesi .
Non essendo giovanissimi il nostro fu un fidanzamento molto breve, il matrimonio sobrio ma senza che mancasse nulla a quello che viene considerato il giorno più bello della vita.

Prima del matrimonio Paola mi fu fedele, ma sapevamo bene che quella situazione sarebbe finita ben presto. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, il nostro emerse una sera in cui fummo invitati in una villa di alcuni amici. Le avevo chiesto di ‘mettersi in tiro’ e lei indossò un miniabito molto scollato che lasciava la schiena nuda e dei sandali con tacchi vertiginosi. Per ‘fortuna’ non si trucco molto, ma già vestita in quel modo fu il centro dell’attenzione di quasi tutti i maschi degni di tale nome, ed una volta tornati a casa passammo ore a fare l’amore, anche per ‘smaltire’ la mia notevole eccitazione.
Dopo esserci sposati andammo in viaggio di nozze sul Mar Rosso e subito la mia mogliettina non mancò d’indossare i suoi bikini di dimensioni minime, spesso stava al sole in topless mostrando a tutti il suo seno prorompente e sodo. Ma chi avesse voluto avrebbe potuto notare con facilità la sua depilazione integrale soprattutto quando indossava il costume rosso il cui slip non conteneva del tutto la sua passera e spesso finiva fra le labbra intime.

Durante la nostra prima settimana da marito e moglie non facevamo che fare l’amore, anche perch&egrave Antonello ero in perenne stato d’eccitazione dato dal mio sfrenato esibizionismo in spiaggia. A volte ci ritrovavamo in cabina e lo dovevo spompinare perch&egrave lui non ce la faceva più a tenere il suo coso a bada.
Dopo una decina di giorni accadde ciò che in fondo era inevitabile. Una mattina lui era sul balcone a telefonare e suonò alla porta il servizio in camera. Andai ad aprire indossando solo il top di un baby-doll bianco e trasparente. Il ragazzo di colore del servizio come mi vide ebbe quasi un mancamento vedendomi praticamente nuda. Ma non contenta, una volta che fu entrato, mi chinai tenendo le gambe ben dritte per prendere i soldi della mancia, mettendogli sotto gli occhi il mio culo. Vidi l’erezione di Antonello che mi guardava attraverso la vetrata, ma soprattutto quella del ragazzo il quale doveva essere molto ben fornito.
‘A che ora finisci di lavorare ?’ gli chiesi con tono sensuale e provocatorio.
‘Alle nove signora.’ mi rispose non staccando mai lo sguardo la mio seno.
‘Se vieni alle dieci ti darò un altro tipo di mancia.’
‘Stia tranquilla, dieci in punto.’ mi disse prima d’uscire.

Non Appena il ragazzo uscì dalla stanza rientrai dalla terrazza, e per un attimo non seppi cosa fare. In fondo Paola non aveva fatto altro che quello che, prima o poi, sapevo sarebbe successo, ma in me eccitazione e gelosia si fondevano in un turbine di sensazioni contrastanti che non mi facevano ragionare. Poi però il vederla così sensuale con quella camicetta da notte fece si che prevalessero gli ormoni, e senza pensarci due volte la portai sul letto per scoparla. Pur non essendo successo ‘nulla’ se non il mostrarsi nuda ad un altro, la mia foga nel montarla fu certamente superiore che in qualsiasi altra occasione. Sembrava quasi che volessi punirla per quello che aveva fatto anche se avevo goduto nel vederla così disinibita davanti a quel ragazzo.

Quel giorno, come a bilanciare l’esibizionismo mattutino, misi un costume più castigato, e sotto il sole ripensai alla mia precedente esperienza con un uomo cornuto. L’uomo con cui stavo prima d’incontrare Antonello aveva tendenze molto voyeuristiche e cominciò a chiedermi con sempre maggior insistenza di farla con un altro davanti a lui. Alla fine cedetti e comincia a scopare con altri mentre lui si masturbava sino a quando non incontrammo un bull un po’ troppo violento, ma mentre io protestavo lui lo incitava ad andare avanti, e così fino il rapporto che fu un vero schifo, lo mollai senza pensarci su due volte. Dentro di me ero certa che mio marito si sarebbe comportato in maniera diversa, lui m’amava moltissimo e non avrebbe ma permesso a nessuno di farmi del male.

Passai la giornata a guardare l’orologio come se non aspettassi altro che l’arrivo dell’ora fatidica. Se da un lato ero felice perch&egrave avrei visto Paola godere con un altro uomo, dall’altro non potevo prevedere le mie reazioni. Avrebbe vinto in me la gelosia e avrei cacciato quel ragazzo ? O forse mi sarei eccitato tanto da voler partecipare anch’io ?
Arrivammo al ristorante per cenare entrambi decisamente tesi e consumammo quel pasto in silenzio, sino a quando Paola non ruppe quell’atmosfera irreale.
‘Senti se vuoi non se ne fa niente, insomma basta dirgli che abbiamo cambiato idea.’ mi disse tenendomi la mano.
‘No !’ risposi seccamente ‘Ormai siamo in ballo e balliamo fino in fondo, a meno che sia tu a volerti fermare.’
‘No no, la penso come te, solo volevo esser certa della tua decisione.’

Una volta in camera mi spogliai completamente e cominciai a pensare a cosa mettermi. Il caldo di certo non permetteva look troppo sofisticati, anche col condizionatore al massimo la temperatura non era certo fresca. Così non mi resi neanche conto che erano arrivate le dieci, e puntualissimo il ragazzo bussò alla porta.
Antonello andò ad aprire ed lui entrò rimanendo stupito per il fatto di trovarmi già nuda.
‘Come ti chiami bel ragazzo ?’ gli chiesi carica di malizia
‘Alì signora.’
‘Lascia stare il signora, mi chiamo Paola e lui &egrave mio marito Antonello, ora spogliati mentre lui mi prepara per te e per il tuo cazzone nero.’

Paola aprì le gambe ed io mi ci tuffai in mezzo per leccarle la fica giù umida. Ero tanto eccitato da non capire neanche quello che facevo, passavo la lingua su e giù per quello spacco senza sosta, pensando solo a bere tutti i suoi umori. Come Alì fu nudo lei lo fece avvicinare e cominciò a baciargli il cazzo già quasi del tutto duro. Il ragazzo aveva una gran mazza, di certo più grande della mia, che ben presto sparì fra le labbra di mia moglie che più lo succhiava, più si bagnava rendendomi felice.

Quando il cazzone di Alì diventò duro come il marmo decisi che era ora di prenderlo come preferivo.
‘Tu togliti di li e vai su quella poltrona.’ dissi a mio marito ‘Se vuoi puoi segarti mentre mi vedi godere. E tu Alì dacci dentro, sbattimi, fammi godere, io non voglio essere amata, per quello c’&egrave già mio marito, voglio essere scopata come una vacca.’
Alì non se lo fece ripetere due volte e m’infilò il cazzo dentro con un paio d’autentiche bordate. Gli strinsi le gambe sui fianchi, mentre lui infoiato e quasi brutale, mi scopava con ritmo indemoniato.
Quello che ci dicemmo non fu certo un dialogo fra Orsoline, io l’incitavo a sbattermi sempre più forte, lui m’insultava dandomi della puttana e dicendo a mio marito che un cazzo del genere non l’avevo mai visto.

Ero in estasi, mia moglie si faceva scopare come una troia davanti ai miei occhi da quello che era in fondo un perfetto sconosciuto. La vedevo gemere di piacere mentre Alì sembrava quasi facesse delle flessioni su di lei, solo che in realtà la stantuffava senza pietà. In quello stato non pensai neanche a menarmelo anche avendolo durissimo. Mi tolsi solo la maglietta che stavo riempendo di sudore e non solo per il caldo. Quello spettacolo mi stava rapendo la mente e rimasi fermo sino alla fine.

Alì si dimostrò un gran montone durando tantissimo e facendomi avere numerosi orgasmi sempre più appaganti. Quando sentii che anche lui stava venendo gli dissi che non volevo mi riempisse la fica di sperma. Lui tirò fuori la mazza dalla mia passera per spingermela in bocca.
‘Bevi tutto troia, bevi la mia sborra !’
Non so con quanto seme mi riempì la bocca, ma di certo non fu poca tant’&egrave che feci fatica a mandarla giù tutta. Poi gli ripulii il cazzo assaggiandone fino il fondo il sapore di maschio, ma con un po’ d’angoscia per quello che sarebbe successo con mio marito che sembrava fin troppo calmo. Alì si congedò lasciandomi il suo numero di telefono casomai avessi avuto di nuovo voglia di lui.

Come lui uscì dalla camera mi tolsi pantaloni e mutande e mi buttai sul letto.
‘Ora ti voglio io!’ quasi gli urlai tenendomi il cazzo in mano.
Paola non disse nulla, ma si girò mettendosi nella sua posizione preferita, a carponi con le gambe aperte e la mano sulla fica, come ad invitarmi a prenderla. Gli struscia la cappella su quella apertura ancora un po’ larga dal precedente rapporto bagnandone la punta, ma poi decisi di prendermi altro.
‘Qui c’&egrave già stato quello, stasera voglio solo il culo.’
Gli aprì le chiappe con le mani e subito dopo spinsi la mazza nel suo buchetto con forza, come a punirla per il suo tradimento. In realtà ero troppo eccitato per ragionare, ma mia moglie non disse nulla anche se le feci un po’ male, anzi m’incitò subito a fotterla come aveva fatto Alì poco prima.
La insultai per la sua troiaggine ricevendone in cambio insulti per il mio essere cornuto e contento. Le venni dentro ma quasi non mi fermai nell’incularla, anzi il mio sperma funzionò da lubrificante permettendomi di scoparla con ancora più foga.

Godevo di nuovo e godevo più di prima. Antonello sembrava una furia martellandomi senza sosta mentre mi masturbavo lentamente come se lui non mi bastasse. O forse lo facevo per mantenere vivo il ricordo di Alì o solo perch&egrave sono una gran maiala. Alla fine il mio vero uomo venne di nuovo riempendomi col suo sperma, poi mi portò il cazzo alla bocca per farselo pulire dalla mia bocca, ed una volta finito mi fece leccare le sue dita che entravano ed uscivano dal mio culo.
Ero sfinita ma felice, contenta di mio marito, un uomo che avevo capito chi ero e di cosa avevo bisogno, e che non solo assecondava le mie voglie, ma partecipava ai miei rapporti con altri.
Si ero la donna più felice del mondo e nulla avrebbe potuto intaccare quel mio stato di gioia infinita.

Invito tutti a visitare il mio piccolo blog
http://serenathemiss.wordpress.com/

Una volta tornati a casa ci mettemmo subito al lavoro per dar sfogo alle nostre fantasie.
In rete conoscemmo una coppia per certi aspetti simile a noi, e con loro ci recammo in un club di scambisti se non fosse altro per curiosità. Alessandro e Simona, questi sono i loro nomi, si dimostrarono due persone simpatiche e alla mano. Il club era un posto molto elegante e le due donne non tardarono a scambiarsi effusioni sempre più spinte. Alla fine ci ritrovammo in un angolo un po’ appartato dove Simona mi cavalcò a lungo mentre suo marito scopava Paola alla pecorina riempendole più volte entrambi i buchi.

L’esperienza al club di scambisti fu molto appagante, ma ben presto cercammo altri ambienti molto più spinti. Antonello trovò un club privé in un altra città di cui si parlava molto bene, ed una sera decidemmo d’andarci. Io misi un vestito corto molto leggero e scollato che arrivava giusto, giusto al bordo delle calze. Il seno era quasi del tutto scoperto anche perch&egrave non misi nulla per coprirlo, volevo sentirmi una donna da sbattere e null’altro.
Poco dopo il nostro ingresso s’avvicinò un bell’uomo che mi salutò con un semplice ‘Ciao’.
Appena gli risposi nella stessa maniera lui mise una mano nella mia scolatura e mi palpò con forza una tetta stringendomi anche il capezzolo che s’irrigidì all’istante.
‘Se vuoi faccio vedere al cornuto che ti ha potato qui come si scopa una puttana come te.’ mi disse senza mezzi termini e alcun riguardo verso mio marito.
‘Non aspettavo altro, ma siamo sicuri che a tanta spavalderia corrisponda anche una bella mazza ?’

Quell’uomo non le rispose ma la prese per un braccio e la portò in una stanza privata.
Io ero eccitato nel vedere un uomo così sicuro di se trattare come una donnaccia mia moglie e li seguii senza dire una parola. Una volta entrati in una piccola stanza dove c’era in pratica solo un letto ed un piccolo comodino ricoperto di preservativi, lui le tolse il vestito e la fece sdraiare.
‘Leccami la fica Nello, voglia che mi prepari tu a prendere il suo cazzo.’ quasi m’ordinò Paola ormai completamente assorbita da quella situazione.
Ubbidii immediatamente togliendole il perizoma e leccandola in mezzo alle gambe mentre il bull si spogliava con tutta calma. Quando fu nudo capii che Paola si sarebbe divertita moltissimo, quell’uomo aveva infatti un gran cazzo in tutti i sensi. Se lo menò fino a farlo diventare duro quindi mi disse di mettermi al posto di mia moglie con lei sopra.

Lo sconosciuto si mise subito dietro di me e infilò il suo randello nella mia fica facendolo entrare tutto con pochi e violenti colpi di reni. Venni quasi subito per tutta l’eccitazione accumulata, ma poi mi godetti quel gran cazzo e la lingua di mio marito che mi leccava senza sosta. Dopo un altro orgasmo lui fece leccare il mio buchetto ad Antonello che si diede subito da fare. Dopo un po’ lo fece smettere dicendogli che se voleva poteva segarsi mentre mi rompeva il culo, e mentre mio marito si sbottonava i pantaloni, lui mi ficcò due dita dietro.

Quell’uomo la sodomizzo con violenza facendola urlare dal dolore, ma subito dopo Paola cominciò a gemere di puro piacere. Vederla così sottomessa ad un maschio tanto dominante mi eccitò tantissimo, ma cercai di non venire per non sminuirmi ulteriormente come uomo. Alla fine lui si sfilò il preservativo e le sborrò sul culo per poi quasi scappare via, non prima d’averci lasciato un suo biglietto. Paola anche se fisicamente provata mi fece un veloce pompino per farmi venire, bevendo tutto il mio sperma come amava fare da sempre.

Andammo avanti così per alcuni anni durante i quali ebbi le più diverse esperienze. Mentre in casa ricevevo uomini ben dotati mandando a volte Antonello in un’altra stanza per farlo eccitare solo col pensiero, nei privé non mi ponevo più limiti, avendo rapporti con più uomini contemporaneamente e partecipando ad orge sfrenate. Inoltre andavo sempre dalla mia amica, una lesbica sottomessa che scopavo con strap-on o altri giochi, spesso come ‘aperitivo’ a serate molto particolari.

Poi venne la crisi, Paola si vide trasformare il contratto in un part-time, ed io che guadagnavo a provvigione vidi sensibilmente ridursi le entrate. All’inizio demmo fondo ai nostri pochi risparmi, ma ben presto la situazione si fece critica. Il mutuo, le bollette, i generi di prima necessità sempre più cari ci stavano mettendo economicamente in ginocchio.
Sino a quando, un giorno come tanti altri, la nostra vita cambiò in maniera radicale.
Stavo leggendo i soliti annunci alla ricerca di un secondo lavoro, quando il mio occhio cadde su di un piccolo trafiletto che recitava testualmente.
‘Cercasi donne di bell’aspetto per film hard, contattare il numero xxx solo se realmente interessate.’

Quando mio marito mi lesse quell’annuncio rimasi perplessa perch&egrave non volevo sputtanarmi per pochi soldi. Avevo ancora la mia normale vita pubblica e ben pochi sapevano di come appagassi i miei desideri sessuali andando con altri uomini. Ma alla fine decisi di chiamare quel cellulare, se non altro per capire quanto ci potevamo guadagnare.
Mi rispose un uomo che si presentò come un produttore, mi disse che per iniziare dovevo fare un provino, e che se questo fosse risultato positivo avrei guadagnato abbastanza da non aver più la preoccupazione del mutuo. Mi sarei dovuta presentare sabato pomeriggio già vestita per il provino e non ebbe da dire nulla sul fatto che m’accompagnasse mio marito.

Sabato Paola si vestì in modo a dir poco sconcio. Dall’ampia scollatura usciva prorompente la maggior parte del suo seno, reso ancor più esplosivo da un reggiseno push-up. Le gambe erano completamente scoperte dato che il ‘vestito’ le arrivava a malapena sotto il sedere e lasciava vedere parte del reggicalze che sosteneva delle calze a rete larga. Ai piedi portava delle decolté con tanto di zeppa e tacchi altissimi che la slanciavano in maniera incredibile. Ma che dire della sua bocca, si era messa un rossetto rosso fuoco quasi a disegnarle ancora più carnose, e che sembravano dire ‘mettici in mezzo il tuo cazzo’. Dato che era giorno si coprì con un spolverino, ma in macchina non feci altro che toccarla, quasi a volerla far arrivare il più eccitata possibile.

Arrivammo ad un capannone mentre una ragazza usciva piangendo accompagnata da una sua coetanea. Appena entrai vidi tre uomini che quasi s’immobilizzarono alla mia entrata.
‘E questa chi &egrave ? Cazzo se &egrave fica !’ disse uno con un forte accento romano.
‘Sono Paola ed ho appuntamento col signor Valentini.’ risposi sensuale come se il mio look non fosse già provocatorio.
‘Sono io ma chiamami Alex e scusa il mio amico, &egrave che sei come dire ‘ tanta.’ mi disse un bell’uomo alzandosi e venendomi incontro.
‘Piacere lui &egrave Antonello mio marito, nonché mio primo fan e guardone incallito.’
‘Bene allora finiamo le presentazioni, il bifolco &egrave Luigi il cameraman e quello secco, secco &egrave Piero il mio assistente tuttofare.’

Spiegammo ad Alex la reticenza di Paola a mostrarsi così pubblicamente, ma lui la tranquillizzò subito chiamando Piero, il quale la truccò in maniera tale da renderla irriconoscibile grazie anche ad una parrucca a caschetto nera. Notai di sfuggita l’arrivo di un uomo ben vestito che salutò Luigi prima di mettersi quasi in disparte, ma che sembrò subito molto interessato a mia moglie.
Alex spiegò poi a Paola cosa avrebbe dovuto fare, si doveva sedere su un divano per toccarsi senza spogliarsi troppo, poi sarebbe entrato l’attore con quale avrebbe dovuto fare quello che si sentiva.
Lei ubbidì e si mise sul divano e poco dopo arrivò il primo ciak.
Paola si tirò fuori un seno e cominciò a giocare col capezzolo mentre con l’altra mano si toccava la fica attraverso il perizoma. Mentre Alex riprendeva con un cinepresa rimanendo quasi fermo, Luigi s’avvicinava per inquadrarla da più vicino.

Masturbarmi davanti a quegli uomini e mio marito non faceva che farmi salire la voglia s’essere scopata. Quasi non m’accorsi che era entrato, su quel set così casereccio, un ragazzo con un bel fisico di cui notai subito le numerosi lentiggini in faccia, ma soprattutto il pacco di dimensioni notevoli. Mi fece alzare per stringermi a se mentre mi palpava il culo e la sua lingua s’intrecciava con la mia.
‘Lasciati guidare.’ mi sussurrò all’orecchio ‘so che per te &egrave la prima volta ma basta che ti rilassi e filerà tutto liscio come l’olio.’
Gli feci l’occhiolino per fargli capire che avevo compreso e lui mi tolse il vestito per poi farmi sdraiare sul divano. Mi tolse anche il perizoma prima d’iniziare a leccare quel lago che avevo fra le cosce mentre mi lasciavo andare sempre di più alle sue attenzioni.

Paola gemeva sempre più forte mentre schiacciava il viso di quel ragazzo, che poi seppi si chiamava Fulvio, sulla sua fica. Quando lui si staccò mia moglie gli si scagliò contro per denudarlo e, non appena gli tirò fuori il cazzo, prese a leccarlo insieme alle palle. Per un attimo il mio sguardo s’incrociò con quello di Alex che, pur rimanendo in silenzio, mi fece capire che apprezzava e non poco la bocca di mia moglie. Quando il cazzo di Fulvio raggiunse la sua massima erezione, Paola si sdraiò sul divano invitando il ragazzo a scoparla ‘come si deve’.

La mazza del mio partner mi scivolò dentro senza trovare alcun ostacolo tanto ero bagnata, mi strinsi a lui avvinghiandomi al suo corpo quasi impedendogli di muoversi e baciandolo con passione in bocca. Poi inizia a dire una serie d’oscenità tali che lo esaltarono sempre di più mentre mi scopava senza sosta.
‘Dai bello &egrave tutto qui quello che sai fare ? Io voglio che mi sbatti come una troia, la tua troia, voglio sentire il tuo cazzo fino al cervello…. Più forte fottimi più forte ‘ Si così mi piace ‘. Spaccami tutta.’
Dopo un po’, forse per riprendere fiato, lui si sedette e mi disse di salirgli sopra, ma di certo non s’aspettava che me lo ficcassi nel culo dandogli le spalle. Quando mi fu tutto dentro m’accorsi che Luigi mi era particolarmente vicino, così feci scivolare tre dita dentro la fica per poi leccarle lascivamente. Lui mi stringeva le tette mentre io lo cavalcavo e mi masturbavo senza sosta, era ormai chiaro che anche se ero una debuttante davanti alla macchina da presa, non era lo stesso in quanto a scopare.

Mi girai un attimo e vidi Piero che si masturbava in un angolo mentre lo sconosciuto fumava tranquillamente come se niente fosse. Poi fu l’apoteosi.
Fulvio mise Paola col culo per aria e le fece passare una mano in mezzo alle cosce.
‘Fammi vedere quante dita riesci a metterti dentro.’ le disse provocandola
Lei s’infilò quattro dita e subito dopo lui l’inculò brutalmente. Paola urlò, ma di piacere lasciandoci tutti esterrefatti.
‘Bravo porco.’ disse a fatica mia moglie ‘Hai capito come mi devi sfondare il culo ! Ora spaccamelo in due !’
‘Certo che ti sfondo brutta troia che non sei altro.’ disse Fulvio afferrandole con forza i fianchi ‘Quando avrò finito l’avrai tanto aperto che ti cagherai addosso.’

Fulvio si dimostrò un gran bello stallone pistonandomi a lungo ed a gran ritmo. Io mi masturbavo senza sosta dimenticandomi che in fondo ero su di un set e mi stavano riprendendo. Ma ero così contenta per aver trovato quel cazzo da monta che pensavo solo a godere.
Alla fine lui mi venne sul culo e poco dopo mi ritrovai davanti Alex, Luigi ed Antonello che si masturbavano davanti al mio volto sino a venirmi in faccia. Mi ritrovai così coperta di sperma e poco dopo Piero mi porse un piccolo asciugamano con cui mi ripulii viso e culo. Ero distrutta ma contenta d’aver dato il massimo in quel provino in cui riponevamo entrambi molte speranze, soprattutto vista la nostra situazione economica.
‘Non penso ci sia bisogno di dirti che sei andata benissimo.’ disse poco dopo Alex ‘Non vedo l’ora di girare con te.’

A quel punto l’uomo che era rimasto sempre in disparte si fece avanti salutando Alex e presentandosi a me e mia moglie come Carlo Sinisi. Il regista rispose con distacco al saluto, quasi sapesse già come sarebbe finita.
‘Alex vedo che hai scoperto una piccola stella. Dimmi subito quanto vuoi per il provino e finiamola qui, come se fossimo due buoni amici.’
‘E chi ti dice che verrà con te ?’ rispose il regista scaldandosi non poco.
‘Il fatto che posso proporle un contratto migliore del tuo e lo sai benissimo. Voglio il provino solo per toglierlo dal mercato perch&egrave so che fra cinque minuti lo metterai in rete solo per farmi incazzare. Dimmi cinquemila vanno bene ?’
Il tono di Carlo era quello dell’uomo sicuro di se che sapeva quello che volevo.
‘Ci sono le spese …’ rispose Alex chinando quasi il capo.
‘Ok ne aggiungo mille e non dirmi che non ti ho trattato bene.’
L’uomo prese il portafoglio e tirò fuori una mazzetta da 500′ per dare il pattuito ad Alex, poi ci diede un suo biglietto dicendoci di chiamarlo lunedì per fissare un appuntamento nel suo ufficio.
Se ne stava andando quando tornò sui suoi passi e tirò di nuovo fuori il portafoglio.
‘Scusatemi, sono proprio sbadato.’ disse tirando fuori duemila euro ‘Questi sono per la signora, oggi se li &egrave più che guadagnati.’

Mi ritrovai quei soldi in mano e subito pensai a quante rate del mutuo potevo pagarci.
Tornammo a casa in silenzio e ci rimanemmo tutto il giorno ripensando a quello che era successo.
Carlo di certo non sembrava uno che prendeva in giro le persone, e poi mi aveva dato più di quello che sperassi, insomma ci dava una certezza sul mio futuro da pornoattrice.
Passammo anche la domenica in casa in trepida attesa che arrivasse il lunedì per chiamarlo e fissare l’appuntamento.
Quando fu il momento le gambe mi tremavano per l’eccitazione, ma poi riuscii a prendere il telefono e comporre il suo numero.
‘Pronto Carlo sono Paola.’ dissi un po’ timidamente.
‘No tu sarai Black Nina e farò di te una star.’

Invito tutti a visitare il mio piccolo blog
http://serenathemiss.wordpress.com/
Carlo ci invitò presso i suoi studi, sopra i quali aveva un mega appartamento, per l’indomani sera, chiedendo a Paola di vestirsi nella maniera più sobria possibile. E lei ne approfittò per comprarsi un bel tailleur da perfetta donna-manager spiegandomi che non dovevamo più farci problemi di soldi.
La villa di Carlo era appena fuori città, immersa in un grosso parco, e dava subito l’impressione di maestosità e sfarzo. Quasi mi vergognai d’entrarci con la mia Golf giunta ormai alla fine della sua vita e, come scendemmo dalla macchina, fummo accolti da una bellissima ragazza con un completo da domestica molto sexy.
“Ciao sono Ann.” ci disse con uno spiccato accento inglese “Voi dovete essere Paola e Antonello vero ? Venite Mr Carlo v’aspetta.”
Entrammo nella villa e subito prendemmo l’ascensore per salire al secondo piano dove Carlo c’attendeva impaziente.
“Finalmente siete venuti, non vedevo l’ora d’avervi qui.” ci disse stringendoci la mano ad entrambi “Benvenuti nel mio piccolo regno, ma prego accomodatevi che parliamo subito d’affari. Ann chiedi cosa i miei amici vogliono da bere e portami il mio solito digestivo.”

Carlo sembrava quasi uno di quegli uomini d’affari usciti da un film americano, ma era simpatico e disponibile, e non tardò a spiegarci le sue idee sul porno.
“Vedete la gente &egrave stanca di ragazze bellissime che scopano senz’anima in ambienti tanto patinati da essere finti. Sono convinto, ed i dati di vendita me lo confermano, che una donna come te ecciti molto di più proprio perch&egrave sei genuina. Mi sono preso la libertà di chiedere qualche informazione su di voi e so che siete persone perbene che tengano molto alla propria immagine, ma per questo non c’&egrave nessun problema. Ann vi truccherà in modo che nessuno possa riconoscervi e quindi da questo punto di vista potete stare più che tranquilli.”
“Ma io che c’entro ?” chiese mio marito decisamente stupito.
“Pensavo di farti entrare in qualche scena, ho visto che non sei il solito cornuto minidotato, anzi tutto il contrario. Certo non ha l’attrezzatura per fare l’attore principale, ma non servono solo quelli, e poi in due si guadagna di più ed a voi interessano i soldi vero ?”

Carlo era certo che Paola avrebbe avuto un successone, e per questo ci offrì un bel contratto con una notevole somma per ogni prestazione ed una percentuale sugli incassi.
Poi Ann ci portò al trucco in quanto lui voleva subito girare una scena da inserire nel film ‘Cornuti e contenti’. Con Paola impiegò circa venti minuti per renderla irriconoscibile, tanto che anche io stentai a riconoscerla bench&egrave fossi il marito. Non era solo la parrucca nera, ma il trucco in generale, sempre su tinte scure, a farla sembrare un’altra donna, oltretutto estremamente sexy. Con me fu molto più veloce, parrucca, baffi, lenti a contatto colorate ed un po’ di fondotinta per rendere il viso più luminoso.
Non ebbi neanche bisogno di cambiarmi d’abito rimanendo in camicia e pantaloni, mentre Paola fu portata al guardaroba da dove uscì con un miniabito argentato e autoreggenti nere, mandandomi subito fuori giri.
Il nostro nuovo datore di lavoro ci portò quindi negli studi spiegandoci per strada il ‘copione’, poche righe scarabocchiate su un foglio, ed una volta giunti ci presentò alla troupe.

“Signori vi presento la star di domani Black Nina e suo marito Dylan Eyes.” esclamò Carlo non appena entrammo in un grosso salone “Ragazzi loro sono Alfredo primo cameraman, Tullio il secondo, Bree la mia assistente tuttofare senza la quale sarei perso e Riccardo il tecnico luci e suoni.
Se vi trovate in difficoltà cercate lui e vi dirà cosa fare scrivendolo su di un cartello, ma sono certo che oggi sarà disoccupato.”
Carlo si mise a ridere seguito a ruota da tutti noi che ci stringemmo la mano ripetendo i nostri nomi.
Bree m’incuriosì subito, avrà avuto quasi cinquant’anni, ma se li portava benissimo, era si in carne ma non grassa, con un seno che faceva sembrare piccola la mia quarta abbondante.
Poco dopo arrivò Thiago, un meticcio brasiliano che sarebbe stato il partner, il quale mi salutò baciandomi in bocca come se nulla fosse.
“Ho visto il tuo video.” mi disse a voce bassa “E sono certo che stasera ci divertiremo molto tutti quanti.”

Quando Alfredo urlò che si sarebbe girato fra cinque minuti fui un po’ preso dal panico, ma Riccardo mi tranquillizzò subito facendomi sedere sul divano che era su di un lato del set e rassicurandomi che m’avrebbe ‘suggerito’ cosa fare. Poco prima che giunse il ciak Paola si sedette al mio fianco, lei era molto più calma di me e mi trasmise, toccandomi la mano, la sua serenità.
“Ciak si gira scena uno vai.” urlò Carlo.
“Sai amore.” cominciò a dire mia moglie “stasera ho proprio voglia di farmi scopare da qualche bel stallone. Hai mica delle preferenze su chi mi aprirà fica e culo.”
“No amore.” risposi un po’ impacciato “L’importante &egrave vederti godere e segarmi davanti a te.”
“Non penso proprio che andrà così. Vedi il lettino che ho messo in camera ? Ora ti ci lego sopra così potrai solo guardarmi e nulla più.”
“Ma sei crudele !” dissi fingendomi dispiaciuto.
“Però sei fai il bravo poi ti faccio un regalino.” concluse Paola mentre mi sdraiavo su di un piccola brandina e lei cominciava a legarmi polsi e caviglie.
Una volta finito finse di chiamare col cellulare un uomo e subito dopo tornò da me.

Mi misi con le gambe a cavalcioni sopra il suo viso ordinandogli di leccarmi fica e culo, o meglio il sottilissimo perizoma che li copriva. Poi feci in modo che quel piccolo lembo di stoffa mi finisse proprio in mezzo allo spacco della passera, e così Antonello pot&egrave meglio dar sfogo alla sua eccitazione. Perch&egrave era evidente che girare quel film non gli dispiaceva affatto, ed il rigonfiamento all’altezza del suo pacco ne era la miglior dimostrazione.
Io lo insultavo dandogli del cornuto e del buono a nulla, ma in realtà mi stava facendo godere moltissimo. Mio marito &egrave sempre stato un gran maestro del sesso orale, sa quindi benissimo come mi deve leccare per farmi eccitare prima e venire poi, e solo lo squillo del finto campanello m’impedì d’avere il primo orgasmo.
Appena Thiago fu dentro non perse tempo, mi baciò facendo scivolare la sua lingua contro la mia e m’alzò il vestito per toccarmi la fica.
“Mm sei proprio una troia, sei già bagnata e ancora lo devo tirar fuori.” mi disse tirandomi fuori le tette.

Paola gli disse che l’avevo leccata a lungo mentre lo aspettava mentre lui la toccava ovunque denudandola sempre di più. Quando il vestitino cadde a terra lei s’inginocchiò davanti a Thiago e gli tirò fuori il cazzo che leccò in modo quasi frettoloso. Poi mentre glielo menava cominciò a succhiargli le palle mettendosele in bocca una alla volta, usando certamente anche la lingua com’era sua abitudine fare.
Il cazzone di Thiago diventò presto un palo di dimensioni notevoli e Paola, che aveva una voglia pazzesca di farselo, lo fece sedere sul divano per salirgli sopra. Nonostante le dimensioni della mazza del sudamericano lei non ebbe nessuna difficoltà a prenderlo tutto senza che lui facesse niente se non afferrarle le tette. Nonostante fossi ormai abituato a vederla scopare con altri, quella sera mi eccitò più del solito, sarà che ero legato e non potevo muovermi o forse il fatto di sapere che presto l’avrebbero vista in molti ed in tutto il mondo. Certo nessuno avrebbe saputo che ero un gran cornuto, ma che tutti avrebbero detto ‘guarda che gran troia !’.

Quando Thiago mi disse di girarmi lo feci senza alcun indugio trovando la sua bocca pronta ad accogliere la mia. Poi mi fece succhiare il suo medio che mi ritrovai presto nel mio buchetto come se volesse prepararmi con calma all’inculata. Godevo di quel gran cazzo e del sapere che mio marito si stava eccitando come un porco nel vedermi e che non poteva far nulla se non guardarmi. Anche se era già accaduto in altre occasioni di averlo immobilizzato prima di farmi scopare da qualche uomo, il solo fatto d’essere ripresa amplificava ogni mia sensazione.
“Ora mettiti di fianco che ti faccio dietro, ma senza fretta il bello verrà dopo.” mi sussurrò Thiago senza farsi sentire da nessuno.
Mi sistemai come m’aveva chiesto e subito dopo mi sodomizzò lentamente toccandomi il clito con due dita. Capii che aveva in mente un suo piano per rendere quella scena sempre più forte e l’assecondai gemendo ed invocando il suo pene con sempre maggior insistenza, ma senza eccedere.

Non comprendevo il perch&egrave lui fosse così ‘lento’, sembrava che non gli importasse altro se non far trascorrere il tempo per far durare di più il rapporto. Ma quando s’alzarono vidi nei loro occhi una strana luce, come un presagio di qualcosa di violento ed umiliante nei miei confronti.

Thiago mi fece inginocchiare vicino ad Antonello e m’intimò senza mezze misure di succhiarglielo per bene. In realtà mi scopò in bocca mentre insultava mio marito per la sua inadeguatezza per poi farmi alzare solo quando il suo membro era completamente ricoperto di saliva.
“Ti faccio vedere come si incula una come tua moglie mezzasega.” gli disse il brasiliano mentre mi metteva a novanta con la pancia sopra quella di mio marito.
La mazza ben bagnata entrò nel mio culo già aperto quasi del tutto al primo affondo, poi cominciò a sbattermi in maniera violenta ed insultarmi senza sosta.
“Ti piace il mio cazzo vero puttana ? Lo so che lo vuoi così, che ti rompa il tuo bel culo come questa sega non può fare ! Ti devo spaccare in due per farti godere come la cagna che sei vero puttana ?”
“Sii rompimi tutta !” urlai in preda al piacere “Ti voglio così bastardo ! Voglio il tuo cazzone che mi sfonda il culo !”
Thiago si dimostrò un vero professionista scopandomi a lungo e facendomi avere numerosi orgasmi. Poi venne sul mio sedere inondandolo di sperma e pulendosi infine su una chiappa.
“Fatti pulire dallo stronzo !” disse prima di riprendersi i vestiti ed uscire di scena.

Sentivo il cazzo esplodermi nei pantaloni e fu un miracolo che non venissi senza neanche toccarmi. Quella scena m’aveva sconvolto anche per come Paola l’aveva interpretata da vera maiala pronta a tutto. Senza quasi che me ne accorgessi mi ritrovai il suo culo sul viso ancora sporco della sborra di Thiago.
“Pulisci stronzo.” mi disse repentina “non hai sentito cos’ha detto il mio stallone ?”
“Si amore.” furono le uniche parole che riuscii a dire prima d’allungare la lingua e leccare lo sperma del brasiliano.
“Bravo il mio cornutone. Meriti un premio.” mi disse quando ebbi finito.
Con la sensualità che l’ha sempre contraddistinta, Paola s’alzò per mettersi al mio fianco per slacciarmi i pantaloni ed abbassarmi i boxer. Il mio pene se pur decisamente più piccolo di quello di Thiago, svettava duro alla sua massima erezione. Lei lo prese tutto in bocca senza aspettare oltre e facendomi sborrare in poco tempo. Solo non inghiottì ma si fece spruzzare in piena faccia per poi avvicinarsi di nuovo a me.
“Lecca anche questo maiale che non sei altro.”
Le passai la lingua su tutto il volto prima di trovare la sua bocca in un lungo bacio pieno d’amore, il nostro amore che non finiva mai.

Appena finimmo di baciarci sentii lo stop del regista e subito Bree ci portò dei piccoli asciugamani per ripulirci del tutto.
“Fantastico, semplicemente fantastico !” esclamò Carlo felicissimo “Lo sapevo che eri quello che cercavo, ma stasera sei andata oltre ogni mia previsione, sei semplicemente divina. E tu Antonello sei perfetto nel tuo ruolo, e sei anche abbastanza dotato per poter fare dell’altro.”
Poi Bree ci portò in un grande bagno per farci lavare e quando finimmo Carlo c’accompagnò alla macchina dicendoci che si sarebbe fatto vivo in settimana per girare qualche nuova scena.
Arrivati a casa ero distrutta, ma feci lo stesso una sega ad Antonello che era ancora eccitato, poi il sonno rapì entrambi.

Invito tutti a visitare il mio piccolo blog
http://serenathemiss.wordpress.com/ Paola girava quasi tutti i fine settimana anche se Carlo preferiva non far uscire un film dopo l’altro per non inflazionarne la presenza negli scaffali dei Dvd porno. Io rimanevo ai margini dei set a guardarla estasiato anche perch&egrave diventava sempre più maiala ogni giorno di più.
Poi un giorno Bree mi chiese di partecipare a quello che sarebbe stato il gran lancio di Black Nina, la scena d’apertura di ‘Troie sottomesse’ film in cui si sarebbero succedute tre orgie a tinte molto forti. All’inizio ero perplesso se non altro perch&egrave sarei stato l’unico normo-dotato in mezzo a tre veri stalloni, ma poi l’idea di vederla all’opera così da vicino mi convinse ad essere della partita.
Bree fece sistemare un piccolo camerino vicino al set per permettere a Paola di prepararsi al meglio, scelse per lei un look da vera porca, il miniabito era talmente corto che non arrivava quasi a coprirle metà sedere, e dagli stivali a mezza coscia si intravedeva il pizzo delle autoreggenti a rete. Mia moglie chiese se doveva indossare un perizoma, ma Bree le disse che aveva in serbo una sorpresa per lei ed in effetti, poco prima d’esser chiamati in scena, si presentò nel camerino con una maschera tipo Catwoman, collare in pelle nera e guinzaglio, ed un plug da cui spuntava una lunga coda. Lei stessa la aiutò a sistemarsi con quello che aveva portato, facendomi leccare il cuneo anale prima d’inserirlo nel buchetto di Paola, che l’accolse gemendo piano.
“Quando vi chiameremo la porterai di la facendola camminare a quattro zampe tenendola per il guinzaglio.” mi disse Bree “Poi lasciala sfogare, una come lei non ha bisogno di nessun suggerimento sul da farsi.”

Antonello mi portò in scena come una schiava pronta a tutto per il suo padrone, e anche se la situazione era decisamente insolita, sentivo che mi stavo bagnando al solo pensiero di fare un’orgia.
Appena entrammo fui accolta da un selva d’insulti che aumentarono ancor di più quando mio marito mi fece mettere carponi su un pouf mostrando a tutti il plug con la coda. Mentre i tre uomini presenti si spogliavano e mi facevano leccare i loro cazzi, Antonello mi sodomizzava con diversi oggetti, fra cui delle palline anali di dimensioni notevoli. Poi mi ritrovai sdraiata mentre a turno mi scopavano facendo in modo che avessi sempre in bocca qualche mazza da succhiare, poi fui rimessa a pecora ed inculata e per finire mi presero in contemporanea riempiendomi tutti i buchi di cazzo. Anche Antonello mi inculò, lo capii dal fatto che era quello col membro più piccolo, ma non questo mi fece godere di meno. Non so neppure io quanti orgasmi ebbi durante quell’orgia, e quasi mi dispiacque quando alla fine mi sborrarono tutti e quattro in faccia riempiendomi il viso e la bocca col loro sperma caldo.

Quando finimmo di girare Bree portò a tutti il solito asciugamano, ed io e Paola tornammo nel nostro piccolo camerino.
“Non ti sapevo così troia.” le dissi scherzando
“Strano pensavo mi conoscessi bene, ma non sai cos’ho in mente adesso.” mi rispose spingendomi contro il muro.
Paola s’accucciò ai miei piedi e cominciò a succhiarmi il cazzo con sempre maggior vigore fino a farmelo tornare duro.
“Sdraiati che voglio scoparti, e voglio che mi sborri dentro come piace a me.”
In effetti per motivi igienici e di ripresa nessuno poteva venire dentro ad un’attrice, e questa era la cosa che più dispiaceva a mia moglie, la quale amava farsi riempire di sperma davanti o dietro.
Appena fui a terra lei mi salì sopra e mi cavalcò da subito come un’indemoniata. Io la insultavo dandole della gran puttana, ma ciò non faceva che eccitarla ancor di più, e solo il fatto d’aver avuto da poco un orgasmo mi impedì di venire subito visto che anch’io ero decisamente eccitato da quella situazione.

Alla fine ebbi ciò che volevo, Nello mi venne dentro ed esausta mi sdraiai su di lui. Ci baciammo a lungo come due teneri fidanzatini prima che gli ordinassi di ripulirmi.
“Qui non c’&egrave il bagno e non vorrai mica che esca sporca !”
Lui fu ben felice di leccarmi la passera prima di rivestirci ed uscire come se non fosse accaduto nulla.

Il film ebbe un successo superiore ad ogni nostra attesa, e l’assegno che ci firmò Carlo ci permise di cambiare macchina. Nonostante le nuove entrate tutti e due continuavamo a lavorare come prima, solo senza più l’assillo del mutuo e delle bollette.
Pensavamo a qualche nuova trama quando ci chiamò Carlo dicendoci d’andare la sera nel suo ufficio perch&egrave c’era un problema. Appena arrivammo ci accolse Ann che in silenzio di portò subito dal suo capo.
“Ragazzi c’&egrave una grana.” disse senza preamboli com’era sua abitudine “Una stronzetta che si fa chiamare Piggy ha fatto alcune dichiarazioni su Black Nina. In poche parole dice che &egrave finta e la sfida sul set per vedere chi &egrave la più maiala. Ho contattato il suo produttore, che detto fra noi &egrave uno stronzo, il quale m’ha detto che vuole un confronto fra voi due da mandarsi in diretta on-line. Vi dico subito che sono contrario, tu non hai nulla da guadagnarci, per me &egrave solo la trovata di quel bastardo per farsi un po’ di pubblicità alle nostre spalle.”
“Fammi vedere l’articolo.” chiese Paola che già mostrava i primi segnali d’insofferenza.
Mia moglie non &egrave mai stata una donna che cerca rogne, ma non le piace essere tirata in mezzo da altri, nel qual caso mostra subito i denti. Ann le diede l’articolo che lesse con calma, per poi esplodere piena di rabbia.
“Chiama questa puttana da quattro soldi e dille che avrà ciò che vuole, ma ad una condizione, chi perde sparisce !”
“Paola ma che dici ?” disse Carlo quantomeno perplesso.
“Una così me la mangio in cinque minuti, e poi stai tranquillo, quello faccio.”

Carlo ed il produttore di Piggy si misero d’accordo sui termini quell’insolita sfida, la prima del suo genere. Quello che fu subito definito come lo scontro ‘Teens vs Milf’ sarebbe stato trasmesso su diversi canali pay-per-view e l’incasso devoluto alla ricerca sull’Aids.
Per caso scoprii che anche alcuni mie colleghi erano interessati e quasi tutti puntarono su Black Nina non sapendo che ero io.
La notte prima non dormii per la tensione, mi stavo giocando non solo la carriera, ma soprattutto i futuri guadagni, ed &egrave inutile dire quanto mi piacesse avere quell’entrata.

Una Major mise a disposizione tutti i suoi mezzi, di certo superiori a quelli di Carlo, per la sfida. Fu deciso che si sarebbero alternate due coppie d’attori davanti ad una piccola platea di uomini, fra i quali c’ero io. Paola e Piggy avrebbero dovuto fare le stesse cose più o meno in contemporanea per non dare adito a polemiche. Se alla fine nessuna delle due avesse mollato sarebbero arrivate due nuove coppie e così via sino alla resa di una delle due.
Paola entrò in scena per prima accompagnata dagli applausi della platea, indossava solo un intimo in pelle nera e le sue immancabili autoreggenti con la riga, ma soprattutto sembrava in gran forma.
Anche Piggy fu accolta dagli applausi, ma furono meno intensi nonostante il suo look da collegiale perversa fosse molto eccitante.
Subito dopo entrarono i primi due attori, che dopo aver spogliato le donne, le fecero sedere su di un lungo divano per iniziare a fare sesso.

Anche se mi ero ben lubrificata fica e culo sapevo che non sarebbe stata una passeggiata, avevo visto un paio di film di Piggy ed era una gran maiala capace di prendere cazzi a ripetizione senza sosta. All’inizio spompinammo per un po’ i nostri partner prima che questi cominciassero a scoparci prendendo subito un buon ritmo. Cercai di lasciarmi andare il più possibile anche se devo dire che il mio lui era meno irruento di quello di Piggy, pur non dandolo a vedere. Anche quando di scambiammo i bull offrendo loro il posteriore fui presa con foga più apparente che reale, il che cominciò a farmi pensare che ci fosse qualcosa sotto.
I primi due vennero quasi insieme nelle nostre bocche, per essere immediatamente sostituiti da una nuova coppia di stalloni. Questi però decisero di prenderci una alla volta cominciando da me. Non che avessi particolari problemi ad avere un rapporto multiplo, ma la loro scelta non fece che aumentare i miei dubbi. In ogni caso dopo averli presi in bocca per bagnarli il più possibile, uno dei due si sedette dicendomi di incularmi da sola. Appena gli fui sopra lui mi strinse a se prendendomi per il seno.
“Stai tranquilla che vincerai tu.” mi sussurrò in un orecchio senza farsene accorgere dalle telecamere “Abbiamo puntato tutti su di te, fidati e lascia fare a noi.”
L’altro uomo non perse tempo e, dopo essersi fatto largo fra le mie gambe, mi spinse il suo cazzone nella passera.
“Sii così … sbattetemi insieme …godo si come godo … ancora.” comincia a gemere sempre più forte.
Piggy mi guardava come se nulla fosse non sapendo cosa stavo progettando.
Quando il cazzo di quello che mi stava sopra scivolò fuori, lo presi in mano puntandolo sul mio ano già bello pieno.
“Mettimelo nel culo anche tu ! Voglio due cazzi dietro !” urlai fingendomi quasi impazzita.
Lui non esitò un attimo e, dopo averne fatto uscire un po’ (di) quello che avevo già dentro, mise il suo gran bastone insieme all’altro per sfondarmi del tutto.
“Ahh sii come mi piace così ! Due cazzoni tutti per il mio culo ! Dai spingete e fate vedere a quella come gode una donna !”

Ero stupito da quello che Paola stava facendo. Non capivo perch&egrave volesse andare così forte e non prendersela con più calma, in fondo nessuno aveva stabilito cosa dovesse fare.
Quando la luce gialla lampeggiò, cio&egrave arrivò il segnale che i due dovevano cambiare donna, mi rilassai anche perch&egrave mia moglie era visibilmente provata. Gli attori si rivolsero subito verso Piggy la quale replicò le posizioni di mia moglie soffrendo però la doppia penetrazione anale. Ma quello che accadde poi fu decisivo per l’esito della sfida.

Come Piggy si ritrovò in mezzo ai due m’avvicinai a lei.
“Ti piacciono due cazzoni nel culo vero troietta ?”
“Si sono più porca di te Nina e lo sai bene.” mi rispose mostrandosi però in difficoltà.
“Allora ti riempio anche questa fogna di fica che hai brutta puttana !”
Allungai la mano verso la sua passera e gli infilai subito dentro quattro dita, lei urlò per il dolore, ma non ebbi nessuna pietà di quella zoccola. Tirai fuori le dita giusto il tempo d’aggiungere il pollice e sfondarla del tutto.
“Ahh non vale, io non t’ho fatto nulla !” urlò in preda al panico.
“Cazzi tuoi che sei rimasta ferma ! Ora vediamo quanto resisti”.
Vidi in un monitor che la mia mano era entrata del tutto, allora la strinsi a pugno e cominciai a farla scorrere il più velocemente possibile.
Piggy non ebbe alcuna scelta se non gettare la spugna ed arrendersi.
“Bastaa ! Hai vinto tu ! Ti prego smetti !” urlò piangendo.

Paola lasciò la sua preda per sedersi comodamente a gambe aperte.
“Venite qui che vi faccio venire con la mia bocca.” disse ai due uomini che subito l’accontentarono.
Mi stavo rilassando pensando che la carriera di mia moglie non solo non era finita, ma che sarebbe continuata con ancora maggior successo.
Dopo che i due le vennero sulle tette, Paola si dimostrò una vera ‘signora puttana’.
“Voi del pubblico venite qui. Di certo avete i cazzi belli duri e sarò lieta di spompinarveli. Chi poi volesse pisciare può farlo su quella puttana.” disse indicando Piggy che era rimasta sdraiata sul divano con le mani sulla fica.
Fui velocissimo ed arrivai primo da lei insieme ad un ragazzo pieno di lentiggini. Paola ci fece venire entrambi quasi subito, poi andammo insieme da Piggy per pisciarle addosso. Quasi tutti seguirono il nostro esempio lasciando alla fine Paola piena di sperma e Piggy ricoperta di piscio.

La sera dopo i quattro attori vennero da noi per una piccola festa che finì in orgia. Tutti loro avevano vinto delle belle cifre puntando su di me, io ero felice di poter continuare la mia carriera e mio marito di vedermi in mezzo a quattro stalloni che volevano solo farmi godere. Fu una serata fantastica, tutti e quattro furono dolcissimi e solo su mia richiesta diventavano più irruenti per farmi godere ancora di più. Alla fine non riuscii neppure a contare gli orgasmi che mi fecero avere prendendomi in tutte le posizioni possibili, mentre Nello non smetteva mai di segarsi davanti a quello spettacolo.
Il giorno dopo ricevetti via mail la copia di un bonifico a mio favore fatto da Carlo, anche lui aveva scommesso su di me e mi dava parte della sua vincita, un premio in più per la sua attrice preferita.

Invito tutti a visitare il mio piccolo blog
http://serenathemiss.wordpress.com/

Dopo il successo contro Piggy la popolarità di mia moglie, o meglio di Black Nina, era alle stelle. Ciò era sicuramente dovuto anche all’alone di mistero che la circondava, nessuno sapeva chi in realtà fosse o da dove venisse, visto che di lei si avevano solo i film, ma nessuna intervista. Ogni contatto col mondo ‘reale’ era tenuto da Carlo il quale era un maestro nel far crescere l’attesa per ogni nuova uscita.
Anche sul mio posto di lavoro si parlava spesso di lei, soprattutto quando si ci ritrovava fra soli uomini, ed un mio collega non esitò a dire che ‘da una così si sarebbe fatto fare pure il culo pur d’averla’.

Carlo mi chiamò nel primo pomeriggio per dirmi d’andare da lui a firmare alcune carte, gli feci presente che Antonello era fuori per lavoro, ma lui disse che la sua presenza non era importante in quanto si trattava solo di piccola burocrazia e che ci sarebbero voluti solo pochi minuti.
Così presi un taxi per recarmi alla sua villa ed appena entrata mi venne incontro Ann gentilissima come sempre.
“Carlo t’aspetta nel suo ufficio.” mi disse dopo un casto bacio sulla guancia “Scusami se non t’accompagno, ma ho davvero molto da fare qui sotto.”
“Figurati, tanto conosco la strada.” le risposi mentre prendevo l’ascensore.
Salita al secondo piano trovai Carlo ad attendermi davanti al suo ufficio
“Paola sei uno splendore anche per venire a firmare due inutili carte !” mi disse dopo avermi a lungo abbracciata.
In realtà portavo solo una camicetta bianca, un po’ sbottonata ma questa era una mia vecchia abitudine, ed una gonna attillata appena sopra il ginocchio, però era evidente che le mie forme erano ben messe in mostra da quel pur semplice abbigliamento.
“Lascia perdere i complimenti.” ceraci di tagliar corto se pur lusingata dal suo apprezzamento “Dimmi che anche nel porno c’&egrave della burocrazia e muoio dal ridere.”
“No nulla di che, solo prima volevo farti vedere questa nuova diavoleria che ho comprato, un sistema bluetooth che permette conversazioni tra più persone contemporaneamente.”
Carlo prese il bluetooth e me lo mise all’orecchio con estrema grazia, poi ne indossò uno lui e mi chiese il numero di cellulare di Antonello.
“Perch&egrave ?” chiesi incuriosita.
“Che ne dici di fargli una sorpresa, dai sono certo che vi piacerà.”

Quando squillò il cellulare non stavo facendo nulla d’importante, ma mi sorprese la chiamata di mia moglie, che non era certo il tipo di donna che usasse troppo il telefono.
“Paola che succede di così importante che mi chiami.” chiesi con un po’ d’apprensione.
“Nulla stai tranquillo.” mi rispose subito “Sono qui da Carlo che dice d’avere una nuova idea.”
“Ciao cornutello, che ne dici di sentirci mentre mi scopo la tua bella mogliettina ?”

Carlo m’aveva spinta con la faccia contro il muro, e la sua mano era risalita velocemente sulle mie cosce fino ad arrivare alle chiappe. Ero stupida da quell’uomo, che avevo sempre considerato come un serio professionista, ma allo stesso tempo eccitata nel sapere che mio marito avrebbe sentito ogni cosa.

“Dai Carlo non dire cazzate !” dissi poco convinto
“L’unico cazzo qui in giro &egrave il mio e fra poco farà quello che sogna mezzo mondo, fottersi Black Nina ! Ora le sto palpando il culo, &egrave bello duro ma tu lo sai bene anche se preferisci che siano altri a prenderlo invece di fartelo tu cornuto che non sei altro. Dai togliti la camicetta e tra fuori le tette che mi voglio divertire anche con quelle !” disse poi rivolto a mia moglie.

Mi spogliai in modo sensuale raccontando a Nello tutto ciò che stavo facendo nei minimi dettagli. Poi m’inginocchiai davanti a Carlo e cominciai a sbottonargli i pantaloni.
“Vediamo come stai a cazzo !” dissi a voce alta.
“Com’&egrave, com’&egrave ?” mi chiese subito Antonello chiaramente su di giri.
Come lo tirai fuori rimasi stupita per la usa forma, eppure di cazzi ne avevo visti parecchi !
“Non &egrave molto lungo.” dissi al telefono “Più o meno come in tuo, ma &egrave largo, tanto largo, non so neanche se mi starà in bocca per quanto &egrave grosso.”
“Certo che ti ci sta ! Ma prima leccami le palle, adoro farmele leccare.” m’ordinò Carlo in modo perentorio.

Quasi senza accorgermene mi stavo accarezzando il pacco, Paola stava facendo veramente sesso col suo regista, ed io ero in dirette telefonica !
Era già successo che io rimassi fuori ad origliare mentre lei si faceva scopare da qualche uomo, ma ora era diverso, potevo sentire distintamente ogni parola, gemito, come se fossi li vicino a loro.
“Tua moglie &egrave nata per scopare.” disse Carlo “Avrebbe messo le corna anche al più dotato di questo mondo, figuriamoci ad uno come te. E poi come lecca ! M’ha fatto un lavoretto alle palle di prima classe ! Ora me lo sta succhiando e sembra quasi che lo voglia staccare tanto pompa forte. E poi quella lingua … gira sul cazzo che anche così farebbe godere anche un frocio !”

Carlo mi portò su di un tavolo dove mi sdraiai pronta a farmi scopare. Ma lui invece di mettermi dentro il suo bel cazzone, infilò nella mia passera tre dita facendomi gemere di piacere.
“Um brutto porco vuoi proprio farmi arrapare ! Lo sai che le dita non bastano più, ora voglio il tuo cazzo duro, prima davanti e poi dietro. Hai sentito cornuto !” dissi quasi incazzata per l’attesa “Ora quest’uomo mi farà godere mentre tu al massimo ti farai una sega pensando a me !”
“Dillo cosa vuoi puttana che non sei altro.” incalzò Carlo
“Voglio che mi scopi brutto bastardo. Devi farmi godere, del resto non m’importa nulla.”

Ormai mi stavo segando sotto la scrivania completamente rapito da quello che sentivo. Mia moglie ansimava sotto i colpi di Carlo che la stava scopando da vero stallone, urlandole contro tutti gli insulti che conosceva.
“Ma quanto sei troia ! Basta che vedi con cazzo come si deve e subito allarghi le cosce ! Se ci fossero altri uomini non perderesti un attimo a farli godere !”
“Lo sai cosa mi dispiace ?” rispose lei per incitarlo ancora di più “Che hai solo una cazzo fra le gambe. E’ vero mi piace farmi scopare da tutti i maschi che ho intorno, e non sai quanto gode il cornuto quando succede !”

Davanti a me non c’era più un uomo, ma una furia scatenata che pensava solo a fottermi. Quando tirò fuori il suo randello capii subito cos’aveva in mente, così m’infilai tre dita nella passera in attesa che m’inculasse.
“Brava puttana hai capito che quella te la devi riempire da sola.”
“Che aspetti ! Mettimelo dentro e fammi godere !”
Carlo fece entrare la cappella non senza fatica vista la dimensione, poi lo spinse dentro con tutta la sua forza facendomi urlare in quel misto di dolore e piacere che mi faceva impazzire.
“Sii cosii tutto dentro ! Spaccami tutta che mi piace ! Dimmi porco da quanto tempo sognavi di farmi il culo ?”
“Da la prima volta che t’ho vista. Te l’ho sempre detto tu sei nata per scopare, sei maiala dentro !”

Non c’era quasi bisogno che immaginassi la scena, Paola che si masturbava mentre Carlo le sfondava il culo con tutta l’irruenza di cui era capace. A furia di segarmi venni senza quasi accorgermene per poi pulirmi in tutta fretta con un fazzolettino di carta e correre dopo in bagno per sistemarmi meglio.

Carlo mi venne dentro riempiendomi lo sfintere di sperma, ma non era ancora contento.
“Non vorrai che il cornuto si perda qualcosa.” mi disse mentre mi tappava il buchetto con un plug di gomma “Così a casa avrà qualcosa da fare oltre le seghe ah ah.”
Poi ci rivestimmo e firmai le carte per le quali in teoria ero andata da lui, poi gentilmente mi chiamò un taxi per tornare a casa.

Quanto tornai a casa mi spogliai senza pensarci su due volte ed andai in camera da letto dove sapevo che Paola m’aspettava.
“Sdraiati sul letto che ho una sorpresa per te.” mi disse con quella sua voce maliziosa che mi faceva impazzire.
Come fui supino lei si mise su di me mettendomi il culo in faccia.
“Toglimi il plug e lecca ! E’ un regalo di Carlo per il suo cornuto preferito !”
Come lo tolsi un rivolo di sperma le colò dal buchetto, ed io lo raccolsi con una lunga passata di lingua che la fece fremere.
“Lecca cornutone che lo so che ti piace bere la roba degli altri.”
“Sei una gran puttana che va in giro a farsi scopare da tutti.”
“E tu un segaiolo che gode sapendo quello che faccio !”
Paola cominciò a masturbarmi mentre io la ripulivo di tutto il seme del suo amante, poi le leccai anche la fica per farla godere di nuovo.
L’orgasmo giunse quasi contemporaneamente ad entrambi, lei bevve il mio ed io il suo, dopo ci sdraiammo uno vicino all’altro per baciarci a lungo, perch&egrave a noi bastava anche solo quello per ricordarci quanto c’amavamo.

Invito tutti a visitare il mio piccolo blog
http://serenathemiss.wordpress.com/ Finalmente arrivò il giorno in cui Carlo decise che Paola avrebbe avuto un film tutto suo, in cui sarebbe stata presente in ogni scena. Non ci sarebbe stata nessuna trama, ma solo cinque scene in cui Black Nina avrebbe dato il meglio di se.
Nella prima ci fu un rapporto molto tradizionale in cui lei iniziò a fare sfoggio di un look sempre più dark-fetish dove il nero era il colore predominante.
Nella seconda Paola era con un ragazzo di colore col quale ebbe un rapporto esclusivamente anale, quando finì era distrutta viste le dimensioni notevolissime dell’attore, ma appena entrata in camerino si fece scopare anche da me perch&egrave ‘ho la fica che sta per esplodere dalla voglia’ mi disse candidamente, come se fosse la cosa più naturale del mondo.

La terza scena fu l’unica che girai il giorno seguente, si trattava di una piccola orgia con tre uomini che dovevano essere abbastanza violenti, ma senza esagerare. Ma, come mi videro entrare in scen,a con una guepiere e perizoma di pelle e le immancabili calze con la riga, mi saltarono addosso come tre affamati di sesso. Ben presto mi ritrovai due randelli nella passera che mi mandarono subito in estasi, non recitavo affatto quando urlavo il mio piacere, ed era questa la mia marcia in più. Alla fine decisero che m’avrebbero presa tutti e tre contemporaneamente, così due si sdraiarono avvicinando al massimo i loro cazzi in modo da formarne uno di dimensioni enormi ed io m’impalai su di loro offrendo al terzo il mio culo che fu subito riempito. Era la prima volta che provavo una tripla penetrazione ed il piacere era tale da togliermi quasi il respiro. Vennero tutti e tre sul mio bel sedere e come finimmo fu mio marito a portarmi l’asciugamano per pulirmi, solo lo poggiò in modo blando, come se non volesse che mi togliessi il loro seme. Capii subito le sue intenzioni, lo presi per mano portandolo di corsa nel camerino, appena chiusa la porta s’inginocchio dietro di me e cominciò a leccar tutto quello sperma mentre si segava furiosamente.
“Sei proprio un gran cornuto.” gli dissi godendo nel vederlo così sottomesso al mio piacere.

Quando giunse il giorno di girare la quarta scena ci fu uno sgradevole imprevisto.
“Patrizia e Giorgio hanno avuto un piccolo incidente venendo qui.” disse Bree davanti a Carlo e tutta lo troupe “Stanno bene ma resteranno tutta la notte in ospedale per sicurezza.”
“Cazzo !” esclamò Carlo non certo felice per quella notizia “Dovremo rimandare almeno di un paio di giorni, a meno che non tu non trovi qualcuno per sostituirli.”
“Pensandoci bene potremmo girare io e Antonello cambiando un po’ la scena.” propose Bree in mezzo allo stupore generale.
“Tu ! Ma lo sai quello che stai dicendo ?” chiese Carlo che di certo non s’aspettava quella proposta.
“Dai che Ann &egrave in grado di rendermi irriconoscibile in meno di venti minuti. Antonello ha già girato e quindi non &egrave un problema, gli faremo fare solo il guardone mentre io e Paola ci divertiremo fra di noi, in fondo non &egrave di certo un gran sacrificio farlo con lei.”
Come Bree ebbe finito tutti esplosero in una risata, in effetti tutti i presenti si sarebbero ‘sacrificati’ per quel nobile scopo. Carlo diede il suo consenso mentre ancora sghignazzava e così io e Bree andammo al trucco.

Bree fu la prima ad uscire dalla sala trucco e subito chiamò me e Carlo per spiegarci quello che aveva in mente. Mentre parlava l’osservai con maggior attenzione, darle un’età ben precisa era impossibile, ma di certo era una donna ancora molto piacente, e poi vestita in modo sexy ma senza eccessi diventava decisamente arrapante. Non avrei mai immaginato che avesse tendenze lesbiche, ma ogni sua parola faceva capire che mi voleva e che il film era solo una scusa per fare sesso con me. Quando anche mio marito ebbe finito col trucco ci sistemammo sul set, e per la prima volta da quando giravo film porno, ebbi la netta sensazione che non si sarebbe trattato di solo lavoro.

La trama di quella scena era piuttosto semplice, io dovevo fare il segaiolo davanti ad un PC, mentre loro erano due cam-girl.
“Ciao Black Nina.” dissi per iniziare.
“Ciao bello, chiamami solo Nina e dimmi chi sei.” Mi rispose mentre era mollemente sdraiata su un letto
“Sono Tom un tuo grande fan.”
“Ciao Tom.” continuò Paola facendo traboccare sensualità “Sai che sei fortunato ? Stasera c’&egrave con me una mia amica porcellina Yana, la vuoi conoscere ?”
“Certo !”
In quel momento comparve Bree che si distese sul letto al fianco di Paola.
“Ciao Tom. Scommetto che vuoi vedere Nina godere come una pazza.”
“Si si. Perch&egrave non vi spogliate a vicenda ?” continuai sentendo già che dentro le mutande il cazzo cominciava a gonfiarsi.
“Con calma.” disse mia moglie “Prima dobbiamo scaldarci un po’”
Cominciarono a baciarsi languidamente inginocchiate una davanti all’altra accarezzandosi il collo a vicenda, e togliendosi il vestitino che indossavano mostrando una lingerie di pizzo, una nera e l’altra bianca.

Bree mi spinse sul letto e mi sfilò subito il perizoma, poi si sdraiò su di me e fece saltare fuori le tette dal reggiseno per leccarmi i capezzoli. Inutile dire che li avevo già duri, ed i suoi colpi di lingua non fecero che farne aumentare la lunghezza. Lei passava in continuazione dal seno alla bocca mentre entrambe parlavamo per arrapare ancor di più Antonello. Poi fu io a scoprirle il petto rimanendo un po’ sorpresa dalle sue dimensioni. Anche se era evidente che il seno era rifatto la sua quinta piena sfidava le leggi di gravità rimanendo dritta sospesa per aria. Feci quasi fatica a prenderle in mano, ma poi le succhiai i capezzoli turgidi come se mi dovesse allattare.

I pantaloni e le mutande erano a terra e mi stavo masturbando senza alcuna remora. Mi toccavo lentamente e mi gustavo lo spettacolo di Paola e Bree che, nude, s’erano messe una sopra l’altra nel più classico dei sessantanove. Sul monitor vedevo il gran culo di Bree e mia moglie che le leccava la fica con lunghe e lente passate di lingua.
“Siete splendide.” riuscii a dire senza avere però nessuna risposta.
Ormai quelle due donne pensavano solo al loro piacere ed io ero un contorno alquanto inutile.

Bree s’alzò e mi fece cenno di seguirla davanti al letto, poi prese un paio di grossi vibratori e me ne diede uno dicendomi di leccarlo. Mentre io bagnavo languidamente il dildo lei mi girò facendomi mettere di spalle alla telecamera principale e cominciò a sculacciarmi piano.
“Tom ti piace il culo di Nina ?” disse come se ci fosse bisogno di una risposta.
“Si si, l’adoro.” rispose subito mio marito.
“E ti piacerebbe leccarlo come sto per fare io ?” continuò lei passandomi la lingua fra le chiappe.
“Oh non sai come vorrei essere li !”
Lei mi aprì del tutto il sedere ed iniziò a leccarmi il buchetto mentre io mi stimolavo il clito sfiorandoci contro il dildo. Ero un lago e lei ne approfittò per bere tutti i miei umori che colavano copiosi lungo le cosce ed al loro interno. Poi afferrò un vibratore e dopo averlo leccato me ne infilò una metà nella fica ormai vogliosa.
“Sii !” gemetti “Mettilo tutto dentro !”
“Fallo tu.” mi rispose tirandolo fuori.
In preda alla voglia più sfrenata presi il dildo che avevo in mano e lo feci scivolare velocemente nella passera gemendo di nuovo di piacere. Come fu dentro Bree mi spinse il suo nel culo leccando quel lembo di carne che unisce le due aperture di una donna.
“Ahh godo !” esplosi piena di libidine “Fottimi tutta voglio un super orgasmo !”

Paola non ci mise molto a venire, non saprei neanche dire chi fra le due spingeva il suo giocattolo più velocemente tanto ero preso nel vederle. Poi Bree si sdraiò nel letto ed iniziò a masturbarsi col dildo invitando mia moglie ad usare anche il suo. Lei si mise in mezzo alle gambe dell’altra donna mettendosi a carponi per mostrare ancora il suo bel culo e venni mentre le infilava il secondo vibratore nella fica. Non m’importò molto di sborrare sul monitor ne di uscire di scena col cazzo in mano ancora sporco dopo che anche Bree ebbe il suo orgasmo.
Un lungo applauso seguì la fine delle riprese, di certo avevo scoperto il lato lesbico di mia moglie, e la cosa era stata molto piacevole, già pensavo a come chiederle di vederla con la sua amica con la quale aveva da sempre una relazione.

Il giorno dopo girammo la scena bisex con Mark, il classico macho palestrato, e Simon che al contrario era decisamente più effeminato.
Quando entrai in scena coperta solo di un bustino in pelle nera ed un grosso strap-on legato in vita, Simon stava masturbando il compagno che mostrava già una vistosa erezione.
“Bei maschioni.” esclami al mio ingresso “Volete fare tutto da soli o gradite compagnia.”
“Con quella mazza vieni pure, più sono e più mi piace.” mi rispose Simon mostrando anche nella voce la sua inclinazione sessuale.
Mark mi fece avvicinare a lui e cominciò a baciarmi mentre l’altro leccava lentamente il mio fallo di gomma dopo essersi inginocchiato in mezzo a noi.

Anche se avevo già visto dei gay fare sesso, era la prima volta che ero davanti ad un rapporto bisessuale, il che m’incuriosiva non poco. Simon doveva essere davvero bravo di bocca a giudicare da come l’altro gradiva le sue attenzioni quando glielo prendeva in bocca alternando il cazzo vero a quello finto di Paola. Mi rivedevo un po’ in quella scena avendo preparato qualche volta il bull a mia moglie facendogli seghe o pompini, ma da fuori era decisamente più eccitante.

Simon mi fece sedere per terra e subito dopo mi ritrovai il suo cazzo in bocca che succhiai subito con avidità. Mark si mise dietro di lui e, senza tanti preamboli, lo inculò con veemenza, facendolo sussultare ad ogni affondo. Era quasi comico vedere Simon in mezzo a noi, il suo corpo gracile sembrava quasi si dovesse spezzare da un momento all’altro sotto la furia dell’altro uomo, che però poco dopo si mostrò peggio di lui. Mark infatti tolse il gay di mezzo a noi e s’impalò da solo sul mio strap-on per poi richiamare l’amico e metterglielo in bocca. Non sapendo che dire rimasi in silenzio, solo ordinai perentoriamente a Simon di leccarmi la fica visto che volevo godere anch’io. Non avevo mai sodomizzato un uomo, e durante i miei rapporti lesbo preferivo prendere da dietro la mia amica, ma dopo i primi momenti d’impaccio riuscii a muovermi con una certa naturalezza.
Simon invece i dimostrò un perfetto imbranato leccandomi malissimo e facendomi venire ancor di più la voglia d’essere scopata da un vero uomo.

Alla fine Mark mise Paola sul divano e, dopo averle tolto lo strap-on, cominciò a scoparla col suo bel randello. Ma subito dopo Simon gli si piazzò dietro e ricambiò l’inculata anche se lo fece con minor foga. Mia moglie lo insultava dandogli del frocio incapace, ma si vedeva che era per scena, in realtà stava godendo ed anche molto.
In quel momento ripensai al fatto che avevo il culo ancora vergine nonostante avessi mandato più segnali a mia moglie facendole capire la mia voglia di provare la sodomia passiva. Ma lei nicchiava sempre forse intimorita dal fatto che potesse piacermi e che dopo le avrei “potuto rubare” gli uomini.
Li vidi mentre entrambi venivano sulle tette di mia moglie per poi leccare il seme dell’altro e portarlo infine alla bocca di Paola.
Quando tornammo a casa facemmo subito l’amore e lei non lesinò delle languide carezze al mio buchetto, forse aveva capito che prima o poi avrebbe dovuto prendersi ciò che le volevo donare, ma non era quello il giorno giusto. In compenso dopo averlo leccato glielo misi io nel suo bel culo, prendendola come non mi succedeva da tempo.
“Sei tanto troia che ti fai anche i finocchi !” le urlai ripensando a quello che era successo poco prima.
“Si ma ora fottimi tu e fallo come si deve, quei due non valevano niente.”
Continuai a scoparla fino a quando non le venni dentro, sapevo che le piaceva sentirsi riempita di sperma, ma che per ragioni di scena sul set questo non poteva accadere. Come mi sfilai da lei, Paola si ficcò due dita nel buchetto per poi leccarle con gusto ed alla fine ripulì anche me mentre io facevo lo stesso a lei.
“Lo sai che ti amo.” mi disse quando ci ritrovammo sdraiati vicini.
“Certo che lo so come tu sai che ti voglio sempre felice.”
Paola mi diede un bacio prima d’appoggiarsi sul mio petto ed addormentarsi come una bambina, io rimasi a guardarla, era così innocente vista in quel modo ce quasi mi misi a piangere per la gioia, ma poi il sonno rapì anche me.

Invito tutti a visitare il mio piccolo blog
http://serenathemiss.wordpress.com/ Si stava avvicinando il compleanno di Paola e, come al solito, non avevo nessuna idea su cosa regalarle. Durante una ripresa mi confidai con Bree la quale ebbe subito l’idea di organizzarle una festa a sorpresa. D’accordo con Ann e Carlo si mise subito in azione per progettare un mega-party nella villa del produttore, a cui avrebbe invitato persone importanti del settore porno, attrici ed attori di tutti i generi e qualche celebrità.
Il fatidico giorno mi presentai a casa senza alcun regalo fingendo d’aver dimenticato il suo compleanno, ma promettendole una serata speciale.

Ero tanto incazzata che l’avrei mandato a quel paese seduta stante, ma poi pensai di vendicarmi facendo la puttana più del solito. Così indossai un miniabito tanto scollato che le tette quasi uscivano fuori da sole, e corto quel che bastava a far vedere il pizzo delle autoreggenti. Non indossai neanche il perizoma dimenticandolo del tutto, ed uscii di casa promettendogli di farlo cornuto come non gli era mai successo.

Durante il viaggio in macchina Paola non fece che toccarsi dicendomi che voleva farsi trovare già pronta per gli uomini con cui sarebbe andata. Ad un certo punto volle che prendessi l’autostrada per fermarsi in un autogrill e fare un’orgia con dei camionisti, ma mi opposi promettendole che i cazzi non le sarebbero mancati. Si calmò solo quando vide che stavamo entrando nella villa di Carlo dove fu subito presa in consegna da Bree ed Ann.

Le due mi portarono in un camerino che, con mio grande stupore, chiusero a chiave, Bree poi non mancò di farmi i complimenti, ovviamente alla sua maniera.
“Cavolo Paola sei un schianto di troia !” mi disse baciandomi.
“Troia e disponibile.” le risposi alzando il vestito e mostrandole la passera nuda.
“S,u su che non c’&egrave tempo da perdere.” esclamò Ann “Togliti quel vestito e vieni al trucco, subito !”
Era la prima volta che sentivo Ann così perentoria e ne fui colpita, di certo avevano in mente qualcosa che non m’avrebbero mai rivelato, così tolsi l’abito e mi sedetti davanti allo specchio.
Non mi ci volle molto per capire che stavo diventando Black Nina, ma rimasi di sasso quando mi fu portato il vestito che dovevo indossare. In pratica si riduceva ad un collare di stoffa dal quale pendevano dei lunghi veli bianchi che si sarebbero mossi a qualsiasi mio movimento. Ma non ebbi quasi neanche il tempo d’indossarlo che le due donne mi portarono subito fuori dove ci aspettava una grossa gabbia in metallo nella quale, con un po’ di apprensione, fui fatta entrare. Appena dentro un paio d’uomini la coprirono con un drappo rosso che mi impediva di vedere cosa succedeva, e solo le parole di Bree mi tranquillizzarono.
“Paola rimani calma che non corri nessun pericolo. Ora verrai sollevata da una gru e portata fuori di qui, quello che dovrai fare dopo lo capirai da sola, ok ?”
“Si, speriamo solo di fare presto.” risposi per farle capire che ora mi era tutto chiaro.

Nel giardino di Carlo era stato montato un grosso cilindro in plexiglas largo un paio di metri ed alto altrettanto. Vicino a me riconobbi alcuni attori che avevano già girato film con mia moglie e diverse bellissime ragazze vestite piuttosto discintamente.
Ad un certo punto l’attenzione di tutti venne rapita da un mezzo da lavoro che portava un qualcosa, coperto da un drappo rosso, appeso ad una gru senza che nessuno capisse di cosa si trattasse. Il mezzo si fermò davanti al cilindro e due uomini si sistemarono vicino a quello che stava sul mezzo. Fu allora Carlo che, prendendo un microfono, chiarì a tutti quello che stava succedendo.
“Amici tutti, ho il piacere di portare qui fra voi quella che non &egrave solo una mia attrice, ma anche e soprattutto un’amica e che oggi festeggia il suo compleanno, ecco a voi Black Nina!!!!.”
I due uomini tolsero il drappo e mia moglie uscii allo scoperto, o per meglio dire rimase dentro la gabbia in cui era chiusa, mostrandosi a tutti. Partì subito una musica di sottofondo e Paola cominciò a spogliarsi togliendosi uno dopo l’altro i veli che la coprivano sino a rimanere completamente nuda.

Ero estremamente eccitata nel mostrarmi nuda davanti a tutta quella gente che mi applaudiva, e che era li solo per me. Ad un certo punto fu appoggiata una scala sul cilindro che sorreggeva la gabbia, ed io credetti che sarei stata liberata al più presto. Invece ci fu la prima sorpresa della serata.
“Signore e signori.” urlò Carlo al microfono “Vorrei che tutti insieme prestassimo l’attenzione dovuta al mio regalo per Nina, la mia nuova scoperta, Ironboy !”
Subito dopo salì sul cilindro un bellissimo ragazzo di colore a torso nudo che sprizzava sesso da tutti i pori. Cominciammo a baciarci con passione e lui non perse tempo nel farmi sentire le sue mani su tutto il corpo, soffermandosi soprattutto sul sedere.
“Ora abbassato che ti do quello che vuoi.” mi disse facendomi l’occhiolino.
Mentre mi abbassavo, guardandolo in viso, mi accorsi che sulle sbarre della gabbia erano montate alcune piccole camere che permettevano a tutti di vedere e sentire su un maxischermo quello che succedeva su quel cubo improvvisato. Come fui all’altezza del suo inguinei si tolse i pantaloni tirando fuori un cazzone incredibile sia per lunghezza che per diametro, una vera bestia di carne che presi subito a leccare con ingordigia.

L’uomo, dopo averle messo il cazzo in bocca, le fece mettere le mani sulle sbarre e cominciò a guidarla lui, ora con calma e dolcezza, ora con forza e violenza. Il risultato fu che mia moglie sbavava senza sosta ricoprendo quella mazza immensa con la sua saliva.
All’improvviso mi ritrovai accanto Bree che non mancò di stuzzicarmi.
“Allora, dal tuo pacco vedo che ti stai già arrapando come sempre.” mi disse sfiorandomi la patta.
“E come non potrei ! Guarda come la tratta, peggio d’una troia !”
“E questo &egrave solo l’inizio, Carlo ha preparato altre sorprese.” concluse tallonandosi.
Quando lui la fece alzare, Paola poggio le natiche alle sbarre e Ironboy non perse neanche un secondo e l’inculò completamente con pochi e violenti colpi.

Il bastardo me lo mise nel culo con una forza indescrivibile e non urlai dal dolore solo per orgoglio. Ma presto iniziai a godere di quel cazzone che mi stava sfondando senza sosta. Non &egrave che nella gabbia potessi muovermi molto facilmente, già faticavo a rimanere ferma sotto i suoi colpi, e non vedevo l’ora d’uscire per dare un po’ di sollievo alla mia passera che colava copiosamente.
Per fortuna dopo un po’ anche lui si stancò di quella scomoda posizione e mi fece uscire dalla gabbia, che fu subito rimossa e sostituta da un piccolo materasso gonfiabile. Quattro cameraman ci ripresero mentre succhiavo di nuovo quel palo per poi ritrovarmelo nel culo. Solo che adesso ero sdraiata e non persi un secondo a toccarmi la fica.

Nonostante fosse quasi un debuttante lui si dimostrò un gran stallone, glielo ficcava in bocca e nel culo con sempre maggior foga, fino a quando non fece rimettere mia moglie carponi. Allora diventò un vero toro da monta affondando i colpi con più forza e frequenza, facendola urlare di piacere. Alla fine le sborrò un po’ in faccia e un po’ dritto in bocca mentre lei aveva quattro dita nella passera. L’orgasmo dell’uomo fu accolto da un lungo applauso, successivamente furono fatti scendere e a Paola fu data un vestaglietta con cui coprirsi. Lei salutò tutti quelli che le andavano incontro per poi trovarsi di fronte a me che la baciai a lungo.
Fu Carlo ad interromperci spiegandoci senza mezzi termini, quello che aveva in mente.
“Sentimi bene, c’&egrave un ricco produttore americano che vuole conoscerti, anzi ti si vuole proprio fare.” le disse a bassa voce “E’ un tipo un po’ strano, diciamo molto passivo, insomma gli piace farsi inculare dalle donne.”
“Ma io non l’ho mai fatto !” obbiettò mia moglie.
“Dai che non &egrave difficile, pensa a quello che hai appena fatto e mettiti al posto dell’uomo, quello vero.”
“Carlo ma pensi che ne valga la pena ?” chiesi un po’ timoroso.
“Senti quello vi apre le porta al mercato americano e parliamo di dollari, ma a palate.”
“Ok dimmi che devo fare.” concluse Paola ormai decisa ad andare sino in fondo.
“Vai con Ann.” le rispose Carlo “Lei ti darà quel che ti serve.”
Vidi mia moglie allontanarsi con Ann un po’ dubbioso su quello che sarebbe potuto succederle, ma sapevo anche che era abbastanza esperta da saper gestire ogni tipo di situazione.

Ann mi portò in casa dove indossai un bustino e perizoma in pelle, e degli stivali alti fino a metà coscia. Poi entrai in una stanza dove c’era il produttore americano, un uomo che faceva a dir poco schifo, grasso e pelato con una faccia da maiale che non finiva più. Devo ammettere che il mio inglese non &egrave un granché, ma con un po’ di pazienza ci capimmo quasi subito, così lo feci spogliare ed iniziai a recitare il ruolo della Mistress cercando d’essere il più credibile possibile.
Lui cominciò a leccarmi gli stivali e poi il perizoma, e mi dovetti impegnare per non ridergli in faccia tanto era ridicolo. Quasi stizzita presi uno strap-on e l’indossai velocemente, lui mi guardava in estasi mentre glielo ficcavo in bocca senza tanti riguardi. Alla fine lo sodomizzai schiaffeggiandogli sonoramente il culo ed impedendogli di toccarsi il cazzetto che si ritrovava fra le gambe. Solo quando lo misi a pancia all’aria lo masturbai mentre l’inculavo insultandolo un po’ in italiano ed un po’ in inglese. Anche se all’inizio mi parve strano col tempo inizia a godere nel fottere quello che considero un perfetto porco. Quando stava per raggiungere l’orgasmo gli stringevo la base del cazzo per impedirglielo e fotterlo il più a lungo possibile. Alla fine mi venne nella mano che subito gli feci ripulire con la lingua ma, ancora incazzata per quella che consideravo una marchetta piuttosto sgradevole, conclusi la sua serata pisciandogli in faccia con sua grandissima gioia.
Uscii dalla stanza ancora furiosa e subito incontrai Ann con una faccia preoccupata con a fianco mio marito nello stesso stato.

“Paola c’&egrave un imprevisto, nulla d’irreparabile, solo un cambiamento di programma.” le dissi come mi fu vicina.
“Che succede ? Un altro porco da soddisfare ?” mi chiese decisamente adirata.
“No.” le rispose Ann “C’&egrave una donna che vuole incontrarti, vieni &egrave in quella stanza.”
Seguimmo Ann molto perplessi su quello che sarebbe potuto accadere, ma ero anche sicuro che Carlo non ci avrebbe mai messo in una via senza uscita.
Come entrammo vedemmo una donna di colore, sui quaranta, molto ben portati, era molto alta ed indossava un elegantissimo abito da sera rosso sotto il quale si intravedeva un paio di scarpe con dei tacchi molto lunghi e sottili.
“Buonasera Black Nina.” disse la sconosciuta “O dovrei chiamarti Paola e lui Antonello.”
“Ma come sai i nostri nomi ?” le chiesi infuriato.
“Lascia stare i come ed i perch&egrave, sappi solo che ho i miei informatori e posso sputtanarti come e quando voglio.”
“Ma noi abbiamo un accordo con Carlo …” continuai sempre meno convinto.
“Appunto con lui non con me.” mi rispose gelida “Ora sta a voi decidere, o fate quello che voglio o addio anonimato.”
“E cosa vuoi ?” chiese Paola volendo arrivare subito al punto della discussione.
“Te ovviamente.” disse la donna “Tuo marito può anche assistere stando alle mie regole. Ann invece parteciperà perch&egrave i suoi non sanno che mestiere fa, vero piccola bugiarda.”
Ann diventò subito rossa, poi annuì con la testa bassa.
“E tu Paola che mi rispondi ?”
“Che farò tutto quello che vuoi solo dimmi almeno il tuo nome.”
“Magda, per voi la Signora Magda, ora spogliatevi, vi voglio tutte e due nude. E tu.” disse rivolgendosi a me “Se vuoi rimanere siediti e guai a te se ti tocchi, o ti butto fuori e ti faccio scopare da alcuni miei amici che amano molto i culetti vergini.”

La odiavo come odiavo subire qualsiasi genere di ricatto, ma non potei che togliermi il poco che avevo addosso ed aspettare di sapere cos’avesse in mente. Quando anche Ann fu nuda Magda si avvicinò a me con una lunga corda nera presa da una ventiquattrore che era vicino a lei..
“Stai tranquilla non ti farò alcun segno che duri più di un giorno, in fondo sei un investimento anche per me.” mi disse mentre faceva passare la corda intorno al mio corpo con velocità e maestria.
Alla fine mi ritrovai legata come un salame, ma con le mani libere, la corda mi stringeva le tette facendole sembrare ancor più grandi e mi teneva le chiappe divaricate. Poi ne prese una più corta e fine che fece passare fra le mie gambe dopo averci fatto un nodo che mi trovai proprio sul sesso.
“Cammina un po’ che vediamo se &egrave tutto a posto.” mi disse Magda dopo avermi guardata un attimo.
Nel momento in cui mi mossi mi resi conto che, come muovevo le cosce, il nodo che avevo sulla passera mi stimolava il clito, facendomi bagnare come una cagna in calore e rendendo difficoltoso ogni passo.
“Bene, bene.” commento subito la mia aguzzina “Continua a camminare mentre mi occupo di quest’altra troietta lesbica.”

Vedevo mia moglie eccitarsi sempre di più ad ogni passo che faceva, ma la mia attenzione fu presa da Magda che mise un collare in cuoio al collo di Ann. Poi le fece leccare uno strano gancio, che finiva con una piccola palla, che la nostra amica si ritrovò infilata nel buchetto mentre gemeva di dolore. Dopo la sadica legò l’anello del gancio al collare usando un’altra corda che tese fino a che Ann non rimase perfettamente dritta con la schiena con i seni completamente offerti.
“Brava la lesbicona, ora vai sul divano e mettiti a pecora che iniziamo a divertirci.” disse Magda visibilmente soddisfatta di quello che aveva fatto.
Come Ann si mise a carponi la nera prese mia moglie la fece mettere dietro al suo sedere ordinandole di leccarla, ma senza farla venire. Mentre Paola leccava Ann, Magda cominciò a sculacciarla e darle degli schiaffetti sulla fica.

Mi sembrava d’impazzire, Ann si stava bagnando copiosamente ad ogni mia passata di lingua, ma soprattutto quelle manate sul sesso erano micidiali. Non mi facevano male ma solo salire la voglia d’essere scopata da chiunque, e quel nodo sul clito sembrava quasi volesse entrarmi dentro, ma era solo un’illusione. Anche le corde che mi stringevano le tette non mi davano tregua, mi sembrava che mi dovessero esplodere da un momento all’altro per quanto le sentissi gonfie.
Cercai di leccarle il buchetto per darle un po’ di sollievo, ma fra quello che volevo e quello che potevo fare c’era di mezzo un oceano. Ormai mi contorcevo sempre più sotto i colpi di Magda che, da perfetta sadica, sapeva ben dosare la forza della mano, fino a quando dimenticando ogni pudore non le chiesi pietà.
“Vuoi proprio essere scopata ! In fondo sei solo una gran puttana.” mi disse con disprezzo.
“Si sono una troia ma ti prego fammi venire.” la supplicai nuovamente.
“Taci cagna ! Godrai solo quando lo dirò io, per ora c’occupiamo di questa gran puttana.”

Magda tolse il gancio dal culo di Ann che nel frattempo si era notevolmente dilatato. Poi prese un grosso fallo che diede a mia moglie intimandole di sodomizzare l’altra donna che chiese pietà.
“No ti prego, farò tutto quello che vuoi ma non quello.”
“Io faccio quello che voglio e ora voglio vederti il culo sfondato come non ti &egrave mai accaduto.” le rispose Magda con arroganza prima di rivolgersi alla mia compagna. “Paola stammi bene a sentire, so che &egrave una tua amica ma non me ne frega un cazzo, rompile il culo come prima quello ha fatto con te o te ne pentirai, chiaro ?”
“Si ma almeno fammelo lubrificare sennò chissà che danni faccio.” disse Paola cercando una via di fuga.
“Certo ti do due minuti per bagnarlo poi fottila e basta.”

Poggiai il fallo per terra ed allargandole il buchetto con le mani, cercai di far entrare più saliva che potevo, Sapevo che le avrei fatto male, il dildo era bello grosso, ma era ormai chiaro che anche Ann era nelle sue mani. Magda guardava sia me che l’orologio ed alla fine fece il conto alla rovescia fino a che non disse basta.
“Sfondala ora !” fu il suo ordine repentino.
Non riuscii a dire nulla mentre riprendevo il fallo in mano e lo puntavo decisa sull’ano della mia amica, il suo era veramente un buchetto stretto e far entrare la sola punta fu un’impresa.
“No ti prego mi fa male” urlava Ann che a malapena riusciva a rimanere ferma.
Ogni tanto mi giravo verso quella sadica donna in cerca di un suo gesto di pietà, ma invano. Anzi si mosse solo per prendere un frustino e minacciarmi se non fossi andata sino in fondo.
“Ann perdonami.” dissi mentre spingevo il dildo nelle sue viscere aprendola del tutto e cercando di non sentire le sue urla di dolore.
Poi iniziai a fotterla con estrema lentezza e con mio grande stupore, lei cominciò a manifestare un certo piacere che esplose con un gemito di chiaro godimento.
“Mm si così non &egrave male.”
“Che puttana che sei.” inveì allora Magda “Fai tanto la difficile e poi godi peggio di una troia !”
Mi sentii sollevata, ma fu una gioia di breve durata.

Magda spinse via Paola, prese in mano il fallo e cominciò a scopare Ann con forza e violenza.
“Visto che ti piace, tanto vale fotterti come si deve, puttana !”
Ann riprese ad urlare per il male, ma Magda continuò col suo ritmo, fregandosene di ogni lamentela, anzi inveendo sempre di più.
“Allora dillo che ti piace, che sei solo una zoccola mancata, una puttana da cazzo.”
“Si mi piace, contenta ?” le rispose alla fine Ann lasciandomi allibito.
“Lo so che godi, e non sai quanto godrai in futuro.”
Magda la scopò fino a darle un orgasmo sconvolgente per violenza ed intensità, lasciandola a terra sfinita e senza più forze.
“Ora tocca a te .” disse rivolgendosi a mia moglie “Non che m’importi molto ma non vedo perch&egrave non vedere Black Nina all’opera.”
“Scusa ma non capisco.” le rispose Paola che non comprendeva come me quello che stava succedendo.
“Se non l’hai ancora capito mi sono servita di te per arrivare a questa puttana e darle la lezione che meritava da tempo, se vorrà sarà lei a spiegarti il perch&egrave di tutto ciò. Ora vieni qui e dammi una mano a togliermi il vestito, ho più voglia di te di godere come si deve.”

Andai alle sue spalle e feci scendere la lampo del vestito che cadde a terra mettendo in mostra un corpo perfetto e soprattutto nudo. Magda si girò e le nostre bocche finirono subito uno contro l’altra. Anche le nostre mani si mossero velocemente andando a cercare i punti più sensibili del corpo dell’altra, e trovai la sua passera bagnata come la mia.
“Leccamela.” mi disse spingendomi la testa verso il basso.
Scesi con la lingua su tutto il suo corpo fino a ritrovarmi il suo sesso davanti alla bocca, indugiai un po’ dandole dei piccoli baci, ma poi le allargai le grandi labbra e comincia a leccare come un’indemoniata.
“Ma sei proprio brava con quella bocca !” esclamò Magda fra un gemito e l’altro “Dai fammi venire che poi ti faccio godere io.”
Le infilai due dita nella fica e presi a masturbarla con una certa violenza, ma ormai non aspettavo che il suo orgasmo per poi avere il mio così tanto agognato. Lei mi venne in faccia schizzandomi il suo piacere quasi come un uomo, ed io bevvi quel nettare in preda alla lussuria più sfrenata.

“Ora ti scoperò tanto da farmi implorare di smettere.” disse Magda rivolgendosi a Paola con un sorriso che non prometteva nulla di buono.
“Voglio proprio vedere come farai.” le rispose mia moglie con aria di sfida.
Ma il suo sguardo cambiò velocemente quando vide lo strap-on che Magda tirò fuori dalla sua borsa. Non solo era incredibilmente lungo, ma soprattutto aveva un diametro sproporzionato, la sola cappella del finto fallo era più o meno come il mio pugno.
“Vedi me lo sono fatta fare da un artigiano, &egrave costruito coi migliori materiale esistenti sul mercato ed &egrave unico al mondo.” cominciò a dire la nera mentre se lo allacciava in vita “L’idea iniziale era quello d’usarlo per quella troia di Ann, ma penso che con te sarà molto più divertente.”
Con passo felino s’avvicinò a Paola che era ancora inginocchiata per terra e glielo mise davanti alla faccia, ed a mia moglie non rimase che iniziare a cercare di prenderlo in bocca. Forse spinta dalla sua ormai sfrenata eccitazione, Paola riuscì a far entrare quell’enorme cappella in bocca, ma poi iniziò a leccarlo in tutta la sua lunghezza mentre si toccava senza tregua.

M’alzai in piedi e senza più alcuna remora le dissi quello che volevo.
“Che aspetti a fottermi ? Non vuoi più vedermi godere ?”
Lei non mi rispose, ma slegò la cordicella che avevo fra le gambe e mi portò sul divano dove mi fece sdraiare prima di salirmi sopra. Il fallo quasi scivolò in me senza alcuna fatica tanto era la mia voglia immensa d’essere scopata, ed un primo orgasmo mi sconvolse poco dopo, facendomi urlare di piacere. Ma Magda non si voleva certo fermare li, rallentò un momento per poi farmi girare e riprendermi a scopare più forte di prima.
“Sei proprio una gran troia ! Lo prendi come se fosse un cazzetto qualsiasi, ma voglio vederti quando lo prenderai nel tuo bel culo.”
Ebbi un attimo d’esitazione, ma poi la maiala che &egrave in me esplose in tutta la sua troiaggine.
“Vuoi il mio culo.” le chiesi aprendomi le chiappe con le mani “E allora prenditelo, ma fallo adesso !”
“Certo che te lo sfondo, inizia ad urlare puttana !”
Lei sfilò il fallo dalla fica ed iniziò ad incularmi, le dimensioni della cappella le impedirono un’entrata troppo veloce, ma fu lo stesso un piccolo olocausto e non urlai dal dolore solo per orgoglio. Pensai alla fortuna di aver preso in culo il cazzo del giovane nero che mi aveva già ben aperta. Alla fine sentii il suo corpo contro le mie chiappe, era tutto dentro, ma soprattutto stavo godendo.
Magda però mostrò sino in fondo il suo sadismo, cominciò a tirarlo fuori del tutto per poi penetrarmi sempre più velocemente procurandomi dei dolori incredibili, ma anche un piacere mai provato.

Paola aveva ormai il buco del culo completamente sfondato dopo quel continuo dentro e fuori. Poi però Magda le strinse i fianchi e prese ad incularla senza più far uscire il fallo e mia moglie a godere con più intensità.
Io avevo il cazzo che mi stava esplodendo nei pantaloni, non l’avevo mai vista prendere una bestia del genere anche se finta, ma le leggevo in faccia il piacere che stava provando e gli orgasmi che aveva senza soluzione di continuità.
Alla fine Magda la lasciò sfinita sul divano e venne verso di me visibilmente soddisfatta.
“Scommetto che avresti una gran voglia di farti una sega non &egrave vero ?” mi chiese con un ghigno. “Però stasera sono buona ed avrai qualcosa in più. Ann vieni qui e fai un bel pompino a questo cornuto, e mi raccomando bevi tutto o ti frusto tutta la notte.”
Ann corse ai miei piedi e mi slacciò velocemente i pantaloni per tirare fuori il mio pene ormai prossimo ad esplodere. Anche se era decisamente inesperta a prenderlo in bocca, o almeno così mi parve, venni quasi subito e lei bevve tutto il mio sperma.
Poi io e Paola ci rivestimmo per tornare di sotto mentre Magda si faceva leccare i piedi da Ann ormai completamente sottomessa al suo volere con nostro grande disgusto. Provata com’era, mia moglie mi chiese di lasciare al più presto la festa e così, dopo i saluti di rito, tornammo a casa.
Inutile dire che una volta sul letto lei crollò subito mentre io rivedevo ogni scena accaduta quella sera, di certo avrei chiesto delle spiegazioni ad Ann, ma quell’epilogo non mi era affatto dispiaciuto.

Invito tutti a visitare il mio piccolo blog
http://serenathemiss.wordpress.com/ Dopo la mia festa di compleanno non rividi più Ann, che sparì senza dare alcuna spiegazione.
La penetrazione estrema avuta con Magda mi lasciò il desiderio sempre più incontrollato di rapporti simili e poco importava se fossero con uomini o con donne. Girai, in particolare, una scena di masturbazione in cui mi infilai dietro una serie di palline anali di dimensioni ‘assurde’ per poi fare un’orgia che non fu altro che un susseguirsi di penetrazioni multiple.
Antonello all’inizio era ben felice di questa mia nuova ondata di porcaggine, ma col tempo cominciò a chiedermi se lo facevo solo per scena o per altro.
“Vedi amore.” cercai di spiegargli “E’ che ormai non ho nuovi stimoli e non solo sul set. Non riesco a trovare qualcosa che mi ecciti di più che un paio di cazzoni che mi scopano in culo senza darmi tregua, so che prima o poi dovrò fermarmi anche perch&egrave provo sempre meno piacere in quello che faccio, ma mi rendo conto che tu non possa capirmi del tutto.”
“E perch&egrave ?” mi chiese cercando di capire quello che mi stava succedendo
“Perch&egrave tu non l’hai mai preso nel culo !” gli risposi ridendo.

In effetti Paola aveva ragione, avevo si segato o spompinato alcuni uomini, ma il mio essere passivo si era sempre fermato li. Non che non fossi attratto dall’idea di prenderlo nel culo, ma avevo sempre dubbi e timori che mi fermavano impedendomi d’andare sino in fondo.
Sino a quando, discutendo con Carlo per un nuovo film, il discorso non venne riaperto in maniera del tutto casuale.
“Sai, sarebbe una bella novità vedervi tutti e due prenderlo insieme trovo l’idea di una marito completamente passivo una via da esplorare. Ovviamente non ti chiedo di rispondermi subito, ma almeno dimmi che ci penserai”.
“Lo farò Carlo, solo dammi qualche giorno.” gli risposi capendo che prima o poi avrei fatto il gran passo.
Tornati a casa ne parlai con Paola la quale si dimostrò entusiasta ponendo però una ben precisa condizione.
“Voglio essere io a sverginarti.” mi disse molto seriamente “In fondo credo che tu me lo deva.”
“Certo amore, sarei stato io a chiedertelo, anche perch&egrave tu conosci tutte le mie paure.”
“Va bene però non stasera, sono troppo stanca per dedicarmi a te con la cura che meriti, però domani dopo cena il tuo culo salta.” mi rispose ridendo e andandosi a preparare per la notte saltellando dalla gioia.

Il giorno dopo andai sui set per prendere qualcosa di utile per la serata, e mentre stavo scegliendo i giochini giusti arrivò Bree, allegra come sempre.
“Che fai rubi i ferri del mestiere ?” mi chiese ridendo.
“No che dici. In realtà non so cosa mi possa servire, sembrerà strano ma sono molto indecisa su cosa prendere.” le risposi pensierosa davanti agli scaffali dei dildi.
“Dipende cosa ci devi fare o sbaglio ?”
“Sverginare mio marito.” dissi pentendomi subito per quello che m’era appena uscito dalla bocca.
“Mmmmh interessante, ora però mi dici tutto.”
Le raccontai tutto quello che era successo, lei non mi fece alcuna domanda se non alla fine.
“Dimmi solo che non lo vuoi fare da sola.”
Capii al volo le sue intenzioni, ma trovai estremamente eccitante sverginare mio marito con un’altra donna, così le chiesi se voleva partecipare come se non sapessi già la sua risposta.
“Certo che si ! Non ci rinuncerei per nulla al mondo, però ora prendiamo le cose giuste iniziando dal gel.”
In pochi minuti mi ritrovai in borsa alcuni strap-on, dei plug ed un flacone formato famiglia di lubrificante. Poi tornai a casa per preparare la cena da perfetta casalinga, nulla di pesante ma solo d’estremamente proteico.

Più che mangiare si può dire che divorai la cena, e non certo per troppo appetito. Non vedevo l’ora che finissimo per poter andare in camera da letto e vedere come mi sarei comportato in quella nuova situazione. Paola invece era molto calma anche se non perdeva occasione di lanciarmi sorrisini ironici. Ma finita la cena non ebbi il coraggio di chiederle cosa aspettasse a portarmi in camera da letto sino a quando non suonò il campanello e la vidi andare alla porta.
Era Bree vestita fin troppo elegantemente per una semplice visita serale, si salutarono con un lungo e languido bacio in bocca che iniziò a farmi pensare ad un accordo fra loro due.
“Allora bel maschione.” mi disse Bree con tono sensualissimo “Sei pronto a diventare la nostra femmina da monta ?”
“Si si.” risposi spogliandomi velocemente e rimanendo presto nudo.
Loro si tolsero i vestiti a vicenda sfoggiando entrambe lingerie in pelle nera, poi andarono a prendere una borsa in tela dalla quale estrassero due strap-on non troppo grossi. L’indossarono aiutandosi l’una con l’altra e dicendomi che sarei stato la loro puttana per tutta la sera.
“Vedi il culo di tua moglie.” mi disse Bree mentre Paola si era girata di spalle e chinata in avanti “Ecco il tuo dopo che ci saremo divertite non sarà tanto più stretto del suo. E’ da quando ti ho conosciuto che non vedo l’ora di mettertelo dentro e farti diventare frocio, oltre che cornuto. Ora mettiti a pecora che iniziamo a divertirci.”

Come Antonello si mise a carponi Bree si andò a sedere sulla sua schiena e gli aprì le chiappe con le mani.
“Dai inizia a leccarglielo, vedrai come si eccita il porcello.” mi disse quasi facendomi capire che non era la prima volta che inculava un uomo.
Così iniziai a passare la lingua intorno al buchetto di mio marito e, come aveva previsto Bree, il cazzo gli diventò subito duro come il marmo. Poi mi bagnai un dito e con molta calma inizia a penetrarlo. Avevo paura di fargli male e che il dolore lo inibisse nel futuro, ma invece il dito entrò senza molta fatica. Così anche Bree gliene infilò uno dei suoi, ma questa volta mio marito ebbe qualche gemito di dolore anche se molto breve.
Sempre più eccitata continua a leccargli l’ano e masturbarglielo con maggior foga, ma quando decidemmo di mettere un terzo dito non ci riuscimmo, bloccate subito dai suoi fraseggi sconnessi ma di chiara sofferenza.
“Lascia stare.” mi disse Bree “Ora prendiamo il gel e poi vedi come ne entrano quattro.”
Lei prese il flacone e dopo averne fatto cadere un po’ sul solco delle chiappe quasi gli fece un clistere di lubrificante inserendogli la cannuccia dentro lo sfintere e schiacciando il flacone con forza. Il gel uscì dal suo culo ed io subito gli infilai tre dita dentro questa volta senza fatica ne dolore da parte sua.

Paola mi stava scopando il culo con le dita ed io godevo come un pazzo, ma nonostante ciò non riuscivo a venire. Era come se mi mancasse qualcosa sino a quando Bree non mi fece sedere in poltrona con le chiappe di fuori. Paola tornò subito a penetrarmi mentre l’altra iniziò un lentissimo pompino eseguito a regola d’arte. Sentivo le labbra stringere il mio cazzo mentre la lingua ci girava intorno senza sosta e ben presto ebbi un orgasmo senza alcun preavviso. Le venni in bocca e lei invece d’arrabbiarsi mi sorrise, poi però aprì la mia e ci rovesciò dentro tutto il mio sperma che bevvi senza fiatare.
“Ma bravo il mio porcellino ! Ti basta un mezzo pompino per sborrare come un pivello ! Adesso però penso sia giunto il momento di toglierti quel ridicolo rimasuglio di mascolinità, vero Paola ?”
mi disse Bree toccandosi lo strap-on come se volesse masturbarsi.
“Certo.” rispose subito mia moglie “Solo rimettiti alla pecorina che mi piaci di più.”
Non feci in tempo a mettermi carponi che mi ritrovai il fallo di Bree in bocca e quello di Paola puntato sull’ano. Cercai di rilassarmi il più possibile e così sentii la cappella entrarmi dentro provando solo un leggero fastidio. Paola si fermò per fare in modo che i miei muscoli si abituassero ad essere più aperti, poi lentamente mi entrò dentro.

Finalmente lo penetrai completamente e quasi ebbi un orgasmo solo nel vederlo inculato da me. Poi, dopo qualche attimo in cui rimasi ferma, cominciai a scoparlo, prima pochi centimetri, ed infine per tutta la lunghezza del mio bel cazzo finto.
“Allora vedo che ti piace, non mi sembra che i tuoi siano gemiti di dolore.” gli chiesi per essere sicura che gradisse la sodomia.
“Si e poi sei così dolce…” mi rispose mugolando come una vergine che ha appena perso il suo candore.
“Voglio farti godere amore mio.” gli dissi “E poi per farti fare la puttana c’&egrave sempre tempo.” continuai strizzando l’occhio a Bree.
Non ero mai stata una guardona, ma vedere mio marito prenderlo nel culo, o forse vederlo mentre ero io a fotterlo, mi dava uno strano piacere mai provato. Così andai avanti a lungo sino a raggiungere quasi l’orgasmo. Allora mi liberai dello strap-on e lasciai il posto a Bree, per andarmi a sedere davanti a lui ed ordinandogli di leccarmela.

Bree all’inizio fu dolce come Paola, ma poi prese ben altro ritmo. Non che mi facesse male, ma i suoi colpi erano più frequenti e decisi, mi teneva i fianchi e faceva quasi in modo che fossi solo io a muovermi, impedendomi di leccare la fica di mia moglie che smaniava dalla voglia. Capii ben presto che Bree non voleva farla venire riservando per se questo piacere, così m’abbandonai a lei. Com’era successo prima però nonostante avessi il cazzo durissimo e l’eccitazione al massimo non riuscivo ad avere neppure io l’orgasmo, e soprattutto cominciai a sentire male per la lunga cavalcata a cui ero sottoposto. Bree se ne accorse così allungo una mano e me lo meno brevemente, facendomi venire di nuovo.
“Non sei neanche buono a fare la puttana !” urlo Bree “Per godere devi toccarti il cazzo ! E non sei neanche capace a far godere tua moglie ! Paola andiamo di la che ci penserò io a te, e tu rimani fuori, se vuoi puoi guardarci dalla toppa della serratura magari con un bel plug su per il culo.” concluse ridendo.
Per la prima volta in vita mia mi sentii umiliato, ma come le due donne chiusero la porta della camera da letto m’inginocchiai davanti all’unica apertura che mi permetteva di vederle.

Bree mi buttò sul letto per poi cambiarsi lo strap-on indossandone uno molto più grande, poi si sdraiò su di me ed iniziò a baciarmi appassionatamente. Sentivo il suo fallo di gomma sfregarmi sulla passera ed aprii le gambe per cercare di farlo scivolare dentro, ma lei bloccò ogni mia iniziativa sul nascere.
“No stasera faremo a modo io. Devi capire che l’orgasmo agognato da più piacere di quello che viene subito.” mi disse guardandomi negli occhi con dolcezza.
“Ma io lo voglio !” cercai di protestare non troppo convinta dalle sue parole.
“Fidati Paola, lascia che ti guidi io verso una nuova forma di piacere.”
Come finì di parlare cominciò a baciarmi e mordermi il collo con dolcezza, la sua bocca sembrava non essere mai sazia del mio corpo, neanche quando scese molto lentamente sul mio seno ed iniziò a giocare coi capezzoli. Mi sembrava quasi dovessero esplodere per quanto li avevo duri, lei li tirava delicatamente coi denti mentre ci sbatteva contro la lingua, e le sue mani mi palpavano le mammelle ora con forza ora con amore.
Era forse dall’inizio della mia storia con Antonello che non avevo dei preliminari così lunghi, il problema &egrave che non eravamo all’inizio di un rapporto, ma ne uscivo da uno con mio marito.
Quando poi arrivò al mio sesso ebbi la sensazione d’impazzire del tutto. Bree leccava e succhiava le grandi labbra alternando un leggero massaggio sul clito, per poi bere tutto il piacere che mi colava fra le gambe e riniziare dal principio.

Più che vedere, sentivo Paola mugolare di piacere il che m’eccitava in maniera particolare. Dalla mia infelice posizione riuscivo solo a vedere il gran culo di Bree che era inginocchiata fra le gambe di mia moglie.
Preso dalla foga andai alla borsa dalla quale le due donne aveva tirato fuori i loro strap-on e trovai uno strano dildo a forma di esse. Compresi ben presto il suo scopo e così, dopo averlo ben lubrificato col gel, tornai davanti alla porta. M’infilai con tutta calma il dildo nel culo e mi presi il cazzo nell’altra mano per segarmi senza fretta sperando di vedere presto mia moglie scopata come lei stessa voleva.

“Sei più puttana di me ! Sto impazzendo senza venire !” le urlai contro in preda al piacere.
“Vedo che inizi a capire piccola mia.” mi rispose mentre si metteva a carponi al mio fianco.
La sua bocca ritrovò subito la mia e ci perdemmo in un lungo gioco di lingue scambiandoci i miei umori e le nostre salive. Bree mi toccava senza tregua, le sue dita percorrevano il mio spacco sfiorando appena il clito senza entrarmi mai dentro. Ma nonostante mi negasse l’orgasmo godevo tantissimo, ben sapendo che prima o poi sarebbe arrivato anche quel momento. Continuava a muoversi su e giù per il mio corpo in modo apparentemente illogico, ma in realtà faceva in modo di non stimolare troppo a lungo lo stesso punto. Mani e bocca sapevano bene dove come muoversi, mentre io gemevo senza sosta. Ormai avevo smesso di chiederle di farmi venire ed assaporavo quei momenti, per me insoliti, con avidità.
Non so quanto tempo passò ad eccitarmi, ma non fu certo poco. Bree dimostrò una conoscenza del corpo femminile e dei suoi punti sensibili che non avevo mai riscontrato in nessuno.
Quando si sdraiò invitandomi a salirle sopra quasi volevo rifiutare desiderosa di continuare quel lunghissimo preliminare. Però una parte di me voleva farla finita e così le montai sopra ed immediatamente m’infilai il suo fallo dentro.
“Sii finalmente !” dissi quasi liberandomi di un peso “Cazzo se lo voglio dentro ! Dimmi quello che vuoi ma un cazzo &egrave sempre un cazzo anche se finto.”
Lei rimase in silenzio mentre mi muovevo freneticamente alla ricerca della vetta del piacere che arrivò quasi subito. Ma non ebbi il tempo di farlo scemare che Bree prima m’abbraccio e poi mi fece finire sotto di lei senza far sfilare il fallo.
“Adesso ti scopo io !”
Mi cavalcò selvaggiamente sapendo che non desideravo altro che sentirmi del tutto sua, un’amante puttana da scopare senza sosta per far uscire la puttana che &egrave in me.
“Sii fottimi, fammi godere ! Qualunque cosa dica non smettere di scoparmi, ti prego !”
“Stai tranquilla che te la sfondo questa bella fica !” mi rispose afferrandomi le gambe per fare ancora più forza.
Bree era una furia scatenata, ma soprattutto aveva un gran bel fiato e mi scopò a lungo, facendomi avere un numero impressionante d’orgasmi. Non facevo in tempo a venire che lei riprendeva il suo ritmo fatto d’affondi furibondi, e dopo che mi fece girare facendomi finire col culo all’aria fu ancora più feroce. M’aspettava che da un momento all’altro me lo infilasse dietro ed invece non degnò di nessuna attenzione il mio buchetto se non con qualche leggera toccatina.
Quando finì eravamo entrambe distrutte ma non volevo certo lasciare una donna così senza ricambiare tutto il piacere che mi aveva donato.

Paola visibilmente provata, sfilò lo strap-on di Bree, e si tuffò con la faccia fra le sue cosce. Vidi Bree contorcersi dal piacere sotto le leccate di mia moglie, che pur non amando troppo quel gesto, era davvero brava. Ma eccitato com’ero sbattei contro la porta e lei se ne accorse immediatamente. Si alzo di scatto e venne alla porta trovandomi inginocchiato e con quello strano dildo nel culo.
“Ma sei proprio un porco !” esclamò furiosa “Non ti sai proprio accontentare di quello che ti do ! Ora però mi hai fatto incazzare sul serio, vieni qui che ti do una bella lezioncina.”
Mia moglie non si era mai comportata da sadica nei miei confronti e fui stupito di quella sua reazione ma, nonostante questo, entrai in camera restando in piedi davanti al letto in attesa dei suoi ordini.
“Piegati in avanti che ti riempo per bene il culo.” m’ordinò perentoria.
Eseguii (il suo ordine) sotto lo sguardo divertito di Bree e, non appena mi fui abbassato fui penetrato da un plug abbastanza grosso.
“Guarda come sei già sfondato ! Sai che non vedo l’ora di vederti con un bel bastone di carne piantato nel culo ! Ora va a sederti che prendo due foulard.”
Una volta che fui sulla sedia Paola mi bendò per poi legarmi le mani dietro la schiena.
“Non voglio che ti tocchi e non ho neanche voglia di controllarti. Ma stai tranquillo che non te ne pentirai.” mi disse prima di darmi un bacio sulla fronte.

Mi girai verso Bree che stava ridendo, anche se cercava di mascherarlo, ma che di certo non aveva perso un certo tipo d’appetito.
“Se non sbaglio abbiamo interrotto un discorso.” le chiesi con voce carica di malizia.
“In effetti si, ma penso anche che tu voglia concluderlo.” mi rispose con tono molto simile al mio.
“Certamente.” dissi prendendo lo strap-on che aveva usato lei con me ed indossandolo con tutta calma “E voglio proprio vedere se ho imparata la lezione.”
Mi sdraiai su di lei per baciarla, la sua bocca era già aperta in attesa della mia e ci rituffammo in un interminabile intreccio di lingue scambiandoci il nostro sapore. Poi feci come aveva fatto lei e scesi lentamente lambendo ogni lembo della sua pelle con la bocca sino ad arrivarle in mezzo alle gambe. Cominciai allora a leccarle l’interno delle cosce avvicinandomi sempre più al centro del piacere, ma evitandolo accuratamente il più a lungo possibile. Ma quando c’arrivai fui quasi sconvolta dall’aroma dei suoi umori che, colando, arrivavano fino al letto formando una piccola pozza. Bree aveva di suo un odore selvatico, ma non sgradevole, anzi molto attraente e, quando era eccitata, questa sua particolarità diventava molto più accentuata. Leccai tutto riempiendomi il palato del suo sapore che mi eccitava talmente tanto che dovetti toccarmi.
“Così non vale !” protestò lei “Tu non sei corretta.”
“Hai ragione ora smetto.” le risposi alzando le mani quasi in segno di resa “Ma mi fai impazzire anche quando rimani ferma !”
Presi allora il fallo e lo sfregai sulla sua passera che si aprì come un fiore davanti al sole, le sue grandi labbra erano tanto gonfie da sembrare quasi irreali, e Bree cominciò a gemere sempre più forte ad ogni passaggio di quel cazzo finto sul suo spacco.
Non so se avevo più voglia io di scoparla o lei di farsi fottere, in ogni caso all’improvviso le infilai il fallo dentro spingendo con tutte le mie forze e riempiendola del tutto.
“Sii dammelo tutto ! Fottimi fino a sfinirmi !” urlò in preda al piacere.
“Ti sfondo tutta !” le risposi spingendo sempre di più “Ti voglio spaccare questa bella fica che hai, gran puttana che non sei altro !”
Vidi l’orgasmo deformarle il viso in una smorfia di piacere ma non smisi un solo attimo di scoparla, anzi pùi lei veniva e più saliva in me la voglia di fargliene avere un altro ancora più violento. Alla fine raggiunsi l’orgasmo insieme a lei per poi fermarmi e cercare di nuovo la sa bocca per l’ennesima slinguata.

Non le sentivo più gemere o urlare, segno che entrambe erano venute e senza forze.
Ma poco dopo mi ritrovai un oggetto davanti alla bocca e una mano che mi spingeva la nuca in avanti. Capii subito, dal profumo che emanava, che era lo strap-on ricoperto dal piacere di Bree e lo leccai subito per poi ritrovarmelo in bocca e succhiarlo con ancora più impeto.
“Brava la mia puttanella.” mi disse mia moglie “Lecca bene che ho voglia di scoparti di nuovo.”
Eccitato dalle sue parole aumentai il ritmo mentre una sua mano scivolava sul mio cazzo per stringerlo non certo dolcemente. Poi Bree mi liberò le mani e mi tolse il foulard davanti agli occhi e vidi subito lo sguardo d’intesa fra le due donne, come se sapessero già cosa fare anche senza dirsi nulla.
Paola si sdraiò sul letto ordinandomi di mettermelo dentro da solo, mentre Bree mi tirava fuori il plug dal culo facendomi quasi fare lo stesso rumore di quando si stappa una bottiglia di champagne.
Avevo ormai il culo tanto largo che m’impalai senza alcuna difficoltà, il cazzone mi scivolò nello sfintere regalandomi sensazioni di pienezza uniche che prima non avevo provato. Bree iniziò subito a toccarmi i genitali mentre Paola spingeva dal basso e facendomi sentire più puttana di lei.
“Ti piace vero porco che non sei altro !” mi sussurrò Paola all’orecchio “Stai diventando una troia da culo peggio di me. Ho come l’impressione che la prossima volta dovrò prendere uno strap-on più grande per farti godere.”
“Si amore fammi quello che vuoi … cazzo se godo e se mi piace ! Fammi sentire come te … ti prego.”
Mia moglie mi fece alzare e sdraiare sulla schiena, poi mi penetrò di nuovo ma molto più violentemente e cominciò subito a fottermi di gran carriera. Bree dal canto suo mi mise la fica in faccia e non mi ci volle molto a capire che voleva essere leccata, cosa che feci molto volentieri. Quando Paola me lo prese in mano venni quasi subito inondando la sua mano che poi leccai avidamente assaporando il mio stesso sperma, che poi dividemmo come un bene prezioso, baciandoci a vicenda fino a ritrovarci tutti e tre quasi senza saliva.
Eravamo stanchissimi ma decisamente appagati, Bree si fermò a dormire da noi e le preparai la stanza degli ospiti in tutta fretta. Io e Paola ci ritrovammo sul letto nudi ma quasi incapaci di darci il bacio della buonanotte e crollammo subito addormentandoci abbracciati come sempre.

Invito tutti a visitare il mio piccolo blog
http://serenathemiss.wordpress.com/

Leave a Reply