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Tempi Moderni – 7 parte: I maranza scopano forte (2 capitolo – il giorno più brutto della mia vita)

By 21 Aprile 2026No Comments

Questi racconti sono frutto delle vostre storie: scrivimi a patrullagonzo@gmail.com anche per commenti e pareri.

Come spesso capita nella vita, le cose non andarono subito nel verso sperato. Quando ci fu da accordarci sulla data apparve evidente che era impossibile mettere tutti d’accordo tra cicli, persone che avevano impegni e capricci vari. Adam così cercò di prendere tempo e alla fine il Ciccione disse basta e si rivolse verso altri lidi. Io ero molto deluso mentre Giada appariva come sollevata. Quasi in contemporanea però ci fu una cosa che giocò a mio favore: la famiglia della mia ragazza infatti disse che doveva diminuire i soldi mensili che le giravano. Lei trovò subito un piccolo impiego che però si rivelò presto essere solo fuffa, così ora quei soldi le avrebbero – e ci avrebbero – fatto molto più comodo.

Durante un aperitivo parlammo della cosa con Mirko e Micaela e anche loro sottolinearono come a quei soldi ci avevano fatto la bocca e che già avevano programmato come spenderli. Parlando poi da solo con Mirko fu chiaro che anche per lui in fondo era più una cosa che intrigava dal punto di vista sessuale, anche se l’aspetto economico di certo era importante. Dopo un paio di birre si sbottonò dicendo che la sua più grande curiosità era quella di vedere la sua ragazza scopata da altri. Per me che sognavo di scoparla era senza dubbio una dolce musica. Il problema era che il gruppo della cena ormai si era diciamo sfaldato tra mille litigi. Così decidemmo di tirarci definitivamente fuori da quel giro e di cercare di parlare direttamente con Adam.

Lo beccai in facoltà e gli spiegai che avevamo bisogno di soldi. Lui mi disse che vedeva quello che poteva fare, poi dopo alcuni giorni mi cercò spiegandomi che dovevamo – tutti e quattro – andare da un fotografo per fare una sorta di book e che qualche “lavoro” poi sarebbe spuntato fuori. Accettammo e il giorno stabilito ci recammo insieme allo studio di un fotografo, Giacomo che già avete conosciuto (vedi capitolo 3). Devo dire che per certi versi fu imbarazzante: inizialmente le foto vestiti ok, poi vedere Giada nuda davanti a estranei non mi lasciò indifferente. Anche lei era un po’ a disagio, ma quando vidi Micaela nuda e in pose plastiche, beh mi venne duro all’istante e per fortuna mi ero già rivestito. Mirko anche era a disagio, ma credo più per il dover mostrare la sua scarsa dotazione.

Comunque a prescindere ne valse la pena, con entrambe le ragazze che furono chiamate alcune volte a fare le hostess in vari eventi: i soldi non erano tanti, la sera avevano i piedi e la schiena a pezzi però quelle entrate facevano comodo. Aspettavamo però ben altre proposte e alla fine una arrivò. Adam ci disse di andare dal fotografo insieme e, una volta lì, Giacomo ci spiegò che c’era una persona che cercava cinque ragazze, che pagava mille a ragazza per stare due ore con loro più mille poi a quella che secondo lui era più meritevole. Anche in questo caso non c’erano limiti alle richieste del “cliente”.

Le due ragazze chiesero come fosse quest’uomo – bello, brutto, giovane, vecchio, dotato etc.. -, allora Giacomo fu molto chiaro: se vogliono fare questi lavori devono essere pronte ad andare con tutti. In più noi fidanzati potevamo accompagnarle, restare nella struttura descritta con una villa isolata, ma senza essere presenti dove erano i sei. I timori erano sempre gli stessi: Giada non voleva tradire, le paure generali dello sconosciuto e di pratiche che magari potevano essere troppo spinte per lei. Però cinque ragazze e un uomo… di certo poi non sarà un vecchio. Così visto anche che entrambe non erano in rosso e che comunque mille euro erano una boccata d’ossigeno, accettammo.

L’appuntamento era per una mattina in una sorta di villetta poco fuori Roma adibita a B&B. Ci accolse un ragazzo italiano – giovane e carino, bello muscoloso e tutto tatuato ma dall’aspetto e i modi di fare molto gentili – e un energumeno dell’est, Valentin vedi capitolo 2. Ci chiesero se fosse la prima volta, ci tranquillizzarono e ci accompagnarono nel piano superiore dove c’erano delle camere. Le ragazze avevano molti bikini e scarpe con tacco a disposizione, fecero la loro scelta e poi si truccarono. Eravamo in silenzio e serpeggiava un certo nervosismo. Poi arrivò un’altra ragazza – Nina, già l’avete conosciuta nel capitolo 3 – e poi un’altra, molto rifatta. Loro erano già abitudinarie della cosa e si preparavano come se fosse una cosa normale per loro, dando consigli con modi gentili a Giada e Micaela. Poi arrivò una sorta di bambolina – Carola, vedi capitolo 1 – che era accompagnata da una ragazza più grande: Pamela, anche lei vedi stesso capitolo, che però non avrebbe partecipato.

Pensavo che quell’uomo sarebbe stato molto fortunato, cinque gnocche e soprattutto culi del genere a disposizione solo sua… anche Carola disse che era la prima volta, ma che il ragazzo non sapeva nulla e per quello si era fatta accompagnare dall’amica. Io rosicavo per il fatto che sarei dovuto restare manco in panchina, ma in tribuna, poi vennero i due uomini a dare i soldi alle ragazze e a chiedere se fossero pronte. Chiese loro chi voleva l’afrodisiaco e tutte lo presero. Poi le accompagnarono sotto dicendo che qualsiasi cosa c’erano dei pulsanti da premere e loro due subito sarebbero arrivati, ma che tutto sarebbe andato bene. Giada si avvicinò a me: tremava un po’, mi sussurrò che mi amava, mi diede un bacio e poi con passo incerto per via dei tacchi alti a cui non era abituata la vidi scendere le scale insieme alle altre.

Dal piano di sopra non si sentivano voci o rumori, non capivamo assolutamente cosa stesse succedendo e ce ne stavamo in silenzio in disparte. Il tempo sembrava non passare mai, con Pamela che chiacchierava in tono amichevole con i due uomini, come se fossero vecchi amici. Poi ci coinvolsero nel discorso, ci chiesero come ci sentivamo e ci rassicurarono sul fatto che l’avvocato, il fortunato che era sotto con le ragazze, fosse un tipo sì molto porcellino, ma comunque tranquillo e anche di aspetto gradevole. Mirko provò a chiedere se poteva sbirciare, ma questo non fu possibile.

Poco dopo che erano passate due ore ecco che tornarono le ragazze. Giada si era rimessa il costume, camminava sempre a fatica sui tacchi e aveva il trucco tutto sfatto, con le chiappe del sedere visibilmente arrossate. Le altre erano mezze o totalmente nude e con l’aria quasi stanca: Carola aveva della sborra che ancora le colava dal seno incredibilmente sodo anche se non grandissimo. Tutte però erano abbastanza sorridenti, ma stanche. “Devo fare una doccia, comunque tutto ok” mi disse Giada abbracciandomi. Arrivò poi uno dei due bodyguard che dette altri soldi a Nina che aveva ricevuto il “premio” extra dal cliente.

Ora ero più tranquillo, ma anche molto più eccitato. Le ragazze si salutarono in maniera affettuosa e, mentre eravamo al parcheggio invitammo Pamela e Carola a pranzare con noi in un ristorante lì vicino e loro accettarono. Prima in macchina e poi – sottovoce – al tavolo, le ragazze ci raccontarono come era andata. Tutte furono concordi sul fatto che era stata comunque un’esperienza positiva, divertente e anche piacevole, sottolineando come l’avvocato fosse un uomo sulla cinquantina comunque molto carino – Carola disse proprio “bono” – e atletico, con un bel fisico palestrato e un cazzo normale ma molto duro: sicuramente aveva preso il viagra o altro visto che sborrò due volte senza accennare a smosciarsi.

Per loro l’afrodisiaco è stato il modo migliore per vincere l’imbarazzo e la paura. Carola che mai l’aveva preso ammise che aveva avuto orgasmi incredibili e ripetuti, mentre Giada e Micaela confermarono tutte le splendide sensazioni già provate. Sopratuttto per tutte e tre fu la scoperta dei piaceri dei giochi tra ragazze. L’uomo infatti le baciava e le invitava a fare altrettanto tra di loro, spingendole poi a leccarsi, toccarsi e giocare con cazzi finti e altri giochini. L’avvocato prima di fece spompinare in gruppo, poi le scopò e inculò a ripetizione. Il discorso poi cadde sul fatto che però Nina, più esperta, era più disinibita e porca, portandosi a casa così i mille extra.

Pamela così – che diverse volte è stata nella stessa situazione delle ragazze – spiegò loro che era normale, che comunque erano state bravissime e che le serviva solo più esperienza e pratica con certe cose per poter guadagnare ancora più soldi. Raccontò che all’inizio era stata dura: suo marito – a sua detta molto dotato – era stato “ingaggiato” per diverse serate, ammettendo come all’inizio fosse dura accettare di saperlo – o anche vederlo – con altre, e viceversa.
Però al tempo stesso come questo giro li ha molto aiutati economicamente e non solo, visto che pure i loro lavori “normali” erano stati trovati o agevolati da loro. Però raccontò di tanti cazzi presi, di ogni dimensione e colore, di doppie penetrazioni anche anali, di docce di sperma e pipì ricevuta addosso e anche bevuta. Naturalmente una più è audace e più guadagna, altrimenti ci si può accontentare di meno.

Finito il pranzo le ragazze si scambiarono i numeri e offrirono loro – ci mancava -, poi in macchina Micaela tornò sul fatto che forse Nina era stata un po’ stronza e che doveva migliorare in certe cose quando scopava. Giada invece era più timorosa dopo aver ascoltato le parole di Pamela. Io avevo il cazzo durissimo, poi quando a casa entrammo in camera Giada iniziò a raccontarmi i particolari, facendomi sborrare a ripetizione segandomi e succhiandomi.Disse che all’inizio era nervosissima e che le è piaciuto molto giocare con le altre ragazze, anche con Micaela leccandosi a vicenda. Poi che l’uomo l’aveva inculata a pecora insieme alle altre, tipo messe in fila e passava da un culo all’altro. Beato lui…

Io le dicevo che non ero incazzato, anzi che noi saremmo potuti diventare come Pamela e il marito che ora hanno una famiglia e lavori stabili. “Questo sarebbe un sogno, ma io non credo di poter fare quello che ha fatto lei” fece lei con aria quasi triste. Nei giorni successivi anche io venni chiamato per due giorni a fare come da maschera in un evento, ma soprattutto Mirko e Micaela se ne uscirono con una proposta che a me fece ribollire il sangue. L’idea era quella di una sorta di allenamento per le ragazze, così da poter essere molto più sciolte e disinibite negli incontri successivi. Avevano scritto a Carola e lei era favorevole alla cosa – anzi, aveva pensieri proprio spinti -, Giada invece nicchiava anche perché c’era da capire come organizzare.

Per prima cosa c’era da capire chi potessero essere i maestri e ci fu naturale parlare con Adam. Dopo qualche giorno ci incontrammo io, lui e Mirko e ci fece una proposta: il cugino – Mehdi, il calciatore poco più che maggiorenne – voleva festeggiare e avrebbe pagato mille a testa le tre ragazze per scoparle insieme a lui, all’altro cugino Hassan e a Valentin, l’energumeno rumeno che avrebbe garantito così la possibilità di andare in villa e Giacomo, il fotografo, per l’afrodisiaco. Io protestai dicendo che anche io volevo partecipare e scopare, con Mirko che si unì alla mia richiesta. Così ci aggiornammo direttamente al giorno dopo e Adam ci disse ok, così ne parlammo con le ragazze.

Miceala e Carola accettarono subito, Giada invece no spaventata dal numero degli uomini e da Valentin che la disgustava. Due ore in quella situazione non pensava di reggere anche perché, per come è di carattere, se poi accetta allora si impegna con tutta se stessa. Dopo una pressante opera di convincimento da parte mia e di Micaela alla fine accettò e si ricombinò una data – un lunedì – dove tutti erano disponibili e le ragazze non in rosso. Potete immaginare quanto fossi eccitato all’idea di scopare le altre due ragazze e poco mi importava se la mia ragazza sarebbe stata scopata da tutti.

Prima di organizzare Adam ci aveva detto che il cugino calciatore è un tipo un po’ particolare, un vero maranza fumantino e con un carattere spavaldo e dominante, specie a parole. Però è un bel ragazzo, con un bel fisico, il doppio taglio e l’aria sveglia. Anche quella volta noi arrivammo prima insieme ad Adam, Valentin ci aprì e le ragazze si prepararono mettendosi in bikini. Poi sentimmo delle voci e Adam tornò con i soldi e l’afrodisiaco che prendemmo, poi ci disse che quando eravamo pronti potevamo scendere sotto.

Giada sembrava tranquilla, con i capelli tutti tirati all’indietro e raccolti e il trucco leggero che valorizzava il suo splendido viso da brava ragazza. Micaela invece era truccata più pesante al pari di Carola, con il che andava al suo ragazzo ignaro che la fidanzata non fosse a un lavoro ma a prostituirsi. Scendemmo e ci ritrovammo in un grosso salone con tutti divani e tappeti e, quella che pensavo sarebbe stato il momento più arrapante della mia vita, si trosformò subito in un incubo. “Ah ecco le troie” fece Mehdi iniziando subito a toccarle.

Nonostante l’eccitamento e l’afrodisiaco, vedere di colpo Giada circondata da uomini che la toccavano e baciavano per me fu uno shock. Valentin e Giacomo avevano dei cazzi simili, non tanto lunghi ma duri e abbastanza larghi: il fotografo poi sfoggiava un fisico perfetto, l’energumeno invece lasciamo stare. Adam era quello con il cazzo più grosso, bello lungo credo più di 20 cm e con una grande cappellona ebano. Il pisello del calciatore era abbastanza lungo – credo sui 17-18 cm – mentre l’altro cugino ce l’aveva un po’ più piccolo. Se Mirko nudo si segava, io invece ero impietrito e quasi con le lacrime agli occhi.

I cinque infatti le brutalizzarono – eccezion fatta per una pausa – per tutto il tempo. Neanche a farlo apposta, Valentin fece subito a Giada “tu sei roba mia” e via subito cazzo in gola. Il martellamento in culo poi era continuo e l’uomo dell’est la fotteva con un vigore inaudito. Adam ero quello un po’ più gentile anche a parole, mentre Mehdi era un diavolo anche nei nostri confronti. Dopo un po’ anche Mirko smise di segarsi e si fece quasi preoccupato.

Inizialmente le ragazze godevano, ma poi divennero tipo bambole gonfiabili nelle loro mani. Il culo di Giada era un traforo, completamente sfondato al pari delle altre. Era incredibile come il calciatore fossi così bravo a scopare nonostante la giovane età, come se fosse uscito da un film porno. Era brutale soprattutto nel sesso orale. Una scena che non scorderò mai è Giada a pecora che in pratica crolla pancia a terra per i colpi poderosi di Giacomo nel culo e, come lui si sfila, Valentin la trascina prendendola per le gambe e inizia a incularla lui. Altra cosa: alla fine mentre tutti sborravano in faccia alle tre loro comunque leccavano, ciucciavano e si baciavano tra di loro, come se la cosa le piacesse molto.

Delle altre due non mi fregava nulla, quando risalimmo Giada era stremata, con il culo paonazzo, il trucco colato e il viso pieno di sborra. Solo Carola era come soddisfatta, mentre noi altri eravamo in silenzio sotto le docce. Andammo tutti a casa di Mirko e lì entrambe si addormentarono. Mirko allora mi disse che secondo lui c’erano delle telecamere che riprendevano perché gli uomini facevano proprio delle posizioni da film, come se sapessero da che parte girarle. Questa cosa mi inquietò ancora di più e, dopo, dissi agli altri che io non volevo avere più niente a che fare con questa cosa.

Quando dopo un paio di settimane Giada accettò un’altra proposta litigammo e, qualche giorno dopo, ci lasciammo. Ora ho una nuova storia, ma ancora rivivo come un trauma quei momenti: da quello che so Giada ora è fidanzata con un palestrato del giro, mentre Mirko e Micaela stanno ancora assieme però pure con loro non ho più rapporti

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