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Ho appena imboccato la scalinata che mi porta verso la metropolitana, mentre Milena finalmente è rientrata in hotel tranquillizzando la sua amica.
In realtà non devo prendere la metropolitana, ma sta iniziando a piovere, non so bene cosa fare ed ho bisogno di calmarmi un attimo… Dieci minuti fa la stavo salutando, con la tristezza nel cuore, freddi come se fossimo due colleghi ad un meeting di lavoro. Cinque minuti dopo ci stavamo baciando come dei ragazzini innamorati con le farfalle nello stomaco. Con Milena è così. Lei riesce a tenermi acceso, giovane, vivo… E’ il mio brivido, quella che riesce a trasformarmi, a farmi togliere le mie maschere e a farmi stare bene, libero…

La metropolitana intanto chiude le porte ed io resto lì seduto a vederla partire. Milena mi ha riacceso il fuoco dentro, come faceva negli anni passati a sentirci via chat. Il timido ragazzo per bene che tutti conoscono, adesso è diventato un ragazzo che ha voglia di emozioni, di brividi, di giochi, di tutto ciò che non è scontato e prevedibile. Ho voglia di Milena ed ho ancora poche ore per dimostrarle che non è cambiato nulla rispetto al passato.

Tiro fuori il telefono e mentre risalgo le scale della metropolitana le invio un whatsapp:
“Topa, è stato bellissimo…mi manchi già. Ti voglio”
“Cucciolo…anche tu…ti penserò tanto oggi”
“Mi è venuta un’idea…uno dei nostri giochi folli come facevamo tempo fa…ci stai?”
“Mi devo preoccupare?”
“Tranquilla…non ti fidi più di me?”
“Mmmh…ok, anche se non sei un tipo che ispira molta fiducia”
“Come mai mi hai baciato allora?”
“Volevo vedere se il ranocchio si trasformava in un principe”
“Vaffanculo”
“Dai topo…anzi ranocchietto…ahahah”
“Ridi ridi…Che programma avete adesso?”
“Lasciamo le valigie in hotel, facciamo un giro per negozi qua intorno, poi dopo pranzo andiamo a recuperarle e si va in stazione”
“Bene…siete già state alla Rinascente?”
“Ieri no, ma oggi volevamo andarci”
“Perfetto, ci vediamo lì allora”
“Ma non posso mollare ancora la mia amica da sola”
“Non ti preoccupare…oggi faremo finta di non conoscerci”
“Mmmm topo, mi piace già questo gioco”

Nel frattempo sono già a S.Babila e mi sto dirigendo verso il Duomo, attraversando la lunga fila di negozi per poi raggiungere la Rinascente. Nell’attesa mi perdo in qualche vetrina, mentre penso a qualche idea per il nostro gioco.
Finalmente dopo una decina di minuti le intravedo da lontano, mentre lentamente entrano ed escono dai negozi del corso. Milena è bellissima, alta, con quei capelli lunghi che mi fanno impazzire…
Le vado un po’ incontro, fino a quando finalmente anche lei mi vede. Inizialmente abbassa lo sguardo, si volta verso l’amica, poi mi cerca ancora.
Le raggiungo, i nostri sguardi si incrociano, ci sfioriamo, poi mi allontano… Che voglia di baciarla ancora!
Torno verso la Rinascente e le scrivo:
“Io inizio ad entrare…vi aspetto al quarto piano”
Il quarto piano è quello dell’abbigliamento femminile, quindi non deve essere difficile per Milena convincere subito l’amica ad andarci.
“Dieci minuti e arriviamo”
Inizio a guardare qualche vestito, fingendomi interessato, mentre tengo un occhio fisso sulle scale mobili per vedere quando arrivano.
Una volta raggiunto anche loro il piano, le lascio curiosare un po’, poi le scrivo di nuovo:
“Appena la tua amica trova qualcosa di interessante, dille che devi andare in bagno…lasciale da tenere la tua borsetta così non ti viene dietro. Poi prendi le scale e scendi al terzo”
Le osservo da lontano, vedo che discutono un attimo…l’amica non sembra molto convinta, poi finalmente prende lo zainetto di Milena, se lo mette in spalla e si separano.
Mi fiondo verso le scale, mentre Milena un po’ spaesata sta cercando la strada o, forse, sta facendo finta di cercare il bagno. La aspetto, arriva…imbocca la scala mobile ed io la seguo…Appena appoggiamo un piede sul terzo piano e siamo sicuri di non poter essere più visti, le prendo la mano e la tiro di corsa verso la scala che scende al secondo.
Ho fretta, dobbiamo scendere ancora, ma c’è troppa gente, dobbiamo aspettare…
Mi batte il cuore, la bacio. Siamo circondati da centinaia di persone, eppure è come se fossimo soli.
Finalmente secondo piano, ancora di corsa giu verso il primo…ancora baci, abbracci e poi ancora baci.
Non vogliamo perderci nemmeno un secondo di questa briciola di tempo che abbiamo per noi.
Finalmente siamo al primo, ma non siamo ancora arrivati…dobbiamo attraversare la passerella che ci porta nell’ala nuova del negozio, dove davanti ai nostri occhi si spalanca un mondo di occhiali da sole, scarpe alla moda, accessori e lingerie.
Milena mi guarda, maliziosa e sorridente…ha capito.
Senza dire alcuna parola ci troviamo in mezzo a reggiseni, mutandine, reggicalze, autoreggenti e fatico già a nascondere l’erezione… Siamo entrambi senza parole, quindi la guardo e le dico semplicemente “Scegli”.
Lei scruta un po’ di modelli, poi prende un completino rosso, composto da tanga, reggiseno semitrasparente e giarrettiera e me lo porge.
“Bello…provalo”
Lei si blocca un attimo…mi guarda, poi si incammina verso i camerini. La seguo.
Per fortuna non c’è molto affollamento, diverse cabine sono vuote, quindi lei entra, mentre io aspetto fuori.
Il tempo sembra non passare mai e le ragazzine che continuano a ridere nella cabina accanto, mentre provano cappelli e occhiali, non aiutano ad abbassare la tensione.
Poi un rumore…la serratura si sgancia e la porta si apre appena appena. Un filo di voce da dentro dice “Ho finito”.
Spingo leggermente la porta, quel tanto che basta per infilare dentro un occhio e resto senza parole…
Milena ha indossato il completino…è bellissima…lì, a pochi centimetri da me, mezza nuda…
Tra i ricami in trasparenza del reggiseno si intravede la pelle più scura dei capezzoli, mentre il suo corpo svela un paio di tatuaggi che non avevo mai visto.
Mi sporgo ancora un po’ verso l’interno, anche perché il mio cazzo sta esplodendo ed ha bisogno di un contatto, che trovo nella porta del camerino a cui sono aggrappato.
Lei si gira e mi mostra il lato B, con quel culetto appena coperto dal tanga che è un richiamo a cui è impossibile resistere.
“Ti sta molto bene…aspetta che ti aiuto a sistemarlo” le dico, quasi a voler giustificare la mia intrusione, mentre mi lascio la porta alle spalle e richiudo la serratura.
Lei arretra e si appoggia alla parete del camerino, mentre io le appoggio le mani sui fianchi ed inizio a baciarla….Sto impazzendo, non ho più freni.
La mia bocca si sposta sul suo collo, tra i suoi capelli, dietro le orecchie…La lecco, la bacio, la mordo…
Sento il suo respiro diventare eccitato, ha chiuso gli occhi e ha piegato la testa di fianco per lasciarmi campo libero. Le mani risalgono, trovano il contorno del reggiseno, lo seguono, poi salgono ancora fino a ritrovare la sua pelle. Prendo una coppa e la abbasso, liberando finalmente il suo seno sinistro. La mano si intrufola tra il reggiseno e la sua pelle, la palpo e la accarezzo, poi lo scopro di nuovo per poterlo raggiungere con la mia bocca. Le bacio il seno, poi il capezzolo…è già duro, così lo prendo tutto in bocca ed inizio a succhiarlo.
Anche Milena ha perso il controllo, perché sento le sue mani armeggiare sulla cerniera dei miei pantaloni e la sua bocca ansimarmi nelle orecchie.
Abbasso le spalline del reggiseno in modo da liberare entrambi i capezzoli, ed in maniera alternata dedicarmi a loro, mentre Milena ha superato l’ostacolo della cerniera e sento le sue dita avvolgermi il cazzo attraverso il tessuto dei boxer. Mi stacco dal suo seno perché voglio baciarla ancora e per avvinghiarmi a lei in modo da mettere in contatto le sue mutandine con il gonfiore tra le mie gambe…Inizia uno strusciamento che dura pochi secondi, perché Milena mi allontana quel tanto che basta per infilare di nuovo la sua mano, non più attraverso la cerniera, ma dall’alto all’interno dei boxer. La aiuto sganciando il bottone dei jeans e finalmente sento la sua pelle avvolgere il mio membro. La sua mano si muove lenta, scopre appena la punta della cappella che viene avvolta da una sensazione d’aria fredda, per poi tornare ad essere coperta dalla pelle. Infilo anche io la mia mano dentro le sue mutandine dall’alto, percorrendo tutto il monte di venere che è completamente liscio, eccetto per un piccolo ciuffetto centrale. Milena allarga leggermente le gambe per agevolarmi e così oltrepasso l’ultima porta prima di toccare il cielo con un dito…
Sento in maniera chiara il gonfiore del clitoride, mentre più in basso non c’è modo di stabilire alcun contatto con la sua pelle…è un fiume in piena, caldo, viscido ed attraente che avvolge ogni cosa, guidando il mio dito all’interno della sua figa. La mano di Milena si fa sempre più veloce, anche se per fortuna, ostacolata dall’elastico dei boxer…altrimenti sarei già esploso…
Il mio dito è talmente lubrificato che fatico a sentire le pareti della sua figa, così faccio subito spazio per inserirne un altro… Le muovo lentamente dentro e fuori, poi me le porto alla bocca per godere del sapore e del profumo di quel nettare. Milena mi toglie le dita dalla bocca e se le porta nella sua, le lecca e poi mi reindirizza la mano dentro le sue mutande. Oltrepasso ancora una volta il varco delle sue piccole labbra, infilandomi nel tunnel della sua figa, poi esco ed inizio a strusciare le dita sul clitoride… Sento che gradisce decisamente, perché la sua mano è sempre più distratta e a volte si dimentica di continuare il massaggio al mio cazzo. Il mio movimento attorno al clitoride inizia a produrre il rumore di uno spazzolino da denti, perché anche il ciuffetto di peli sul monte di venere è ormai inzuppato.
Gli occhi di Milena sono persi in un altro mondo, la sento contorcersi e la bacio, mentre accelero la frizione sul suo bottoncino. Ha un attimo di rilassamento, poi ancora una scossa…Adesso è lei che mi bacia, mi cerca con passione e riprende all’improvviso la sega che aveva interrotto, con maggior vigore. Sta cercando nei miei occhi un segnale, il momento in cui prepararsi ad accogliere il mio seme, ma un colpo alla porta del camerino ci fa sobbalzare.
Ancora quelle maledette ragazzine!
E’ già tardi e lo spavento ci fa tornare in noi… Mi ricompongo velocemente ed esco dalla cabina.
“Ti sta bene amore…rivestiti pure”
In un attimo Milena è fuori, con il completino in mano e me lo mostra mentre sottovoce mi dice:
“le mutande sono un po’ bagnate…non possiamo rimetterle a posto così”
“Lasciale a me…ci penso io…tu torna pure su, dille che c’era coda in bagno, che non lo trovavi…poi mi faccio vivo io più tardi”
Mi bacia e corre verso le scale mobili, mentre io vado verso il bagno a finire il lavoro…
Avvolgo il tanga impregnato dai suoi umori attorno al cazzo e riprendo la sega, immaginando di avere ancora Milena lì davanti a me, con la sua bocca aperta ad attendere la mia esplosione.
Prima di concludere prendo in mano il telefono e scatto una foto del mio cazzo appoggiato al tanga, poi accelero il movimento e finalmente mi libero.
Mi ricompongo e mi dirigo verso le casse, non prima di aver dato un’altra sniffata al profumo di quelle mutande. Porgo il tutto alla cassiera e le chiedo una confezione regalo. E’ andata.
Con le palle vuote ma l’eccitazione ancora a mille, mando la foto a Milena
“Ho dovuto finire da solo….ma il completino mi ha dato una mano”
“Cucciolo….mi spiace…”
“Don’t worry…La tua amica era tranquilla o ha aspettato troppo?”
“Si stava innervosendo, ma tutto sotto controllo…lei…io non tanto…”
“Cioè?”
“Che dovrei andare in bagno davvero…adesso chi glielo dice? Mi hai smosso tutto là sotto”
“Ahahah, non fartela addosso”
“Scemo…mi manchi”
“Anche tu topa…è stato bellissimo”

Giunti a questo punto del racconto, voi li fareste leggere alla vera Milena?
In attesa della prossima parte, aspetto i vostri commenti all’indirizzo: dimitriottantasei@protonmail.com

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Autore Pubblicato il: 6 Giugno 2022Categorie: Erotici Racconti0 Commenti

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