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Mi sento uno stalker.
Dopo aver salutato Milena, le ho lasciato qualche metro di vantaggio e poi mi sono messo al suo inseguimento. Adesso sono in metropolitana nel vagone accanto al suo, ben attento a non farmi scoprire.
So già che scenderà in Centrale, perché sta andando in stazione a prendere il treno per tornare a casa insieme alla sua amica.
Le porte si aprono, siamo arrivati…Scendo, ma devo andare nella direzione opposta per non farmi beccare. Non posso nemmeno perderle di vista però.
Le vedo un po’ impacciate accingersi alle scale mobili con borse e valigie …Le seguo.
Cerco di mantenermi a una ventina di metri, anche mentre sono ferme a leggere il tabellone delle partenze o quando si fermano per fare gli ultimi selfie della gita milanese. L’ultima foto è sotto il monitor del binario 12, destinazione Lecce in partenza tra 25 minuti.
Le seguo con lo sguardo finchè non salgono sul treno, all’altezza del vagone 7. Un occhio al tabellone…
Prossime fermate: Parma-Reggio Emilia…ok…
Tiro fuori il telefono e mi fiondo su internet per comprare un biglietto…Fino a Reggio Emilia dovrebbe esserci un’oretta di viaggio, può andare. Vagone 4, posto 22. Salgo anche io.
Sto iniziando ad apprezzare la comodità e la tranquillità del posto a sedere…il treno è semi vuoto, riscaldamento acceso e rivista da leggere abbandonata da qualche passeggero della tratta precedente.
Il telefono vibra:
“Ciao topo…tra poco partiamo…volevo ancora ringraziarti per questa giornata…è stata breve ma l’hai resa speciale…mi manchi”
“Ciao…grazie a te…pensavo che non ci saremmo mai visti e invece…è stato bellissimo…”
“Ero un po’ frenata all’inizio, ma adesso chissà…magari potremmo vederci anche qualche altra volta”
“Se anche non dovesse succedere, sono felice lo stesso per quello che è successo oggi…buon viaggio…e scrivimi quando arrivi”
“Mi lasci così? Pensavo che mi facessi un po’ di compagnia in treno…la mia amica tra dieci minuti dormirà già…tu quanto ci metti ad arrivare a casa?”
“Anche io parto tra poco…ho un paio d’ore di viaggio…che tipo di compagnia vorresti?”
Nel frattempo le porte si chiudono ed il treno lentamente esce dalla stazione.
“Mmmm…tu che tipo di compagnia vorresti farmi?”
“Se me lo chiedi così, ti farei quello che non siamo riusciti a finire oggi”
“Spiegami meglio…mi interessa”
“Tipo spostarti le mutandine e sculacciarti mentre passo la lingua sulla tua figa…”
“Mmmm si sono una bimba cattiva…sculacciami”
Mi guardo intorno…fortunatamente non può vedermi nessuno perché ho una bozza evidentissima nei pantaloni…Siamo tornati indietro di 10 anni, alle nostre chat, i nostri giochi…
“Ti sculaccio forte…fino a farti diventare il culetto rosso…e poi mentre ti bacio ci infilo un dito dentro”
“Oh si…ti voglio…voglio prendertelo in bocca”
Cazzo…Calma…Le seghe ce le facciamo a casa…adesso abbiamo un’ora di tempo per combinare qualcosa su questo treno…mi ricompongo e mi alzo in direzione del vagone di Milena.
“Esprimi un desiderio che magari si avvera”
Apro la porta del vagone 7 e vedo subito Milena impegnata con il telefono… Di fronte a lei scorgo la nuca dell’amica, un po’ piegata, anche lei intenta a messaggiare. Abbasso lo sguardo e procedo fino a trovare un posto libero nella fila accanto a quella di Milena, sedendomi come se nulla fosse.
Lei rimane incredula con il telefono in mano, lasciando il messaggio a metà e fissandomi come se avesse visto un extraterrestre. Io fingendo disinvoltura mi sistemo e le scrivo:
“Sono partito da poco…c’è una ragazza sul treno che mi fissa…sembra carina, quasi quasi ci provo”
“Ma cosa ci fai qua?? Tu sei pazzo!”
“Non ero così prima di conoscerti…è colpa tua”
“Non so che dire…sei pazzo davvero”
“Se non sai cosa dire potremmo continuare il discorso di prima…stava iniziando a piacermi”
“Ma adesso così?! Con te davanti…”
“Se è un problema torno nell’altro vagone…solo che non potrai vedere che effetto mi fai”
“Mmm no resta…voglio vedere”
“Allora posso tornare a sculacciarti? O preferisci prenderlo in bocca?”
“In bocca…voglio vedere quanto è grande dato che prima non sono riuscita a toccarlo bene”
Gli sguardi che attraversano quel corridoio sono sempre più erotici e maliziosi…
Mi lascio scivolare un po’ sul sedile e sistemo il cazzo nei pantaloni per metterne in mostra il gonfiore.
“Si vede così? O vuoi vedere meglio?”
“Mmm dovrei controllare meglio”
Mi alzo e proseguo tra i vagoni del treno alla ricerca di un wc per disabili, che trovo in fondo al treno.
“Vieni al vagone 9”
“Aspetta 2 minuti”
Due minuti lunghissimi, in piedi a seguire le oscillazioni del treno, davanti ad un wc vuoto con la porta aperta.
Finalmente eccola…le tendo la mano, la afferra…entriamo…Il wc per i disabili è molto spazioso.
Mi giro per chiudere la serratura, poi mi volto ancora e senza dire nulla mi appoggio su di lei che è già pronta contro la parete del bagno.
Inizio a baciarle il collo, ma nel frattempo le mie mani sono già curiose e stanno slacciando i suoi pantaloni. Cerco l’elastico delle mutande, per abbassare tutto insieme, in un colpo solo.
Mentre tiro tutto giù, sotto le ginocchia, mi abbasso anche io e di conseguenza mi trovo con il suo ciuffetto peloso davanti agli occhi…Lo bacio, mentre lei cerca di sfilarsi una gamba per potermi offrire un accesso migliore. Abbiamo fretta e questo complica le cose, ma la gamba finalmente è libera di aprirsi e mostrarmi la porta del paradiso. Al primo accenno di apertura, le labbra si schiudono e vedo la punta dell’ovetto vibrante scivolare leggermente in basso…era ancora dentro!
Lo sfilo immediatamente con le mani mentre Milena emette un gemito di piacere misto a liberazione.
La sua figa ora è completamente aperta, con le labbra leggermente sporgenti che sembrano definire il bocciolo di un fiore. Le bacio, cercando poi di prenderle tutte in bocca e di succhiarle.
Milena ha appoggiato un piede sul wc e dal basso posso leccare con scioltezza ogni angolo della sua intimità. Alterno colpi lenti, profondi, che partono dall’apertura della figa fino a salire verso il monte di venere, a colpi velocissimi, leggeri, localizzati nei dintorni del clitoride. Appena la sento ansimare affondo la lingua nel suo buchetto, più in profondità che riesco.
Continuo così per un paio di minuti, finchè la sua mano mi sfiora i capelli e mi invita a non smettere. E’ il momento di aiutarmi con un dito, che ben presto diventano due, nel colmare il vuoto lasciato dall’ovetto. Le dita massaggiano ininterrottamente le pareti interne, mentre la lingua continua a dedicarsi al clitoride, un po’ con il solito movimento rapido e leggero, un po’ con dei succhiotti localizzati.
Le afferro il sedere e la tiro più vicina a me, come se non volessi più staccarmi dal suo corpo. Inizia a farmi male la lingua, ma percepisco le contrazioni nella figa di Milena ed è quindi il momento di aumentare il ritmo. La sento perdersi per qualche istante, mentre mi sta sbrodolando in faccia e le tremano le gambe…mi sussurra qualcosa, ma non capisco, tanta è la foga con cui sto leccando e con cui vorrei scoparla. Penso che sia venuta, ma non importa…continuo a leccarla, succhiarla e baciarla, mentre le dita sono immerse in quel mare gelatinoso. Sta continuando a tremare, ma in un attimo di lucidità questa volta la sua mano mi allontana e la sento riprendere fiato.
Mi alzo, la abbraccio e la bacio…stiamo così per una trentina di secondi, finchè uno scambio dei binari per poco non ci fa cadere per terra. Ritrovo l’equilibrio e cerco un sorriso nello sguardo di Milena, che invece si porta un dito in bocca e mi guarda con atteggiamento da porca.
Adesso è lei che si avvicina mentre io arretro appoggiandomi alla parete opposta. Milena mi bacia mentre le sue mani stanno trovando qualche difficoltà con il bottone dei miei jeans…
“Ti voglio…” è l’unica cosa che mi dice mentre abbassa la cerniera ed afferra l’elastico dei boxer.
Per un attimo tiro indietro la testa e la lascio fare, sentendo il mio cazzo finalmente libero dalla prigionia di quei vestiti. Le nostre bocche sono ancora vicine ed i nostri occhi non si perdono di vista un secondo, mentre la sua mano sta percorrendo tutta la lunghezza del mio amichetto fino a raggiungere le palle. Ancora un bacio e poi anche Milena scivola giu dolcemente appoggiando le sue labbra sulla mia cappella. E’ l’istante prima di perdere i sensi… La sua mano è sempre ferma ad avvolgere le mie palle, mentre la sua bocca pian piano si schiude ed accoglie in profondità la mia cappella, per poi sfilarsi con la stessa delicatezza… Lo fa 10-20-30 volte, sempre piano, con lo stesso ritmo e sempre fissandomi negli occhi… Sto impazzendo. Le accarezzo i capelli, anche se l’istinto sarebbe quello di tirarla a me e scoparle la bocca con violenza. Deve aver percepito il rischio, tant’è che adesso mi tiene il cazzo in mano e con la lingua di fuori mi lucida l’asta partendo dal basso e risalendo fino alla cappella. Mi guarda, per farmi vedere quanto è brava e per trovare la mia approvazione, mentre io non resisto a quegli sguardi ed ho fretta di concludere. Per un istante allungo la mia mano ed accenno ad una sega.
Milena mi accontenta subito, puntando il cazzo in alto ed iniziando a segarmi mentre la sua lingua inizia a dedicarsi alle mie palle. Capisco che il mio momento sta per arrivare, soprattutto quando sento un testicolo completamente avvolto e risucchiato dalla sua bocca… è un misto di fastidio e di piacere, al quale non resisto più.
Mi stacco leggermente da lei, prendendo il controllo della situazione ed iniziando a segarmi, mentre con l’altra mano tengo il suo volto attaccato al mio cazzo. I suoi occhioni e le sue frasi adesso mi incitano a non fermarmi.
“Voglio che mi sborri in bocca…dai…”
Aumento il ritmo e sento finalmente le scariche di piacere sempre più vicine.
Milena che ogni tanto dava una slinguazzata alla cappella, adesso è pronta con la bocca spalancata e la lingua di fuori. Ci sono… Il primo schizzo violento non c’entra il bersaglio, finendo tra il naso e la guancia, mentre i seguenti vanno a riempire quella bocca che non aspettava altro. Nemmeno il tempo di smaltire l’adrenalina che vedo già Milena all’opera per ripulirmi il cazzo con la lingua… Non lascia indietro nemmeno una goccia di sborra, spremendo le ultime goccioline che fuoriescono dalla cappella e raccogliendo con le dita lo schizzo che le era finito sulla faccia. Mi abbraccia, pur restando inginocchiata e strusciandosi il mio cazzo ormai privo di vigore su tutta la faccia.
E’ ora di ricomporsi, non prima di un altro lungo abbraccio.
“Ti è piaciuto?” mi chiede.
“Sei fantastica…”
Ora si che sorride ed appoggia la sua testa sul mio petto.
ed aggiungo: “Vorrei stare con te per sempre”.
Lei non risponde… Ci ricomponiamo ed usciamo da quel bagno.
Percorriamo il corridoio che ci riporta ai nostri posti tenendoci per mano, fino alla porta che ci separa dal nostro vagone. La fermo e la abbraccio ancora per l’ultima volta.
“E’ stata una giornata super…sappi che comunque vada, resterai sempre nel mio cuore”
“Anche tu topo…”
La bacio e poi apro quella porta lasciandomi Milena alle spalle e tornando al mio posto.
Siamo separati da tre vagoni e la nostalgia inizia a fare da padrona… La mia fermata è sempre più vicina, mentre il telefono continua a vibrare ed io non trovo la forza di leggere…
Finalmente Reggio Emilia…scendo dal treno e mi incammino verso il sottopassaggio. Vedo le scale in lontananza quando mi trovo a passare accanto al vagone 7. Alzo lo sguardo a cercare due occhi che guardano fuori dal finestrino… Niente…niente… niente… Poi eccoli… Ci guardiamo ancora per l’ultima volta… Rallento un po’, fingo un sorriso e poi di corsa giù dalle scale prima che le lacrime riempiano la mia faccia.
Adesso sono qua su una panchina in attesa del treno che mi riporti a Milano, con mille pensieri…ho mandato a Milena il link di una canzone di Boomdabash che sto ascoltando e che fa così:
“Perciò vorrei tornare come prima,
quella mattina
guardavo il mondo ma da un’altra prospettiva
con te vicina, una bambina
che non è cresciuta più

Certi amori ritornano
come le onde del mare
e noi che non siamo stanchi di fantasticare

Anche se è passato del tempo
tu rimani sempre fantastica

Perché niente è come te, come te, come te
così bella non ce n’è, non ce n’è, non ce n’è
Sei la luce quando è buio,
forte come il sole a luglio

perché sei fantastica
fantastica
fantastica
fantastica…”

Come sempre sono graditissimi i vostri commenti all’indirizzo: dimitriottantasei@protonmail.com

Autore Pubblicato il: 25 Luglio 2022Categorie: Erotici Racconti0 Commenti

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