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La storia è completamente inventata, se qualcuno ha vissuto qualcosa di simile e vuole che lo scriva mi può contattare all’indirizzo indicato sopra.
“E così ti sei scopato Paola” è la frase che mia moglie Michela mi spara a muso duro.
Sono completamente nudo, ammanettato alla poltrona in salotto e Michela è vestita da gran troia. Ero nel mio studio ad ottemperare ad un po’ di burocrazia quando lei si è presentata sulla soglia “svestita” di tutto punto. Guepiere rosso fuoco, calze nere velatissime, scarpe tacco 12 a stiletto anche esse rosse. Insomma il mio outfit preferito. Di solito per vederla così devo compiere gli anni o mi vuole fare un regalo. Ignoro il perché si sia acconciata per farsi scopare per di più sul divano dove raramente abbiamo fatto sesso. Michela è tradizionale, a parte quando non eravamo sposati e lo facevamo in auto, sempre o quasi sul letto, magari con un film hard sulla tv a cui ispirarci ed in occasioni speciali anche qualche dildo per rendere il rapporto più piccante. Dalla soglia dello studio mi ha fatto segno di seguirla col dito, ho mollato ovviamente tutto, occasione da non perdere, entrati in salotto mi ha detto “ti voglio completamente nudo”. Una volta spogliato ha fatto tintinnare due paia di manette, mi ha detto di mettermi in poltrona (una con i braccioli molto comoda) e mi ha messo le manette bloccando le mani ai braccioli. Stavo già pregustandomi un pomeriggio con sesso fantasioso quanto Michela mi ha detto
“E così ti sei scopato Paola”. Paola è una amica di Michela che ha un culo e due tette fantastici, lo sa e li mette in evidenza con vestiti corti ed attillati esaltati da scarpe sempre col tacco alto. Non credo di averla mai vista senza tacchi se non in spiaggia.
“Abbi il coraggio di ammetterlo, quante volte?” Michela mi mostra una schermata di un telefonino in cui compare una chat WhatsApp fra Paola e Gino (che sarei io). Nella chat i due si scambiano un sacco di complimenti bollenti e fanno riferimento a loro incontri sessuali molto hard.
Il problema è che io Paola me la sarei scopata ovunque ma non lo ho mai fatto, non mi h mai dato occasione e sapendo che è molto amica di Michela non ci ho mai provato per non rischiare sputtanamenti.
“Non sono io tesoro”.
“Non chiamarmi tesoro, sei un gran porco e Paola una vacca. Che si scopa tanti uomini lo sapevo, d’altra parte è single ma mai mi sarei aspettata che si facesse anche te. Eravamo fuori a fare shopping sabato scorso e ci siamo sedute a prendere un caffè. Ad un certo punto Paola è stata chiamata da un suo amico ed ha lasciato il telefono sul tavolo. Hanno cominciato ad arrivare messaggi hard da Gino, tu stavi chattando con lei scambiandovi sconcezze sapendo che ero fuori con lei. Oltre che porco sei cretino, potevi immaginare che avrei potuto leggerli”.
“Non sono io tesoro”.
“Certo come no”. Michela prende il telefono, compoe un numero e dice “salite pure”.
Passano un paio di minuti e suonano alla porta, Michela va ad aprire vestita da vacca e fa accomodare due uomini sui 30 anni, palestrati ma senza eccedere.
“Adesso la paghi, tu mi hai fatto le corna con Paola ed io te le rendo”.
Detto questo fa cenno ai due uomini di spogliarsi cosa che fanno subito e velocemente.
I due hanno la tartaruga ben definita, sono indubbiamente dei bei ragazzi ma quello che mi impressiona di più sono i cazzi, seppur solo parzialmente in tiro mostrano già dimensioni ben oltre i 20cm. Uno lo ha più lungo ma stretto mentre l’altro, già a riposo ha una larghezza che sfiora quella di una lattina di coca cola.
Michela li fa avvicinare a me poi si inginocchia davanti a loro e comincia a succhiarli leccarli e segarli alternativamente fino a che dopo 5 minuti sono entrambi belli duri.
“Quando facciamo sesso hai spesso fantasticato sul fatto che io mi facessi scopare da te e da un nero, ora sarai quasi accontentato, mi farò scopare da due di cui uno nero ma nessuno dei due sarai tu.
Lo spettacolino mi ha eccitato da morire ed il mio cazzo è in piena erezione. Paola se ne accorge e dice: “vedo che la mia performance ti piace, vedrò di continuare su questa strada”.
Sono ammutolito, è vero mentre scopavo con Michela più di una volta le ho detto che mi sarebbe piaciuto vederla con un cazzo in bocca mentre la stavo scopando in figa o nel culo, mi piaceva l’idea di avere una moglie vacca e mi accorgevo che quando facevamo questa fantasia lei si bagnava di più segno che anche a lei l’idea non dispiaceva.
Michela si siede sul divano in un posto vicino al bracciolo, la ho proprio di fronte e così vedo che il ragazzo di colore si accovaccia e comincia a leccarle la figa, Michela mugola a fatica perché ha la bocca piena del cazzo dell’altro uomo. Gli sta facendo un pompino ingoiando il cazzo a più non posso quasi ad avere un conato di vomito. Un paio di minuti così quindi Michela libera il cazzo che aveva in bocca, e dice all’uomo che la stava leccando di sedersi sul divano. Il cazzo dell’uomo di colore è in completa erezione, largo anche più di una lattina di coca cola e lungo sui 25cm, un attrezzo da film porno. Michela sale a cavalcioni su di lui dandomi la schiena e pian piano l’uccello sparisce nella sua figa. Non lo avrei mai detto, entra tutto con qualche versolini di dolore e di piacere di Michela che poi comincia a cavalcarlo con ritmo lento ma in crescita. Intanto l’altro uomo si è messo dietro la spalliera e Michela, una volta preso il ritmo, ricomincia a spompinarlo leccandolo dalle palle fino alla cappella. I tre mugulano di piacere. Dopo 5 minuti così ed un orgasmo di Michela, lei scende dal grosso uccello, si gira e ci risale dando le spalle all’uomo e la faccia verso di me. Vedo il suo volto stravolto dal piacere, ricomincia a montare il gran cazzone ed a fare gemiti mentre con una mano fa le corna e me le mostra.
“Mi hai fatto cornuta? Ora ti ripago, una volta pari se vuoi ricominceremo da zero ma sappi che se ti becco questo è il trattamento che dovrai subire. E’ come essere su un set di un film porno solo che la star femminile è mia moglie. Eppure non sono incazzato nemmeno un pochino, sono eccitatissimo e sto quasi per venire senza nemmeno esseri toccato. Il secondo uomo si è messo di fianco a Michela che riprende a spmpinarlo mentre lui le tormenta i capezzoli strappandole sia versolini di piacere che di dolore.
Ancora un paio di minuti e Michela fa sedere l’uomo che stava spompinando, ci si mette sopra dandomi le spalle. Il nero dal cazzo asinino ci resta un po’ male ma è solo un attimo, Michela gli dice di prendere una bottiglietta che c’è sulla credenza, è olio lubrificante commestibile, se ne fa spalmare una generosa porzione sul buco ed invita l’uomo a metterle tre dita nel culo. Entrano come se fosse un coltello con la lama calda nel burro. Si fa penetrare per qualche minuto senza apparentemente fastidio quindi dice all’uomo di mettersi davanti a lei, lo spompina ancora un minuto e quindi si fa dare l’olio che sparge abbondantemente su quel cazzone.
“Inculami” dice all’uomo che non se lo fa ripetere. Si mette alle spalle di Michela appoggia la cappella grossa come una pesca all’ano e spinge piano, 3 o 4 tentativi con gridolini di sofferenza di Michela e la cappella è dentro. A questo punto è un attimo, il cazzone nero e quello bianco si alternano pompando i due buchi di Michela, lei aveva fatto questa pratica con me e con un dildo ma le dimensioni non erano certo quelle che la stanno riempiendo ora. Geme sia di dolore che di piacere quindi urla per un orgasmo che dura un minuto buono. Anche i due uomini stanno per godere, Michela li fa sfilare e mettere vicini quindi si inginocchia con il volto a pochi centimetri dai due uccelli, i due si segano il bianco viene prendendo con la mano con cui non sta segandosi la testa di Michela per assicurarsi che la sborrata la prenda in pieno. Sono 4 schizzi molto copiosi fronte e capelli il primo, poi aggiusta il tiro e la bocca aperta di Michela viene centrata in pieno, l’ultimo schizzo è più debole di intensità e finisce sulle tette proprio mentre il nero viene a sua volta, la sua sborra sembra più densa di quella del compare e si mischia nella bocca di Michela, 3 schizzi per lui due in bocca e l’ultimo, copiosissimo, sulle tette.
Lo spettacolo è stato troppo forte per la mia libidine e vengo senza toccarmi.
Michela invita i due a pulirsi in bagno rivestirsi ed andarsene cosa che fanno nel giro di 5 minuti. Michela è esausta sul divano e mentre i due escono mi guarda soddisfatta e si accorge che sono venuto.
“Vedo che ti è piaciuto lo spettacolino, allora i siti che frequenti ti piacciono proprio. Vedi so benissimo che non ti sei scopato Paola ma avevo aperto il tuo pc per mandare una mail e quando ho lanciato il browser c’era una scheda aperta su un sito in cui un cornuto fa scopare la moglie da machi aitanti, ha allora controllato la cronologia ed ho visto che questi siti li frequenti spesso”.
Quindi mi si avvicina, e sporca di sborra mi bacia profondamente, non rifiuto il suo bacio ed il mio cazzo torna ad ergersi. Michela se ne accorge. Prende la mia testa e la spinge sulle tette.
“Leccami cornuto, ripuliscimi tutta e ti farò scopare, forse”. La frase mi eccita, mi tuffo col volto fra le sue tette ed ingoio ogni singola goccia di sborra ripulendola per bene e insistendo mordicchiandole i capezzoli strappandole piccoli gemiti. Michela mi libera dalle manette e mi dice, ne ho ancora un po’ sul volto, vedi di finire bene il tuo lavoro ed avrai il premio.
Completo l’opera e Michela si prende cura del mio cazzo mettendosi a 69 sopra di me, le lecco la fica col buco del culo in primo piano, non si è ancora completamente chiuso dopo il passaggio di quell’enorme uccellone, vederlo così sfondato mi eccita da impazzire.
“Michela hai il culo talmente sfondato che ci passa un TIR”, mi morderei la lingua ed invece mia moglie mi risponde.
“Dal fremito che ha avuto il tuo cazzo sembra ti faccia piacere avere una moglie vacca sfondata ovunque”.
Avevamo usato il turpiloquio in passato scopando ma da parte sua sempre molto limitato, stavolta è una star da film porno, sono sempre più eccitato, Michela se ne accorge e smette di succhiarmelo.
“Se vuoi scoparmi è meglio che ti calmi un po’, e scendendo da sopra di me mi dà una unghiata che mi lascia il segno. Mi calmo per un momento.
“Scommetto che vuoi il mio culo ora che è bello spalancato, ora che è spanato entrerai senza fatica alcuna” e si mette alla pecorina per farsi penetrare. Non me lo faccio dire due volte ed in effetti il mio cazzo ben lubrificato dalle sue leccate scivola dentro senza trovare resistenza come era successo in passato. Anche a pomparla con irruenza sento poco, le pareti non si sono ancora ristrette, chissà se lo faranno mai.
Tolgo il cazzo dal culo e la prendo per i capelli tirandola verso di me porgendole l’uccello da succhiare:
“Succhia troia ho visto come ti godevi quei due begli uccelli in gola”, non offre resistenza alcuna ed ingoia in un battibaleno tutta la mia mazza e mi fa un lavoretto di bocca come non mi aveva mai fatto. Temo che non durerò molto e Michela se ne accorge e smette subito.
“Voglio anche io la mia parte di cazzo, mettiti sul fianco”. Michela sa che è la posizione in cui sento meno e che usa quando sono molto più avanti di lei. Si mette davanti a mee si infila da sola il mio cazzo. Mi attacco alle sue tette e comincio a pomparla. In questa posizione la figa non sembra particolarmente slabbrata per cui sento abbastanza e dai gemiti che emette Michela sembra che anche lei si stia divertendo. Andiamo avanti 10 minuti così con lei che fa un gemito e l’altro mi dà del porco perché sono venuto solo guardandola trombare con i due uomini.
Veniamo quasi insieme e giacciamo immobili per 5 minuti. Ho la mente vuota, non so cosa pensare e dire quando dovremo, giocoforza, parlare di quello che è successo. Il tutto mi è piaciuto come mi è piaciuto l’artificio che ha usato per farsi scopare davanti ai miei occhi.
Michela si alza e mi dice “Vado a fare la doccia, vuoi venire con me?”. La seguo ed insieme sotto la doccia scopiamo un’altra volta, però in modo tenero, abbracciati come quando lo facevamo le prime volte, baciandoci al tempo stesso teneramente ed appassionatamente. Le lavo la schiena e il davanti appiccicoso a causa delle numerose sborrate seppur ripulite da me. Lei fa lo stesso con me, mi scappella ed insapona per bene l’uccello liberandolo dagli ultimi residui di sperma. Ci asciughiamo ed andiamo a letto, ci corichiamo, un attimo prima di cadere fra le braccia di Morfeo Michela mi dice “dobbiamo parlare di quello che è successo oggi, sembra che sia piaciuto molto ad entrambi e dovremo capire se ripeterlo, dobbiamo essere d’accordo tutti e due. Le rispondo con un grugnito, l’orario e quello che è successo mi hanno stravolto, mi addormento in un lampo. Ci sarà tempo per parlarne nei prossimi giorni penso così come mi piace l’idea che possa ricapitare qualcosa di simile.

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Autore Pubblicato il: 28 Luglio 2022Categorie: Erotici Racconti, Racconti Cuckold, Racconti di Dominazione0 Commenti

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