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Il mio ragazzo … i suoi amici … uno chalet

By 12 Dicembre 2023No Comments

“Ciao Manu, sono di corsa. Ti ho chiamata solo per dirti che sabato e domenica andiamo con Alberto e Luca in montagna, partiamo presto. Ti dico meglio quando ci vediamo a casa”.
La telefonata mi arriva mentre sto scendendo dal taxi che mi ha portata dall’università a casa.
Resto basita: io e il mio fidanzato, Roberto, per un intero week end con quei due sporcaccioni ed io l’unica ragazza, nessun’altra coppia. Ho un po’ di timore se penso a quello che potrebbe succedere … però … in fondo … ho anche voglia di scoprirlo … quello che potrebbe accadere … dopo l’episodio a casa nostra, il mese scorso.
Mi sorprendo a pensare a quello che è successo, a cosa potrebbero farmi, a come reagirebbe Roby … basta fantasticare … in realtà sarà un normale week end tra amici.
Partiamo sabato mattina, sul presto, andiamo con il Range Rover di Roby che è grande e ci si sta comodi.
Mi sono messa sportiva e comoda, il viaggio durerà più di 2 ore: felpa bianca e morbida, leggins rosa e scarpe da ginnastica, sono pronta a sfidare l’autostrada.
Arriviamo davanti al caseggiato in cui abitano Alberto e Luca: sono già sul marciapiede che ci aspettano con gli zaini; con loro c’è un altro ragazzo che non conosco, piuttosto alto, anche lui ha uno zaino.
“Ciao raga” parte gioviale Alberto, come sempre.
“Lui è Michele, un nostro amico. Visto che lo chalet che avete affittato è grande, abbiamo pensato di farlo venire con noi, che ne dite ?”.
Certo, penso tra me e me, dircelo prima era troppo disturbo … così io resto l’unica ragazza con 4 uomini.
“Va bene, dai, sistemate gli zaini che partiamo” risponde Roby.
“Piacere ragazzi, grazie per l’ospitalità” ci fa Michele, poi “Ah, una cortesia: potrei stare davanti ? Soffro un po’ l’auto e visto che andiamo in montagna se stessi dietro sarebbe peggio”.
Cazzo !!! Ma davanti ci sto io !!! E adesso mi tocca anche fare il viaggio con quei due, 2 ore stretti sul sedile dietro …
“Ok, mi sposto” gli rispondo con un mezzo sorriso che lascia trasparire la mia incazzatura.
Vado dietro e, sistemati gli zaini, salgono Alberto e Luca, ovviamente uno da una parte ed uno dall’altra cosi io resto in mezzo.
Partiamo e comincia la conversazione tra Roby e Michele che scoprono di avere la stessa passione per le auto d’epoca e si mettono a chiacchierare fitto fitto tra di loro.
Siamo in autostrada da una decina di minuti quando sento una mano sulla coscia: è Alberto che mi fa un sorrisetto languido.
“Cazzo fai ?!?” gli sibilo impercettibilmente all’orecchio per non farmi sentire da Roby.
Non mi risponde, continua a guardarmi negli occhi e mi tocca la patatina.
“No, non voglio! Eppoi ci può vedere!” gli risibilo.
Lo stronzo non fa una grinza e comincia a passare in su e in giù l’indice facendomi pressione sulla fessurina: il tessuto leggero ed aderentissimo dei leggins mi gioca contro, comincio quasi subito a sentire l’effetto del massaggio.
Mi sto bagnando, lo stronzo mi sta facendo venire voglia: lo guardo negli occhi, lo sfido e lo odio contemporaneamente.
Pochi secondi e parte anche l’altro maiale: infila la mano dentro i leggins, da dietro, mi costringe ad alzare leggermente il culo e ci si infila sotto, sposta l’orlo delle mutandine e mi tocca il sedere.
Me lo palpa tutto, infilando le dita in mezzo alle chiappe: lo sento che passa le dita anche sul buchino, mi gira un po’ la testa.
Non lo insulto nemmeno, non gli dico nulla, ho in testa un luna park di sentimenti: la paura che Roby ci scopra, l’irritazione per essere trattata come un giocattolo sessuale, la voglia che cresce ad ogni minuto.
Sono bella, lo so da sempre, fin da ragazzina i miei coetanei, ma anche gli uomini più grandi, mi hanno sempre guardata, seguita con lo sguardo mentre passavo: ho un viso stupendo, le tette perfette ed il culo “da urlo” come mi dice sempre il mio ragazzo. Quando metto la minigonna si voltano tutti a guardarmi le gambe, se poi ho i tacchi si creano momenti di imbarazzo, una volta la moglie di un tale che mi stava mangiando con gli occhi se n’è accorta ed ha fatto una scenata, da ridere …
Ora sono qui, in macchina, con il mio fidanzato li davanti e due maialini arrapati a fianco che mi stanno dominando sessualmente di nascosto.
Vorrei, contemporaneamente, che questi due sparissero ma anche che mi spogliassero nuda e mi scopassero nella figa e nel culo.
Luca mi toglie la mano dal culo, si gira, prende il kway che aveva appoggiato sulla cappelliera e me lo mette sulle gambe: adesso quei due potranno fare ancora di più i loro porci comodi senza che da davanti si veda.
Mi reinfila la mano sotto ai leggins ed alle mutandine e ricomincia a palpare, intanto si è appoggiato l’altra mano sui pantaloni, all’altezza del cazzo e preme ritmicamente: dev’essere dura anche per lui, lo vedo dal gonfiore sotto la patta, indovino la forma del pene eretto, riesco anche a vedere fin dove arriva la cappella.
Alberto si fa più sfrontato: coperto dal kway mi tira un po’ giù i leggins sul davanti, poi le mutandine ed appoggia la mano sulla figa. Sento le sue dita, ora a contatto diretto con le mucose della mia passerina, mi accarezza le grandi labbra, poi le allarga con l’indice e l’anulare ed infila dentro il medio.
Non riesco più a parlare, sto zitta e ferma ed ho il respiro un po’ affannato, mi sento avvampare, devo essere tutta rossa in viso, per fortuna che davanti continuano a parlare e ci ignorano.
Passano minuti lunghissimi, i due non mollano un secondo, mi fanno godere sempre di più, poi, stimolata davanti e dietro, vengo: sforzo tremendo per non fare nessun rumore ma non posso evitare di stringere le gambe per il piacere.
Alberto se ne accorge subito: ha la mano stretta tra le mie cosce, le sente chiudersi, mi guarda, sorride malizioso e lancia un’occhiata d’intesa a Luca.
Hanno ottenuto quello che volevano, mi hanno dominata con il mio ragazzo a pochi centimetri di distanza, mi tolgono le mani di dosso e le annusano: ci sono i miei odori sopra e penso li considerino come un trofeo di caccia.

Lo chalet che abbiamo affittato è bellissimo: due piani di lusso con ampie vetrate sulla vallata.
Entriamo e ci sistemiamo: io e Roby prendiamo la matrimoniale al piano superiore, stupenda con un grande bagno riservato e una vista mozzafiato.
I ragazzi si sistemano in altre tre stanze: lo chalet è enorme, ci saremmo stati comodi anche in otto.
Come ci aspettavamo, il frigorifero è vuoto.
“Ragazzi vado al market con la macchina per fare provviste, ci vediamo dopo” e Roberto esce lasciandomi sola.
Sento la macchina che si allontana: mi spoglio e mi faccio la doccia, durante il viaggio ho sudato e mi sono bagnata, è proprio il caso di rinfrescarmi.
Sono sotto l’acqua calda, mi torna in mente quello che mi hanno fatto in macchina e quello che è successo il mese scorso: mi eccito di nuovo, non posso fare a meno di toccarmi davanti e dietro … è bello … che voglia …
Esco con l’accappatoio e … me li trovo davanti … tutti e tre … nudi … Michele e Luca sul lettone, Alberto in piedi davanti alla vetrata.
“Beh, che cazzo ci fate qui ?!? Nudi ?!? Uscite subito …”.
I tre si mettono a ridere, Alberto mi afferra per i fianchi, mi fa rigirare su me stessa … l’accappatoio si apre e cade, resto nuda tra le sue mani …
“Certo che sei proprio una grandissima figa, i ragazzi non hanno esagerato !” esclama con soddisfazione Michele mentre si tocca l’uccello duro.
Alberto mi bacia sul collo: “Sai Manu, gli abbiamo raccontato di quanto sei bella e di cosa ti abbiamo fatto il mese scorso a casa del tuo ragazzo. Ah, non te l’abbiamo ancora detto ma l’abbiamo visto mentre ci guardava scoparti e si masturbava : bella scena, roba da film porno”.
Muoio per l’imbarazzo, arrossisco … cerco di divincolarmi dall’abbraccio di Alberto, di raggiungere la porta del bagno per chiudermi dentro.
Niente da fare, finisco sul lettone a gambe all’aria, tante mani che mi toccano, mi tengono, mi palpeggiano.
Faccio un pò di resistenza ma non dura molto, mi torna la voglia di fare sesso, di essere scopata: tre cazzi in tiro, tre uomini arrapati, nudi.
Tento un’ultima, debole difesa: “No, dai, cosa fate ?!? Il mio ragazzo potrebbe tornare da un momento all’altro …”.
“E allora ? Lo facciamo venire qui, scommetto che quando ti vede nuda in mezzo a noi gli si drizza il pisello” replica Michele con una risata insieme agli altri due scalmanati.
“Non è vero” obietto con una vocina sexy “Non gli si drizza, s’incazza e mi difende”.
Luca mi afferra i piedi e mi allarga le cosce, poi mi fa sollevare un pò una gamba e si appoggia il mio morbido piedino sul cazzo.
“Dai, lo sai cosa devi fare” mi dice il porco mentre si spalma un po’ di crema lubrificante sul pene.
Comincio a massaggiargli il cazzo, scivolo un po’ con tutto quel lubrificante e Luca mi prende il piede e lo tiene in posizione.
Lo sego per bene e gli lavoro il glande muovendo le dita del piede: lo faccio impazzire, mi tiene il piede e la caviglia per non farmi smettere, sta godendo più che se mi stesse facendo il culo.
“Ahhh, che zoccola che sei !” e mi sborra sulle gambe.
“Vabbe, i complimenti non sono il tuo forte” rispondo un pò piccata: gli ho fatto una sega da oscar col piedino e quel deficiente mi dà della puttana …
“Dai che adesso ci pensiamo noi a te” incalza Michele.
Ha un cazzo enorme, più grande degli altri due: mi fa stendere sul letto e mi bacia in bocca, sul collo, sul seno, poi scende giù in mezzo alle gambe.
Provo ancora ad opporre un pò di resistenza “No, dai, sono fidanzata, il mio ragazzo è qui, non posso …” faccio anche qualche mossa, poco convinta, per divincolarmi ma quattro mani mi rimettono subito in posizione, mi tengono i polsi e le caviglie ma non hanno bisogno di stringere troppo, sono già bagnata e ho una gran voglia.
Alberto mi tocca la passera e mi mette dentro le dita: si accorge subito che scivolano bene.
“Ma sei proprio una troietta in calore ! Altro che tutte quelle moine sul fidanzato, non posso … tu hai una gran voglia di essere scopata e non da un uomo solo !”.
Mi ha sgamata, del resto non ci voleva molto: mi prendono in due, Michele nella figa e Luca in bocca.
Sento il cazzone di Michele che mi entra tutto, lo sento fino in fondo, spinge fino quasi a farmi male.
“Non mettermelo dentro tutto, è troppo lungo !” lo prego.
“Ok, così va bene?”
“Si, grazie. Mmmmmhhh !””” quel pistolone mi fa impazzire, me la riempie.
Prendo in mano il cazzo di Luca e me lo porto alle labbra, gli bacio la cappella poi lo prendo in bocca.
Sento un pò di trambusto … rientra Alberto che era uscito a prendere una bottiglietta d’acqua.
“Sorpresa” esclama e … spinge dentro Roby.
Sto per svenire, mi tolgo di bocca il cazzo di Luca, cerco di ricompormi ma Michele continua a montarmi.
Roberto è fermo, inebetito a pochi passi da me: mi guarda senza dire una parola, è rientrato senza che ce ne accorgessimo.
Lo guardo anch’io e … oddio … è senza pantaloni e mutande e … ha il cazzo duro … dritto.
“L’ho trovato qua fuori, dietro la porta: mica possiamo lasciarlo fuori, in fondo lo chalet l’ha affittato lui, ci ha portato con la sua macchina e … ci stiamo facendo la sua ragazza”.
Lo dice con un tono falsamente serio, ironico: lo ammezzerei per come sta umiliando il mio fidanzato davanti a me e agli altri, purtroppo le circostanze non mi consentono di fare troppo la difficile: il mio ragazzo s’è fatto beccare a segarsi mentre faceva il guardone, per giunta spiando me a fare sesso con i suoi amici … io completamente nuda che vengo scopata da tutti … non replico, ormai andrà come deve andare.
“Dai Roby, lo so che vuoi fartela questa meraviglia di fidanzata. Però te la devi guadagnare, leccale i piedi e le cosce”.
Roberto si inginocchia in fondo al letto, prende in mano i miei piedini, li bacia, li lecca dalle dita alla caviglia.
“Ora guarda bene” gli fa Michele: lo fa spostare, si risistema in mezzo alle mie cosce e riprende a scoparmi.
Roby mi guarda, giro gli occhi da un’altra parte per non incrociare i suoi: ci stanno dominando sessualmente e lui non solo non reagisce ma ci gode, ha il cazzo duro e lungo come se fosse lui a scoparmi …
A turno mi prendono tutti, prima Michele poi Luca. Alberto è l’ultimo, mi fa rigirare, so cosa vuole, il mio culo lo fa impazzire: “Dai Roby, preparami quel culo stupendo: leccaglielo e aprimelo con le dita così entro comodo”.
Non guardo, resto girata: Roberto mi mette la lingua in mezzo al culo, mi lecca il buchino, mi fa impazzire, poi sento le sue dita che delicatamente spingono, entrano …
“Spostati che mi scoppia il cazzo” dice Alberto prendendo il posto del mio ragazzo.
Sento il suo cazzo che si appoggia tra le mie chiappe, si infila dentro, raggiunge l’ano, indugia un pò poi lo spinge dentro … mi incula …
Vedo di sfuggita Roberto che cerca di divincolarsi: Luca lontiene fermo e lo sta palpeggiando, gli tocca il cazzo. Roby cerca di allontanarlo ma Luca è proprio partito, ride, si riempie la mano di lubrificante ed impugna il cazzo del mio fidanzato, gli scappella il glande e, così scoperto, lo tiene stretto nel palmo della mano. Roby resiste pochi secondi poi si libera di quella stretta e si masturba … gode …
Michele e Alberto mi fanno venire un’altra volta, nel culo, poi ancora nella figa.
Roberto è uscito, è andato nel soggiorno ma prima ha sborrato, vedo la macchia bianca sul pavimento.

Il giorno dopo arriviamo al locale che è quasi mezzanotte: è un prive’, ci sono già stata una volta in un posto così, prima di conoscere Roby.
Lasciamo i giacconi all’entrata e subito siamo in un salone con luci soffuse e divanetti sui tre lati: coppie e qualche trio che limonano, niente di pesante.
Michele ci dice di seguirlo, prendiamo un corridoio un pò buio, poi un altro … alla fine entriamo tutti e cinque in una sala con dei divani ed un grosso letto al centro.
“Dai, qui ci si diverte, come ieri” ci fa Michele con un sorriso un pò tirato.
“Forza Manu, facci vedere quanto sei figa” e prova a mettermi le mani addosso per spogliarmi.
Lo allontano, mi sta passando la voglia e la situazione non mi convince ma lui insiste e riallunga le mani.
“Dai cazzo, non ins….” mi blocco: si apre la porta ed entrano tre uomini, tre ceffi con facce da mafiosi.
“Tutto a posto Michele ?” fa uno dei tre.
“Si, si tutto a posto. Lei è Manuela e questo è Roberto, il suo fidanzato” si affretta a precisare Michele.
“Bene, allora possiamo cominciare” replica il ceffo squadrandomi da capo a piedi.
“Avevi ragione, è proprio una strafiga. Mi sa che stasera ci divertiamo pesante”.
Sono completamente nel pallone, guardo Roby e lo vedo totalmente spaesato.
“Chi sono questi, cosa volete farmi ?” chiedo agitatissima a Michele.
Mi risponde il ceffo: “Smettila di parlare e spogliati, senza fare storie. Ho dato 20.000 euro a questo stronzo per poterti fare di tutto insieme ai miei amici albanesi e davanti al tuo ragazzo, ora sbrigati che al solo guardati ci è venuto duro”.
Guardo Michele, disperata, ma come ha potuto ?
Mi prendono e mi buttano sul letto, Roby prova ad intervenire ma lo bloccano.
Luca e Alberto sono impietriti, non capisco se siano sorpresi della situazione o pentiti di esserne stati complici.
Mi spogliano, mi toccano dappertutto, non posso resistere: i tre ceffi si tolgono pantaloni e mutande, cazzo se ce li hanno grossi.
Guardo Roberto: questa volta non è eccitato, è disperato e non sa come fare per aiutarmi, però non si volta, non scappa, resta lì fermo, con me.
“Va bene, mi avete convinta, però dobbiamo fare le cose per bene: prima champagne per tutti, poi ci divertiamo” faccio decisa.
Roby mi guarda negli occhi, non capisce.
“Andate al bar a prendere due bottiglie e un pò di bicchieri” dice il ceffo ai due albanesi che si rimettono i pantaloni ed escono subito dalla stanza alla ricerca del bar.
“Beh, non vuoi assaggiare l’antipasto ?” gli faccio, provocante, mentre allargo un pò le cosce.
Il porco mi sorride, mi guarda in mezzo alle gambe e si massaggia il cazzo, sale sul letto e inizia a stendersi sopra di me.
È un attimo: piego la gamba poi scalcio con tutte le mie forze in avanti e lo prendo in pieno con il piede, proprio sulle palle grosse e gonfie.
Vola da giù dal letto con un urlo, si tiene stretti i testicoli con le mani e si piega per il dolore, sta quasi per vomitare.
Salto in piedi veloce, prendo per mano Roberto e scappiamo di corsa attraverso i corridoi, fino alla reception: la ragazza mi guarda esterefatta, sono nuda e senza scarpe, ci ridà i giacconi, usciamo e saltiamo in macchina.
Roby guida veloce, non ci diciamo una parola, in una ventina di minuti siamo allo chalet, prendiamo i nostri trolley e li mettiamo in macchina poi mettiamo gli zaini di Michele, Luca ed Alberto sulle scale, chiudiamo e ripartiamo subito.
In autostrada Roberto guida concentrato, io non so più chi sono e verso quale futuro sto andando.
Arretro tutto il sedile, mi tiro su le gambe, appoggio i piedi nudi sul cruscotto e mi chiudo dentro il giaccone, sono esausta, mi addormento.
Dopo una mezz’ora mi sveglia il clacson di un camion che abbiamo appena superato: siamo in prossimità di uno svincolo, ci sono i lampioni che illuminano quasi a giorno, mentre dormivo il giaccone mi si è aperto ed il camionista mi ha visto tutto, i piedi nudi sul cruscotto, le cosce, la figa.
“Richiudi il giaccone, non voglio che ti vedano nuda” mi dice con dolcezza Roby dandomi un’occhiata veloce.
Mi ricompongo subito … non vuole che altri mi vedano nuda …
Passano alcuni minuti, appoggio una mano sulla sua, la prende e me la bacia.

Sono passati quasi sei mesi da quel week end, Luca, Alberto e Michele non li abbiamo più visti né sentiti; qualche giorno dopo la partenza mi è arrivato un corriere con un pacco, dentro c’erano i miei vestiti e le scarpe che indossavo quella sera.
Con Roberto le cose sono radicalmente cambiate: ci eravamo messi insieme perché io ero la più bella del paese (ma anche dei paesi vicini) e lui era facoltoso e libero.
Io volevo “uno come lui” e lui voleva “una come me”, non so dire se equivalesse ad esserci veramente innamorati.
Dopo quella sera non ha più voluto fare cose con altri e io non ne ho più avuto bisogno; tra qualche mese ci sposeremo e lo amo ma non per la bella casa, la barca, i soldi: ora lo amo perché sento di essere la “sua” donna, quella che non vuole piu condividere con nessun altro.

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