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L’ Autunno – Capitolo 2 – Letture maliziose

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Era un martedì di inizio Novembre, mancava solo poco più di una settimana al compito in classe di latino e Claudia era preoccupata. Sapeva che la sua preparazione era lacunosa in più punti e,nonostante passasse interi pomeriggi a tradurre versioni,c’era sempre qualcosa che la bloccava: un periodo complicato, una frase intraducibile, costruzioni verbali che non riusciva a metabolizzare.
Era convinta che non avrebbe mai passato il compito in classe e che dunque si sarebbe potuta scordare il viaggio a S.Domingo.

Trascorse la mattinata tra i banchi in modo distratto e assente e decise allora che forse era il caso di prendersi un attimo di pausa , nei giorni precedenti aveva passato fin troppo tempo sui libri. A fine scuola prese il bus,come al solito, e,una volta scesa, decise di andare a trovare Federico ,il ragazzo con cui era uscita qualche volta nel corso delle ultime settimane. Federico ,di 2 anni più grande di Claudia e studente universitario, lavorava col padre a tempo perso in un’edicola a pochi chilometri da casa sua e a quell’ora sarebbe stato sicuramente al lavoro.
La relazione con Federico era iniziata quasi casualmente, si erano conosciuti un sabato pomeriggio in centro. Avevano subito scoperto che anche i loro genitori erano amici e che qualche volta si frequentavano. Erano stati al cinema e a prendere qualcosa da bere assieme, ma ancora non c’era stato nulla di particolare, se non qualche fugace bacio. Claudia era ancora scottata dalla sua precedente relazione e aveva deciso di tuffarsi in quel rapporto coi piedi di piombo.
Con grande stupore di Claudia , Federico non era al lavoro. C’era solo il padre, un simpatico uomo di 50 anni, con cui Claudia aveva scambiato qualche parola in compagnia di Federico.
L’uomo appena la vide la salutò cordialmente.
”Buongiorno Claudia”
”Buongiorno” rispose Claudia con un sorriso.
”Sei passata a trovare Federico?”
”Si, prima di tornare a casa volevo fargli un veloce saluto”
” Oggi sei sfortunata! E’ dovuto uscire a fare delle consegne e temo non tornerà prima di 2 orette”.
Claudia non nascose tutta la sua delusione.
”Bè non fa nulla. Gli può dire che sono passata?Comunque poi magari lo sentirò tramite telefono”.
”Ma certamente, appena torna glielo dico” le disse il padre, aggiungendo, dopo una breve pausa:
”Papà come sta? Si è ripreso dall’infortunio?”
”Si grazie, ora sta benissimo. E’ già tornato al lavoro”.
”E la scuola? Va tutto bene?” le chiese l’uomo. Era la prima volta che parlava con Claudia da solo ed ebbe l’occasione di guardarla con maggior attenzione. Tra sé e sé pensò che il figlio aveva davvero dei buoni gusti in fatto di ragazze, quando li vedeva parlare di fronte all’edicola aveva gettato di nascosto più di uno sguardo su quel fisichino, seguendo con gli occhi il contorno di quelle chiappette rotonde e di quelle tette morbide e generose. Se avesse avuto 30 anni di meno non se la sarebbe di certo fatta scappare, ammise.
”Si grazie. Ho solo qualche difficoltà in latino ma spero di superarle velocemente” gli rispose Claudia, risvegliandolo dai suoi pensieri.
L’uomo le sorrise, indugiando ancora con gli occhi sulla giacchetta della ragazza, da cui si intravedeva la forma del seno, e su quegli splendidi jeans azzurro chiaro che la ragazza indossava spesso, non era la prima volta che li notava. Stretti stretti, a ridosso della fighetta si schiacciavano ancora di più evidenziando quell’eccitante triangolino.
Altri due uomini stavano intanto sfogliando alcune riviste, non curandosi di quel dialogo.
Intanto Claudia riflettè sul fatto che, trovandosi già lì, avrebbe potuto acquistare l’ultimo numero della sua rivista preferita.
”Ma la rivista che acquisto di solito…non è forse già arrivata?” domandò Claudia.
”Vediamo subito…fammi controllare…dovrebbe essere qui in basso..” si affrettò a dire l’uomo, cercando il giornaletto nel marasma del bancone principale. “Però temo che il nuovo numero non sia ancora arrivato, non riesco proprio a trovarlo” disse rivolgendosi a Claudia.
Claudia ebbe la certezza che quel giorno non gliene andava proprio bene una e l’uomo sembrò percepire quella punta di delusione sul dolce visino della ragazza.
”Guarda, ci sono anche tante altre riviste simili a quelle che piacciono a te, non avrai che l’imbarazzo della scelta. Le tengo tutte lì. Se vuoi puoi dare un’occhiata e vedere se trovi qualcosa che ti piace” disse indicando un angolo un po’ più defilato dell’edicola.
Claudia pensò che forse avrebbe davvero potuto trovare qualcosa di altrettanto bello.
”Grazie” rispose. “ Ci do subito un’occhiata” e si avvicinò al bancone laterale, in cui erano stipate centinaia di riviste diverse. L’uomo le sorrise. “ Fa pure, se ti serve aiuto sono qui”.
La vide allontanarsi verso il banchetto e, con tutta la buona volontà, non riuscì a non guardarle il sederino piccolo e sodo. Non era certo un caso isolato, di ragazze giovani e attraenti ne vedeva diverse ogni giorno per via della sua attività, ma quella Claudia possedeva qualcosa che non riusciva a spiegarsi, una certa sensualità in ogni gesto,ogni sguardo, che era merce davvero rara. Invidiò il figlio ,che aveva a disposizione quel corpicino così allettante e fresco.

La giovane iniziò a sfogliare alcune riviste a caso cercandone una che facesse al caso suo. Ma erano tutte riviste che non la soddisfacevano, bene o male le conosceva tutte. Stava quasi per ritrarsi delusa quando ad un tratto il suo sguardo venne colpito da alcune pubblicazioni,probabilmente erroneamente mischiate con le altre. Con estremo imbarazzo si accorse immediatamente che si trattava di riviste per soli uomini e la cosa la stupì. Non si era mai resa conto che nelle edicole campeggiassero anche produzioni di quel genere, genere che a lei era inoltre piuttosto sconosciuto. Si girò verso il padre di Federico, assicurandosi che fosse impegnato con qualche cliente e, preda di un misto di curiosità e imbarazzo, ne prese timidamente una scoprendo che erano sigillate , l’unica cosa visibile era la copertina, le cui immagini però erano inequivocabili,seppur censurate. Claudia arrossì visibilmente e ne fece passare tra le mani qualcun’altra. Distratta da quella improvvisa curiosità non si accorse però che nel frattempo l’uomo le si era avvicinato.
”Allora Claudia, trovato qualcosa di interessante?” le disse sorridendole, senza ancora essersi reso conto su quali riviste Claudia avesse incentrato la sua attenzione. A quella frase Claudia trasalì violentemente e si trovo di fianco l’uomo proprio mentre ne teneva una in mano. Arrossì e lasciò cadere la rivista al suo posto, come se stesse afferrando un piatto rovente.
L’uomo guardò la rivista e, con stupore, si rese conto di cosa si trattava. Osservò la ragazza diventare rossa come un salmone e anche lui ebbe un momento di imbarazzo,si trattava della fidanzata di suo figlio, la situazione era parecchio insolita.
”Devi scusarmi, Vengono qui,si mettono a rovistare e spesso mischiano le riviste tra di loro” si giustificò l’uomo.
Claudia abbozzò una risposta impacciata: “Si, ne ho tirata su una sbagliata”.
L’uomo la guardò sorridendo, nonostante quella precisazione non era assolutamente convinto della spiegazione della ragazza.
Poi, cercando di stemperare l’imbarazzo, aggiunse: “Immagino. C’è un caos qui.. e poi ormai con internet questo genere di riviste si vendono molto poco,anche io me le dimentico in giro ormai”
Claudia si ritirò nel suo silenzio, l’imbarazzo la paralizzava completamente.
L’uomo le sorrise ancora e, anticipando qualsiasi intervento della ragazza, prese una rivista che qualcuno aveva già estratto dal cellophane.
”Guarda che maleducati. Addirittura qualcuno le apre, ci dà qualche occhiata e poi la ributta lì in mezzo. Finisce che me le rovinano” le disse.
Appoggiando la rivista sul bancone , iniziò cautamente a sfogliarla davanti agli occhi di Claudica,allo scopo di assicurarsi che la rivista fosse ancora in buono stato. Poi guardò la ragazza attendendo una sua eventuale reazione.
Claudia ,ormai rossa fin sopra la punta dei capelli, non sapeva assolutamente come reagire. Come già le era capitato al bar in montagna non riuscì a sottrarsi a quella strana situazione,non sapeva come uscirne e vide passare davanti agli occhi quelle foto oscene combattuta tra un profondo imbarazzo e una curiosità che aumentava sempre più. L’uomo faceva passare lentamente le pagine voltandosi ogni tanto verso di lei e osservandone la reazione ad ogni nuova fotografia. Percepiva tutta la curiosità della giovane, che,seppur in evidente imbarazzo, non si sottraeva a quello spettacolo.
Claudia rivisse per un attimo le stesse sensazioni vissute in quel bar di montagna, un misto di attrazione e vergogna che non sapeva spiegarsi. Guardare quelle immagini pornografiche che quell’uomo le metteva davanti agli occhi l’intrigava e , vergognandosi di sé stessa, cominciò a sentire una punta di eccitazione che pian piano si stava impossessando di lei.
L’uomo intanto sentì un’improvvisa e inaspettata erezione farsi largo nei suoi slip. Il cazzo cominciò a pulsare e stringere contro le mutande. Si rese perfettamente conto che quella ragazza era la nuova fidanzata del figlio ma vederla così interessata a quel materiale,osservare quel delicato visino posarsi su quelle foto oscene gli fece perdere ogni remora. Si girò per assicurarsi che non ci fossero altri clienti in giro e poi si rivolse ancora a Claudia. Eccitato dalla singolare situazione provò a rincarare la dose.
“Sai, fino a qualche anno fa internet non c’era e allora bè queste riviste si vendevano molto di più, diciamo che erano un valido aiuto per noi maschietti” disse in tono divertito ma quasi paterno, facendo oscenamente sottintendere in quale attività erano soliti dedicarsi gli uomini che acquistavano quelle rivista.
“Ovviamente per chi non aveva altri tipi di aiuto” aggiunse ridendo, guardando di sbieco la giovane.
Claudia era al culmine dell’imbarazzo e,come spesso faceva quando era in quello stato, prese a giocare con le mani con i cordini dello zainetto. Non seppe cosa rispondere a quelle frasi allusive, questa volta non c’era Sara a gestire la situazione, come in quel bar, e lei si scoprì impreparata ad affrontare quei discorsi con un uomo decisamente più grande.
L’uomo notò quel gesto di nervosismo.
”Ma vedi,queste non sono di grande qualità. Nel retro ne ho anche di qualità superiore, per i clienti più esigenti” osò dire l’uomo. Quella frase assomigliò così tanto a un invito che Claudia, stupendosi di quella richiesta mascherata, si intimidì ancora di più. Ma la meraviglia più grande fu quella di accorgersi che nel momento esatto in cui l’uomo formulò quella specie di richiesta, quel velato invito, sentì che la sua eccitazione e la sua curiosità aumentavano a dismisura.
L’uomo capì che non era il caso di esagerare, e non attese la risposta della giovane. Eppure,per non lasciare nulla d’intentato, buttò lì una frase a cui Claudia, nei giorni successivi, pensò più volte.
”Magari ne riparleremo in un’altra occasione” le disse, guardandola negli occhi.
Claudia fece un timido cenno di assenso con la testa guardando l’uomo, poi,rossa in volto,afferrò da terra il suo zaino.
”Ora però devo scappare” disse , sgattaiolando via in fretta e furia.
L’uomo la guardò allontanarsi, eccitato dalla situazione appena vissuta.
”Chissà se Federico sa che razza di porcellina gli è capitata tra le mani” pensò. Decise che ovviamente non avrebbe fatto parola col figlio di quello che era successo e qualcosa gli diceva che neanche la ragazza avrebbe aperto bocca. Non sapeva spiegarsi i motivi ma era convinto che quella storia non era destinata ad esaurirsi lì.
Claudia si diresse di filato a casa, riflettendo con preoccupazione sul fatto che l’osservare quelle foto pornografiche col padre del suo pseudo-fidanzato non le era certo stato indifferente. Cosa sarebbe accaduto se avesse accettato quel velato invito?
Ma che cosa gli veniva in mente? Si disse. Probabilmente per l’uomo era stata una discussione normalissima, era lei che aveva visto dell’intensa malizia dove in realtà non ce ne era affatto. In fondo era il padre di Federico. Si convinse del fatto che aveva travisato ogni cosa.
Ma questa sua morbosa curiosità, nata qualche mese prima in montagna, sembrava non darle pace e la trascinava in situazioni sempre più complicate.
A casa, quel pomeriggio si rituffò sulle versioni di latino lasciandosi temporaneamente alle spalle quei pensieri, così strani e conturbanti.
Il compito in classe stava avvicinandosi.

 

Questo racconto è opera di fantasia. Tutti i personaggi,gli episodi e le battute di dialogo sono da intendersi come del tutto immaginari. Niente di ciò che è narrato è da alludere a persone,cose o situazioni reali.
Per commenti o consigli scrivere a : psychedelicat1@yahoo.it

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