La tombolata ebbe fine. La giornata era stata lunga, come ogni celebrazione natalizia, e tutti cominciarono a ritirarsi nelle proprie stanze, eccezion fatta per Marco che, ancora sconvolto, a mente fredda aveva realizzato cosa fosse successo e, presa in prestito la macchina del padre, si era dileguato, raggiungendo qualche amico in centro paese.
Le due ragazze invece si ritirano nella propria stanza. Si svestirono, si cambiarono, e dopo essere andate a turno in bagno si misero sotto le coperte indossando entrambe solo mutandine e reggiseno, per via del caldissimo piumone di cui erano dotate.
Ben presto calò il silenzio assoluto.
Anita sembrava stravolta, si addormentò nel giro di pochi secondi mentre Claudia faticava a prendere sonno. Continuò a girarsi e rigirarsi nel letto per una buona mezz’oretta, stando attenta a non svegliare Anita . Ma sembrava tutto invano. Ormai rassegnata, si immobilizzò supina tenendo lo sguardo fisso sulle lame di luce che tagliuzzavano il soffitto e aspettando che il sonno arrivasse da sé. Improvvisamente Anita sembrò agitarsi, prese a girarsi prima su un fianco poi sull’altro, e poi ancora , finchè si prese parte del letto e si immobilizzò appoggiandosi sul fianco di Claudia, la testa accocolatasi appena al di sotto della concavità ascellare .
Immediatamente Claudia percepì il netto contatto del seno di Anita sul suo costato. Così schiacciato sul suo fianco, sentì il rigonfiamento generoso e sodo delle sue tette che premevano. Non osava scacciarla, per paura di destarla, e, invece che sottrarsene, favorì quell’inaspettato contatto. Un repentino calore la avvolse. Il viso prese quasi a scottarle, tra le cosce percepì salire come un fuoco che cominciava a divampare.
Aprì leggermente le gambe, allungo una manina sulle mutandine e le sentì inumidirsi. Con gesti lenti, infilò le dita negli slippini e si scoprì bagnata, tanto che il medio le scivolò sulle grandi labbra con estrema facilità. Prese a masturbarsi lentamente, eccitandosi sempre di più. Con movimenti lenti e regolari , le dita cercavano i punti di piacere più profondi . Il clitoride era ora teso e vibrava sotto lo sfioramento continuo della sua mano. La sua fighetta era ora un brodo, in cui qualsiasi cosa avrebbe potuto infilarsi senza attriti.
Non si accorse ma proprio in quel momento Anita aprì gli occhi. Un attimo di smarrimento, prima di capire che cosa stesse succedendo, e poi lo sguardo le cadde sulla manina di Claudia intenta a masturbarsi dolcemente. Senza pensarci troppo, allungò la mano sul pancino dell’amica e poi, lentamente scivolò verso il basso fino a incontrare la mano di Claudia, che , un poco sorpresa, si fermò. A quel punto la sua mano fu sostituita da quella di Anita, che si intrufolò nelle sue mutandine . Anita giocò con la fighetta di Claudia per qualche minuto, sentendone gli ispidi peli bagnati del suo piacere. Passò i polpastrelli sulle labbra esterne, accarezzandone i bordi, poi prese a strofinarla con più forza, sentendo l’amica cominciare a gemere. La penetrò con le dita, sditalinandola a lungo, per poi fuoriuscire e tornare poi a strofinarle il clitoride, che vibrava ora come impazzito. Claudia cominciò a palpeggiarle il seno, prima da sopra il reggiseno e poi infilando la manina all’interno, strusciando la punta delle dita sui capezzoli ritti e gonfissimi di Anita la quale alzò leggermente la testa, avvicinando le labbra a quelle di Claudia. Slinguarono per qualche minuto, le lingue che si intrecciavano , si cercavano, si rincorrevano nelle rispettive bocche mentre Anita non smetteva di sditalinarla…finchè Claudia fu invasa da un lungo brivido di piacere e, irrigidendo un poco le cosce, lasciò che l’orgasmo la travolse. A quel punto si tirò su, fece distendere l’amica e la fece appoggiare alla testiera del letto. Le prese le cosce e delicatamente le aprì le gambe, aveva ora la sua fighetta, coperta dallo slippino, davanti agli occhi. Le scostò un piccolo lembo, scoprendo il trangolino nero e scese a leccare. Prima con leccate vigorose a lingua intera, seguendo i bordi delle labbra, per poi dedicarsi al clitoride. Anita gemeva di piacere mentre accarezzava la testa dell’amica. Aveva ora un lago tra le gambe. Claudia si sorprese, le risultò terribilmente familiare giocare con quella dolce fighetta e andò avanti senza sosta finchè Anita, gemendo piano ma a lungo, raggiunse un intenso orgasmo. Dopo qualche attimo si inginocchiarono entrambe sul materasso e, una di fronte all’altra, avvicinarono le rispettive tette strofinandole le une sulle altre, facendo sfiorare i capezzoli. Nella foga di quei momenti non si accorsero dei rumori premonitori che preannunciavano l’arrivo di qualcuno. E improvvisamente la porta si aprì, rivelando Marco che, basito, si trovò davanti lo spettacolo delle due ragazze che si strusciavano le tette. Colte di sorpresa, si staccarono, immobilizzandosi ai lati del materasso. Marco, visibilmente alterato dall’alcool ,non fece in tempo a dire che un flebile wow prima di cascare supino, quasi tramortito, sul lettone, prima di collassare.
Le ragazze se lo trovarono quindi lì in mezzo, in stato quasi incosciente. Si guardarono eccitate. Anita scese sul cavallo dei pantaloni di Marco e cominciò a palpeggiarlo. Dopo pochi attimi fu raggiunta dalla manina di Claudia e portarono avanti un palpeggiamento a due mani che, in breve tempo, fecero diventare il cazzo di Marco duro come un sasso. Lì lui rinvenne, proprio nel momento in cui Anita gli stava slacciando i bottoni dei jeans ed estraeva il suo uccello, che ora teneva ritto con la mano alla base. Poi prese a fargli una sega a cui si aggiunse la mano di Claudia. Per qualche minuto lo segarono insieme, tenendolo ben stretto. Le due manine andavano su e giù con ritmo regolare finchè Marco le pregò di prendere i preservativi che erano nel primo cassettino del comò del suo letto. Anita sgambettò fino al comodino, prese un preservativo e ritornò al cospetto del cazzo di Marco. Srotolò l’intero preservativo sull’uccello, si abbassò le mutandine ,rivelando il sensuale triangolino nero della fighetta, e si issò a cavalcioni su Marco.
Tenendo ben saldo quel membro durissimo, lo indirizzò verso la fighetta. Lo sentì entrare piano piano, la fighetta che lo accoglieva nel suo guscio, e cominciò a cavalcarlo. Andava ora su e giù facendosi penetrare sempre più a fondo mentre Claudia , dopo averle abbassato il bordino del reggiseno, era tutta presa a leccarle i capezzoli. Le generose tette di Anita saltellavano su e giù, i due codini dei capelli si agitavano seguendo il ritmo delle penetrazioni, il preservativo ora luccicava dei succhi della giovane, le chiappette di Anita sbattevano ritmicamente sulle cosce di Marco. Cavalcò per qualche minuto cercando di sentire quanto più possibile il cazzo stantuffarle la fighetta e poi , alzando una gamba, sfilò l’uccello , ora violaceo, dando il cambio a Claudia, che , una volta a cavalcioni del ragazzo, prese a strusciarsi muovendo avanti e indietro il bacino e poi favorì l’ingresso della cappella tra le labbra gonfie della sua fighetta. Cavalcò con foga, guardando Anita che intanto si sditalinava, sentendo quella grossa cappella dilatarla appieno.
Marco arrivò più volte al limite ma riuscì a controllarsi, quelle due lo stavano comunque facendo impazzire di piacere. Poi Claudia si sfilò l’uccello, e si accoccolò ai piedi di Marco , subito raggiunta da Anita. Le due ragazze si baciarono ,palpeggiandosi le tette a vicenda, eccitatissime. Marco, tirandosi su, si avvicinò a loro, slinguando prima Claudia e poi Anita, poi, quasi abbracciandole, le invitò ad avvicinarsi alla testiera del letto. Ora, di schiena, mettendosi a 4 zampe, le due giovani si piegarono un poco in avanti, dilatando i due buchini del culo ed esponendoli allo sguardo di Marco. Claudia non aspettava altro che essere inculata, aprì il sederino quanto più potè , girando la testa verso Marco e invitandolo a servirsene. Il ragazzo si avvicinò , appoggiò le due mani su entrambi i culetti e, col dito indice, iniziò a stuzzicare i due buchini. Le ragazze intanto si guardavano, ogni tanto avvicinavano le teste a baciarsi mentre Marco esplorava con le dita. Infilò un dito nel culetto di Anita, spingendo a fondo. La ragazza cominciò a gemere. Poi Marco di dedicò al sederino di Claudia, leccandone i bordi e infilando la punta della lingua, stuzzicando il buchetto. Infine vi appoggiò la cappella e cominciò a strusciarcela sopra. Anita si mise dietro di lui e, infilata la testa tra le sue gambe, prese a leccargli le palle mentre Marco cominciava a inculare Claudia. Entrò piano, con calma, e sentì il buchino dilatarsi. Poi spinse un po’ di più e la cappella cominciò a sparire all’interno di quella meraviglia. Anita intanto leccava e massaggiava i testicoli lentamente, assaporandone ogni centimetro. Marco cominciò a scopare il sederino di Claudia sempre con maggior forza, l’eccitazione gli aveva donato un’erezione di acciaio , mentre Claudia gemeva e godeva, sentiva il cazzo che la riempiva completamente ed ebbe un altro intenso orgasmo. Andò avanti qualche minuto ,aprendole il culo finchè disse che stava arrivando al limite.
A quel punto Anita si rimise nella posizione iniziale e si piegò in avanti spalancando il buchino.
Si girò verso Marco e quasi lo supplicò con la sua vocina.
“Riempimi il sederino di sborra, ti prego”. Claudia la guardò a bocca aperta.
A quelle parole Marco uscì da Claudia e si diresse verso Anita. Claudia si tirò su, sfilò il preservativo dal cazzo di Marco e, tenendolo in mano, avvicinò la cappella al buchino del culo di Anita che, voltando la testa, osservava eccitatissima. Claudia cominciò a segare Marco , la punta della cappella a pochi millimetri dal buchino aperto e, dopo pochi attimi, Marco superò il limite. Dalla cappella uscì un primo fiotto di seme che entrò diritto nel sederino di Anita. Lei sentì un improvviso calore, e percepì chiaramente la sborra che le cominciava a riempire il sederino. Di lì a poco una seconda sborrata si aggiunse alla precedente, il denso seme bianco copri interamente il buchino nero di Anita. Claudia vi appoggiò un dito e cerco di spingere quanta più sborra possibile all’interno mentre Marco sborrò una terza volta , facendolo tracimare, il seme cominciò a colare densissimo sulla fighetta di Anita e sulle sue cosce. Claudia, in preda a un’eccitazione indicibile, leccava il seme che il sederino di Anita non riusciva a trattenere, trattenendolo in bocca e sulla lingua , raccogliendolo dalla sua fighetta ora intrisa. Poco dopo Anita si girò avvicinandosi all’amica e ,ponendole dolcemente una mano sulla guancia, cominciarono a baciarsi, scambiandosi lo sperma di Marco.
Le lingue, intrise di sborra, scorrevano l’una sull’altra.
Marco guardava estasiato finchè si ritirò esausto, il cazzo che cominciava a rientrare, le palle ormai svuotate non avevano neanche più una goccia da offrire. Si trascinò verso il suo letto mentre le due ragazze terminavano di sbaciucchiarsi teneramente, assaporando tutto il seme di Marco. Poi ,ripulitesi, si rannicchiarono insieme nel lettone.
In poco tempo calò il silenzio totale e tutti e 3 si addormentarono.
Questo racconto è opera di fantasia. Tutti i personaggi,gli episodi e le battute di dialogo sono da intendersi come del tutto immaginari. Niente di ciò che è narrato è da alludere a persone,cose o situazioni reali.
Per commenti: psychedelicat1@yahoo.it



Complimenti per il racconto. Se ti va ti lascio mia mail. erodream78@gmail.com
Mi sono imbattuto in questo lungo ma bellissimo racconto di molti anno fa e, complice anche il nome, mi sono…
Sublime
crescendo di aspettative in poche battute...Non vedo l'ora di leggere il resto...
Mi piace molto il racconto, mi piacerebbe che si inserisse una studentessa, la peggiore della classe, e che prendesse il…