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Capitolo 3 – La mia prima esperienza con una donna

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Capitolo 3

Le settimane ed i mesi passarono e arrivai a fine anno scolastico e fui promosso. Contentissimo io ed Eleonora festeggiammo quella sera, mangiammo la pizza  e poi andammo in una discoteca a Jesolo e ci divertimmo. Tornammo casa quando iniziava ad albeggiare. Al sopraggiungere dell’estate la discoteca dove io lavoravo chiudeva e il personale veniva trasferito nella discoteca che c’era nella località balneare e io rimasi senza lavoro. Mi trovai con Eleonora una sera e ci mettemmo a parlare e purtroppo le occasioni per vedersi e per stare insieme erano davvero molto poche e quindi ci facemmo la promessa di rimanere fedeli l’un l’altro. Passai l’estate a casa poi il mese d’agosto insieme alla mia famiglia facemmo due settimane al mare a Lignano Sabbiadoro. Tornai a casa e di lì a pochi giorni compì gli anni e divenni maggiorenne. Volevo festeggiare insieme ad Eleonora ma non la trovai. Questo mi dispiacque parecchio. Iniziai a andare a scuola; era l’ultimo anno e avevo l’esame di maturità quindi lo studio m’avrebbe assorbito gran parte del mio tempo libero. Verso la metà di settembre ripresi ad andare a lavorare in discoteca; speranzoso di rivedere Eleonora. Ma ahimè non si fece vedere. Rimasi molto deluso di non vederla e pensai che non avesse mantenuto la promessa di fedeltà che c’eravamo fatti all’inizio dell’estate. Continuai la mia solita vita fatta di scuola, compiti e lavoro nel weekend ma di Eleonora non si vedeva neanche l’ombra. Eravamo verso la fine di ottobre quando una domenica pomeriggio mentre stavo lavorando in discoteca vidi Eleonora che fece il suo ingresso in discoteca ma notai che camminava con due stampelle. Chiesi a un ragazzo che faceva parte dello staff di sostituirmi per qualche minuto. Andai incontro ad Eleonora che mi guardò  mi sorrise.

“Ciao Eleonora! Ma che cosa ti è successo?”

Una smorfia di dolore si stampò sul viso di Eleonora che mi disse:

“Andiamo a sederci che ho qualche dolore …”

Presi Eleonora e la portai nella postazione dove io lavoravo si sedette sulla sedia girevole che io usavo per sedermi quando lavoravo  alla consolle delle luci e mi raccontò:

“Verso la metà di luglio ero  andata in discoteca  a Jesolo con i miei amici della compagnia: era stata una  bella serata e stavamo tornando a casa, stanchi ma spensierati e felici, quando all’improvviso vedemmo un auto in senso opposto al nostro che sbandava: fu un attimo, l’autista perse il controllo e  ci prese in pieno. Fu tutto così veloce che quasi non ce ne rendemmo conto, non riuscimmo a evitare lo scontro.  Finimmo nel fosso che costeggiava la strada e lì rimanemmo per diverso tempo poi arrivarono i soccorsi. Tirarono fuori dall’abitacolo della vettura prima il conducente, ti ricordi Emanuele,  per lui non c’è stato più nulla da fare; poi tirarono fuori me che sedevo sul sedile posteriore dietro al guidatore. Avevo il bacino, un femore e alcune ossa del viso rotte; rimasi in ospedale per circa un mese dove subì diverse operazioni per sistemarmi le  ossa del volto e il femore. Seguì la convalescenza a casa che passai a letto per due mesi, poi la riabilitazione che sto ancora tuttora facendo. Son venuta qui oggi perché avevo voglia di vederti ….”

Notai che era decisamente smagrita. La baciai! Un bacio molto casto in quanto non riuscivo a fare di meglio viste le condizioni fisiche di Eleonora.

Terminai il turno e poi con molta calma accompagnai Eleonora sui divanetti e le portai una bibita analcolica rimanemmo insieme per diverso tempo. Eravamo felici e contenti di rivederci e ci baciammo ripetutamente; iniziai a toccarle il suo corpo  ma Eleonora mi disse:

“Piano piano GianLuca non sono ancora in perfetta forma e ho diversi dolori in varie parti del corpo..”

“Scusa ma non ci vediamo da diversi mesi, cerca di capirmi! E la voglia di abbracciarti e toccarti è davvero tanta ….”

Mi sorrise accarezzandomi il volto e ci baciammo teneramente. 

“Ma ti posso venire a trovare a casa?”

“Meglio di no in quanto c’è mia nonna; vive in casa con noi da quando sono stata dimessa dall’ospedale e mi da un supporto nel qual caso ne avessi bisogno … Adesso un po’ meno ma i primi tempi è stata davvero indispensabile ….”

Se ne andò via abbastanza presto; era  stanca e poi i dolori iniziavano ad essere insopportabili. 

Ero felicissimo d’averla vista ma rammaricato per non poterla andare a trovare anche se capii i motivi.

Passarono i mesi Eleonora e non tutti i week end veniva in discoteca; aveva abbandonato prima  una stampella e successivamente l’altra ma aveva ancora parecchi dolori al femore e alla schiena. I medici confermarono il fatto che il femore, che si era rotto, si era consolidato ma era più corto dell’altra gamba e quindi aveva una lieve zoppia che l’avrebbe accompagnata per tutta l’esistenza. Verso i primi di dicembre riprese a lavorare e con molto rammarico si era ben presto resa conto che era stata sostituta da un’altra ragazza e il titolare l’aveva licenziata. Mi telefonò alla sera e mi diede la triste notizia e mentre parlava con me si mise a piangere. Pensai oltre danno fisico  anche la perdita del lavoro; era stata davvero molto sfortunata!

Nei giorni successivi si mise a cercare lavoro ma con l’esperienza che aveva avuto era piuttosto difficile trovare un’altra occupazione analoga alla precedente. Visto che di denaro ce n’era ben poco da parte d’entrambi pensammo di passare l’ultimo dell’anno a casa. Eravamo soli in quanto i suoi genitori facevano la settimana bianca in montagna insieme al fratello più piccolo e quindi pianificammo per bene la serata e finalmente potei fermarmi a dormire con Eleonora. Arrivai a casa sua nel tardo pomeriggio  lei era come al solito splendida cenammo insieme poi rassettata la cucina Eleonora si vestì e uscimmo per andare in piazza dove c’era una festa con un concerto. Allo scoccare della mezzanotte ci facemmo gli auguri di buon anno baciandoci a più riprese poi, complice il freddo decisamente pungente, tornammo a casa. Visto che era la prima notte che passavamo insieme Eleonora volle dormire nel letto matrimoniale dei suoi genitori. Arrivati in camera  volle che la spogliassi stando in piedi. Io mi ero già spogliato e avevo il cazzo già in erezione e pronto all’uso. La luce fioca dell’abat-jour si rendeva complice dei nostri corpi e delle nostre passioni  nel silenzio rotto solo dai nostri sospiri e dalle nostre carezze. Ci mettemmo sotto le coperte ci stringemmo e ci baciammo avidamente mentre le mani scendevano e salivano toccando ogni centimetro quadrato di pelle …

Poi scese a succhiarmi il cazzo scappellandomelo; era già duro ed in perfetta erezione. Lo guardava e lo baciava in continuazione infilandolo lentamente in bocca e mugolando leggermente. Io ansimavo!  Poi volle inserire il preservativo che prese dal comodino lo appoggiò sulla cappella e con tanta maestria lo srotolò con la bocca lungo l’asta.

Si mise supina e le passai il glande sulle labbra della figa e cominciò ad ansimare e bagnarsi. Si toccava le tette offrendole a me chiedendomi di succhiarle i capezzoli che erano duri e turgidi. La voglia saliva in lei ed anche in me.

Mentre succhiavo i capezzoli affondai il cazzo nella sua figa che era allagata. Eleonora colava a dismisura bagnando il lenzuolo con i suoi umori. La scopai per molto tempo. Lei venne due volte poi venni anch’io nel preservativo. Mi distesi sul letto felice ma col fiatone e decisamente stanco. Anche Eleonora era felice d’aver goduto tanto e molto intensamente. Ci andammo a lavare  e poi ritornammo a letto e ci addormentammo. La mattina mi svegliai verso le ore 08:30 in quanto avevo appetito mentre Eleonora stava ancora dormendo. M’alzai a mangiare qualcosa e mentre stavo facendo colazione sentii:

“GianLuca dove sei?  … Vieni qui che devo dirti una cosa?”

Andai in camera da letto e trovai Eleonora distesa a letto e completamente nuda.  Mi avvicinai e lei si mise seduta a letto poi con molta lentezza mi tirò fuori il cazzo dal pigiama e iniziò a segarlo. Ben presto divenne duro ed Eleonora iniziò a leccarmi la cappella. Mmmmh ma che goduria così di prima mattina! Eleonora scappellò il cazzo e ben presto s’accorse, prendendolo con entrambe le mani, che era durissimo. Aprì la bocca che chiuse  subito sotto la corona del pene e succhiando facendomi gemere, poi  lo fece entrare ancora un poco, girando intorno con la lingua prima di affondarlo nella gola ancora di più cercando di prenderlo tutto.

“Manca poco perché io venga Eleonora!” dissi

Si fermò bruscamente e m’infilò il profilattico preso dal comodino si distese a letto e in un istante mi misi sopra di lei. Strofinai il cazzo un paio di volte sul clitoride e sulle piccole labbra poi imboccai il cazzo sulla figa aprendo leggermente la vagina e molto delicatamente lo inserì. Rimasi immobile in quanto sentivo i muscoli della vagina stretti. Iniziai a scoparla prima lentamente poi con forza per diversi minuti Eleonora ebbe un orgasmo che la  travolse. Il mio respiro si fece corto e accelerato e velocizzai la cadenza dei colpi penetrando  la vagina e toccando il fondo  e venni dicendo parole sconnesse e incomprensibili a me e a lei. Mi distesi sul letto Eleonora mi guardò e m’abbracciò e mi disse:

“Wow GianLuca scopare con te sta diventando sempre più soddisfacente ….. Le prime volte non eri un granché ma adesso stai diventando sempre più bravo!” 

“Grazie Eleonora per il complimento ma anche tu stai diventando sempre più brava ed abile con la bocca!”

Rimanemmo per diverso tempo a letto giocando e amoreggiando. Poi c’alzammo e andammo a lavarci e rimanemmo a casa ad oziare poi verso le 12:00 Eleonora preparò il pranzo che consumammo poco dopo. Il pomeriggio Eleonora volle uscire e farsi un giro per la città nonostante il freddo pungente e le temperature poco sopra lo zero. Tornammo a casa verso sera e poi mi volle accompagnare a casa in auto. Ci demmo appuntamento a sabato sera  in discoteca. Passarono i mesi ci vedevamo regolarmente tutti i venerdì pomeriggio – sera poi verso la primavera Eleonora trovò un lavoro. A lei non piaceva assolutamente; era commessa in un negozio di gastronomia con contratto di apprendista. Accettò mal volentieri! Io non andavo più in discoteca a lavorare in quanto avrei avuto l’esame di maturità dopo qualche mese e studiavo per prepararlo al meglio. Io ed Eleonora ci vedevamo solo una volta alla settimana. Arrivò la fine giugno e affrontai prima la prova scritta e poi ai primi di luglio la prova orale. Verso il 20 di luglio ebbi l’esito dell’esame: ERO PROMOSSO!?!

Chiamai Eleonora e le dissi che ero stato promosso. Festeggiammo e quella sera mi venne a prendere e andammo a mangiare la pizza e poi ci recammo a Jesolo a passeggiare sul lungomare. Tornammo a casa molto tardi e il mattino seguente andai ad iscrivermi ad un autoscuola per conseguire la patente per l’auto. Detti l’esame scritto poi visto che l’autoscuola chiudeva nel mese di agosto andai in ferie con Eleonora in tenda con i suoi amici per due settimane. Avevamo un’unica tenda dove dormivamo tutti insieme. Ci divertimmo davvero tanto! Non scopammo mai in quanto era decisamente troppo rischioso e al di là di qualche toccatina alle zone erogene non potemmo fare. Terminate le vacanze ripresi a frequentare la scuolaguida e dopo  6 – 7 guide con l’istruttore feci l’esame di guida rimanendo promosso. Felicissimo festeggiai la stessa sera con Eleonora. Poi a novembre m’arrivò il documento contenente l’ordine individuale di chiamata alle armi; dovevo partire verso la metà del mese successivo.

Telefonai ad Eleonora verso sera e le comunicai che verso la metà del mese successivo dovevo partire per il servizio militare.  Divenne triste e si mise a piangere!

Il giorno prima di partire volle rimanere con me per tutto il giorno. Eleonora si prese un giorno di ferie per rimanere il più possibile con me; pranzai e cenai  con i suoi genitori. Eleonora avrebbe voluto fare l’amore mai ahimè in casa c’erano i suoi genitori. E quindi dovemmo rimandare. Poi verso sera mi accompagnò a casa. Ci promettemmo di rimanere fedeli nonostante il lungo periodo di distanza tra noi due. Partì per Codroipo e rimasi per un mese; dopo il giuramento fui destinato a un corpo scelto degli alpini in una caserma operativa. L’addestramento fu decisamente duro sia dal punto di vista fisico che mentale e molto severo. Terminato iniziai a girare per l’Italia e l’Europa in varie missioni di pace. Ben poco tornai a casa in licenza.

Venni congedato i primi giorni di dicembre del 1985 e tornai a casa, a detta dei miei genitori ero decisamente cambiato, più maturo, più consapevole e soprattutto più uomo. Chiamai subito Eleonora e ci vedemmo il tardo pomeriggio  dello stesso giorno. Arrivai a casa e venni accolto amorevolmente dai suoi genitori che notarono il mio cambiamento e la mia maturità poi uscii dalla sua stanza Eleonora e rimasi decisamente esterrefatto vedendola. Notai subito la ragazza che avevo lasciato quasi dodici mesi prima si era trasformata in una donna consapevole delle sue possibilità e della sua bellezza che veniva ostentata anche in casa. Ci guardammo e ci demmo un lunghissimo bacio. Poi mi prese per mano e mi portò in camera, chiuse la porta e ci sedemmo sul letto.

“GianLuca sto frequentando una persona …. E credo di essermi innamorata ….” aggiunse

 Io rimasi molto male. M’amareggiai e m’alzai dal letto, per andarmene via, ma dopo qualche passo Eleonora mi fermò e mi disse:

“Dai GianLuca non fare così!”

Pensai che per l’ennesima volta Eleonora non aveva mantenuto la promessa di fedeltà fatta prima che io partissi per il servizio di leva. Mi baciò teneramente dicendomi:

“Dai ci possiamo vedere ugualmente!”

“Vorrei una ragazza tutta per me e non condividerla con qualcun altro!” risposi

La mia risposta spiazzò Eleonora in quanto era convinta che io accettassi la sua proposta. Mi guardò negli occhi e mi baciò ancora molto teneramente. Le sue mani iniziarono a accarezzare il mio viso, torace, gambe poi si spostarono sull’inguine indugiando sul mio cazzo che era moscio. Feci un cenno ad Eleonora per farle capire che i suoi genitori erano in casa e potevano sentire tutto quello che facevamo in camera. Ma lei non prese neanche in considerazione quanto io le volevo far comprendere. Le mani ed i sapienti massaggi di Eleonora al mio cazzo ottennero il risultato di farlo diventare duro in brevissimo tempo. Si tolse il vestito nero corto che aveva indossato quel giorno rimanendo solo con i collant neri, il perizoma e il reggiseno neri. Mi slacciai i pantaloni che feci scendere a livello delle ginocchia. Il cazzo svettava sotto i boxer ed Eleonora lo prese in mano e iniziò a segarmelo. Presi Eleonora e abbassai le spalline del reggiseno e le misi le mani sul seno accarezzandolo. Con un rapido gesto si tolse il reggiseno che fece volare sul letto. Guardai il seno e mi pareva che fosse diventato un po’ più grande rispetto all’ultima volta che l’avevo ammirato. Mi prese con le mani la testa portandomela a livello dei capezzoli che cominciai a leccare. Capii subito che quello stavo facendo al seno piaceva tantissimo. Le sue mani s’aggrovigliarono in mezzo a miei capelli e qualche lamento sottovoce uscì dalla sua bocca. M’allontanò dal seno e mi tolse il maglione e la camicia e poi lei si tolse i collant neri. Si mise a letto invitandomi a fare la stessa cosa. Mi distesi sopra di lei e cominciai baciare il seno e la pancia soffermandomi in quelle zone che mi ricordavo essere erogene per Eleonora. L’eccitazione e il godimento salirono vertiginosamente e ben presto anche Eleonora si tolse anche il perizoma. Rimasi alquanto sorpreso nel vedere la figa di Eleonora era completamente depilata. Poi Eleonora fece una cosa, altamente erotica che non aveva mai fatto prima; con due dita di  una mano si divaricò le grandi labbra della figa mentre con l’altra mano  mi prese la testa e la portò a livello della vagina. Capii che dovevo leccargliela ma, ahimè, non avevo ancora tanta esperienza. Ci misi impegno nel leccare la figa ma ahimè non ottenni il risultato sperato da Eleonora. Allora prese in mano il gioco e mi fece distendere sul letto in posizione supina. Senza tanti preamboli  prese il cazzo in mano e iniziò a segarmelo alternando  qualche leccata al glande. La mia eccitazione aumentò a dismisura e la cappella divenne più grossa e assunse un colore violaceo. A questo punto Eleonora si fermò mi scappellò il cazzo fino in fondo sali sopra di me, e impugnando il cazzo lo passo tra le labbra della figa 4 o 5 volte prima di scendere, fino ai coglioni,  impalandosi. Incominciò a cavalcarmi come un’amazzone ed Eleonora venne due volte bagnandomi i testicoli. Si fermò e s’alzò ed estrasse il cazzo dalla sua figa rimase immobile per qualche secondo facendomi un sorriso e molto dolce e assai malizioso e posò il mi cazzo sulla rosellina dell’ano. Io guardavo attonito e non capivo che cosa voleva fare. Con molta calma iniziò a spingere sentii l’ano aprirsi molto lentamente e il mio cazzo farsi strada nel buco del culo. Continuò così per qualche minuto fino a quando il mio cazzo sparì nell’intestino fino ai coglioni. La sensazione che provavo era fantastica; i muscoli del culo mi stringevano il cazzo donandomi ad ogni minimo movimento un piacere mai provato. Rimase immobile Eleonora per abituare i muscoli del culo al mio cazzo poi iniziò a fare un movimento ondulatorio molto lentamente poi sempre più veloce. Venne per una terza volta annaffiando ancora i miei testicoli. Poco dopo venni anch’io eruttando una notevole quantità di sperma nell’intestino di Eleonora. S’accasciò sopra di me e ci baciammo per diverso tempo; il cazzo ben presto perse la consistenza dura che aveva prima e uscì dall’ano e con esso tutto il mio sperma.  C’alzammo dal letto ed Eleonora mi passò dei fazzoletti tanto per togliere lo sperma dal mio cazzo e mi rivestii. Lei si rivestì indossando il solito pigiama di flanella e m’accompagnò all’uscio di casa. Mi volle baciare per l’ultima volta e me ne andai.  Quello fu l’ultimo approccio trasgressivo che ebbi con Eleonora, le nostre vite, purtroppo, presero strade completamente diverse e ora sono tantissimi anni che non ci vediamo ma spero  prima o poi di poterla rivedere ed incontrare …

FINE

 

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