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Tutto in famiglia

By 13 Novembre 2023No Comments

Conobbi mia moglie Loredana il primo giorno di scuola superiore. Ero seduto al secondo banco e lei entrò per ultima sedendosi all’unico posto libero, in prima fila, davanti a me. Indossava una maglietta bianca e un’ampia gonna a fiori, nel sedersi la sollevò per non sgualcirla mostrandomi le più belle gambe e il più bel culetto che avessi mai visto. Almeno così mi sembrò, quattordicenne con gli ormoni a mille. Me ne innamorai immediatamente ma, nei successivi quattro anni, per una ragione o per un’altra non ci fu occasione di unire i nostri cuori. La scintilla scoccò nell’estate dopo la fine del quarto anno; avevamo organizzato una gita al mare con tutta la classe e, dopo un breve viaggio in treno, prendemmo un affollatissimo autobus che faceva da navetta tra la stazione e gli stabilimenti balneari. Eravamo in piedi ed io mi tenevo al sostegno fissato al tetto dell’autobus quando Loredana, a causa di uno scossone, mi abbracciò per non cadere e poi, appena ripreso l’equilibrio, mi diede un bacio sul collo. Quel giorno di mare ne vedemmo poco perché lo passammo quasi tutto chiusi in cabina a limonare. Finita la scuola io trovai impiego come contabile nell’azienda del padre e lei come commessa in un centro commerciale. Dopo un anno decidemmo di sposarci e di andare a vivere con mia suocera, divorziata, che viveva da sola in una bella villetta. Un brutto giorno a causa della nebbia ebbi un incidente con l’auto e, dopo una lunga degenza in ospedale, finalmente tornai a casa dove mi attendeva un periodo di convalescenza a letto visto che avevo una gamba e le braccia immobilizzate dal gesso. Per le incombenze quotidiane mi aiutavano mia moglie e mia madre che veniva a trovarmi tutti i giorni. Mia suocera invece mi coccolava con la sua cucina. Un giorno però, dopo che mia moglie era uscita per andare a lavoro, mia madre telefonò e mi disse che aveva preso l’influenza per cui non sarebbe venuta per qualche giorno. Mi rassegnai quindi ad attendere il ritorno di mia moglie la sera per potermi lavare e cambiare la biancheria. Comunicai la cosa a mia suocera chiedendole di rimettere a posto spugna, bacinella e asciugamani che mia moglie aveva preparato nella nostra stanza. “Se vuoi lo faccio io” mi disse “ ti conosco da tanti anni e sei come un figlio per me, dieci minuti e finiamo, così ti sentirai fresco e pulito e Loredana non dovrà fare altro visto che torna stanca morta”. La cosa non mi piaceva per niente, perché avrei dovuto farmi vedere nudo dalla madre di mia moglie ma l’idea di stare tutto una giornata estiva senza essermi rinfrescato e pulito non mi attirava per niente. E anche quella di dovere chiedere un ulteriore impegno a mia moglie. Così dissi di sì. Mia suocera mi tolse la giacca del pigiama e cominciò a passarmi la spugna bagnata con acqua tiepida sulla parte superiore del corpo, poi mi asciugò e passò alle gambe e ai piedi. Avevo indosso solo il pantaloncino del pigiama e null’altro. Mi guardò e mi disse “dovremmo toglierlo se vuoi che ti lavi anche lì”. Penso che arrossii e chiusi gli occhi. Lei lo interpretò come un autorizzazione a procedere e mi sfilò l’indumento. Mi fece voltare e cominciò le operazioni di lavaggio del mio didietro. Mi lavò accuratamente tra le natiche indugiando forse un po’ troppo intorno al mio ano, anche se non mi diede fastidio, anzi provai un certo piacere. Poi mi disse di rigirarmi. Mi deterse il ventre e l’interno delle cosce poi mi prese il cazzo con una mano e ne fece uscire il glande e lo lavò con lamano insaponata. Si sciacquò la mano e ripeté l’operazione per togliere il sapone. Mi diventò duro! Una erezione immediata e violenta. Mia suocera ebbe un attimo di smarrimento perché si trovò tra le mani il mio grosso cazzo indurito. Fu solo un attimo poi cominciò a muovere la mano. E poi si tolse la maglietta e rimase in reggiseno. E poi tirò fuori le tette e ci mise il mio cazzo in mezzo. Cominciò a muoverle su e giù. Dopo un po’ si fermò e me lo prese in bocca mentre con lamano mi massaggiava le palle. Bastarono pochi minuti di massaggio combinato mano bocca per farmi venire. Restammo un po’ in silenzio poi mi disse che era meglio tenere la cosa tra di noi per non causare problemi a tutti. La sera quando mia moglie torno a casa mi sforzai di essere il più disinvolto possibile, mi suocera preparò la cena e tutti e tre mangiammo e guardammo un po’ la tv come al solito. Poi ci ritirammo in camera da letto e qui lei mi chiese “ma poi come hai fatto a lavarti se tua madre non è venuta?”. Cercai di cambiare argomento chiedendole come fosse andata al lavoro ma lei non si lasciò distrarre e mi ripeté la domanda. Dovetti rispondere. “Mi ha aiutato tua madre.” “Come ti ha aiutato mia madre? Ti sei spogliato nudo davanti a lei?”. “Veramente mi ha spogliato lei io, come vedi, non posso”. Seguì un urlo acutissimo da parte di mia moglie. Mia suocera accorse in camera chiedendo cosa accidenti fosse successo. “Voglio sapere esattamente cosa cazzo è successo oggi tra voi due”, disse mia moglie, “come diavolo ti è passato per la testa di toccare mio marito”, aggiunse. Mia suocera ed io ci scambiammo uno sguardo disperato, poi lei rispose “Ma l’ho solo lavato, saranno stati dieci minuti in tutto, che cosa vuoi che sia successo?” Io annuivo con una espressione quanto più innocente possibile ma mia moglie non si lasciò convincere per nulla. “Voglio sapere esattamente cosa hai fatto” disse alla madre “fammi vedere ora”. “Cosa vuol dire fammi vedere ora?” dissi io “ha preso la spugna, l’acqua e il sapone e mi ha lavato come fate tu e tua madre da un mese”. Mia moglie a quel punto tirò via il lenzuolo che mi copriva e mi tolse i pantaloncini facendomi restare completamente nudo davanti a loro. “Lavalo di nuovo come hai fatto stamattina – disse alla madre – o chiamo papà e gli dico tutto”. Mia suocera dovette obbedire, se il padre di Loredana fosse venuto a conoscenza di quel fatto ne avrebbe approfittato nella imminente causa per il divorzio e avrebbe potuto lasciare mia suocera senza un centesimo. Cominciò a detergermi come aveva fatto la mattina: prima il viso, poi il dorso, le gambe, il sedere e infine il mio cazzo. Appena lo toccò, forse per il ricordo delle sensazioni provate, mi diventò subito duro. Mia suocera rimase così, ferma, con il mio cazzo in mano. A mia moglie fu immediatamente chiaro cosa fosse successo tra noi due. Inveì contro la madre con urla altissime, poi sembrò acquietarsi e rivolse lo sguardo verso di me. Io ero immobile nel letto con il cazzo duro nella mano di mia suocera e una faccia da ebete. Iniziarono a ridere entrambe a crepapelle, poi si spogliarono entrambe e iniziarono a farmi un pompino a due bocche. Provavo sensazioni di piacere e insieme di frustrazione per non poter toccare quei due corpi nudi. Salirono entrambe sul letto e, mentre mia suocera si metteva a cavalcioni sul mio cazzo, mia moglie mi mise la sua fighetta in faccia e cominciai a leccargliela appassionatamente. Poi si scambiarono le posizioni ma questa volta si posizionarono una di fronte all’altra e si abbracciarono unendo le bocche. La prima a venire fu mia suocera con la fica sulla mia bocca, poi venne mia moglie che cavalcava furiosamente il mio cazzo, infine esplosi io e le venni dentro inarcando la schiena incurante della gamba che mi faceva male. Restammo tutti e tre nel nostro letto e ci addormentammo esausti. Il giorno dopo mia moglie andò regolarmente al lavoro e mia suocera mi lavò di nuovo ma questa volta senza pompino. Il giorno successivo finalmente tornò mia madre, ormai guarita, e si occupò lei di me. Mi chiese chi mi avesse lavato in quei due giorni e io le dissi che lo aveva fatto mia suocera. “Ma lo ha fatto bene come lo faccio io?” mi disse lei mentre mi sfilava il pantalone del pigiama, tirava fuori le tette e iniziava a farmi una sega come faceva da quando ero un adolescente.

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