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Mattia era caduto nel gorgo della depressione: quella malattia subdola aveva preso possesso della sua mente circa un anno prima, ma grazie alla sua forza di volontà, all’aiuto dei familiari e a un paio di amici che non lo avevano lasciato solo, era quasi riuscito a uscirne. Naturalmente aveva dovuto fare ricorso alle cure di uno psichiatra il quale però aveva avuto iniziali difficoltà sia nel rapporto con Mattia sia nel capire quali erano le terapie giuste per il suo paziente. Ma dopo aver imboccato la strada giusta e grazie alla perseveranza sia del medico che del paziente stesso le cose erano andate sempre migliorando e Mattia era praticamente quasi quello di prima. Lo psichiatra gli aveva consigliato, però, dopo mesi di dura lotta con la sua mente passati sempre nello stesso ambiente, di andare qualche giorno altrove, da solo o al massimo in compagnia di una sola persona, per liberarsi definitivamente dal lungo incubo. Mattia aveva apprezzato il suggerimento e aveva scelto, in quel settembre soleggiato, di andarsene in una tranquilla località di mare, da solo. Aveva anche trovato un bilocale in affitto a un prezzo conveniente per una settimana. Il mare settembrino, la tranquillità del luogo, la solarità semplice della gente del posto lo stavano davvero facendo stare bene. Era giunto ormai al termine della sua vacanza: l’indomani sarebbe ripartito e forse era per il pensiero della partenza che quella notte non riusciva a prendere sonno. Quando furono le 2 di notte precise decise che era inutile agitarsi nel letto: ebbe quindi l’idea di farsi una passeggiata notturna in spiaggia per rasserenare il suo animo. E la spiaggia deserta, illuminata fiocamente solo dalle stelle e dai riflessi delle luci del paese, lo scrosciare delle onde, la brezza leggera che spirava lo stavano davvero acquietando. Mentre camminava sul bagnasciuga, vide in lontananza qualcosa di strano: inizialmente gli pareva un sacco della nettezza urbana e pensò che si trattasse dei rifiuti che qualche incivile aveva gettato in mare, avvicinandosi vide che non era così ed ebbe l’idea che quella figura fosse un pesce spiaggiato, ma avvicinandosi ancora di più vide che quello era un corpo umano riverso a terra. Mattia inizialmente fu preda dell’agitazione, ma poi corse verso quel corpo e si chinò su di esso. Girando il volto di quella persona, che si rivelò essere una ragazza, verso di sè, Mattia appurò che respirava ancora. Mattia la voltò del tutto per praticarle la respirazione bocca a bocca, pregando che non fosse troppo tardi. Per fortuna quasi subito la ragazza cominciò a tossire e a riprendere conoscenza. Mattia la aiutò a mettersi in posizione più eretta e quando la ragazza smise di tossire chiese al suo salvatore: ” E tu chi sei?”
” Mi chiamo Mattia”
” E io chi sono?”
” Beh, se non lo sai tu… Ti ricordi cos’è successo?”
” Io…. sì, un po’ però… oddio, che mal di testa!”
Mattia decise di rimandare a un successivo momento la domande: ” Ti devo portare in ospedale chiunque tu sia. Ora chiamo l’ambulanza…accidenti, ho lasciato il telefono in camera”. Mattia guardò la ragazza per vedere se avesse lei un cellulare ma indossava soltanto un corto abito estivo fradicio di acqua salata e un paio di infradito. Non c’erano nei dintorni nemmeno tracce di borse che poteva avere con sè”. Fu la ragazza stessa a suggerire a Mattia cosa fare: ” Credo ci sia una sede della Croce Rossa qui vicino”. Mattia si girò e vide l’insegna in lontananza. Fece alzare la ragazza e tenendola sottobraccio la accompagnò a farsi visitare”.
Quella notte non c’era nessun’altro in ambulatorio e i volontari Cri fecero entrare immediatamente la ragazza, mentre Mattia rimase in sala d’attesa, aspettando che qualcuno gli portasse notizie di quella sconosciuta, per la quale si stava preoccupando: soprattutto, dopo averla soccorsa, si sentiva in qualche modo responsabile. Dopo un’ora circa uscì un medico a rassicurare Mattia:
” Stia tranquilla, non ha niente di grave. E’ solo una congestione che ha fatto seguito a una sbronza. Comunque la vuole vedere”.
Mattia entrò col medico e vide la ragazza seduta su una barella. Appena lo vide gli sorrise:
” Ciao Mattia. Hai detto che ti chiami Mattia, vero? Volevo ringraziarti: mi hai salvato la vita”
Mattia percepì un lieve accento straniero nella ragazza e volle levarsi la curiosità:
” Ma tu sei di origine spagnola?”
Fu il medico, stupendosi, a intervenire:
” Davvero non la conosce?”
” Dovrei?” replicò Mattia
La ragazza si mise a ridere sommessamente, alchè Mattia la guardò attentamente e vide che, nonostante quello che le era appena capitato, era molto attraente: aveva 25 anni ( più giovane di lui di 12), bionda, occhi azzurri, non tanto alta ma ben proporzionata in tutte le sue forme.
” Mi chiamo Anita” disse la ragazza appena smesso di ridere.
” Comunque- intervenne il medico- la teniamo in osservazione ancora un’oretta e poi può andare a casa”
” Mi accompagni tu?- chiese Anita a Mattia
” Sì, se vuoi. Però io sono a piedi, abiti lontano?”
” No, a piedi sono 5 minuti”.
” Va bene, allora si accomodi fuori e poi la chiamiamo noi” intervenne il medico. che accompagnò Mattia all’uscio. Mentre uscivano il medico gli chiese:
” Davvero non la conosce? E’ un personaggio famoso, sulla cresta dell’onda”
” Vede, dottore, sto uscendo adesso da un lungo periodo di depressione, sono stato un po’ fuori dal mondo in questo ultimo anno”.
” Capisco! Beh, credo che quando la accompagnerà a casa, la conoscerà meglio”.
Un’ora dopo circa, mentre Mattia e Anita si recavano a piedi verso la residenza di quest’ultima, ella le chiese: ” Davvero non mi conosci?” Mattia stava per rispondere quando Anita parlò ancora: ” Ecco, siamo arrivati. Io sto qui”. Mattia vide che quello che aveva davanti era un hotel e le fece dunque la domanda:
” Ho capito, sei la proprietaria dell’albergo e ne hai una catena. Forse per quello ti dovrei conoscere”. Anita scoppio a ridere: ” Ma no, io semplicemente alloggio qui. Dai, accompagnami in camera”.
” Non credo sia il caso, Anita” replicò Mattia
” Che hai capito? Mi accompagni, stai 5 minuti mentre io controllo che sia tutto a posto, e poi te ne vai”.
Mattia si strinse nelle spalle:; Anita allora lo prese per mano ed entrarono insieme.
” Bentornata, signorina Mentas” la salutò la receptionist
” Salve. Mi dà la mia chiave? . E mentre la prendeva aggiunse: ” Questo mio amico va via tra 5 minuti”.
” Non si preoccupi, signorina Mentas. Può sempre contare sulla nostra discrezione”.
Mentre salivano le scale, Anita disse: ” Ora sai anche il mio cognome”. Appena varcata la soglia della camera, Mattia parlò: “Anita Mentas. Continuo a non sapere chi tu sia”.
“… la borsa, il cellulare. Per fortuna avevo lasciato tutto qui”- esclamò Anita-
” Il tuo accento spagnolo è irresistibile” le disse Mattia, per richiamare la sua attenzione.
Anita a quel punto sorrise, prese il suo smartphone e fece vedere un video in cui lei cantava ” A un passo dal sole” in duetto con un uomo.
” Puoi non conoscere me ma la canzone dovresti averla sentita. E’ stata una delle hit dell’estate scorsa”
” La canzone è molto bella, Anita. Perdonami, ma io esco da un anno di depressione, non sono stato molto attento al mondo esterno”.Anita sorrise, poi chiese: “ Mattia, prima che tu te ne vada, posso darti un bacio per ringraziarti?”
“ Ah, un bacetto sulla guancia: si, perché no?”
“ No, un bacio vero”. Mattia non disse niente, ma Anita agì: lo baciò sulle labbra, e sarebbe andata pure oltre se Mattia non avesse interrotto quel contatto.
“ Non ti è piaciuto?” chiese Anita
“No.. cioè sì.. è che… non sono abituato a baciare sconosciute”
“ Allora conosciamoci meglio. Ti invito a cena”
“ Veramente io non sono di qua e domani dovrei partire”
“ Impegni di lavoro?”
“No, ma devo lasciare l’appartamento che ho affittato”
“Allora fermati un giorno in più. Ti trovo io una stanza in questo albergo”
“ Anita, io non so se…”
“ Se è un problema di soldi, te la pago io. E’ il minimo dopo che mi hai salvato la vita”
“ No, non è quello… è che adesso che ho scoperto che sei famosa, magari pensi che, avendoti casualmente soccorso, voglia approfittarmi della tua situazione più agiata della mia
“ Facciamo così: io ti pago la stanza e tu mi offri la cena. Così siamo pari”.
Mattia sorrise, e quel sorriso non poteva essere altro che un consenso.” Anita si fece dare il suo numero con la promessa di chiamarlo nel pomeriggio e Mattia tornò nel suo appartamento. Quando il ragazzo si risvegliò verso le 12 penso di avere sognato tutto, ma quando prese il suo smartphone vide che c’era un messaggio da un numero che non aveva in rubrica:” Ti ho prenotato la stanza di fianco alla mia. Ti aspetto qui alle 20 e poi mi porterai a cena, ho già prenotato anche in pizzeria. Un bacio. Anita”
Quel messaggio fece capire a Mattia che era stato tutto reale. Cominciò allora a cercare sul suo smartphone tutti i video delle canzoni di Anita Mentas e ne trovò parecchie. Oltretutto, a Mattia piacevano parecchio quelle canzoni, che erano state tormentoni delle estati passate. Cercando su Internet, scoprì che Anita Mentas era una cantante spagnola di origini italiane che da diversi anni ormai era alla ribalta delle scene. “ Non riesco a credere che una così abbia invitato a cena proprio me”- pensava dentro di sé Mattia, immaginando la diversità e la lontananza dei loro due mondi. “ Però- si fece strada un’altra riflessione- Se ha prenotato in una banale pizzeria e non in un ristorante di lusso, forse è rimasta umile”. Il giorno di Mattia fu teso, nel pensare a come vestirsi e come comportarsi: da parecchio tempo non usciva con una ragazza e aveva forse dimenticato il bon ton, a maggiore ragione uscire con una vip lo spaventava ancora di più. Ma quando fu pronto, dopo essersi accuratamente docciato, pettinato, profumato ed abbigliato con sobria eleganza, decise di tirarsela un po’ con suo fratello Bruno, di qualche anno più grande. Gli mandò un messaggio su Whatsapp: “ Ciao Bruno. Dovevo tornare a casa oggi ma ieri ho conosciuto una ragazza e stasera usciamo a cena. Mi fermerò qualche giorno in più, tanto a lavoro rientro tra 10 giorni”. La risposta del fratello arrivo quasi immediata, preceduta da una serie di emoticon sorridenti e di pollicioni. “ Vaiii, sono contento. Ma è una del posto, è una straniera o cosa?
“ No, è una cantante famosa. Si chiama Anita Mentas”
“ Sì, e adesso io credo che tu esci con Anita Mentas. Che ti sei bevuto?
“ Vabbè, dopo ti mando la foto. Ora scusami ma mi sta aspettando”.
Quando Anita uscì dal portone dell’albergo e si presentò davanti a Mattia, era semplicemente un capolavoro di sensualità. Indossava un corto abito estivo nero , aveva solo un filo di trucco, ai piedi stivaletti neri non eccessivi in quanto a tacchi e a tracolla una borsetta bianca di dimensioni atte a smentire il luogo comune che le donne nella borsa trasportano tutta la casa. Le parti scoperte del suo corpo avevano una carnagione ambrata che legava benissimo coi suoi lunghi capelli dorati. Mattia la squadrò da capo a piedi mentre lei sorrideva lasciandosi ammirare. Il ragazzo riuscì poi a parlarle:
“ Sei davvero carina, Anita”
“ Grazie. Stai bene anche tu!” E detto questo, Anita prese Mattia sottobraccio per cominciare il cammino verso la pizzeria.
“ Non pensavo che mi dessi già tutta questa confidenza, Anita. O farti vedere sottobraccio con un poveraccio serve a farti pubblicità?”
Anita rispose stizzita: “ Ci siamo conosciuti ieri, non abbiamo praticamente parlato, quindi non ho la minima idea se tu sia un poveraccio o un miliardario”
“ Scusa, hai ragione”.
Anita sorrise: “ Tranquillo, dai. Siamo arrivati”.
Quando entrarono e presero posto al tavolo, Mattia notò che praticamente tutto la clientela li guardava.
“ Ti danno fastidio gli sguardi addosso?- chiese Anita- “ Tranquillo, sono per me”
“ Tu ci sarai abituata immagino, ma a me sì, un po’ danno fastidio”
“ Tranquillo, quando ricominciano a mangiare poi si scordano di noi. Ah, arriva il cameriere>.
Mattia fu stupito quando sentì Anita ordinare una semplice margherita:
“ Se vuoi ordinare un’altra pizza lo puoi fare- le disse sorridendo- I soldi per offrirti la cena ce li ho”
“ No, semplicemente mi piace la margherita”
Mattia tacque e ordinò per lui invece una capricciosa ed entrambi da bere scelsero due birre medie”.
Quando arrivarono le pizze, Mattia fece una richiesta:
“ Anita, ci possiamo fare un selfie? E’ per mio fratello, non crede che esco con te”.
“ Va bene”. Anita si alzò e andando accanto Mattia si mise nella posa di dargli un bacio. Il selfie venne benissimo e appena Bruno ricevette la foto commentò con tante emoticon con espressione di sorpresa e l frase “ Fatti fare un autografo”.
Durante la cena Anita ordinò un’altra media e insieme al dolce un prosecco.
“ Non mi stupisco più che ieri ti sia sbronzata!”- commentò Mattia
“ E stasera mi sono trattenuta” rispose sorridendo la ragazza.
Quando rientrarono in albergo, davanti alla porta della camera di Anita, questa chiese a Mattia:
“ Ti va di stare in camera con me?”
Mattia non rispose e assunse un’ aria perplessa. Anita sorridendo aggiunse: “ Guarda che se vuoi possiamo solo dormire insieme, dormire davvero. Sarebbe comunque una cosa da raccontare agli amici che hai passato la notte con me”.
Mattia sorrise e disse di sì. Entrando in camera di Anita, mentre lei si dava una rinfrescata in bagno, lui le urlò: “ Anita, ma tu non hai un fidanzato?”.
“ Attualmente no” rispose lei, uscendo dal bagno a piedi nudi e gettandosi sul letto di fianco a Mattia e nel frattempo ordinandogli: < Dai togliti le scarpe e sdraiati anche tu.
Mattia ubbidì e poi fece una domanda ad Anita: “ Ci conosciamo da ieri e mi hai già invitato in camera tua. Non è che vuoi essermi grata per averti salvato la vita? Io non voglio che tu ti conceda a me solo per riconoscenza”.
“No, non è questo. Semplicemente io sono un po’ …libertina. E tu mi sei piaciuto subito, è stato un colpo di fulmine”
“ Ma allora che vuoi fare, Anita? Una botta e via stasera, oppure mi vuoi frequentare?”.
“ Ti ho detto prima che non dobbiamo scopare per forza. Però, ti va di fare una cosa che non ti costerà un grande sforzo? A me piace tanto che gli uomini mi facciano i grattini sulla pancia.” Mattia in silenzio cominciò allora ad esaudire la richiesta da sopra l’abito da sera che ancora indossava. “ No, Mattia, io intendevo direttamente sulla pelle”.
“ Ma per farteli direttamente sulla pelle ti dovrei sollevare l’abito”
“ Non è un problema. Anzi, sai che faccio? Me lo tolgo del tutto”.
Anita si sfilò l’abito sotto gli occhi esterefatti di Mattia e lo gettò per terra. Mattia non riusciva a staccarle gli occhi di dosso. Anita scoppiò a ridere: “ Scusa ma non hai mai visto una donna in intimo?”.
“ Sì, qualcuna, non troppe, ma tu hai un fisico favoloso”.
“ Oh, esagerato! Sono sicura che se ti spogli anche tu non sei male. Anzi, ti spoglio io, ti va?
Mattia non rispose e Anita allora cominciò a sbottonargli la camicia borbottando “ Chi tace acconsente”.
Mattia si lasciò spogliare passivamente fino a rimanere nei suoi boxer neri elasticizzati. “
“ Belli- commentò Anita guardandoli e poi prendendo la mano di Mattia se la appoggiò sulla pancia nuda. Lui cominciò a praticarle gli agognati grattini e sentire Anita che ad occhi chiusi sospirava e vibrava per il piacere che le procurava quella pratica, lo fece eccitare istantaneamente, tanto da prendere una decisione:
“ Anita?”
“ Eh”?
“ Posso darti un bacio?”
“ Certo”.
Come risvegliatosi dal torpore, Mattia si incollò voracemente alla labbra di Anita, che si dischiusero immediatamente per accogliere la sua lingua. Andato sopra di lei, la disinvolta Anita non esitò a sfilare con un gesto solo i boxer di Mattia che, ormai eccitato dalla situazione, non tentennò nel sollevare il reggiseno di Anita e fiondarsi con la lingua a giocare coi suoi capezzoli. Ma quasi subito la bocca di Mattia discese e sbaciucchiando tutto il corpo della ragazza arrivò fino all’orlo delle sue mutandine. Mattia si fermò e guardò Anita negli occhi: lei le fece un cenno di assenso e lui le sfilò allora i suoi slip. Si trovò di fronte un organo genitale completamente depilato e fu anche per quella cura che andò subito con la lingua a leccarla decisamente.
Dopo i primi gemiti, quando Mattia si fermo un attimo a riprendere fiato, Anita sorridendo lo prese in giro:
“ E dire che fino a mezz’ora fa sembravi timido!”.
Mattia rise e poi ricominciò a leccare l’intimità di Anita finchè lei non raggiunse l’orgasmo e lo prego di fermarsi. Dopo aver ripreso fiato, Anita fece una nuova battuta:
“ Vedi, ora puoi raccontare ai tuoi amici che hai leccato la figa di Anita Mentas”
“ Certo che tu come linguaggio sei proprio volgare. Per fortuna i testi delle tue canzoni non sono così”
“ Ah, ma allora le hai ascoltate!”
“ Sì, tutto ieri. Mi sono fatto una cultura su di te”
“ E ti piacciono?”
“ Sì, anche se mi piace di più la tua passera”
Anita scoppiò a ridere: “ Dai, ora tocca a me ricambiare la prestazione orale, prima che ti torni mollo. Ti chiedo solo una cosa; avvisami quando stai per venire! Fare pompini mi piace ma ingoiare proprio no.”.
“ Ok, Anita. Non credo che dovrai impegnarti molto”.
“ In che senso”?
“ Nel senso che io è da un bel po’ che non… che non ho rapporti insomma”
“ Un po’ quanto…settimane? Mesi?”
“ Anni”!
Anita scoppiò a ridere: “ Ma dai, non ci credo!”
Mattia diventò rosso e Anita capi che non mentiva.
“ Dai, non ti preoccupare. Cercherò di essere meno brava del solito allora”.
E detto questo, Anita si fiondò con la bocca sul pene di Mattia e cominciò a succhiare. Ma non passarono 30 secondi che la avvisò: “ Anita, io sto già per venire”. Anita allora si tolse il pene di bocca e con le mani fece venire Mattia dirigendo i numerosi schizzi sul suo seno”.
“ Accidenti- commentò Anita- Eri sincero, allora”
“ Già”
“ Comunque tranquillo, sono stata con certi uomini che sono durati anche meno”
“ Vuoi che ti aiuti a ripulirti, Anita?”
“ Sei il primo uomo che me lo chiede. No, sei gentile, ma faccio da sola”
Anita andò in bagoa per togliersi di dosso lo sperma del suo nuovo amico e quando rientrò gli chiese: “ Ti va di scopare?”
“ Sì, mi andrebbe, ma non ho i preservativi”
“ Ce li ho io”
“ Sei organizzata”
“ No, onestamente sono solo un po’ mignotta”.
Mattia rise: “ Però sei sincera! Ti posso chiedere quanti uomini hai avuto?”
“ Intendi solo i fidanzati o tutti quelli con cui sono andata a letto?”
“ Riformulo la domanda: “ Con quanti uomini diversi hai scopato?”
Anita fece mente locale: “ Se non ho sbagliato i conti, 22. Con te, 23!
“ E a parte i fidanzati, tutte botte e via?”
“ No, con alcuni mi sono vista magari 3 o 4 volte. Con uno ho scopato un paio di volte, a un anno di distanza”. Anita si sdraio sul letto di fianco a Mattia, ancora completamente nuda, come lui del resto, che riuscendo a guardarla negli occhi, le disse:
“ Sei la ragazza più strana che abbia mai incontrato”
“ Beh, anche tu sei strano, Mattia. Gli altri uomini, con cui mi sono resa disponibile, non perdevano tanto tempo a farmi delle domande e a dialogare!”
“ Perché forse non erano uomini, ma bestie. Sei una bellissima ragazza, Anita, ma il fatto che tu ti conceda facilmente non dovrebbe autorizzare i tuoi amanti a usarti solo come oggetto”.
“ Ehi, ma mi pare che il tuo cazzo abbia bisogno di attenzioni.”. E detto questo Anita impugnò l’asta del suo nuovo amico cominciando una lenta sega, aggiungendo poi: “ Bisogna che ti mantenga viva l’eccitazione se poi vogliamo scopare. Dopo la pompa di poco fa, non mi verrai subito in mano, vero?”.
Mattia scosse la testa e incrociandovi sotto le braccia, continuò a parlare:
“ Ma nel tuo ambiente lo sanno che sei così, Anita?”
“ Sinceramente, ho frequentato solo una persona dell’ambiente, il mio secondo fidanzato. E non gli ho mai dato modo di sospettare nulla di questo mio lato…libertino. Ti confesso però che era molto bravo a scopare e non ho mai sentito la necessità di andare con altri uomini quando stavo con lui”
“ Ma allora perché vi siete lasciati?”
“ Non c’è solo il sesso nella vita, Mattia”
“ Ah, ma allora hai anche dei valori”.
“ Certo, e sono sicuro che tu capisci che se a una donna piace scopare, non significa che sia vuota mentalmente e moralmente. Per esempio…”
“ Per esempio- la interruppe lui- Sei abbastanza bagnata o no? Io ormai sono pronto”
“ Controlla tu, no?”.
Mattia allora accarezzò la vulva di Anita, infilò poi il suo dito indice dentro e dopo alcuni movimenti riusci a infilare anche il medio, lasciandosi andare a un commento.
“ Uhm, sì, direi di sì, Anita. Dove hai i preservativi?”
“ Sul mobiletto del bagno. Li prendi tu?”
Mattia rientrò dal bagno a cazzo dritto e col preservativo già infilato, si gettò gentilmente su Anita che spontaneamente allargò le gambe e prima che Mattia le desse un bacio, urlò:
“ Hai controllato che non sia bucato?”.
“ Sei proprio una stronza! ” rispose lui e cominciò a limonarla prima di infilare l’asta nell’ambita fessura. Quella missionaria non durò molto. Anche se il preservativo ritardò un pochino la venuta di Mattia, l’incompleta sega precedente aveva eccitato esageratamente Mattia che durò poco meno di 5 minuti.
Anita ne rimase stizzita: “ Certo che sei meglio con la lingua che col cazzo!”
“ Scusa, ma te l’ho detto che erano anni che non praticavo”.
“ Va bene, dai. Ci facciamo una doccia e dormiamo, che dici?
Sotto la doccia Anita e Mattia limonarono ed esplorarono i loro corpi reciprocamente con le mani ma non successe altro. Se ne andarono a dormire, Mattia in boxer, e Anita indossando un corto pigiama estivo che di sexy aveva ben poco. Al mattino Mattia si svegliò prestissimo mentre Anita dormiva beatamente: decise dunque di farle una sorpresa e usci’ in silenzio dalla stanza per non svegliarla. Poco prima delle 9 rientrò e trovò Anita che ancora dormiva. Silenziosamente, le si avvicinò e scostandole i lunghi capelli dorati le diede un sonoro bacio sulla guancia. Lei aprì gli occhi, e dopo qualche secondo passato nel rincoglionimento a fissare Mattia, si ricordò che aveva passato la notte con lui e lo salutò sbadigliando
“ Buongiornooo”.
“ Buongiorno a te- rispose lui porgendole le tre rose rosse che era andato a comprare per lei”:
Lei le prese e le annusò:
“ Dai, ma sei troppo carino. Mi fai venire voglia di metterti un metro di lingua in bocca!”.
Mattia scoppiò a ridere per la schiettezza della ragazza poi spostando il mazzetto di rose sul letto, tirò giù il lenzuolo che copriva Anita e le sollevo il lembo del pigiama che le copriva la pancia. Cominciò a farle dei grattini lentamente poi si avvicinò col viso e cominciò a baciarle ogni centimetro di quella parte tornita e tonica.
“Mmmm… che bello Mattia. Finalmente un uomo che si ricorda di quello che mi piace. Quando hai finito dimmi quello che piace a te che te lo faccio”. Mattia andò avanti 5 minuti in silenzio a sbaciucchiare e ogni tanto titillare con la lingua Anita, finchè con decisione le disse: “ Ora tocca a te”
“ Bene, dimmi, che vuoi?”
“ Le tue tette, Anita”
La ragazza capì subito e fece un gioco di parole:
“ Vuoi fare la spagnola con la spagnola?”
“ Eh sì”.
La ragazza fulmineamente si tolse pigiama e reggiseno restando col seno al vento e commentando:
“ Non è una cosa che mi hanno chiesto in molti sinceramente, ma se a te piace, va bene”.
“ Eppure hai due belle tette! Terza abbondante, vero?
“ Indovinato”.
Mattia nemmeno si spogliò ma si limito a tirare fuori il suo membro eretto dalla cerniera e mettersi a cavalcioni su Anita. Anita stessa se lo infilò nel solco intermammario e vi strinse le sue tette intorno, cominciando un veloce su e giù, che fece venire velocemente Mattia ma non abbondantemente”.
“ Forse sei durato 30 secondi di più di ieri sera- lo prese in giro Anita. Che dici, ora ci laviamo e andiamo a fare colazione?”
Quando furono sulla strada litoranea alla ricerca di un bar dove fare colazione, Mattia fece un’osservazione ad Anita:
“ C’era bisogno di mettersi un tacco 12 per andare a prendere un cappuccino?”
“ Uff, lo sai che noi vip, siamo un po’ capricciose e vanitose”
“ A me più che altro sembri svitata”.
“ Ecco, questo bar qua davanti va benissimo”.
Entrarono in quel locale che non aveva davvero nessuna pretesa e ordinarono entrambi due cappuccini con bomboloni al cioccolato.”. Mentre guardava Anita divorare con avidità il suo bombolone, Mattia rimarcò: “ Come vip sei piuttosto strana: mangi in comunissime pizzerie, fai colazione nei bar più sgangherati, e quel bombolone non lo stai mangiando, ti stai letteralmente ingozzando”.
Anna sorrise sorniona a bocca piena e dopo aver finito quella delizia al cioccolato, spiegò a Mattia il suo atteggiamento: “ Quando sono in tournèè o quando lavoro per incidere i nuovi dischi, andiamo sempre col mio staff nei locali più fighi, vestiti con la roba più costosa, a mangiare le cose più raffinate. Ma ora sono in vacanza, e quando sono in vacanza, voglio essere una ragazza normale”.
“Beh, tanto normale tu non sei, mi sa”
“ Stupido.”. Quando finì di bere il suo cappuccino, Mattia la fissò negli occhi e poi le chiese:
“ Cosa è successo l’altra sera?”
“ Quando?”
“ Quando ti ho trovata sulla spiaggia!”
Anita sospirò, poi dopo un lungo silenzio, parlò:
“ Mattia, tu mi hai salvato la vita e io te ne sarò eternamente grata. Ma ti prego, non chiedermi cose di cui non voglio parlare. Se un giorno mi andrà, mi confiderò io”
“… va bene”
“ Andiamo in spiaggia oggi, ti va?”
Tornarono in albergo a prendere i loro costumi prima di fiondarsi in una caletta dove c’era poca gente. Fecero il bagno, si spalmarono reciprocamente la crema solare, giocarono anche un po’ a palla sulla riva: la spensieratezza di quella ragazza più giovane di lui stava conquistando Mattia, mentre la timidezza a fasi alterne di Mattia stava conquistando Anita. Mentre si preparavano per tornare in albergo, avendo tra l’altro già deciso che avrebbero cenato insieme anche quella sera, Mattia ricevette un messaggio da suo fratello Bruno: dopo averlo letto alzò lo sguardo su Anita e la fisso. Lei si accorse del suo turbamento:
“ Che c’è Mattia?”
“ E’ mio fratello. Mi ha chiesto come è andata con te ieri sera”.
“ Diglielo pure che abbiamo scopato, non ho nessun problema. Eviterei i particolari però, ma non per me, per te: sei durato 30 secondi quando te l’ho succhiato”.
“ Stronza”.
“ No, sincera. Comunque, al di là del sesso, è piacevole stare in compagnia con te. Credo che te la ridarò anche stasera. Dai, rispondi a tuo fratello”.
“ Tu sei completamente pazza” rispose Mattia mentre nel contempo confidava a suo fratello via Whatsapp quello che c’era stato con la cantante spagnola .
Quella sera, dopo aver consumato in un elegante ristorantino del lungomare una cena a base di pesce ottimo ma senza cruditè odiate da entrambi, Mattia propose ad Anita una passeggiata sulla spiaggia.
Fu spontaneo mentre camminavano sul bagnasciuga per Mattia prendere la mano di Anita:
“ Che dolce che sei”-commentò lei stringendogli più forte la mano-Peccato che non possiamo scopare qui, ho i preservativi in camera”.
“ Madonna, Anita, come sei materiale. Non è che se ti invito a fare un giro sulla spiaggia e ti prendo la mano significa che voglio per forza scopare”
“ Ma perché, non ti è piaciuto ieri?”
“ …ma sì che mi è piaciuto. Però quando hai detto che volevi conoscermi meglio, non pensavo che intendessi subito fisicamente. Io penso che una persona vada anche un po’ corteggiata, un po’ conquistata. Tu invece me l’hai data subito”.
Anita rise: “ Però ti avevo avvisato che sono un po’ mignotta. Vieni, sediamoci qui”.
Si sedettero uno accanto all’altra in silenzio. Per Mattia fu naturale cominciare ad accarezzare le gambe nude di Anita fin quando, vedendo che lei lasciava fare, la mano si insinuò sotto l’abito da sera di Anita che restò impassibile anche quando la mano di Mattia cominciò ad accarezzarle le mutandine. Anzi, Anita cominciò a sospirare e quei sospiri fecero prendere a Mattia la decisione di sollevarle l’abito, sfilarle le mutandine e infilarsi con la testa tra le sue gambe per leccare voracemente il suo sesso. Anita adorava il cunnilingus e i suoi gemiti si facevano sempre più frequenti e aumentavano di volume. Raggiunse l’orgasmo accompagnato da un urlo liberatorio e mentre si rimetteva gli slip commentò la prestazione a Mattia: “ Non duri niente ma con la lingua sei…eroico”
“ Addirittura”.
“ Sì, sì. Dai, andiamo in camera che mi è venuta voglia”
Appena varcata la soglia della camera, Anita non perse tempo nell’infilare la sua lingua in bocca a Mattia che pur apprezzando era rimasto spiazzato dalla voracità sessuale della sua nuova amica. Non appena Anita si staccò dalla bocca del suo nuovo amico italiano, gli fece una richiesta:
“ Ora vado a darmi una rinfrescata. Poi ti va di ridarmi un’altra passata di lingua?”
“…..certo che sei proprio sfacciata tu! Comunque sì, certo”
“ E’ che mi piace troppo, Matti!” e dicendo questa frase entrò in bagno per poi uscirne completamente nuda e gettarsi sul letto aprendo spudoratamente le gambe in attesa delle attenzioni di Mattia. Questi esitò un’attimo ma poi si gettò tra le cosce delle ragazza e cominciò a leccare golosamente il suo luogo più segreto facendola gemere e sussultare.
Mentre gemeva, Anita ricordò una cosa a Mattia:
“ Matti…mmmm, sì che bello… mi sono scordata…aaaah sì sì… che io domani…sììì, bravo, così, parto!”
Mattia si fermò e la guardò negli occhi:
“ E me lo dici così, mentre te la sto leccando? Adesso, per punizione, smetto”
“ Nooo, ti prego, stavo per venire. Poi parto in serata comunque, possiamo stare un po’ insieme domattina e pranzare insieme”.
Mattia tacque , alchè Anita, arrossendo, lo supplicò:
“ Ti prego, fammi venire. Dopo faccio tutto quello che vuoi?”
Mattia riprese allora il cunnilingus e portò Anita all’orgasmo.
Dopo essersi ripresa, Anita disse:
“ Non parlo a vanvera. Faccio davvero tutto quello che vuoi”.
Mattia ci pensò un attimo e poi le chiese:
“ E se volessi il tuo culetto?”
“ Nessun problema col sesso anale. Lo faccio regolarmente. Ho anche il gel lubrificante”.
“ Bene! Dove lo tieni, nel solito mobiletto del bagno insieme ai preservativi’”
“ Esatto”.
“ Perfetto. Mentre lo vado a prendere, tu mettiti contro il muro. Voglio prenderti dietro in piedi”.
“ Ok”.
Quando uscì dal bagno, Mattia vide che Anita aveva passivamente ubbidito alla sua richiesta. Le scostò i capelli, le diede un bacio sul collo e poi cominciò a levarsi i vestiti che aveva ancora addosso. Quando fu nudo, mise un po’ del lubrificante sul suo membro e un po’ nell’ano di Anita. Eccitatissimo, prima di penetrare il suo posteriore, Mattia massaggiò lentamente la schiena di Anita e i suoi glutei.
“ Pronta?” le chiese, appoggiando appena il suo glande sul buco posteriore della ragazza.
“ Il mio sedere è tutto tuo” rispose lei!
Ma appena infilato il suo arnese, Anita esclamò “ Ahi” alchè Mattia si fermò: “ Ehi, mi avevi detto che eri abituata”
“ Sì, Matti, è vero, solo che è da tanto che non mi incula nessuno. Fai piano all’inizio, poi accelera quando te lo dico io e vedrai che piacerà a entrambi”.
Mattia seguì le indicazioni della ragazza e , come da previsioni, venne copiosamente nel suo retto. Quando si sfilò da lei, chiese ad Anita:
“ E’ stato molto bello per me. E per te?”
“ Sì, Matti, è piaciuto anche a me. Però quando lo prendo nel culo dopo un po’ fa male. Sono contenta in questo caso che tu non sia durato molto”. Dopo una pausa di silenzio, riprese: “ Matti, sono stanchissima. Ci facciamo una doccia e andiamo a letto?”
Si lavarono insieme e poi dormirono teneramente abbracciati, comecome se in quei pochissimi giorni di frequentazione, oltre ai rapporti fisici, si fosse sviluppato qualcosa di sentimentale. Il mattino dopo Mattia si svegliò per primo e vedendo che Anita dormiva ancora delle grossa decise di regalare un dolce risveglio: riuscì a scostarle le mutandine e a insinuare la sua lingua nella giovane passera della sua amica. Dopo pochi istanti Anita gemette e aprì gli occhi. Sorridendo riuscì a sospirare un “ buongiorno” e poi dopo una pausa: “ Oddio, che bello svegliarsi così”.
Mattia si interruppe per toglierle del tutto gli slip e potere continuare a leccare in maniera migliore la sua intima essenza, finchè a un certo punto Anita propose: “ Facciamo un 69?”
“ Ok” acconsentì Mattia, e cominciò a spogliarsi, mentre Anita, che indossava solo il reggiseno, fu fulminea a toglierselo”.
Quando fu completamente nudo anche Mattia, la ragazza gli chiese:
“ Preferisci stare sopra o sotto? Per me è uguale”.
“ Allora sto sopra io”. Si posizionarono e Anita diede un bacio sulla cappella del suo nuovo amico ricordandogli la solita regola: “ Avvisami quando stai per venire”.
“ Sì, tanto sai che sarà una cosa veloce”
“ Dai, magari oggi riesci a superare i due minuti essendo concentrato sulla mia figa”.
Dopo quelle parole cominciarono entrambi a usare la bocca ma come da previsioni la cosa fu molto veloce: dopo 90 secondi Mattia avvisò Anita che, concludendo con una sega, lo fece venire sul proprio seno. Dopo essersi scaricato, Mattia si sdraiò accanto a lei, ancora ricoperta del suo sperma, e le chiese:
“Sei venuta?”
“ Purtroppo no. Comunque che ne dici se ci laviamo e poi facciamo colazione? Sono le ultime ore che abbiamo per stare insieme e voglio che siano piacevoli anche fuori dal letto.

CONTINUA

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Autore Pubblicato il: 6 Maggio 2022Categorie: Racconti Erotici Etero2 Comments

2 Comments

  1. Rebis 6 Maggio 2022 at 17:52

    Ottimo racconto, non solo per la lunghezza e i contenuti in sé, ma anche e soprattutto per la caratterizzazione dei personaggi: una storia atipica, in cui l’uomo, generalmente la parte che prende l’iniziativa, si rivela titubante, sentimentale…
    Uno spaccato emotivo atipico e proprio per questo molto piacevole a leggersi. Una vera sorpresa.

  2. hydrowall 6 Maggio 2022 at 18:28

    Bello, un racconto romantico

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