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ECCO COME TI VOGLIO!

Ciao amico mio
Te l’avevo promesso ed eccomi qui. Il mio uomo &egrave fuori, credo che sia andato a fare una partita a carte in casa di amici e rimarrà fino a tardi. Ci sono andata una volta e mi sono annoiata, allora voglio dedicarmi a te.

Ho preparato tutto, la camicia da notte l’ho messa sulla sedia accanto, nel caso lo sentissi arrivare sono pronta ad infilarla. Sulla poltroncina del pc ho messo una tovaglia di spugna, ho acceso la stufetta elettrica perché mi sono messa nuda. Si amico mio, sono nuda per te perché per me ora sei reale e sei qui, pronto ad ascoltare, ad eseguire i miei desideri e ad assecondare le mie voglie.

Prima di tutto ti ringrazio per gli auguri, sei sempre molto gentile. In quanto alla mail nella quale parli del tuo incontro con Lisa, immagino sia io vero? La cosa che mi é piaciuta é quando dici che mi leccheresti tutta, sopratutto la fichetta. Questo mi piace e lo desidero!
Sai come mi piacerebbe essere trattata? Con gentilezza e rispetto, tutte le donne lo desiderano lo sai?
Questo quando non stiamo facendo all’amore. Ora che siamo tu ed io soli in camera, vorrei che tu mi baciassi il collo, le labbra mentre le tue mani mi accarezzano sopra il vestito, poi quando senti il mio respiro farsi più rapido, puoi sussurrarmi parole audaci ma mai oscene, le tue mani si muovono sui miei seni lentamente quindi mi apri la camicetta scoprendo il mio petto; d’estate non porto il reggiseno, posso ancora permettermelo, le tue mani sulla pelle nuda dei miei seni hanno l’effetto di farli gonfiare e indurire, li senti? Senti come i miei capezzoli si sono tesi?

La mia voglia mi fa portare una mano a palpare il tuo cazzo attraverso i calzoni, spero che si stia indurendo perché come sai lo voglio, lo voglioooo.
Si, é duro come piace a me, abbasso la tua cerniera e lo estraggo per palparlo liberamente con entrambe le mani perché ti voglio eccitato, tu ti liberi della camicia e di quello che ricopre il tuo petto, sento le tue mani che abbassano la mia gonna, io slaccio la tua cintura, faccio cadere i tuoi calzoni e abbasso i tuoi slips poi fissando il tuo bel cazzo mi tolgo le mutandine. Lo sai che sono andata da Tilde sabato scorso e non solo ho fatto all’amore con lei, ma anche con Bruno (anche se il nome può ingannare, é tedesco)

Intanto sei nudo,ti voglio nudo come me, non importa la tua età, il tuo aspetto, mi basta il tuo desiderio e il cazzo che sento duro. Ti ho portato in camera da letto e sono in piedi di fronte a te, come vedi mi sono rasata nuovamente il pelo perché così vuole Tilde e quando sabato andrò ancora da lei’. La mia fichetta &egrave una fessurina in fondo al pube grassottello, dalla quale fa appena capolino il clitoride, si vede poco ma io lo sento teso come sento umida la mia fichetta.

Ti faccio avvicinare e mentre prendo in mano il tuo cazzo avvicino il viso al tuo, tiro fuori la lingua perché mi piace farmela leccare, mi eccita da matti e sento che eccita anche te a giudicare dalla durezza del tuo cazzo. Adesso accarezzami amico caro, fa scendere le tue mani lentamente lungo la mia schiena, fallo lungamente, infine prendi in mano le mie natiche, accarezzale, stringile, massaggiale poi aprile e fa scorrere le dita lungo il solco . . . Le senti le increspature del mio buchino? E’ tuo amico caro, mi piace che me lo stuzzichi, mi mette i brividi, ho voglia amico mio!

Fai scendere ancora la mano, divarico appena le gambe permettendo alle tue dita di raggiungere la mia fica, lo senti com’&egrave già bagnata? Adesso prendi a piene mani il mio culetto e stringimi contro di te e mentre lo fai spingi un dito bagnato di succhi nel mio buchino (uno solo!) fino in fondo. Muovo il pancino per sentire bene il tuo cazzo. Senti come sono duri i miei seni contro il tuo petto? Anche i capezzoli sono duri tanto sono tesi, un pochino mi fanno male ma mi piace! Nascondo il viso nella tua spalla e mi strofino a te sospirando anche per in dito che muovi nel mio culo.

Mi giro sfuggendo alla tua stretta e mi appoggio a te, la schiena contro il tuo petto e il culetto a schiacciare il cazzo che voglio con tutta me stessa, lo sento durissimo, porto le mani ad aprirmi che natiche per stringerlo nel solco.

Accarezzami i seni amico mio, senti come sono sodi, gioca con i miei capezzoli ma non farmi male. Baciami sotto la nuca, leccami, leccami l’orecchio. Adesso voglio il cazzo, lo voglio dentro di me. Mo chino appoggiando le mani e il viso sul letto, le gambe tese, il culo sollevato. Ti avvicini e mi fai sentire il tuo cazzo, porto una mano a prenderlo e strofino la cappella nel solco del culo, sentirlo passare sul buchetto mi mette i brividi per tutta la schiena, lo passo più volte poi lo faccio scendere ad aprire il mio sesso, accarezzare il mio clitoride, poi lo attiro e tu lo immergi nella mia fica, fino in fondo.
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Ciao caro, il pezzo che continuerai a leggere l’ho scritto ieri sera, anzi questa mattina presto, era l’una e quaranta minuti ma non sono riuscita ad inviartelo perché &egrave partita la linea, sono appena riuscita a ricuperarlo e te lo invio.
Mi collego all’ultima frase tua dove dici che mi chiaveresti e io voglio essere chiavata da te e anche inculata, si, mi piace essere inculata purché l’uomo che lo fa sia delicato e il suo cazzo sia ben duro, so che il tuo lo &egrave diventato leggendomi, proseguo nel mio pensiero, ti eri appena immerso nella mia fica ricordi? Ora continuo:

Naturalmente sono nuda (veramente sai?) e scrivo con una mano sola in preda ad una eccitazione fortissima. Sento il tuo cazzo, sento il tuo ventre contro il mio culetto, e nel suo va e vieni il cazzo accarezza la mia vagina in modo talmente soave che dopo pochi tuoi colpi vengo soffocando le mie grida mordendo il lenzuolo perché voglio che tu continui, voglio sentire ancora lo scorrere del cazzo nella mia vagina che produce un rumore particolare a causa dei succhi che la bagnano.

Amo lo sbattere del tuo ventre che fa tremare le mia chiappette, amo il tuo ansimare contro la mia nuca. Accarezzami i seni amico caro, torturami i capezzoli (ora mi piace) e sbattimi, sbatti forte il cazzo fino il fondo e leccami l’orecchio, prendi in bocca il lobo, succhialo. Mi piace talmente che sta ricominciando il mio piacere, il tuo ansimare mi dice che se continui ancora sentirò i tuoi schizzi.
Rimani duro amico mio, voglio godere ancora, &egrave troppo bello sentirmi ‘chiavata’ così ma questa sera mi sento particolarmente libidinosa perche so quello che vuoi.

Mi sposto di colpo e tu esci dal mio ventre, il tuo cazzo lascia colare qualche goccia, del mio liquido. Mi giro e lo prendo in bocca, no, non &egrave per farti godere, non ancora, ma &egrave per gustare il mio sapore (lo sto gustando veramente leccandomi e succhiandomi le dita appena tolte dalla mia fica), ma succhiare un cazzo, il tuo cazzo &egrave molto meglio, lo faccio lentamente guardandoti negli occhi, lo lecco, lecco l’intera asta fino ai testicoli, la bagno, di saliva fino a farla colare.

Poi riprendo la posizione di prima ma poggio le ginocchia sul bordo del letto e sporgo il sedere, te lo offro, lo offro alla tua bocca e al tuo cazzo. E la tua bocca &egrave sul mio culetto, la tua lingua fra le mie chiappette trova subito il mio buchetto.
Leccalo amico caro, senti le pieghine, senti i miei sospiri, vedi come sculetto con la tua lingua che lo bagna, lo prepara per il tuo cazzo? Continua finché capisci che sono pronta.
Il tuo cazzo prende il posto della tua lingua, sono io che lo muovo nel solco del mio culo, &egrave duro nella mia mano, duro come piace a me, come piace al mio culo, sono io che lo muovo rudemente sul mio buchino, lo faccio sospirando e fremendo, poi punto la cappella sull’ano, volto la testa e ti guardo.

Tu capisci e prendendomi ai fianchi spingi. Se fai così mi farai male, spingi lentamente ma fermamente, io spingo il sedere venendoti incontro e dopo non molto sento che l’ano si allarga, si apre! Certo che mi fa male amico mio ma il piacere che seguirà mi induce a resistere. Mhhhhh non posso fare a meno di contrarre l’ano ma la cappella &egrave dentro e un po del tuo cazzo, se adesso lo spingi tutto mi faresti gridare, per questo la mia mano lo trattiene.

Ora lo lascio ma tu lo devi spingere adagio ancora un poco poi ti devi fermare, ti devi ritirare ma attento a non uscire del tutto, spingilo ancora e fermati, ritirati ancora come prima e spingilo ancora più in fondo, continua in modo che centimetro dopo centimetro lo fai entrare tutto.
Fermati amico mio, sei nel mio culo, baciami e leccami la nuca, l’orecchio, dimmi che ti piace il calore che senti, dimmi parole dolci, fammi capire che anche se mi godrai dentro (lo voglio sai?) rimango sempre la tua Lisetta. Mi sto muovendo, ancheggio per sentire il cazzo oscillare nelle mie viscere e per abituarmi alla presenza che mi ha aperto, mi riempie e mi impedisce di stringere l’ano.

Mi sono rilassata abbastanza, adesso inculami amico caro, prima adagio poi quando capisci che il mio buchetto &egrave diventato grande abbastanza da permettere al tuo cazzo di scorrere senza difficoltà, inculami sempre più forte, più rapido, non fare caso alle mie grida, sono di piacere perché sto godendo e più lo sbatti dentro velocemente, anche selvaggiamente più io godo.
Adesso puoi chiamarmi anche porcella, troietta, puoi farlo perché il tuo cazzo mi fa godere, dimmi che ti piace il mio culo, che ti fa impazzire che vuoi goderci dentro, riempirlo, inculami, inculami forte, vedi che ti vengo incontro per riceverlo tutto? Senti come sbatto il sedere contro di te? Ma tu non venire ancora, lascia che goda prima io se capisci che non riusciremo a godere nello stesso tempo.

Oh dai amico caro, dai, dai, daiiii, sto per venire, sto venendoooo!!!!
Fermati amico mio, lascia che il mio godimento finisca, mi faresti troppo male, senti le contrazioni del mio ano come stringono il tuo cazzo? E’ il mio orgasmo. Appena mi rilasso continua a incularmi, prendi il tuo piacere, pensa solo al tuo piacere e sbattimi come vuoi tu, brutalmente se vuoi, mi piace il tuo ansimare, mi piace pensare che stai per riempirmi il culo di sperma, e quando questo avviene, non aver riguardo, godi amico mio, godi, godi, fammi sentire gli schizzi caldi del tuo piacere oh si, siiiiiiii’.
Rimani dentro finché sei duro e continua a scorrere finché il cazzo ormai molle esce di fra le mie chiappette.

E dopo? Dopo distenditi accanto a me e stringimi, baciami, dimmi delle parole che non mi facciano vergognare per quello che ho fatto.

Ti &egrave piaciuto amico casoo? A me tanto e ho goduto veramente, sono venuta quando te l’ho scritto, ho bagnato la tovaglietta sotto il culetto, e tu, hai goduto?

Penso di aver a che fare con un gentiluomo e che quello che ho scritto rimarrà fra di noi ma soprattutto che non pensi troppo male di me.
A presto-
La tua Lisa

Autore Pubblicato il: 26 Settembre 2010Categorie: Racconti Erotici Etero0 Commenti

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