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Sono stata in vacanza dai miei nonni che vivono in un paesino della costa turistica della Sardegna dove spesso è possibile incontrare attori e starlet sia della TV che del cinema.
Poiché non sono più giovani e non sempre autosufficienti, si rivolgono spesso a Michele, un uomo molto gentile e disponibile. Lui è tozzo, ha la pancia a causa della quantità smodata di birra che beve fin da ragazzo e per di più, sotto un cappello chiamato berritta, non ha più un solo capello in testa. Poiché l’ho visto senza solo per pochi istanti quando fa caldo, credo che lo tenga per nascondere la sua calvizie ce forse ritiene vergognosa.
Con lui nei primi tempi ci scambiavamo parole e frasi banali e null’altro.
Come faccio solitamente una mattina ho fatto qualcosa in casa affinché la mia presenza fosse di minor peso per i miei nonni ed ho spolverato sia mobili sia le suppellettili ed ho riordinato in cucina in modo da dare l’impressione che fosse tutto in ordine e pulito. Sicuramente miei nonni hanno apprezzato la mia opera e non mi aspettavo da loro una ricompensa, invece mi hanno ringraziato ampiamente e nonna mi ha fatto i complimenti emozionandosi. Mia nonna mi ha anche fatto vedere delle foto spiegandomi chi fossero le persone fotografate ricordando episodi della sua vita con loro e facendo collegamenti alle parentele.
Nel guardare l’orologio dello smartphone ho visto che erano già le 10:30 ed ho detto a mia nonna che volevo passare la scopa nelle scale. Lei ha apprezzato tantissimo la mia buona volontà complimentandosi ancora per come ero accurata nel farlo. È stato allora che ho avuto l’impressione di essere osservata. Infatti mi sono girata ed ho visto Michele che guardava il mio sedere con gli occhi che sembrava dovessero mangiarmi e che mai avessero visto una ragazza in minigonna. Dalla posizione in cui era, sono sicura che lui si sia inchinato per guardare se avessi indossato le mutandine.
Come mi sono girata lui mi ha sorriso e se n’è andato ed io sono rimasta un po’ sorpresa e lo sono stata ancora più nel sentire le mie mutandine umide. La notte precedente mi ero fatta un ditalino pensando ad un ragazzo collega di facoltà che mi piaceva molto e che ha da tempo ispirato scene di sesso che facilmente mi sono venute a crearsi nella mente. Il fatto che sentissi nuovamente bisogno di sesso dopo poche ore mi ha sorpreso ma sono riuscita a trattenere la voglia e tutto è filato liscio. Finita la pulizia delle scale sono andata in camera ed ho sostituito le mutandine con un perizoma per niente scandaloso.
Nei giorni seguenti con Michele ci siamo osservati e guardati scambiandoci degli sguardi che non avrebbero dovuto avere nessun significato. Ci siamo anche sorrisi ed a me sono venuti del tipo malizioso che indicavano una complicità che non esisteva. Così tra me e Michele tra uno sguardo ed un sorriso e l’altro si è instaurato un piccolo gioco fatto di malizia e seduzione.
La sera stessa mi sono ritrovata ad accarezzarmi pensando a lui e non più a quel ragazzo che mi piaceva. Alla fine mi sono eccitata così tanto che mi sono fatta un ditalino ed ho avuto un orgasmo molto forte il cui urlo conseguente l’ho dovuto soffocare nel cuscino.
L’indomani mattina mio nonno mi ha chiesto di andare al tabacchino per comprare delle sigarette ed una rivista di gossip. Quando ero ancora lontana da casa dopo aver fatto gli acquisti, un’auto ha suonato il clacson e si è fermata alla mia altezza. Era Michele con il suo SUV, lui ha abbassato il finestrino ed ho sentito dirmi “Vuoi che ti riporti indietro?”
Era il mio salvatore perché proprio quel giorno non c’era vento ed il caldo si stava iniziando a far sentire. Sono salita sulla sua automobile e sembrava che tutto fosse a mio favore.
Appena seduta Michele mi ha guardato le cosce senza ritegno. A dire il vero ero stata io che avevo indossato una gonna ultra mini che da seduta lasciva che le mie cosce si mostrassero nel loro splendore. Erano un po’ abbronzate, ma non molto, e per di più quella mattina prima di uscire mi ero data una ulteriore depilazione ed avevo spalmato sulla pelle della crema che le rendeva lisce e lucide. Sapevo che quel trattamento le rendeva molto arrapanti sia per le donne che per gli uomini e la mia testa era presa sia da Michele sia da quel mio collega di studi che se lo avessi avuto tra le mani me lo sarei fatta senza esitazioni.
Mi riporta alla realtà Michele con le parole “Non sapevo che fumassi sigarette!”
Gli ho risposto in modo un po’ confuso “Ah, beh, sì! Lo faccio di tanto in tanto”
“Io mi faccio delle tirate con la pipa però alla sera!” mi risponde lui ed io senza pensare pronuncio le prime parole che mi sono venute in mente “Oh, sì, lo faccio anch’io!”
Ma potevo essere più stupida ed anche bugiarda?
La bugia era evidente ed insieme siamo scoppiati a ridere. In quel momento la sua mano è andata ad accarezzare il mio ginocchio salendo dolcemente.
Io ero presa da lui come se non esistesse altro e mi è sembrato di risvegliarmi da un incantesimo.
Le prime parole che sento sono “Andremo in un posto tranquillo e carino. Ti va?”
Ho approvato la proposta come una scema e lui prosegue guidando per qualche chilometro prima di prendere un piccolo sentiero.
Seduta nei comodi sedile del SUV mi accorgo che il basso ventre è in fiamme e non sono capace di fare niente ma aspettavo che lui prendesse l’iniziativa. Infatti ho visto la sua mano tra le mie cosce e quel contatto mi fa bagnare come matta.
Quanta metri abbiamo fatto in quel sentiero con il SUV non lo so proprio, mi ricordo che aspettavo che lui mi scopasse.
Trovato uno spiazzo comodo ed ombreggiato, Michele ha fermato l’auto, ha fatto il giro, ha aperto la porta e mi ha invitato ad uscire.
Appena messi i piedi a terra mi ha tirato a sé e ci siamo baciati come pazzi, io ero abbraccia a lui e lui, non avendo difficoltà a tenermi stretta al suo corpo, ha esplorato il mio corpo seminudo facendo scorrere le mani ovunque.
A me lui piaceva tantissimo e quel momento per me è stato magico.
Ho spinto il ventre contro di lui per sentirlo aderente al mio corpo ed ho così avuto modo di avvertire una protuberanza tra le gambe: era il suo cazzo. Il piacere di sentirlo era tanto e per convincermi della qualità della sua erezione con una mano sono andata sul suo inguine trovando quel cazzo duro come quello di un toro.
Con me che mi tenevo aderente a lui più che mai, Michele mi ha sussurrato all’orecchio “Mostrami come fumi la pipa bella mia!” e subito dopo mi ha sorriso e tirato fuori il cazzo.
Era un sesso di lunghezza normale ma molto turgido e aveva un odore forte molto particolare, non di orina, ma di qualcos’altro e totalmente nuovo per me che ero ad una delle mie prime esperienze.
Quel profumo carico di ormoni mi ha eccitato.
Come se fossi stata molto esperta, ho capito subito il suo invito e mi sono piegata prendendolo in bocca per succhiarlo dolcemente. Michele per favorire il mio lavoro ed il suo movimento, mi ha messo una mano sulla testa e mi chiesto di andare più veloce.
Allora ho sollevato lo guardo e l’ho visto sorridermi.
Come ho abbassato nuovamente lo sguardo Michele mi ha messo due mani sulla testa ed ha mosso i fianchi avanti ed indietro scopandomi in bocca emettendo gemiti di piacere. Per me è stata la prima volta di una scopata in bocca, avevo fatto dei pompini ai ragazzi che avevo avuto ma nessuno mi aveva scopato così come stava facendo lui.
Quando mi è sembrato che stesse per venire mi sono sollevata e mi ha baciato in bocca incrociando le nostre lingue ed anche passando la sua lingua sul mio collo ed anche la gola.
Improvvisamente mi ha tenuto la testa e mi spinto verso il basso affinché ricevessi la sua sborra.
Di sapori ne avevo provato ed avevo già ingoiato sborra, la sua aveva un sapore acre e come ho fatto con gli altri, l’ho ingoiata.
Finito d spruzzare mi ha preso in braccio e mi dice sorridendo felice “Dai, ti riporto dalla nonna, mia bella! Di sicuro ti starà aspettando per fumarsi una sigaretta”
Durante il tragitto verso casa mi tiene sempre le mani tra le cosce e mi titilla il clito facendomi venire una voglia incredibile ma si è fermato sempre prima che io potessi godere.
Arrivati a casa, io sono scesa dall’auto e sono entrata a casa, Michele n’è andato sorridendomi come sempre.
Di ciò che abbiamo fatto non mi sono vergognata e mi sono sentita realizzata come giovane ragazza.
Consegnate le sigarette e la rivista di gossip sono letteralmente corsa in camera per sgrillettarmi ed ho avuto un magnifico orgasmo clitorideo le cui urla, gemiti, grugniti e sospiri, ho dovuto soffocare nel braccio sinistro. Il perizoma era molto bagnato ed una piccola macchia si vedeva sul micro pant che avevo indosso.
Al termine mi sono assopita e mi ha svegliato mia nonna per dirmi che c’era stato un incidente stradale poco lontano “Vai a vedere che cosa è successo, per favore”
Sono corsa con il fiato in gola pensando a Michele.
Ciò che avevo temuto si era avverato Michele aveva causato un incidente ed era già stato trasportato in ospedale. Mi sono sentita in dovere di andarlo a trovare ed appena abbiamo avuto la possibilità di stare soli mi ha detto “Stavo pensando a te a quando ti avrei potuto scopare”
“Ora pensa a guarire. Quanto alla scopata ce ne faremo tante. Guarda che non sei l’unico a volerle fare” e siamo scoppiati a ridere sotto lo sguardo di una giovane infermiera appena entrata nella stanza a cui ho chiesto “Tu sai perché lui è senza capelli?”
L’infermiera mi ha risposto “Dicono sia a causa dell’eccesso di ormoni maschili” ed è uscita sorridendo maliziosamente.
Ecco la mia piccola storia con Michele.
Gli ho mandato un messaggio dicendogli “TI AMO MICHELE”

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Autore Pubblicato il: 23 Giugno 2022Categorie: Racconti Erotici Etero0 Commenti

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