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Questo racconto lo dedico a Silvia.

Salve a tutti mi chiamo Diego ho 25 anni, volevo raccontare la mia storia avvenuta circa 8anni fa.
Avevo circa 19 anni e molto ingenuamente pensavo che il mio pene, che pendeva un po’ a sinistra, avesse dei problemi, visto che di solito gli unici altri peni eretti che si vedono sono nei film porno e li erano sempre dritti e perfetti.
Mi recai dalla mia dottoressa di base e mi misi in coda molto imbarazzato per ciò che stavo per chiederle.
La mia dottoressa all’epoca era una bella donna, mora, occhi verdi da cerbiatta, bel fisico e un seno non molto grande ma che restava sempre su, non cadeva.
Appena arrivò il mio turno entrai nell’ambulatorio della mia dottoressa, mi sedetti e dissi:
‘salve scusi se vengo qui per questo, ma sa, cioè, insomma’ e mi bloccai preso dall’imbarazzo.
‘prego mi dica, non ci sono problemi e a me può parlare di tutto’ mi disse lei, secondo me un po’ divertita.
‘ecco credo che il mio pene(lo dissi con un filo di voce) sia curvo, troppo curvo e non vorrei fosse un problema’ dissi sempre più imbarazzato e diventando tutto rosso.
‘allora si tolga pantaloni e mutande e si sieda li sul lettino’ mi fece.
Io tutto imbarazzato iniziai a sfilarmi i pantaloni e i boxer, li faccio scendere lentamente e molto timidamente, mentre vedevo con la coda dell’occhio che la dottoressa si infilava i guanti di lattice.
Mi sedetti e attesi che lei arrivasse, sempre imbarazzato e con la mano che copriva i miei genitali, non sapevo se dovevo stare coperto o no.
Lei si avvicinò e inizio a toccarlo, lo prese in mano, con la destra, lo solleva un attimo poi mi sorrise e disse:
‘beh se non viene almeno un po’ in erezione come faccio a capire se è veramente così storto, dai si rilassi’ mi disse come se fosse una cosa normale per lei ma per me era troppo imbarazzante essere toccato da una persona che non era la mia ragazza.
Lo mosse un po’ su e giù, lentamente, e complice il fatto che comunque era una bella donna si rizzò piano piano, fino a divenire duro, ma non troppo, nella sua mano.
Lo guardò un po’ poi lo mosse, lo alzo un po’ poi lo guardò da varie angolazioni, mi guarda e mi dice:
‘direi che non c’è nessun problema, anzi, è si un po’ curvo ma come alla maggior parte degli uomini’ mi sorrise, però mentre me lo diceva non staccava la sua mano dal mio pene, anzi sembrava attratta da lui e come incollata.
Iniziò a massaggiarmelo su e giù lentamente, io non pensavo a nulla, ma la sua mano era così bella, mi dava una sensazione di pace e eccitazione, mi sentivo in balia sua e il mio corpo non la fermò anzi, piano piano il mio imbarazzo sparì lasciando sfogare il mio pene in tutta la sua durezza, lasciandolo crescere senza freno, senza pensare a limitarsi.
Mi guardò negli occhi e senza dire nulla prese ad aumentare la velocità, scappellandolo del tutto, abbassando la mia pelle con la sua mano destra, iniziando a farmi una sega con forza e maestria, come se sapesse come mi piace essere toccato.
Mi appoggiai con le mani sul lettino inarcando la schiena all’indietro, lasciando il mio corpo in balia sua, cercai in tutti i modi di non gemere o di gemere sotto voce, non potevo urlare perché fuori c’era altra gente in coda, e solo la porta li divideva da noi.
Mi lasciai trasportare da lei, mentre aumentava sempre più la velocità, mentre la sua mano scorreva veloce su e giù, imperterrita.
Non la guardavo ma sono sicuro che sorridesse di quel ragazzo a qui lei stava provocando piacere, poi mi spiazzò, una cosa che non pensavo potesse arrivare ad intuire, con la mano libera inizio a massaggiarmi le palle, con delicatezza le stringeva, le sfiorava avanti e indietro e le palpava una ad una, giocava e le soppesava, erano sue, era tutto suo il mio pene e la sue mani erano inarrestabili.
Mi sentii il suo oggetto in quel momento, lei mosse la mano al massimo, veloce e autoritaria, sentiva che stavo per venire, probabilmente non ero il primo a ricevere un piacere da lei, ma credo il primo in studio, e avvicino il mio pene alla mia pancia, in modo da non sporcare in giro.
Me lo mosse veloce, sentivo la mia pelle scendere e salire sempre più forte, le gocce pronte ad uscire dal mio pene, li a pochi mm dal buchino, diede l’ultimo colpo, mi fece sborrare, tanto, e poi con il guanto già sporco, tiro su dove ero venuto, sulla mia pancia, mentre io ero ancora ansimante e incredulo.
Poi lei prese un fazzoletto, con la mano ancora piena di me mi pulì la pancia, delicatamente e con quel suo sorriso soddisfatto, non mi disse nulla ma capivo tante cose e lei capiva quanto mi era piaciuto.
Mi rivestii in fretta, eccitato ma anche titubante che qualcuno ci avesse sentito, ero tremolante ma soddisfatto, lei si tolse i guanti e buttò via tutto, poi prima di uscire mi disse:
‘per ogni tuo problema sono qui’ e mi fece l’occhiolino, mentre un fremito mi trapassò il corpo al solo pensiero.
Uscii dalla porta e andai via contento e eccitato, di sicuro da quel giorno sarei andato sempre molto volentieri dal mio medico di base, a farmi visitare il mio pene storto.

Autore Pubblicato il: 3 Giugno 2010Categorie: Racconti Erotici Etero0 Commenti

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