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La nascita di Mia

Era una sera di gennaio, non ricordo esattamente quale, che incontrai colui che accese la passione dentro di me.
Ho 18 anni, sono all’ultimo anno di liceo scientifico, a fine giugno comincio la maturità; da un po’ di tempo ho come l’impressione di convivere con due identità diverse di me: una mite, simpatica e solare (come sono sempre stata) ed un’altra, appena nata, selveggia, passionale. Non capisco questo flusso di desideri che scorre in ogni vena del mio corpo, che prende possesso di ogni mia cellula, forse perché sono ancora vergine e quest’altra me stessa ha deciso che devo essere pronta. Ultimamente per di più mi sento stranamente attratta da uomini più grandi di me, non anziani, ma uomini sui 30-40 anni, mi sono persino messa a leggere libri come Lolita, L’amante…e devo dire che le protagoniste mi hanno affascinato parecchio, al punto che immagino sempre, prima di addormentarmi, di fare sesso con uno di quei uomini incrociati per strada ogni giorno, magari che mi ha colpito fisicamente..lo immagino prendere possesso del mio corpo con forza, come se dovessi essere solo sua e di nessun altro, nessuna violenza, o meglio solo desiderio di possesso, che ricambio volentieri. In queste fantasie entra in gioco Mia, la me stessa che non sono ancora mai riuscita a fare affiorare…prima di quella sera. Ha 36 anni, insegna storia dell’arte in un liceo fuori dalla mia città, e mi ha colpito fin dal primo incontro avvenuto nel negozio di mia mamma mentre ero lì a darle una mano: mi lasciò il suo numero accanto alla sedia dov’ero seduta, è alto, occhi scuri, un corpo di marmo, braccia grandi e forti. Senza paura quella sera stessa gli scrissi, anche le sere dopo. Mi piaceva parlare con lui, dal momento che sono appassionata di arte e letteratura e lui si dimostrò un pozzo di conoscenza. Qualche settimana dopo uscimmo un pomeriggio, girammo in tutte le librerie del centro, scherzammo, parlammo, e lui non sembrava avere intenzioni particolari nei miei confronti, infatti la giornata si concluse con un semplice “ciao”, niente baci o abbracci. Da quel momento i contatti diminuirono fino a scomparire del tutto, rimasi pietrificata probabilmente non si sentiva di proseguire un’amicizia così profonda con una ragazza che poteva essere una sua alunna pensai. Ci fu una svolta però una settimana verso la fine di maggio: un pomeriggio mi trovai in libreria e sentendomi osservata mi voltai in ogni direzione senza accorgermi che lui era poco distante da me, oltre uno dei tanti scaffali e proprio mentre stavo per incamminarmi in un’altra sezione, mi sentii afferrare il polso con decisione: non riuscii a fare un verso che la sua lingua mi aveva già intrappolato la bocca, intrecciandosi con la mia con una strana forza in una sorta di vortice, e con fatica riconobbi il suo volto e non avevo alcuna forza per poter reagire. Mi tenne intrappolata a sé per diversi minuti, e la sua mano si intrufolò sotto l’orlo del mio vestito bianco di cotone, ma capendo di non trovarsi nel luogo più adatto di botto la tirò nuovamente fuori, per poi osservarmi intensamente negli occhi, accarezzandomi i lunghi capelli bruni e giocando di tanto in tanto con i miei ricci. Occhi azzurri miei, occhi neri i suoi uniti con lo sguardo. Proprio in quei occhi percepii in lui un breve pentimento, ma ormai l’eccitazione e il desiderio si erano impossessati di lui, e Mia ormai stava uscendo da dentro di me. mi disse in un sussurro tenendomi il viso con entrambe le mani, provocandomi forti brividi senza fine. dissi tutto d’un fiato, (o disse Mia), occhi accesi dalla passione, un frase che lo spiazzò per un lungo attimo, ma senza indugi, lo spinse a condurmi in motorino con lui, e, senza dirci una parola, a casa sua..[Continua]

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