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Quest’estate ho avuto davvero poco tempo per divertirmi.. Gli esami da preparare per la sessione di settembre mi hanno completamente oberata di lavoro. Così non ho potuto organizzare vacanze con i miei amici. L’ultima settimana di agosto, però, l’ho passata a Capo D’Orlando, a casa di una coppia amica dei miei genitori, che mi ha gentilmente ospitato, per offrirmi la possibilità di qualche giorno al mare.
..accettai subito la proposta, non vedevo l’ora di prendermi una pausa dai libri! Avevo infilato in una borsa i miei costumi da bagno e qualche prendisole, e in un paio d’ore raggiunsi la villetta.
Conosco bene quella casa, vi ero ospite con i miei genitori fin dall’infanzia. Giovanni e Giusi mi accolsero benissimo, come sempre, con una bibita fresca e uno spuntino, e mi indicarono la camera preparata per me, la solita.
In quattro e quattr’otto mi cambiai e raggiunsi la spiaggia. Passai il primo giorno in completo relax e, senza che me ne accorgessi, arrivò l’ora di cena. Così tornai in fretta a casa e, rientrando, vidi la tavola apparecchiata e Giusi indaffarata a condire gli spaghetti. Poco male.. Mi sarei fatta la doccia dopo aver cenato. Presi posto a tavola, chiacchierando con la coppia. Già dopo pochi minuti, però, notai lo sguardo di Giovanni cadere inevitabilmente sul mio seno. Subito la cosa mi imbarazzò.. Che stupida, avrei dovuto mettere almeno una maglietta, invece per la fretta mi ero seduta a cena con il costume coperto soltanto da una microgonna.. Dopo qualche bicchiere di vino, però, le occhiate dell’amico dei miei cominciarono a farmi piacere.. Sembrava volesse strapparmi il bikini con gli occhi. Per un attimo mi persi ad immaginare il suo viso tra i miei grossi seni e sentii una goccia scendere tra le cosce.. Mi stavo eccitando. Decisi così di alzarmi per andare a fare una doccia fresca: i pensieri proibiti sugli amici di famiglia erano davvero troppo!
Giovanni, poi, non era neppure un bell’uomo. Non troppo alto, tarchiato, con qualche chilo di troppo sull’addome. Ad eccitarmi erano proprio soltanto i suoi sguardi famelici. In più, l’avevo sentito varie volte fare commenti pesanti su donne e ragazze che passavano per strada: doveva essere un gran porco, di quelli che scopano senza dolcezza.. Proprio come piace a me.
Sotto la doccia immaginai Giovanni che mi strizzava le tette, Giovanni col viso tra le mie cosce, che leccava voracemente il mio sesso, Giovanni che mi sbatteva a pecorina, sculacciandomi con le sue grosse mani da muratore.. Mi dissi, però, che non potevo permettermi di fantasticare troppo, né di flirtare con lui come avrei fatto con un altro uomo. Lui e sua moglie mi stavano ospitando, e sarei stata davvero una puttana a comportarmi in quel modo.
Il mattino seguente, però, non resistetti alla tentazione di indossare il mio costume bianco, il più provocante: una striscia di stoffa univa il reggiseno a fascia con il perizoma, passando sulla pancia. In quel modo, le mie natiche sode erano completamente in vista, ed il seno sembrava sempre sul punto di saltare fuori. Come avevo sperato, Giovanni decise di venire in spiaggia con me, mentre la moglie avrebbe raggiunto le amiche per una mattinata al mercato del paese. Benissimo: avrebbe avuto tutto il tempo per ammirarmi e lanciarmi i suoi sguardi pieni di fuoco. Era solo questo che volevo, che mi guardasse e mi facesse sentire eccitata al massimo.. A soddisfarmi ci avrei pensato da sola, sotto la doccia.
Raggiunta la spiaggia, ci sdraiammo vicini. Giovanni non aveva occhi che per il mio corpo, e ne ero felice.. Notai che il rigonfiamento sul costume cresceva, infatti dopo qualche minuto si girò a pancia sotto, probabilmente per nasconderlo. Decisi di provocarlo ancora un po’.. Il mio era soltanto un gioco innocente, per rendere un po’ più frizzanti quei pochi giorni di svago.
‘Giovanni, per piacere, mi spalmeresti un po’ d’olio..?’
‘Che c’&egrave? Ah, l’olio.. Eh certo!’ Mi sdraiai, nascondendo un sorriso.. Subito, sentii le mani forti e rugose di Giovanni percorrere con decisione la mia schiena.. Chiusi gli occhi, e immaginai che la situazione fosse diversa.. Fantasticai di essere nuda, su una spiaggia appartata, e immaginai le mani di Giovanni che raggiungevano anche il mio seno, e poi la fichetta, per penetrarmi a lungo.. L’uomo non tardò comunque a raggiungere le natiche. Spalmava l’olio di cocco con movimenti circolari, e mi accorsi che indugiava molto a lungo sul mio sedere, palpandolo con le dita. Poi scese sulle cosce, dove si soffermò anche più tempo. Ogni tanto, con le dita, sfiorava la stoffa sul sesso, e io mi eccitavo da morire.. Ora si che avevo un gran bisogno di masturbarmi.. Non vedevo l’ora di tornare a casa.
Verso mezzogiorno rincasammo. Giusi aveva già preparato il pranzo perché, disse, il pomeriggio avrebbe raggiunto un’amica in centro, per consigliarla su un regalo da acquistare. Dunque avrebbe dovuto uscire presto. Mangiammo, e poi le diedi una mano a riordinare la cucina, in modo che potesse avere il tempo di cambiarsi ed uscire in orario. Intanto Giovanni preparò il caff&egrave, che la moglie non prendeva. Uscita lei, lo versò in due tazzine e ci sedemmo per berlo.
‘Ti sei fatta proprio una bella ragazza, sai Angela..’
‘Grazie!’
‘Proprio fatta bene, con tutte le cose al posto giusto.. Chissà quanti ti gireranno attorno..’
‘Mmh, si, ho i miei corteggiatori..’
‘E il fidanzato non ce l’hai?’
‘Ma no, Giovanni! Sono ancora giovane.. Lasciami divertire..’
Mi alzai, prendendo le tazzine e le posai nel lavello. Giovanni mi raggiunse da dietro e premette il suo corpo contro il mio, stringendo i miei seni con le mani..
‘Hai voglia che ci divertiamo assieme?’ Quell’approccio mi aveva lasciata senza parole.. Non mi aspettavo che Giovanni si sarebbe fatto avanti, così mi divincolai..
‘Ma che dici, Giovanni?!’
‘Dai, lo so che ce n’hai voglia.. Stamattina ti sei fatta spalmare l’olio solo per farti toccare, puttanella..’
‘Ma non &egrave vero.. Io..’ Giovanni mi premette una mano tra le cosce..
‘Senti, tutta bagnata.. Dai che ci divertiamo..’ Con l’altra mano abbassò il costume, scoprendo i miei seni. Mi spinse contro il tavolo e cominciò a palparli.. Non so come, riuscì a far cadere tutte le mie resistenze. Stare lì, con la schiena contro il tavolo freddo, le tette di fuori, schiacciate nelle sue mani, le cosce aperte, mi eccitava da morire.. Cominciai a gemere, abbandonandomi al massaggio che tanto avevo desiderato quella mattina.. Lui si abbassò verso di me leccandomi i capezzoli con lunghi e profondi colpi di lingua. Mangiava i miei seni come se fossero stati un dolce alla panna, riempiendosi la bocca, e sfregando il suo pacco contro la mia fichetta, ormai aperta e madida di umori.. Quando fu sazio delle mie mammelle, si abbassò, e spostando il costume prese ad allargare le labbra della mia fica con le sue..
‘Mmh.. Ti depili anche.. sei proprio una gran bottana.. Ma già ti vedevo a 18 anni, con tutti quei ragazzini dietro.. Ti facevi trombare da tutti eh..’ Intanto mi palpava il sedere, le cosce, e accarezzava il mio clitoride con ritmici tocchi di lingua..
‘Mmh.. Si.. Prendevo tanti cazzi.. Adesso però sono grande e voglio il tuo..’
‘Ti piace farti sbattere dai cinquantenni, eh? C’hanno più esperienza.. Allora girati che te lo faccio prendere tutto..’
Feci come aveva detto, appoggiando la pancia sul tavolo, e subito sentii una grossa cappella premere sulla mia patata vogliosa.. Si era già liberato del costume. Con un colpo fu tutto dentro di me e cominciò a stantuffarmi.. Era bellissimo: sentivo il grosso cazzo venoso entrare ed uscire, mentre con le mani Giovanni non mi dava pace, spremendo tutto il mio corpo.. Scopammo selvaggiamente per un po’.. Speravo che non venisse, e che quel godimento durasse il più a lungo possibile.. E così fu. Uscì da me e mi fece girare, così finalmente potei vedere l’arnese tanto desiderato. Non era lunghissimo, ma molto largo, scuro e ricoperto dei miei umori. Mi abbassai e cominciai a leccarlo, per poi prenderlo in bocca tutto.. lo facevo entrare ed uscire, massaggiando le palle di Giovanni, che continuava a godere, incitandomi a succhiare di più..
‘Si, brava, mi fai venire..!’ A queste parole, mi alzai, terminando quel meraviglioso pompino..
‘No, voglio scopare ancora.. Chiavami ancora..’
‘Va bene maialona, vieni qui..’ Si stese sul divano, col cazzo svettante, e le mani protese, con finto fare affettuoso. Mi impalai sulla verga e cominciai a saltare su e giù.. Godevamo entrambi gemendo e urlando. Le mie tettone saltavano insieme a me e dovevano essere uno spettacolo bellissimo per Giovanni, che da sotto non riusciva a staccare gli occhi da loro..
Sentii l’orgasmo arrivare e glielo annunciai urlando e saltando più forte..
‘Si si si! Vengo vengo! Che bello’ siiii!
‘Dai.. Dai troiona.. Dai, vengo anch’io.. Si.. Dai.. Ahh’!’
Lo sentii schizzare dentro di me, mentre ero scossa dai tremori del mio godimento.. Poi abbassai gli occhi, e dal suo sguardo capii che ci saremmo divertiti ancora molte volte quella settimana..

Per suggerimenti e consigli

angelasegreto84@yahoo.com

Autore Pubblicato il: 9 Settembre 2008Categorie: Racconti Erotici Etero0 Commenti

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