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Racconti Erotici Etero

LE STORIE DI SARAH

By 7 Luglio 2009Dicembre 16th, 2019No Comments

Tutto era accaduto quasi per gioco. Tutto era cominciato, con un gioco.
Una partita a carte, tanto per passare il tempo. Una semplice e fottuta partita a carte. Per Sarah non era altro che questo.
Lei giocava spesso a carte. Vivendo a Las Vegas era inevitabile che lo facesse. Solitamente non giocava soldi, ma quella volta aveva accettato perchè credeva realmente di poter battere il suo avversario. Tuttavia, dopo pochi giri di poker si ritrovò senza un soldo e sotto di oltre mille dollari.

-Ma non posso pagarti!io non ho una somma simile in tasca adesso!
-Allora dovremo trovare un metodo alternativo…

Una risposta che avrebbe dovuto metterla in allerta. Sarah accettò. Seguì quell’uomo misterioso nella sua stanza e lasciò che la spogliasse degli abiti. La lasciò solamente in intimo e la guardò con attenzione. Le passeggiì in giro controllando ogni aspetto del suo corpo. Sarah si sentiva violata da quello sguardo, ma sapeva anche che se non avesse acconsentito probabilmente i ragazzoni di guardia alla porta l’avrebbero quasi sicuramente costretta a farlo.

-Hai un corpo interessante. Come lo mantieni?
-Ginnastica…
-Oh…perciò sei anche elastica eh? Bene…

L’uomo, sulla quarantina coi capelli brizzolati ed un fisico notevole, si andò a sedere su una poltrona rossa. Rivolse verso di lei uno sguardo intimidatorio e compiacente

-Girati e mettiti a novanta…
-Ma veramente io pensavo che…
-Mi devi mille dollari puttana perciò vedi di obbedirmi o mi incazzo chiaro?

Un colpo al cuore. Nessuno prima l’aveva insultata per un debito di gioco e nessuno l’aveva mai così brutalmente. Violata nel suo orgoglio di donna la ragazza obbedì. Si volse e mise in mostra il proprio culo all’uomo. Lei aveva le gote rosse e sentiva l’imbarazzo di una bambina.

-Toccati..
-Ma…
-Toccati cagna!

Sarah accusò nuovamente l’insulto con un sobbalzo. Lentamente portò una mano sulle slip e cominciò a massaggiarsi. Non osava fare altro. Detestava l’idea che uno sconsociuto la stesse guardando ed obbligando a fare qualcosa per lei innaturale.

-E tu questo lo chiami masturbarsi puttana? Togliti quei cazzo di slip e comincia a ficcarti dentro la fica due dita!

L’ordine secce dell’uomo la convinse definitivamente a non ribellarsi. Meglio fare da sola che essere toccata da uno sconosciuto. Dunque Sarah abbassò gli slip, li tolse sempre avendo cura di mostrare culo e fica all’uomo e, senza emettere un suono, cominciò a toccarsi.
Le ci volle poco prima di sentire la voglia salire. I primi gemiti strozzati emersero in uno più sonoro e voglioso. Poi ve ne furono uno dopo l’altro. Il piacere cominciava a manifestarsi in lei ed il rossore delle gote non era più imbarazzo, ma godimento. Sarah cominciò ad eccitarsi così tanto che le dita passarono da due a tre senza quasi ricordare che vi fosse uno sconsociuto a guardarla

-Ti stai eccitando troia?
-Da morire…
-Vorresti un bel cazzo da succhiare?
-Uhmmm si…
-Allora vieni a prendere il mio…

Sarah si volse di scatto. Ritornò di colpo alla realtà e vide il membro dell’uomo fuoriuscire dai calzoni già duro e nodoso. Non era particolarmente lungo, ma era largo, forse il più largo che avesse visto in ventisette anni di vita. Sentì un bruciore forte alla vagina e comprese che la voglia era ormai troppa per tirarsi indeitro. Rassegnata e vogliosa la ragazza si avvicinò all’uomo e fece per inginocchiarsi

-No! A novanta e masturbati mentre mi succhi il cazzo…
-Siete un porco…
-E tu una lurida puttana…

Sarah questa volta all’insulto sorrise. Si posizionò come richiestole e senza dire altro si piegò ad accogliere il cazo nella sua bocca. Questa volta a gemree fu l’uomo. Lei succhiava avidamente, fin da adolescente le era sempre stato detto che a fare pompe era una dea. Amava praticare sesso orale ai suoi uomini e l’idea di succhiare uno sconosciuto la stava bagnando moltissimo. Una mano dell’uomo le andò alla nuca costringendola a tenere il cazzo in gola per diversi minuti. Minuti durante i quali Sarah ebbe un fortissimo orgasmo.

-Stai godendo cagna schifosa?
-Mpfs si…

Parlare con un cazzo in bocca non era facile, ma Sarah vi provò ugualmente. Quando finalmente l’uomo la lasciò la ragazza si ritrasse. Perdeva bava dalla bocca e la vagina stava grondando di umori. A quel punto la giovane comprese di poter avere anche lei la sua dose di ulteriore piacere. Si volse verso l’uomo riponensodi a novanta, ma questa volta molto, molto vicina al suo volto. Riprese a masturbarsi ferocemente nella speranza che l’uomo si sostituisse a lei. Non le ci volle molto. Il volto dell’uomo affondò nella sua vagina strappandole un gridolino di godimento assoluto.

-Mmm…si!…così…oddio…

L’uomo la lasciò improvvisamente e le ginochcia della giovane ebbero un tremito. Sarah cadde a terra, ansante, non completamente soddisfatta. Lui si alzò, la oltrepassò e si volse verso di lei. Sarah, ancora a terra, si sentì improvvisamente bagnare. Alzò lo sguardo solo per ricevere schizzi di urina in volto e sul seno. Cercò di divincolarsi per un momento, ma alla fine non si scompose troppo. Quando l’uomo si ritenne soddisfatto si coprì nuovamente, la guardò bagnata e grondante umori.

-Molto bene troia hai pagato il tuo debito con me…
-C…cosa?
-Hai capito bene! Ora rivestiti e vattene!

Sarah raccattò le sue cose giusto in tempo poiché l’uomo la spinse fuori dalla stanza ancora mezza nuda e bagnata. I due ragazzoni la guardarono e sorridendo le diedero un centone per il taxi. La giovane abbassò lo sguardo, si mise in un angolo e cominciò a pingere. Non era il dolore e l’umiliazione, era l’insoddisfazione a farla piangere.

Fine primo capitolo
Per commenti, opinioni vi rimando alla mia casella mail : zedkiel.blanchard@hotmail.it

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