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Lo yacht 7 – finale –

La vacanza è finita, i giorni sono trascorsi veloci per gli occupanti della Sophie in un’atmosfera carica di erotismo. Caduto ogni pudore, dimenticata ogni remora, i sei uomini e le tre donne hanno alternato momenti di vacanza pura con torridi incontri di sesso tra di loro, combinandosi così come dettava il momento, senza tralasciare una o due avventure occasionali con persone incontrate nel loro girovagare tra le isole. Natasha scherza con l’amica vantandosi del suo en plein, con Arianna che finge di disperarsi per non aver fatto sesso con Mino e, ovviamente, con Alessandro e Sibylle la quale dice di accontentarsi di quel che ha avuto. I sensi in costante ebollizione ogni occasione, ogni momento, ogni luogo appartato è stato sfruttato.

Lo stesso Alessandro ha potuto osservare sua figlia insieme a Jacques e Carlos, a poca distanza da lui che faceva sesso con Sibylle in una caletta nascosta. Vedendola godere delle attenzioni dei due ha realizzato di volerle ancora più bene ora che ha conosciuto un lato così intimo di lei. La stessa cosa è stata per Arianna che si è accorta di vederlo più come un amico che come padre in una inaspettata complicità soddisfacente per entrambi.

Ora la Sophie è in rotta per Salerno, ha appena passato lo stretto di Sicilia vincendo con la potenza dei suoi motori le forti correnti. E’ notte, l’ultima prima dell’attracco che sancirà il ritorno alla vita normale per tutti.

Jacques ha radunato l’equipaggio per tirare a sorte chi dovrà occuparsi della guardia nella navigazione lasciando liberi tutti gli altri di comportarsi come meglio credono. Non c’è nulla di definito o programmato. La sorte sceglie Mino che, di malavoglia, guardando in tralice il sorriso felice degli altri, si accoccola sulla poltrona del ponte di comando.

– Divertitevi –

Dice con astio nella voce. Nessuno lo prende sul serio, ognuno pensa a cosa potrà succedere di lì a poco. Sottocoperta, Sibylle ha spinto Alessandro nella loro cabina. Ferma sulla porta aspetta che passi Natasha e la tira dentro, pochi secondi e fa lo stesso con Bibi e poi chiude la porta guardando sorniona Arianna e gli altri che la fissano stupiti.

– Beh, come al solito ha deciso lei per tutti. Noi che si fa? –

La domanda di Arianna è sciocca, se ne rende conto appena l’ha detta sentendo la mano calda di Jacques che le si poggia sulla curva dell’anca, poco sopra la sottile stringa del costume. Lei lo guarda con occhi eccitati, ha già capito che, ancora una volta, i due uomini maturi si dedicheranno a lei. Ancheggiando spudoratamente arretra verso la sua cabina, apre la porta ed entra subito seguita da Carlos. Spalanca bocca e occhi vedendo Jacques che spinge dentro anche Ciro.

Il ragazzo non è più timido e confuso come appariva all’inizio. Attende solo un istante, il tempo di capire che Arianna non lo respingerà, e la abbraccia da dietro, mentre lei si gira verso Carlos, appoggiandosi alla sua schiena. Arianna sente premere contro le reni il turgore di lui, sul collo l’alito caldo e il tocco lieve delle labbra. Quando lui le afferra i seni, stringendole i capezzoli, Arianna geme chiudendo gli occhi. Avverte su di se sei mani maschili che la carezzano, la spogliano. Una bocca si appoggia alla sua, una lingua spinge sulle sue labbra e lei le apre tirando fuori la lingua per un bacio umido con non sa chi. Ciro le piaceva per la sua timidezza, e anche ora che timido non si dimostra le è facile fidarsi dei due uomini maturi e lasciarsi andare, allargare le gambe per permettere a una mano di intrufolarsi e carezzarle il ventre. Senza ancora aprire gli occhi, si sente inumidire e poi bagnare a una carezza più precisa sul clitoride. Cerca di indovinare di chi siano le mani che le sfiorano tutto il corpo, quasi certa di quelle di Carlos più ruvide delle altre, ma cosa le importa sopra chi viene stesa? Cosa importa di chi è il cazzo su cui viene fatta impalare? Cosa importa di chi sia quello che le sta entrando lentamente nell’ano? Arianna freme di piacere pronta a permettere ogni cosa ai tre uomini. Solo quando un terzo cazzo le batte sulle labbra apre gli occhi guardando dal basso il sorriso di Jacques. Abbassa gli occhi e vede il volto arrossato di Ciro e poi… poi chiude di nuovo gli occhi aprendo la bocca e permettendo all’uccello del capitano di scivolarle in gola. Da quel momento non li riaprirà più per un pezzo, concentrandosi solo sulle sensazioni, rinunciando alla vista per godere di tutti gli altri sensi, i tre uomini che si scambiano di posto e le fanno cambiare posizione più volte portandola più volte all’orgasmo prima di godere di lei e in lei.

Nella cabina vicina Sibylle sta abbracciando Natasha mentre i due uomini si spogliano. Le carezza il seno, i fianchi, scivola con la mano tra le cosce carezzandole le labbra intime prima di infilarle due dita dentro. Natasha mugola e ricambia facendo gemere l’altra donna.

Le due continuano per alcuni minuti, eccitandosi sempre più, con gli uomini che si limitano a carezzare la pelle liscia di entrambe.

Quando sente il cazzo duro di Alessandro che le spinge sulla schiena, Natasha sporge indietro il culetto per consentirgli di infilarsi tra le cosce e penetrarla. Dall’altra parte Bibi sta facendo lo stesso con Sibylle, scopandola lentamente senza farla staccare dalla ragazza. L’azione combinata degli uccelli, che entrano ed escono ritmicamente dalle vagine sempre più bagnate, e delle dita sui clitoridi, fanno crescere il piacere in entrambe fino a farle abbracciare strettamente, unire le labbra in un vorticare di lingue e urlare il proprio piacere nella bocca dell’altra.

E’ solo l’inizio della serata per i quattro. Passato il primo istinto, le due donne si scambiano gli uomini più volte, sedendosi su di loro, impalandosi sui loro corpi distesi, gemendo a quattro zampe mentre vengono stantuffate da dietro. Solo al termine, quando gli uomini dichiarano di non poterne più, di voler godere, si cimentano in una scherzosa gara di pompini, Sibylle con Bibi, Natasha con Alessandro, i due uomini distesi e le due donne chine sopra di loro, guardandosi con la coda dell’occhio, sfidandosi a chi fa godere prima il maschio che si inarca sotto le loro bocche. Non importa chi vince, quando il primo schizzo esplode nella bocca di una, subito dopo l’altra serra le labbra intorno alla cappella del proprio maschio, muovendo frenetica la lingua, cercando di non far sfuggire neppure una goccia del seme che le sta allagando la bocca.

Il mattino giunge troppo presto per gli occupanti della Sophie. Hanno dormito poco, molto meno di loro Jacques che, uscito dalla cabina di Arianna, ha dato il cambio a Mino per l’attracco al porto di Salerno.

Legata alla banchina, la Sophie ondeggia lieve sulle onde mentre i suoi occupanti si destano e si lavano prima di preparare le valige, guardando con rimpianto le nude pareti della barca che li ha accompagnati in quella vacanza così speciale.

Alessandro ha già ritirato l’auto dal parcheggio e sta caricando le valige. Darà un passaggio alla figlia e all’amica fino a dove hanno la loro auto. Sul cemento, Alessandro stringe la mano a Jacques ed agli altri marinai ringraziandoli. Non c’è bisogno di altre parole tra di loro. C’è solo spazio per un bacio sulle guance a tutti con cui Sibylle e Natasha li ringraziano a modo loro.

Sulla Sophie Arianna è in ritardo, ha indugiato sotto la doccia e lasciato andare avanti gli altri per rifare con comodo l’ultima valigia. La sta chiudendo quando sente una presenza alle sue spalle.

– Solo con me non sei stata –

Si volta vedendo Mino con la faccia triste. Il ragazzo è salito per aiutarla con la valigia e non riesce a trattenere la frase di disappunto, piena di rammarico.

Arianna lo guarda, abbassa gli occhi sui suoi pantaloncini che vede parzialmente gonfi. Mino non le è simpatico, troppo sbruffone, troppo pieno di se, eppure è un bel ragazzo e lo sguardo mogio che le rivolge la smuove qualcosa dentro. Si accorge che si sta bagnando, ancora nonostante la notte appena passata, nonostante tutto il sesso che ha avuto da quando ha messo piede sulla barca.

Abbassa ancora gli occhi e allunga le mani verso l’inguine di lui, gli apre i pantaloncini tirandogli fuori il cazzo, massaggiandolo fino a sentirlo completamente teso. Poi fa un passo indietro, si siede sopra il tavolino tirandosi su la corta gonna di jeans che indossa, si sposta di lato lo slip e tira a se l’uccello del ragazzo.

Mino sperava forse in qualcosa, non certo in questa furia che pare prendere la ragazza. Si ritrova dentro di lei, avvolto dal calore della sua figa, prima ancora di rendersi conto di cosa sta accadendo. Eccitato a sua volta, l’afferra per i fianchi e la tira a se penetrandola a fondo, senza riguardo, con mosse brutali che non sembrano dispiacere alla ragazza. Arianna si butta contro di lui afferrandosi alle sue spalle, muovendo freneticamente il bacino, serrando i muscoli vaginali intorno alla carne dura che la scava facendola rantolare di piacere. Non sa cosa le è preso, lei che ha sempre preferito la tenerezza ora apprezza le piccole brutalità di lui, è lei stessa che si spinge con forza avanti per farsi riempire, per sentirlo fino in fondo.

Stringe i denti attorno al lobo dell’orecchio di lui, allentando la stretta solo a un suo verso di dolore, poi come impazzita strofina il petto contro il suo torace baciandogli e succhiandogli il collo in una frenesia che culmina in un orgasmo frettoloso che la quieta come se avesse spento un interruttore. Adesso il movimento veloce del cazzo di lui dentro non è più piacevole come prima. Spinge sul petto del ragazzo facendolo scostare e uscire da lei, in fretta si inginocchia e lo prende tra le labbra desiderosa solo di farlo godere in fretta. Non ci vuole molto, il calore della bocca e la morbidezza della lingua vincono presto ogni resistenza di Mino portandolo all’orgasmo.

Densi fiotti di sperma schizzano dal cazzo che vibra tra le labbra serrate, subito ingoiati dalla gola morbida di lei che si stacca solo quando sente la durezza venir meno.

Arianna si rialza, con un fazzolettino si netta le labbra e, afferrata la valigia, esce senza nemmeno guardare il faccia il ragazzo ancora ansimante, lasciandolo a pantaloni aperti e uccello penzolante di fuori.

Sulla banchina dedica un abbraccio affettuoso a Jacques e Carlos, un saluto poco meno caloroso a Bibi e Ciro, e poi si affretta a raggiungere all’auto suo padre, Sibylle e la sua amica.

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