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Quella volta in bagno

By 21 Gennaio 2024No Comments

Evelyn ed io eravamo compagni di classe da 3 anni ormai. Lei non era quella che viene considerata una ragazza attraente. Alta, grossa e con un viso dall´aria ottusa. Il fatto che non si prendesse troppa cura della sua pelle e dei suoi capelli non aiutava. Le altra nostre compagne di classe erano ormai nel pieno dell´adolescenza e volevano far vedere al mondo il corpo che cambiava e mettersi in mostra. Evelyn invece aveva sempre la sua maglia bianca che copriva il suo seno cadente, i soliti jeans chiari che non aiutavano a mettere in risalto le linee delle gambe e le solite allstar bianche senza calzino. Un giorno il professore ci aveva diviso per gruppi per fare una ricerca. Ed il caso ha voluto che io finissi in gruppo con lei. Pur avendo quell´aria ottusa era una delle migliori della classe. Ovviamente il tempo a disposizione in classe era poco e bisognava consegnare la ricerca entro il giorno dopo. “Vieni a casa mia pomeriggio che la finiamo” mi disse con la sua voce roca. Mi presento a casa sua alle 3. Abita al quinto piano di una casa popolare da abuso edilizio anni 70 con le porte di legno sottili ed il classico vetro cementato nel giro scala. Ovviamente il tutto senza ascensore, ed essendo giugno arrivo su leggermente sudato. Lei mi apre la porta senza neanche chiedere chi sono. “Ti ho visto dal balcone” spiega lei mentre cammina per il corridoio verso camera sua. Ha la stessa maglia di stamattina ed al posto dei jeans un paio di pantaloni della tuta corti e gira scalza. Mi tolgo le scarpe e la seguo chiudendo la porta dietro di me. La sua stanza é estremamente piccola con spazio appena per il letto, una scrivania ed un armadio. “Siediti sul letto tranquillo” indica lei mentre scrive al computer la ricerca. La ha praticamente finita da sola. “Se la hai finita da sola cosa devo fare io qui?”. Lei piano si gira e mi guarda strano. “Sei l´unico maschio della classe che mi rivolge parola e speravo di passare del tempo con te se vuoi” Per quel pomeriggio non avevo impegni quindi risposi “va bene. Cosa vuoi fare?”. Parlammo per ore conoscendo i gusti, hobby e pensieri dell´altro. Ad un tratto lei per mettersi comoda aveva appoggiato i piedi sul letto ed io quasi senza rendermene conto aveva iniziato a massagiarli. Verso le 19 la porta di casa si é aperta ed é entrata sua madre. Identica alla figlia ma con 30 e passa anni in piú. “Scusa si é fatto tardi. Meglio che torni a casa” dissi ad Evelyn. Le spostai i piedi dalle mie gambe per alzarmi e notai la mia erezione. Facendo in modo di non esser visto misi lo zaino davanti e salutando uscii di casa. Il giorno dopo in pausa ero seduto alla solita panchina nel cortile che vedo Evelyn arrivare e sedersi vicino a me. “Agitato per la ricerca?” mi chiede lei. “No. La hai fatta te e sei tra le piu brave in classe. Il voto sará sicuro alto.” le rispondo guardano i miei compagni giocare a calcio. “Grazie per ieri. Mi ha fatto piacere stare con te. Sai massaggiare bene i piedi e mi é parso ti piacesse. Vorrei ricambiare il favore dato. Vediamoci in pausa pranzo davanti il bagno delle femmine al quarto piano” Mi fa l´occhiolino e si avvia dentro la scuola. Ovviamente la ricerca é stata perfetta ed il voto assegnato é stato alto. Alla pausa pranzo mangio veloce il mio panino e vado al quarto piano. Essendoci poche classi i bagni qui sono piccoli e vengono usati raramente. Giro l´angolo e lei é li ad aspettarmi. Apre la porta e lasciandola aperta aspetto che io entri. Entro e mi appoggio al lavandino. Lei chiude la porta e saltandomi addosso mi bacia. Rimango sorpreso da quel gesto ma l´ormone ha il soppravvento e ricambio il bacio. Le mani si muovono da sole e cercano le sue tette. Sono grandi, calde ed estremamente acquose. Sotto la maglia sento i suoi capezzoli diventare duri. Le sue mani scendono verso la mia erezione nei pantaloni. “Voglio scoparti” le dico ormai capendo piu nulla. “Voglio prima provare una cosa. Dopo ieri ho capito cosa ti piace. Aspetta qui” mi dice staccandosi da me. Entra in una cabina bagno e chiude la porta. Dopo qualche momento la serratura scatta e lei mi dice di entrare. É seduta sul cesso sopra la sua maglietta completamente nuda. “Entra e chiudi la porta”. Faccio come dice e mi appoggio alla porta guardandola. Lei sorridendo mi passa i piedi scalzi sopra i pantaloni. “Tiralo fuori” e subito obbedisco. Le tette dai capezzoli grandi e scuri cadono leggermente sui lati, la sua patata pelosa é li rosa che mi guarda vogliosa. I suoi piedi iniziano a farmi una sega. “Ho visto ieri come si fa. Dimmi se non son brava” dice lei impegnandosi a segarmi con quei piedi scalzi e cicciotti. “Sto per venire” le dico. Lei veloce mette un piede davanti la mia cappella per raccogliere il mio sperma che esce forte. La guardo sorpresa mentre lei con una mano lo raccoglie e se lo porta alla bocca. Senza dire nulla mi metto in ginocchio ed inizio a leccarle la figa pelosa ormai bagnata. Il suo orgasmo arriva forte e veloce. Mi stringe le gambe grosse sulla testa tenendomi fermo a lei mentre un rivolo di umori le scende dalla figa sul culo per finire sulla maglia bianca sotto di lei. Il suono della campanella ci avvisa che la pausa é finita. La lezione é iniziata da poco che mi arriva in volata un bigliettino sul banco. “Grazie per prima. Spero ti sia piaciuto. Ho casa libera dopo. Vieni?” Mi giro a guardare Evelyn e le faccio segno di si. La sua mano scende tra le sue gambe e posso solo immaginare cosa ha in mente per quel pomeriggio.

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