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Era troppo tempo che non scopava. Rose era stufa degli innumerevoli ditalini che si sparava ogni giorno. Per non parlare dell’uso indecente del dildo. Erano quasi sei mesi che non andava a letto con un uomo ed ormai era arrivata al limite. Da quando Ian l’aveva lasciata, dopo tre anni di fidanzamento, aveva avuto un periodo di depressione durato due mesi, dal quale aveva deciso di scuotersi e per un mese era uscita ogni sera con le amiche, abbandonandole per donarsi a perfetti sconosciuti.

Il problema di trovarsi un uomo non esisteva per lei, ventenne dal fisico esplosivo. Alta, magra, pelle diafana, mora con gli occhi azzurro/verde, un bel culetto sodo, una terza di seno ed il viso spruzzato di efelidi. Aveva smesso di cacciare, voleva tornare ad essere una ragazza posata ed aveva relegato nell’armadio i vestitini sexy. Le uscite non mancavano, ma non era più lei a fare la prima mossa. Ed era rimasta a secco. Aveva deciso di tornare a caccia e quindi organizzò un’uscita con le amiche singles per il giorno dopo in memoria dei vecchi tempi.

Rose tirò fuori tutti i vestiti che aveva conservato e si accorse che non le piacevano più, era tempo di shopping. Sequestrò Cara, la coinquilina, ed andarono a fare spese. Rose sapeva che Cara era tendenzialmente bisex, se non totalmente lesbo, ma la cosa non la preoccupava, tutt’altro. L’idea di farsi vedere semi nuda, sia in casa, sia ora nel negozio di intimo, la stuzzicava alquanto.

Cara era una bellissima ragazza. Alta, magra, capelli biondo miele tenuti sempre in una treccia, una seconda di seno ed un culetto molto invitante. Gli anni di judo da adolescente le avevano lasciato un fisico forte e muscoloso. Viveva con Rose da un anno e mezzo, e l’amica sapeva tutto di lei. Sapeva della sua bisessualità, ma non sospettava minimamente che Cara volesse scoparsela dal primo istante in cui l’aveva vista. Più di una volta Cara aveva immaginato di succhiarle quei seni candidi, di leccarle la fica fradicia e di impalarla con il suo dildo. Più di una volta, dopo averla vista uscire dal bagno nuda per andare in camera sua, si era tirata dei ditalini fenomenali, immaginando fosse lei a farglieli. Un anno e mezzo di desiderio che continuava a restare inappagato.

Quella sera Rose era entrata come un fulmine nella stanza di Cara, trovandola con solo l’intimo semitrasparente addosso. Aveva esitato un attimo, poi le aveva ingiunto di vestirsi, per andare a fare dello shopping speciale ed era uscita così come era entrata. Cara rimase spiazzata, ma ubbidì. Mise una gonna corta, una magliettina leggera, ballerine ed era pronta. All’ultimo decise di togliersi il perizoma ed andare in giro senza, al diavolo se le vedevano la fighetta totalmente depilata.

Per tutta la sera sentì gli umori che le colavano nelle cosce, colpa dei completi intimi con cui si mostrava Rose. Comprò una gu’pière nera con nastrini rossi, perizoma e reggiseni coordinati di ogni colore, autoreggenti velatissime e vestitini da cubista. Finite le spese Cara era provatissima, voleva solo tornare a casa per masturbarsi in pace. Presero l’autobus e Rose imprecò come uno scaricatore di porto quando si rese conto che era pieno.

Erano come sardine in scatola e Cara non era del tutto sicuro di sapere cosa le premeva contro il culo. All’improvviso sentì una mano che le carezzava la coscia e audacemente saliva verso l’inguine. Fece finta di niente e rimase impassibile, mentre la mano saliva sempre di più. Era indubbiamente una mano maschile e Cara immaginò il ghigno soddisfatto che si dipinse sulla faccia del tizio quando la trovò senza mutande.

Lo sconosciuto iniziò un lento massaggio sulle grandi labbra, poi le dischiuse ed andò alla ricerca del clitoride. Cara ebbe un lieve sussulto, ma le sembrò che Rose non se ne accorgesse. Il dito che la stava lentamente torturando si spostò e scivolò nella vagina madida; dopotutto Cara era in uno stato di eccitazione tremendo per via delle sfilate sexy di Rose. In fondo questo ditalino inaspettato le stava anticipando il lavoro che avrebbe fatto una volta a casa. Il su e giù del dito si fece più veloce e le dita divennero due, Cara controllava i suoi gemiti, ma il respiro accellerato non riusciva a fermarlo. Dopo un tempo che le sembrò infinito venne e l’autobus si fermò. Le due dita si sfilarono e Cara vide tra i passeggeri scesi, un ragazzo più o meno della sua età che la fissava sorridendo e si leccava due dita. Lei gli sorrise e gli fece l’occhiolino, ringraziandolo mentalmente per il suo lavoro.

Arrivate a casa Rose la guardò ghignando e le chiese: ‘Ma il ragazzo che ti ha sditalinato in autobus lo conoscevi?’
Cara rispose tranquillamente: ‘No, ma ti assicuro che non lo dimenticherò per un po’.’
Rose aveva notato gli sguardi che ogni tanto le aveva lanciato Cara quella sera. Carichi di desiderio e voglia irrefrenabile di scopare. In fondo la sua coinquilina era una gnocca niente male, e lei non era nuova a scopate con donne. Durante il mese di scopate casuali le era capitato di fare cose a tre, sia due femmine e un maschio che due maschi ed una femmina, ed ogni volta che scopava una donna, questa era sempre molto soddisfatta. Durante la sera aveva formulato l’idea di esaudire il desiderio dell’amica, e citare il ditalino furtivo le aveva dato una scusa in più.
Si avvicinò a lei e le disse: ‘è stato bravo, vero?’

‘Molto, ma se non mi avesse trovato eccitata a morte forse avrebbe faticato un pochino di più.’

‘E come mai eri così eccitata?’ ormai erano vicinissime, quasi naso a naso.

La risposta di Cara fu un bacio appassionato, che Rose accolse e restituì con egual foga. Le loro mani iniziarono a vagare per i corpi, esplorandosi a vicenda. Rose si staccò e sorridendo condusse Cara in camera sua. Fece sedere Cara sul letto e si esibì in uno spogliarello sensualissimo. Cara intanto si era alzata la gonna e spalancando le gambe prese a masturbarsi pigramente. Rose, ormai nuda, fece una piroetta per farsi ammirare dall’amica e si allungò verso il comodino. Con molta nonchalance si chinò a 90, puntando culo e fica in faccia a Cara, ed aprì un cassetto.

Cara pensava di sognare. Una vista mozzafiato si parò di fronte a lei. In due secondi si ritrovò nuda e con la faccia ficcata nella fichetta di Rose. Iniziò a leccarla in ogni angolo, poi si concentrò sul clitoride pulsante. Lo succhiò, leccò, tempestò di piccoli morsi e a giudicare dagli urletti di Rose la cosa era molto gradita. Con le mani le impastava le natiche, poi spostò una mano per prenderle il clitoride tra le dita, mentre cercava di penetrarle la figa con la lingua. Strizzò il clito fino quasi a farle male, ma Rose non sentiva altro che ondate di piacere. Non ricordava più cosa doveva prendere dal cassetto, era consapevole solamente di Cara tra le sue gambe che la stava facendo godere come nessuno mai. Le gambe quasi non la reggevano più, gemeva e ansimava, e quando Cara le infilò dentro tre dita urlò per la sorpresa ed il piacere. Iniziò un furioso entra ed esci, Rose ricordò quello che cercava, prese il vibratore dal cassetto e lo passò a Cara incitandola a romperle la figa con quello.

Cara vide il vibratore e dovette smettere di masturbarsi per prenderlo. Lo accese alla massima potenza e se lo passò sul clitoride, gemendo di piacere. Se lo infilò dentro un paio di volte per lubrificarlo ed infine lo ficcò dentro la fregna fradicia di Rose. Non lo mosse, lo lasciò piantato dentro di lei e rimase a sentire i suoi ansiti e le sue lamentele.
‘No tesoro mio, mi hai fatto penare questa scopata per un anno e mezzo ed ora ti torturo io come voglio.
Uscì dalla stanza e tornò con il suo vibro e lo stap on doppio. Rose era preda delle vibrazioni violente e pregava che le gambe non cedessero. Non voleva interrompere quella deliziosa tortura. Cara infilò lo strap on.

‘Tesoro, non vedo l’ora di collaudare il mio giochino nuovo. Ma vedo che la tua fregna è occupata, dovrò riempire qualche altro buco.’

Detto ciò iniziò a leccarle l’ano ed il perineo, raccogliendo gli umori che colavano e spalmandoli nel buco. Poi mise una mano sul clitoride ed infilò un dito nel buchetto. Rose non sembrò lamentarsi e Cara si accorse che non aveva incontrato resistenza.

‘Mmm, guarda guarda, ci piace farci sfondare il culo, eh puttanella?’

‘Mmm sì mi piace mmm ho preso tanti di quei cazzi in culo che manco immagini aaah dai rompimi mmmm!’

Sentendo ciò Cara le puntò il cazzo finto sul buco e spinse. Entrò fino a metà e Rose lanciò un urlo. Cara aumentò il lavoro di dita sul clitoride e diede un’altra spinta. Stavolta era tutto dentro. Si fermò un attimo e poi prese a spingere. Il cazzetto che era in lei si muoveva in sincronia con quello che sfondava Rose. In preda al godimento assoluto Rose prese a scoparsi col vibro. I due cazzi finti che la riempivano e le dita di Cara che la trastullavano le fecero perdere la testa e venne urlando. Cara le liberò tutti i buchi e bevve tutto il suo nettare, leccandole ogni centimetro di pelle. La leccò finché non si riprese, stavolta teneramente.

Ma lei non era soddisfatta come l’amica.

Rose si accasciò sul letto, era stremata e felice come non mai, ma appena incrociò lo sguardo di Cara capì che non era finita.

‘Vuoi la tua parte ora, vero?’ si sdraiò di fianco accanto a lei.

‘Sì. Per quanto sia stato bello vederti ansimare e godere come una cagna non posso ritenermi soddisfatta.’

Rose le tolse lo strap on e si mise a cavalcioni su di lei. La baciò teneramente e con le mani iniziò a torturarle i capezzoli, mentre strusciava il pube contro il suo. Cara ansimava nella sua bocca e Rose, sentendo il suo sapore dolciastro, riprese a bagnarsi. Portò una mano tra le gambe di Cara ed il sentirla bagnatissima le diede al cervello.

Torturò il clitoride tenendolo tra pollice ed indice, strizzandolo e pizzicandolo. Poi interruppe il bacio e scese a succhiarle i seni, baciarle la pancia senza un filo di grasso, il monte di Venere liscio, per imboccare il clitoride e succhiarlo come un piccolo cazzo. E Cara gradiva, oh se gradiva.

Lamenti controllati uscivano dalla sua bocca e a Rose non piaceva che li tratttenesse. Le balenò in mente un’idea e prese a leccarla per benino la fregna ed il buco del culo, soffermandosi su quest’ultimo. Si staccò di colpo, prese i due vibratori, li leccò e li accese alla massima potenza. Li puntellò su fica e culo e contemporaneamente iniziò a spingerli dentro. Cara si dimenava, scossa da fremiti di piacere.

‘Mmmm puttana vuoi rompermi tuttaaaah sbrigati che voglio godere daiii scopami scopami SCOPAMIII AAAH’

‘Se è questo che vuoi”

Con un unico colpo infilò i due vibratori e li lasciò fermi. Si mise a braccia conserte a fissarla gemere e lamentarsi.

‘Mmmm perché ti fermi fottimii!’

‘Tu hai le tue regole, io le mie.’

Pigramente le sfiorava il clitoride, mentre aumentava e diminuiva la velocità dei due vibratori e le succhiava i capezzoli. Quando si stancò di torturarla prese lo strap on e finse di spompinarlo, lo indossò, rimosse il vibro dalla figa in un colpo e lo sostituì immediatamente con il suo pene fittizio. La prese con foga, ritrovandosi a gemere per il cazzetto che la sfondava con la stessa intensità. Dopo un paio di minuti conquesto trattamento Cara venne, ma Rose non si fermò ed aumentò il ritmo, era talmente infoiata che finché non venne rimase a sbatterla con violenza, provocandole diversi orgasmi di fila.

Rimasero sdraiate sul letto a coccolarsi, esauste.
Quando si ripresero del tutto era ormai ora di cena e nude e sudate si trasferirono in cucina. Prepararono la cena, mangiarono imboccandosi l’un l’altra, baciandosi, toccandosi e finirono intrecciate in un 69 sul pavimento della cucina. Si leccarono come forsennate, si scoparono con le dita con violenza e quando vennero non si lasciarono scappare nemmeno una goccia del loro piacere.

Improvvisamente squillò il telefono di Cara. Si sciolsero dall’abbraccio e Cara lesse il messaggio.
‘è Richard, dice che sta venendo qui. Cazzo mi ero dimenticata di lui!’ Rose colse la palla al balzo.

‘E quindi? Che problema c’è? Lo sa che sei bi, no?’

‘Sì, ma che c’en-Non vorrai fare quel che penso!’

‘Che pensi, tesoro mio?’

‘Che tu voglia fotterti me ed il mio ragazzo insieme.’

‘Veramente io volevo che ci trovasse e scopare come due vacche, lì sul divano.’

Cara la guardò sorridendo maliziosamente.
‘Sei una troia, come hai fatto a tirare avanti a grilletti per tutto questo tempo?’

Rose ridacchiò e ripresero a baciarsi. Erano entrambe consapevoli che la loro convivenza non sarebbe stata più la stessa, e la cosa non dispiaceva a nessuna delle due, anche se Rose preferiva comunque il cazzo. Cara scrisse a Richard che avrebbe trovato la chiave sotto allo zerbino come al solito e poi abbandonò il telefono, trascinando l’amica sul divano. Si sedette a cavalcioni sopra di lei e si baciarono strizzandosi i seni.

Non ci volle molto che sentirono la porta aprirsi ed il saluto di Richard che moriva in gola. Le due non lo filarono di striscio appositamente, troppo intente a darsi piacere per l’ennesima volta.

‘Scusa Jeff io non immaginavo di trovare una situazione simile, scusa davvero.’

‘Tranquillo, è sempre bello vedere due porcone che si scopano.’

Le ragazze si fermarono.

‘Rose, credo che il tuo piano non abbia funzionato.’ le sussurrò Cara.

‘Ma che cazzo ne sapevo io che quel cretino si portava dietro il fratello! Non te l’ha detto? Comunque il danno è fatto, facciamo finta di niente che forse ci guadagnamo.’

Cara si sedette accanto all’amica, per niente imbarazzata del mostrarsi nuda. Rose teneva addirittura le gambe aperte, sorrise e squadrò i due ragazzi.

Autore Pubblicato il: 8 Agosto 2012Categorie: Racconti Erotici Etero, Racconti Erotici Lesbo0 Commenti

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