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Se fossi una donna. La sverginatrice – Capitolo 1: Joerg il vicino di casa

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Introduzione:

Da alcuni anni spesso mi diverto a immaginare come vivrei il sesso se fossi una donna. Una donna dai 30-35 anni in su, quindi con una sessualità ormai vissuta e matura, non più condizionata dagli stereotipi sociali. Credo proprio che vivrei il sesso in modo molto diverso dalla donna ordinaria attuale. Ultimamente penso che oltre alla normale attività sessuale con uomini più o meno coetanei, credo che mi piacerebbe dedicarmi all’attività di “sverginatrice”. La categoria preferita sarebbe quella dei giovincelli. Sia quelli più prestanti, che quelli meno attraenti, tipo nerd, o poco invitanti per la femmina comune, ma tutti accomunati dalla stessa voglia… la voglia di scoprire il sesso, quel desiderio implacabile di sapere com’è sentire il membro dentro una donna… quella voglia pazzesca che li fa stare col cazzo duro tutto il giorno, che gli fa impalare il membro solo a guardare la bella figa passare per strada, o la loro compagna di classe, al solo fugace pensiero di scoparsela! Quelli che si disfano di seghe aspettando il momento di vivere il loro primo orgasmo dentro una fica.
Oggi certo molti si sverginano molto presto, ma non tutti. Non per tutti è così facile e veloce trovare una ragazza che ci stia, anche per motivi di timidezza.

Così, mi dico sempre che se fossi una donna maturata, dai 30-35 anni in su, immagino che mi piacerebbe di tanto in tanto sverginare un giovincello voglioso. Non perché mi interessi essere io la prima volta per loro, ma per godermi con quale foga e quanto intensamente questi vergini impazziscano di piacere al solo contatto con me. A vederli con quei membri duri come l’acciaio al solo pensiero di scoparmi, credo che mi sentirei veramente appagata come donna ammirando quello spettacolo. Non importa se loro raggiungono l’orgasmo molto prima di me. Lo spettacolo sarebbe il loro piacere.
In mancanza di vergini andrebbe bene anche qualche giovane di max 22-23 anni alle prime scopate, ma con ancora la stessa voglia pazza.
Non trascurerei neanche la categoria più ignorata e dimenticata, quella dei vergini tardivi. Quei timidi o impacciati che visivamente non accenderebbero mai la voglia in una donna, e che non hanno mai avuto il coraggio di ricorrere al sesso a pagamento. Quelli che così, anno dopo anno raggiungono età ragguardevoli, anche oltre i 25-30 anni, ancora vergini! Mi piacerebbe dedicarmi anche a qualcuno di loro. Basta che non siano esteticamente rivoltanti:) Vivere il loro piacere sarebbe il tema centrale.
Per chi se lo chiedesse, in quanto uomo invece non ho mai avuto interesse per le vergini. Il culto della verginità femminile per me non ha nessun valore positivo, e la prima volta di una donna è quasi sempre inficiata dal dolore o dalla impossibilità di raggiungere l’orgasmo. Con i maschi invece ci sarebbe molto più da divertirsi sul tema:)

Ma vi dico di più. Se fossi una star, o una delle sex symbol del momento, tipo Belen Rodriguez, l’idea che milioni di giovincelli (e non giovincelli) tutti i giorni si masturbino pensando a me, mi ecciterebbe moltissimo. Non potrei fare finta di non sapere che ciò accada. Avrei la fantasia pazzesca di scegliere (o sorteggiare!) ogni tanto uno dei miei fans, fra i giovani  e non giovani, e regalargli una scopata! Vorrei ammirare con che passione e desiderio lui si affanni su di me e con che esplosione di piacere mi riempia di seme… vergine o no che sia.
Come donna mi sentirei sessualmente tremendamente “potente” e mi sentirei molto appagata da questa mia potenza sessuale.
Ovviamente queste fantasie sarebbero possibili solo se non vivessimo in una società così repressa e stereotipata come quella in cui siamo. Perché anche se sono un uomo non sopporto lo stereotipo che etichetta spregiativamente come “puttana, troia” la donna che si scoperebbe (o che si scopa) tutti quelli che le piacciono, mentre etichetta in modo ammirevole come “macho, playboy” l’uomo che fa la stessa cosa con le donne. Sono entrambi la stessa cosa, due individui semplicemente con tanta voglia di sesso! Per me il termine “troia” o “puttana” nel senso spregiativo si riferisce semmai a ben altri comportamenti, validi reciprocamente anche per l’uomo!

Ecco un racconto di fantasia su come si potrebbero svolgere le cose:

Capitolo 1: Joerg, il vergine vicino di casa

Nel palazzo dove abito c’è una famiglia con un ragazzo di 18 anni. Qualche volta mi trovo a casa sua per bere un caffè con sua mamma. Conosco sua mamma da qualche anno, ma lui lo conosco solo superficialmente. Lui si chiama Joerg, ha 18 anni, ma frequenta ancora la 4° liceo scientifico, perché un anno è stato ripetente. E’ poco più alto di me, sarà 1,80m, piuttosto magro, slanciato, con occhiali da intellettuale. Ha una faccia da bravo ragazzo, sembra un po’ timido e dai discorsi con sua madre non risulta che abbia una ragazza. Il suo atteggiamento timido e riservato mi fa presupporre che sia ancora vergine.
Qualche volta capita di incontrarlo nelle scale o in ascensore e ci scambiamo sempre qualche parola.

Dal balcone della mia camera si vede la finestra della loro cucina. Un giorno in cui Joerg è a casa da solo, per caso lo vedo entrare nudo in cucina, mentre con un asciugamano si asciuga la testa dopo una doccia. Fuori è buio, non si accorge che la tenda è abbastanza aperta nel mezzo e riesco a vederlo bene. Gironzola nudo per la cucina con il pene penzolante. Con sorpresa ha un pene sorprendentemente lungo e piuttosto fine, tanto che mi viene subito spontaneo soprannominarlo “Bringolo”! Se in posizione molle è lungo così, chissà come sarà da eretto! Mi chiedo io. A un certo punto mentre gironzola, quasi sovrappensiero si prende il cazzo in mano e dà 3-4 colpi movimenti avanti e indietro come per stimolarlo, come per farsi una sega! Quando lo molla, il cazzo ricade in basso, ma si è leggermente rigonfiato e invigorito. Ha assunto una curva ad arco all’ingiù, penzolando in fase di risveglio in corso… Poi lui esce dalla cucina e va di là. Io rimango sbalordita dalla vista di quella scena furtiva. Non avevo mai visto nessuno di loro girare nudo in cucina e dai tempi dei miei 18 anni non avevo mai più visto un giovincello nudo di quella età! Ma in quel momento, quella scena non mi aveva stimolato particolarmente. Ero più preoccupata che mi potesse vedere, cosa che mi avrebbe messo in imbarazzo incontrandolo successivamente.

Alcune settimane dopo lo incontro in ascensore e fra le conversazioni di rito, ripensando al suo bringolo gli chiedo se avesse una ragazza e lui mi risponde un po’ imbarazzato di no, ed io gli dico “Ma come, con tutte le tue compagne di scuola!”, e lui “Eh sì, ma quelle che mi interessano sono già occupate”.
Il che significava che quanto meno era interessato alle ragazze, allora insisto con aria maliziosa “Ma ne hai avuta una seria prima?”, cercando di fargli capire che con “seria” intendevo una storia in cui avesse combinato qualcosa di concreto fisicamente. Lui risponde un po’ imbarazzato di no. Allora capisco che molto probabilmente è ancora vergine.

Un giorno mi trovo a casa sua per prendere un caffè con sua mamma. Lei ha già pranzato, perché Joerg quel giorno ha più ore a scuola. Mentre noi ci accingiamo a bere il caffè, Joerg rientra da scuola. Sua mamma riscalda il pranzo per lui e lo serve nel piatto. Ma Joerg anziché venire subito in cucina a mangiare, va in bagno. Mi accorgo che ci sta un tempo insolitamente lungo. Dopo un po’ sua mamma dalla cucina gli urla “Guarda che il pranzo ti si fredda ancora!” e poi mi dice scocciata “Ma si può? Quasi tutti i giorni fa così. Appena torna da scuola si chiude in bagno, ci sta un bel po’ e poi devo scaldare tutto un’altra volta”. Io la guardo un po’ attonita e lei aggiunge “Oppure mangia e subito dopo si chiude in camera!” Io a quel punto immagino che si chiuda per masturbasi e dico “Beh dai, ma alla sua età è normale per un maschietto…”. Lei perde un po’ la calma e sbotta “Sarà normale, ma io sono stufa di trovare le sue lenzuola e le sue mutande piene di chiazze di sborra! Tutti i giorni! Sono anni ormai!”.
A quei discorsi sento il mio sesso reagire con un prurito sul clito… Mi torna in mente la scena di Joerg visto nudo in cucina e ora mi immagino lui con quel suo bel cazzo eretto e duro, che si masturba pieno di voglia di scopare. Mi immagino il suo cazzo impietrito che schizza sborra in alto come una fontana, mentre la sua mano gli scorre attorno avanti e indietro… Sento una goccia di miele farsi sentire fra le mie piccole labbra… Per la prima volta mi eccito pensando a un giovincello e al suo cazzo!
Poco dopo, Joerg esce dal bagno e si siede a tavola. Ha la fronte sudata e un’espressione un po’ stravolta. Evidentemente si era appena fatto una sega… Poi ci salutiamo e vado via.

In quei giorni ripenso spesso a quei fatti ed è evidente che Joerg abbia più voglia di scopare di quello che la sua espressione calma da intellettuale lasci pensare. Adesso mi immagino come si disfi di seghe tutti i giorni. Cerco di immaginare come tutti i giorni torni da scuola pieno di voglia e non resista a farsi una sega immaginando di scoparsi qualche sua bella compagna di classe, oppure pensando a tutte le fighette di liceo che vedrà a scuola e sull’autobus. Poi adesso è quasi estate e sono tutte svestite il più possibile, esponendogli tutt’intorno cosce, seni e minigonne!
Incomincio a chiedermi se si sia mai fatto una sega anche pensando anche a me qualche volta. Io con i miei 35 anni non sono più una ventenne, ma posso dire di essere ben fatta, e chissà se ai miei tempi, avevo lo stesso effetto sui miei compagni di classe! Incomincio a eccitarmi pensando alla sua voglia di scopare che rimane inespressa, ed incomincio ad avere piccole fantasie nei suoi confronti. Ma non solo su di lui, anche in generale sui i giovincelli nella sua situazione. Di notte a volte mi masturbo sul mio letto pensando alla scena di lui nudo in cucina e di come possa essere sentire il suo giovane cazzo, lungo e duro, sprizzare dentro di me…

Un caldo giorno scendo nel garage sotterraneo per prendere una cassa di bottiglie d’acqua nel mio box. Indosso una gonna corta ed una canottiera aderente molto scollata. Per via del caldo non ho il reggiseno. Nel garage sotterraneo incontro Joerg e nel salutarci ci mettiamo a parlare. Le sue prime occhiate cadono inevitabilmente sui miei seni ricoperti solo dalla canottiera aderente. Sono di una terza misura e la scollatura lascia scoperto una buona parte del solco. Il fresco del sotterraneo con il sudore fa inturgidire i miei capezzoli, che spuntano con prepotenza sotto la canottiera. Lui cerca di evitarli con lo sguardo ma io me ne accorgo bene. Lui li guarda e mentre parliamo vedo i suoi jeans rigonfiarsi lentamente. Il suo membro è piegato all’ingiù e preme sotto il cavallo, accanto alla coscia. Cerca di erigersi ma non può. Faccio finta di non vederlo e continuo a parlare, mentre lui a quel punto cerca di dileguarsi, prima che mi accorga dell’erezione. Ma io gli chiedo “Senti, mi puoi aiutare?”, “Sì, per cosa?”, risponde lui un po’ preoccupato. “Puoi aiutarmi a portare su la cassa dell’acqua? Con questo caldo da sola è una bella fatica…” L’ascensore è infatti abbastanza lontano dal mio box.  Io prendo la cassa da un lato, lui dall’altra e camminiamo insieme. Ogni tanto mi giro verso di lui e vedo la sua erezione premere sotto i pantaloni. Lui ogni tanto si gira verso di me guardandomi i seni sballottare turgidi sotto la canottiera.

Arriviamo all’ascensore con un po’ di fiatone e mentre saliamo lui continua con discrezione a guardarmi i seni, a pochi palmi da lui. Arriviamo al mio piano e gli dico “Mi aiuti a portarla fino in cucina?” , “Sì, certo” risponde Joerg. “Così ti offro anche qualcosa di fresco da bere”, “Oh grazie…”. Sembra contento della prospettiva. Non era mai entrato in casa mia finora. Posata la cassa, gli offro un bicchiere di Coca Cola ghiacciata. Mentre preparo i bicchieri, vedo lui che, un po’ dietro di me, di nascosto si tocca il pantaloni sopra il pene cercando di sistemarlo meglio, per renderlo meno visibile, o per limitare il fastidio. Nel dargli il bicchiere mi avvicino molto a lui, ed un seno tocca il suo braccio per un attimo. Io mi siedo e sollevando una coscia lascio che la gonna corta scopra quasi tutta la mia coscia nuda e lasci vedere un po’ delle mutandine in pizzo rosso. Lui si siede nella sedia davanti a me e parlando, beviamo i nostri bicchieri. Io mi do apposta qualche grattatina sulla coscia, per scoprirla meglio e vedo come lui aguzzi lo sguardo cercando di scorgere sempre più delle mie mutandine… Io comincia ad eccitarmi, sapendo che lui sotto i pantaloni ce l’ha duro a causa mia e che evidentemente, mi scoperebbe se potesse. L’idea che lui probabilmente fra poco a casa sua si masturberà immaginando di scopare con me, comincia a eccitarmi e stuzzicarmi seriamente…

Finito di bere ci alziamo e nell’alzarsi il suo bitorzo accanto alla coscia è ben evidente, ma lui non se ne accorge. Ci fermiamo nell’ingresso, prima di aprire la porta. Si vede che lui vorrebbe restare a guardarmi più a lungo. Mi avvicino davanti a lui, gli sono vicino fin quasi a toccarlo con i seni. Lui li guarda inevitabilmente ancora una volta, proprio lì davanti a me. Il suo sguardo è visibilmente eccitato. “Cosa c’è? Ti piace così tanto la mia canottiera rossa? Non hai mai smesso di guardarla…”. Lui imbarazzato abbozza un “Ma…”, “O forse guardi quello che c’è sotto la canottiera…” dico io provocante. “Ma, come…” risponde lui con voce tesa per l’eccitazione, ed io:

– Cosa c’è? Ti vedo strano… Non dirmi che… Fammi sentire qui…

Lentamente poso una mano sui suoi pantaloni, appoggiandola in parte sul pene eretto e lo palpeggio brevemente con due colpetti:

– Beh… vedo che hai un’erezione…
– Ohhh…
geme lui e con un gesto gentile mi scansa la mano.

– Annette, ma cosa fai…
dice lui sorpreso e incredulo

– Vedo che c’è una bella erezione lì sotto… non sarà mica stata la mia canottierina rossa?
gli dico maliziosamente e poso nuovamente la mano sopra sopra i pantaloni, sul membro eretto.

– Annette, scusa non volevo, è diventato duro da solo…  sei troppo bella…
– Ah sì? E dimmi… ti diventa duro così tutte le volte che mi vedi?
– Beh… a volte sì, sei troppo bella…
Io allora mi diverto a prenderlo un po’ in giro parlando con quel tono da mammina, ma con malizia:
– Ohh… poverino, ma non c’è niente di male… lo so come’è per voi maschietti… anch’io ho avuto un fidanzato alla tua età.

Poso le mani sui suoi fianchi e gli chiedo, tanto per confermare:

– Ma… ti piaccio veramente?
– Sì Annette, sei troppo figa…
– Ohh grazie per il complimento… e… magari ti fai anche qualche sega su di me?.
– Ohhh Annette, ma cosa dici…
– Guarda che lo so che ti fai tante seghe… di notte e quando torni da scuola… Scommetto che te le fai sulle tue compagne di classe… Ma dai dimmi… ti sei mai fatto qualche sega pensando a me?

Lui ormai sentitosi scoperto, inizia a sciogliersi un po’ nell’atmosfera surreale che si era creata, e dice:
– Sì Annette, è vero… qualche volta sì… sei così figa…
– Ah sì? E quindi magari vorresti anche scopare con me?
– Ohh Annette, sì, ma chi non lo vorrebbe fare con te? Ma io… ma io non l’ho ancora mai fatto…

Io mi sento sempre più eccitata al pensiero di eccitarlo al punto di masturbarsi pensando a me, e al pensiero che sia vergine. Mi sto bagnando e ora voglio di più, ma non so cosa fare e gli dico:

– Senti Joerg… ti va di giocare un po’ con me?
– Sì, ma come giocare?
Risponde lui un po’ confuso.
– Beh, intanto fammi vedere cosa c’è qui…

Poso la mano sopra i pantaloni sul pene eretto “Oohh…” geme lui. Gli abbasso la cerniera e con fatica tiro fuori dalla patta tutto il pene eretto, senza sbottonare i pantaloni. E’ snello e lungo almeno 18cm, leggermente ricurvo all’insù, molto sexy! Un bel fallo snello e lungo!

– Wow, ma che bel baccello abbiamo qui! Che peccato sprecarlo tenendolo vergine…

Mi inginocchio davanti a lui e avvolgo delicatamente il pene eretto con la mano. Lo accarezzo lentamente e delicatamente. Muovo appena la mano e lo sento contrarsi di riflesso fra le dita.

– Ohh Annette… ohhh…
Per la prima volta le mani di una donna toccano il suo pene duro.

– Ohhh piccolo senti com’è duro, sembra di acciaio…

Con “piccolo” mi riferivo in tono scherzoso al vergine Joerg. Spremo leggermente l’asta dura e vedo uscire una grossa goccia trasparente dal glande. Lui geme e sento il membro durissimo fra le dita. Me lo voglio infilare in bocca e leccare quel miele. Con il pollice, l’indice e l’anulare scopro la cappella. E’ carnosa, dura e congestionata come non ho mai sentito, ed è bagnata dal suo miele.
– OOOhhh….
Joerg geme sonoramente, seguito da una contrazione spasmodica del membro, che gli fa ingrossare la cappella fin quasi a scoppiare. Passo le tre dita delicatamente sulla cappella nuda, per la prima volta accarezzata dalle dita di una donna. L’indice e il medio scivolano sul lato superiore della cappella, il pollice solletica la parte inferiore e il frenulo.
Altri DUE piccoli movimenti così, avanti e indietro sul suo glande gonfio fino allo spasmo e…

– OOOOOHHHH……. OHHHHHH….. OHHHHHHH… OHHHHH

Fiotti enormi di sperma schizzano dal fallo impietrito, bagnandomi dappertutto. Alcuni schizzi finiscono sui seni, sulla canottiera, alcuni cadono sulla pelle scoperta vicino al solco dei seni. Altri mi schizzano in faccia sulle guance, altri cadono sulla minigonna nera e sulla coscia nuda.
Mentre lui sborra io continuo con quelle carezze delicate sul glande, senza cambiare il ritmo. Lui per non cadere si appoggia a me con le mani. Alzo lo sguardo e lui ha ancora gli occhi chiusi per l’intensità dell’orgasmo.

– Ohhh piccolo, ma ti ho appena toccato! Guarda come mi hai sporcata tutta…
gli dico con quel tono scherzoso e malizioso.
– Guarda come mi hai schizzata tutta!

Lui è completamente rintronato da quell’orgasmo inatteso. Si tocca il pene e nello strizzarlo per ricoprire il glande violaceo, una grossa goccia di sperma cade sul pavimento.

– Ohh Annette… è stato forte da impazzire. Non ero mai venuto così… con la cappella scoperta…
– Peccato che sei venuto subito… te lo stavo per prendere in bocca…
– Ohhh Annette… davvero?
– Certo! Ma dimmi una cosa. Finora cos’hai fatto con una ragazza?
– Niente… solo qualche bacio con la lingua, due anni fa, ma poi nient’altro.
– Allora ti va di giocare con me?
– Come?
– Ti farò scopare con me… Ti sverginerò… ma andremo per gradini, secondo le mie regole.
– Davvero?! Ma quali regole?
Chiede Joerg curioso e incredulo. Io mi escogito un programma.
– Faremo una serie di incontri, uno alla settimana. Di volta in volta scoprirai il gradino successivo. Procederemo a piccoli passi. La scopata è ovviamente l’ultimo gradino.
– Ohh sì! Accetto qualsiasi regola…
Risponde quasi senza credere che sia vero.
– C’è una regola importante da rispettare… Quanto tempo riesci a stare senza farti una sega?
– Non lo so, non sono mai stato più di un giorno senza farmene una. Ma perché?
– Perché ad ogni incontro voglio che tu sia pieno di seme, quasi al massimo. Voglio vederti schizzare sborra a fiumi… Un giorno di pausa è troppo poco. Devi resistere almeno 4 giorni. Dalla domenica sera al giovedì pomeriggio.

– Cosa? 4 giorni? Ma no, non ho mai provato, non so neanche se ci riesco… impazzirò!
– Ci devi provare. Più aspetti e più bello sarà il godimento, anche per te. Ci vedremo ogni giovedì pomeriggio. Dal giovedì sera fino alla domenica sera ti potrai fare tutte le seghe che vuoi… Ma poi niente fino al giovedì pomeriggio! Se non resisti 4 giorni me lo devo dire e rimandiamo di una settimana. Ma se non me lo dici e mi accorgo che schizzi di meno, saltiamo un mese intero! Se proprio non riuscirai a resistere fino al giovedì, ci vedremo il mercoledì. Oggi è venerdì…
– Va bene, ci proverò…
– Adesso vai, guarda come mi hai conciata! Mi devo lavare tutta…
Gli dico in tono scherzoso.

Se già oggi ha sborrato così tanto, chissà dopo 4 giorni di astinenza! Non appena Joerg esce, mi fiondo in camera sul letto, con la canottiera imbrattata di seme ancora fresco, anche sulle mie cosce e sulla mia guancia. Seme vergine. Lo raccolgo con le dita, lo annuso. Ha un odore invitante e lo assaggio… ma voglio berlo direttamente dalla fonte, da quel pene duro come il marmo. Mi porto le dita sotto le mutandine, mi impregno con quel seme vergine e mi masturbo con una veemenza come non facevo da tempo… vengo sbattendo il fianchi su e giù sul letto e urlando come una forsennata.
Già mi pregusto la prossima scopata con il mio compagno all’indomani, che mi troverà più arrapata del solito, senza immaginare il perché!

…continua in capitolo 2

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