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Spalato capitolo 3

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I primi momenti di quella strana situazione sarebbero stati fondamentali per l’impostazione che avremmo dato alla nostra vacanza, ed ai rapporti che si sarebbero instaurati con l’altra coppia

Naturalmente ognuno si chiuse nella propria stanza per prepararsi per la cena che , di comune accordo, decidemmo di farci servire in camera o ,meglio, nella parte comune dell’appartamento che comprendeva anche un angolo bar ed un angolo TV.

Non sapevamo come vestirci e cosa avrebbero fatto i nostri amici, per cui io indossai calzoni lunghi bianchi ed una camicia, mentre Laura indossò un abitino a mezza coscia con spalline molto larghe ed una profonda scollatura e niente sotto l’abito, cosa che non si poteva non notare per i capezzoli che spingevano contro il corpetto e l’abito leggero che si insinuava nel solco nudo del culetto.

Questa sua semi-nudità aveva lo scopo di far capire ai nostri coinquilini che non avevamo problemi a mostrare il nostro corpo

Uscimmo per primi dalla nostra camera e, mentre controllavo cosa contenesse il bar ,sentii aprirsi la porta della loro camera e, coerenti con quanto ci avevano detto prima, erano completamente nudi

Lei era una bellissima donna, con un corpo meraviglioso nella sua nudità ed enormemente eccitante nella sua iniziale maturità, che traspariva solo dalle forme armoniose, e morbide della sua carne , ma che le conferivano una carica erotica che mai avevo notato in altre donne della sua età e condizione.

Lui aveva un corpo tonico , ben modellato, senza alcun segno che denotasse la sua età ed un cazzo favoloso, più grosso del mio , che appoggiava tranquillo sulla sacca dei suoi coglioni

Quello che si notava era l’assoluto rilassamento del membro , simile a quelli che si notano sulle statue ,ma molto pià lungo e grosso di quelli che , almeno noi, eravamo abituati a vedere.

Lui prese subito il centro della scena e, sin dai primi gesti, si capì che sarebbe stato lui il capobranco, anche perchè la sua età ed esperienza, più che confrontarsi con la mia , ne metteva in risalto la differenza, naturalmente, a suo favore,

Credo che lui capì subito che la nudità che traspariva , in modo evidente, da sotto quel vestitino di Laura era un tentativo ,da parte nostra, di avvicinarsi al loro mondo, allora lui ,sorridendo, si avvicinò a lei e le disse che era molto bella , che era felice di averla conosciuta, ma che non riusciva a capire perché una donna, giovane, bella ed affascinante come lei , si ostinasse a nascondere la sua avvenenza e, messe due dita sotto le spalline, le allargò e lasciò cadere l’abitino che la copriva e che si raccolse ai suoi piedi lasciandola completamente nuda

Lui le disse che così era molto più bella e che si sarebbe sentita più a suo agio in mezzo a tante persone nude che, da quel momento , l’avrebbero circondata e le posò una mano sul seno dicendole che aveva un seno bellissimo e lo accarezzò e, così facendo, non poté non accorgersi che i capezzoli erano diventati immediatamente duri e grossi per l’eccitazione che quel leggero tocco le aveva procurato.

Mentre lui si allontanava da lei, presi l’abito che era scivolato a terra e lo portai in camera nostra e, dopo poco, ritornai completamente nudo anch’io

Quel gesto , che nella mia ingenuità doveva essere un gesto semplice, naturale, senza alcuna importanza e conseguenza, decise, invece, il ruolo che avrei avuto in quel gruppo, perchè lui lo interpretò come quello di un marito disposto a servirlo ed ad aiutarlo nella sottomissione sessuale della propria moglie e, forse, non aveva torto

Durante la cena parlammo delle nostre vite, delle nostre esperienze, cercando di farci conoscere.

Lui era molto interessato a conoscere le nostre prime esperienze di diciassettenni, della nostra prima volta, e, più che delle mie sensazioni, interrogava Laura sulle sue reazioni, di quello che aveva provato ed, in particolare, di quando aveva iniziato a masturbarsi

Era evidente che era un uomo esperto che voleva sgomberare da subito il terreno da falsi moralismi e farci capire che l’argomento sesso avrebbe potuto avere una sua dignità nel nostro stare assieme

Al termine della cena ci sedemmo in terrazzo illuminato solo dalla luce che proveniva dall’interno mentre nell’aria si diffondeva, sottovoce, la musica diffusa all’interno di tutto l’albergo.

Stavamo continuando a parlare di noi, quando lui si alzò dalla poltroncina di vimini e, tendendo la mano verso Laura, le chiese se volesse ballare

Lei si alzò obbediente e lui le prese la mano , le cinse la vita con l’altra, ed iniziarono a ballare un lento, mezzo nascosti dall’oscurità della notte..

Quando riapparvero nella tenue luce che proveniva dall’interno, lui teneva il braccio sinistro che prima era disteso , appoggiato alla sua spalla , la guancia di lei che sfiorava il suo petto , i corpi , nudi, stretti uno all’altro, con il cazzo ben aderente al corpo di lei e la mano, che prima appoggiava sul fianco, completamente distesa sul suo culo per evitare, evidentemente,,che lei si staccasse da lui .

Poi ripiombarono nell’oscurità

Quando riapparvero la scena era cambiata di poco, ma le variazioni erano importanti, perché lui, con la mano sempre sul culo, non la teneva ferma, ma lo accarezzava e lo premeva contro il proprio pube, mentre la fighetta luccicava sulle grandi labbra segno che stava per godere o aveva già goduto.

Poco dopo la musica cessò di suonare , probabilmente perché era tardi e loro due tornarono a sedersi

Per quella sera non successe altro, ma credo di aver capito che quelle piccole libertà che lui si era preso con mia moglie, avevano l’unico scopo di capire quale sarebbe stata la mia reazione, perchè quella di lei era stata evidente a tutti, sin dal primo momento di quella serata,  quando lui le tolse il vestito e le accarezzò il seno e, poi , quando lei , nonostante lui avesse allentato la pressione della mano, non fece nulla per allontanare il suo sesso da quello dell’uomo che ,con la mano , quel  culo lo stava solo accarezzando.

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