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Racconti Erotici Etero

Ti voglio ti voglio ti voglio

By 12 Giugno 2011Dicembre 16th, 2019No Comments

Eccomi arrivato, non entro qui da alcuni mesi, strano perché, ogni volta che ci entro, ripenso a lei, anche se &egrave passato molto tempo o forse proprio per questo’Lei non &egrave più qui, oggi poi il locale &egrave un delirio, arriveranno due star da fuori, un lesbo-show annunciato in lungo e in largo dal giornale, dal sito del locale, dalla voglia di evadere che cresce dentro giorno dopo giorno, per reagire alla stanchezza, alla noia alle brutte notizie che minacciano l’ufficio in cui lavoro’Lei non &egrave qui ma sono entrato da mezz’ora e mi manca ancora il respiro, ho ancora paura (o voglia?) di rivederla, un anno fa le ho scritto ‘non cercarmi più’ e ho pianto per giorni, lei non &egrave qui ma perché l’ho allontanata, lei’ Ecco adesso c’&egrave un’altra lei, anzi due lei, finalmente ‘ all’una e mezza ‘ lo spettacolo inizia, entra Valeria poi entra anche Laura, che figacce anche se dalle foto non sembrava, non fino a questo punto almeno e il locale diventa quasi uno stadio, un mare di grida ed applausi che tra alti e basse, come flussi e riflussi di maree, giunge allo spasimo, e chissà quanti giungono ad eiaculare con questi occhi così incollati alla fessura lambita dalla bocca dell’altra, penetrata dalla bocca e poi il ragazzo trascinato sul palco, appena gli tolgono i pantaloni l’uccello svetta sotto gli slip, la musica impazza lei non &egrave qui ma quante ragazze, quanta furia calma, lei non c’&egrave tranquillo, non rischi di vederla, di commuoverti, certo era meglio forse riprovare a parlarle, provare (ancora?) a farle capire che volevo vederla ma non più qui, qui si spera, si ride si scherza si gode ma non si ama, non &egrave un lap-dance a dare amore, io vengo qui non so neanch’io a cercare cosa, o forse lo so come gli altri sono qui perché maschio, perché il corpo diviene un fuoco di fronte ai gesti, attraverso i contatti: corpi, carne unita in un canto sguaiato eppure vero, puro a suo modo, come anelito di catarsi finale, di sudore estremo ebbrezza, di cazzo non più duro ma appagato, finalmente. E infatti i priv&egrave sono affollatissimi, lei non &egrave qui con chi vado, ti ho vista presto lì davanti, vestito rosso tette della misura giusta, capelli corti viso gentile e insieme da porca, sì ma poi entri in priv&egrave con un altro’e adesso? E adesso sono le due forse &egrave meglio tornare a casa, ma quanta voglia di sesso, di corpi e passano minuti di tormento e insieme di voglia di fuga (vocale sorniona, &egrave una u o una i?), e poi tu esci e adesso sì, ti voglio, ti chiami Svetlana mi chiami amore, sei fighissima mi siedi sopra, mi coccoli mi baci, un po’ mi tocchi l’uccello sopra i pantaloni ma poco, soprattutto danzi su di me, ti stringo ti succhio le tette, ti do succhiotti ti lecco la schiena, lei non &egrave qui e chi se ne frega, sei miele e insieme pepe ti voglio ti voglio ti voglio, lo sai che sei figa e la mia mano verso gli slip la lasci andare, mi dici che sono dolce che sono simpatico, non sei fidanzata neanch’io, mi coccoli ti voglio ti voglio ti voglio e poi, altri 20 minuti mezz’ora non basta, e poi mantieni le promesse mi tocchi ancora di più, sempre sul cazzo lo stringi lo palpi, finalmente sento che vivo, non so più che sono da dove vengo, sono con te sono in te, siamo anime prestate ai corpi o forse siamo solo fuoco, sesso che finalmente esplode ti voglio e mi vuoi, siamo bocche vogliose di pelle siamo delirio di carne, sì le mie dita sulla tua figa hai peli folti, belli ecco perché si dice topa ma tu sei fata, sei gatta che mangia la paura e stuzzica il desiderio delle fusa, sei lago (eh sì sei anche bagnata), sei mare ed oceano inondami amore, sì sono qui, bagnami di voglia, di desiderio, non smettere di toccarmi di baciarmi, vivo perché tu sei qui, ti voglio ti voglio ti voglio finalmente sei, sono siamo anzi non siamo più, siamo solo dentro il miracolo di sesso ed amore di questo cazzo di priv&egrave, sorridiamo che belle le coccole, mi dici che se voglio mi dai il tuo numero ti dico che ho paura, ti dico di lei e tu capisci, vedremo più avanti intanto stanotte sei in me, intanto amore, grazie per l’amore, grazie per la vita che sei.

P.S. Autobiografico (i nomi sono stati cambiati), ho cercato di raccontare una notte brava piena d’eros e dolcezza…commenti a d_demaglie@hotmail.com

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