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TORINO CHIERI TORINO cap,2 ANDREA

ANDREA

Credo che mi addormentai veramente. Fu la voce di Andrea a svegliarmi

– Ciao Lisa,Tania mi aveva parlato di una sorpresa, se sapevo che eri tu sarei uscito prima!’

Ero distesa a pancia in giù, sollevai il capo abbagliata, inforcai gli occhiali da sole cercando di distinguere la figura in controluce china su di me;

– Come hai fatto a riconoscermi?’ chiesi ridendo.

– Dal tuo sedere, è di quelli che visto una volta è impossibile dimenticare!

la sua risposta mi gettò nella più grande confusione ma fece ridere Tania. Era arrivato vestito da ufficio, cioè in giacca e cravatta ma vedendo la nostra tenuta entrò in casa.

– Sempre galante il tuo Andrea. osservai ridendo finalmente anch’io.

Poco dopo l’uomo uscì in calzoncini che si tolse prima di tuffarsi in acqua;

– Neanche un bacio ci hai dato, bel saluto d’avvero! lo rimproverò Tania.

Lui fatto poche bracciate uscì, le si avvicinò ignorando l’asciugamano che sua moglie gli porgeva e si chinò tutto gocciolante su di lei. Pochi uomini passata la cinquantina conservano un fisico tonico come quello di Andrea. Un fremito mi percorse dalla testa ai piedi; era bello! Non sto parlando del suo viso ma bello come piace a noi donne; non muscoloso ma con un fisico privo di grasso, (mi tornò in mente le rotondità di Gianni), niente pancetta ma un ventre invidiabile, delle gambe, queste sì muscolose, cosce possenti e testicoli bruni come il pene che faceva una gobba sopra di essi e anche se non in erezione era . . . desiderabile e temibile. Non so perché mi venne in mente questa espressione ma era proprio quello che pensavo: desiderabile e temibile! Intanto si era chinato a sfiorare le labbra che Tania gli offriva, si sollevò, fece una smorfia, mi guardò venne dalla mia parte e baciò le mie labbra allo stesso modo, poi ridendo:

– Non ditemi che avete . . .

Arrossii, aveva capito, mi bastò sporgere il labbro superiore in modo da poterlo annusare per sentire ancora il profumo del godimento di Tania e sicuramente lei conservava il mio. Anche lei aveva capito

– Si abbiamo! E allora? sarai mica geloso vero?’ rincarò.

– non geloso ma avrei voluto esserci per giocare insieme a voi!

– adesso ci sei, cosa aspetti?’ lo provocò Tania.

Andrea era in piedi davanti a me, Tania si spostò sedendosi anch’essa dalla mia parte, e incurante delle gocce che cadevano su di lei e su di me accarezzò adagio il membro del marito, questi si chinò, le loro bocche si incontrarono in un bacio delicato da principio poi la lenta masturbazione che subiva il pene entrato rapidamente in erezione eccitò entrambi . . . e eccitò anche me vedendo come le loro lingue si lambivano, lambivano le loro labbra, venivano da esse catturate, succhiate. Poi Tania lo spinse verso di me.

– E’di Lisa che devi occuparti, ha bisogno di essere consolata!’ disse semplicemente.

Andrea mi sollevò dolcemente il mento per guardarmi in viso poi prese la mia mano. Mi alzai, insieme raggiungemmo il bordo della piscina e senza neanche una parola saltammo dentro sollevando spruzzi che giunsero fino alla bionda. L’acqua in quel punto arrivava appena sopra il mio l’ombelico ma il fondo essendo inclinato, il livello poteva salire fino a 1,70-1,80 metri all’estremità opposta. Allontanando i capelli che avevo appiccicati agli occhi vidi l’uomo avvicinarsi.

In un certo senso ero contenta di non vedere il suo membro, ma lo sentii contro il ventre appena mi fu vicino.

– Veramente hai bisogno di essere consolata? ‘ chiese.

– Si ‘ risposi semplicemente piantando il mio sguardo nel suo.

Non so se Tania potesse vedere le mani di suo marito aggrappate al mio culo. Chiusi gli occhi quasi ad estraniarmi da tutto, sola con quell’uomo, i seni contro il suo petto e il ventre contro il suo membro, le mie mani che accarezzavano le sue natiche, le sue cosce per stringerlo contro di me, strofinando il ventre contro la durezza che mi faceva fremere.

Mi baciò. Nulla è come il bacio per entrare in intimità con un uomo, non è solo un apostrofo rosa . . . ecc, ecc, ma è un modo per dire al suo membro di tenersi pronto. In quanto ad Andrea, il suo membro era pronto eccome! Lasciò che mi discostassi abbastanza da porvi entrambe le mani, lo trovai duro e teso, lo accarezzai poi ne feci scorrere adagio la pelle e socchiusi la bocca lasciandomi leccare le labbra, le gengive, la lingua che anch’io dardeggiai alla cieca per lambire la sua lingua. Le sue mani non avevano lasciato le mie natiche, le sue dita nel loro solco le aprirono per stuzzicare liberamente il mio ano, scendere alla mia fica poi ancora al mio ano penetrandolo adagio con un dito, il che offuscò la mia volontà. Inclinai i suo membro strofinando il glande nel taglio della mia vulva divaricando le gambe per attirarlo dentro di me, ma la disparità delle nostre stature frustrò il mio tentativo ma avevo voglia, voglia, voglia. . .

Le mie natiche erano ancora nelle sue mani, afferrato a queste lui mi sollevò facendo strusciare la mia fica lungo il suo cazzo finché il glande incontrò le mie labbrette intime che si aprirono alla sua forza; mi mantenne in quella posizione e aprì la bocca su uno dei miei seni. Che sensazioni stavo ricevendo! L’attesa della penetrazione fa gustare maggiormente la penetrazione stessa e lui me la fece desiderare in modo parossistico esplorando con bocca avida i miei seni, la mia gola, ancora la mia bocca, ancora i miei seni, poi i capezzoli che da tempo mi facevano male.

Come cagna in calore leccavo il suo viso cercando di catturare la sua lingua per succhiarla, succhiai il suo orecchio alitando in esso;

– Scopami Andrea. . . scopami subito, scopami ! ! !’.

Allacciando le mani dietro il suo collo mi lasciai andare all’indietro sforzandomi di infilzarmi sul membro il cui glande sentivo all’apertura della mia vagina, aiutandomi con i polpacci premuti dietro le sue cosce per fare forza. Quando fui esaudita e le sue mani ebbero accompagnarono il mio culo ad avvicinarsi al suo ventre, fu ondulando il bacino che scivolai lungo il suo cazzo, prendendolo tutto, fino a sentire contro l’inizio delle natiche il calore dei suoi testicoli.

Mi strinsi contro di lui, sospirando estasiata per la durezza che riempiva la mia vagina; quella durezza la sentivo calda, morbida e dura allo stesso tempo, le mie gambe avvinghiate alle sue impacciavano i suoi movimenti, l’inclinazione del fondo piscina lo costrinse ad indietreggiare fin quasi al termine della vasca dove l’acqua arrivava al suo collo, le sue mani che avevano lasciato le mie natiche per muoversi e mantenere l’equilibrio appena mi lasciai andare nuovamente all’indietro ritornarono sotto il mio sedere.

– ‘Sei bella Lisa!’ disse.

Non vi era più bisogno del sostegno delle mie mani, le portai dietro il mio capo lasciandomi andare sul filo dell’acqua, compiaciuta di veder affiorare i miei seni che emergevano simili ad isole gemelle che la freschezza dell’acqua ricopriva di piccole asperità, ed erano i miei seni che sembravano ispirare Andrea mentre fletteva all’indietro le reni e spingendole in avanti cacciava in me il cazzo senza che nulla trapelasse sulla superficie dell’acqua.

– Oh si amore, si. . . così. . . così!’

Lo incoraggiavo sospirando piena di gratitudine per le sensazioni che mi stava regalando, l’eccitazione aveva reso dilatata le mia vagina e la posizione che avevo assunto l’aveva allineata allo scorrere del membro che mi stava procurando un piacere che aumentava ad ogni movimento dell’uomo. Andrea senza accorgersi era ancora indietreggiato fino ad avere l’acqua che sfiorava la sua bocca, per non bere dovette ricominciare ad avanzare.

Lo fece non senza sforzo dovendo sostenermi aiutato dalla spinta dell’acqua, muovendo in continuazione avanti e indietro le reni per non diminuire il ritmo della scopata leggendo nel mio viso la gioia che mi dava ricevere il suo cazzo, facendo piccoli passi, le mani a sostenermi, strette alle pagnottelle delle mie natiche, le dita che animate di vita propria muoveva nel loro solco, a cercare, ad accarezzare il mio buchino deliziosamente indiscrete, a penetrarlo persino, e quando avveniva emettevo gridolini di finto dolore che interrompevano i miei lamenti di piacere genuino. Quei passi per forza di cose erano alquanto disordinati e lo facevano vacillare e deviare di qua e di là pur avanzando verso la parte della piscina dove Tania seduta all’estremità dei lettini mi sorrideva, le ginocchia aperte, le dita di una mano al vertice del suo sesso che accarezzava con movimenti circolari. Quella vista mi ricordò me stessa che solo il giorno innanzi mi masturbavo guardando eccitata il mio uomo alle prese con quella ragazzina e mi venne una stretta al cuore.

Ma ero giunta al punto che più nulla contava al di fuori del piacere che l’uomo mi stava donando, ed era bello godere senza dovermi nascondere. Ora i colpi del suo cazzo smuovevano l’acqua provocando delle onde che si infrangevano contro il bordo della vasca che ben presto le mie spalle toccarono. Mi tenni ad esso con le mani per mantenere il corpo a pelo dell’acqua, tendendomi per offrirlo alla vista del mio amante; riuscii a portare i polpacci sulle sue spalle, non soffocando più i miei sospiri e i miei gemiti che salivano di volume fino a diventare delle invocazioni. Andrea mi guardava in modo amorevole, ben diverso dallo sguardo di qualche mio amante occasionale che mi scopava con le smorfie del macho che sottomette una femmina che crede sua. Ed era proprio per questo che quando capitava, mi concedevo solo una volta e non più, malgrado le sollecitazioni inviate con email infuocate. Andrea da amante perfetto mi concesse più di una tregua e allora mi accarezzava il viso, i seni, disegnava con le mani i contorni del mio corpo, poi le portava invariabilmente sotto il mio culo che penetrava con il dito, attento a non farmi male.

Come tutte le cose belle, durò troppo poco, capendo che l’orgasmo era vicino non mi trattenni, Andrea fu stupendo anche in quel momento così particolare per ogni donna, accelerò il suo andare nel mio grembo fino al parossismo con grande rumore di acqua smossa, gridai la mia gioia, gridai, gridai, allora lui rallentò finché il suo scorrere divenne una lunga carezza fatta dal membro alla vagina, finché le mie contrazioni rallentarono e cessarono. Lui lentamente mi lasciò, capii che non aveva goduto perché vedevo il suo membro teso e bello come uno scettro il cui glande emergeva fieramente dall’acqua, mi placcò contro il bordo della piscina cercando la mia bocca che rifiutai essendo al momento sazia, ma le mani di Tania che in ginocchio sul bordo accarezzavano le mie guance mi fecero capire che il grado di eccitazione della donna le avrebbero fatto accettare qualsiasi cosa. Mi lasciai baciare da suo marito simulando un entusiasmo che ancora non avevo, la bionda prendendo le mie mani mi guidò verso la scaletta distante qualche metro, che portava fuori dall’acqua, distanza che coprii con Andrea che adesso strofinava il suo cazzo contro il mio sedere.

Aggrappata allo guida tubolare salii seguita da presso dall’uomo, ma al momento di posare il piede sul bordo della vasca fui fermata dalla bionda che prese a baciarmi con tutta la voglia che la vista del mio accoppiamento con suo marito aveva provocato. Risposi al suo bacio nuovamente eccitata, tanto più che mi sentii stringere da dietro da Andrea che si era appropriato dei miei seni e li accarezzava con tale maestria che non potei impedirmi di sporgere il sedere spingendolo contro il membro di cui avevo nuovamente desiderio. Dal momento che sua moglie non soltanto era consenziente ma si univa liberamente a noi sentii una scarica di eccitazione inumidire la mia fica. Feci andare la lingua nella bocca che mi stava baciando poi le mie mani scesero dalla sua schiena alle sue reni attirandola. Le gambe di Tania si piegarono finché si sedette sui talloni, le ginocchia aperte; seguii il suo movimento piegandomi anch’io in avanti fino ad inginocchiarmi mentre la mia bocca lasciata la sua bocca scendeva ai suoi seni. Nella sorta di trance in cui mi trovavo non mi resi neanche conto che Andrea divaricava le mie gambe ma sentii il suo cazzo entrare di colpo facilitato dallo stato di eccitazione in cui si trovava il mio sesso. E Tania mi stava attirando!

La mia bocca scivolò lungo il suo addome, il suo ventre lasciando una scia di saliva, i suoi peli odoravano di fica e la sua fica aveva il sapore della sua eccitazione; la baciai con ben altra passione di quando poco prima eravamo solo noi due a godere, perché adesso avevo un uomo che alitava dietro di me e il suo cazzo che mi stava portando ad ogni suo movimento sempre più vicino ad un nuovo orgasmo. Tania ebbe il suo e venne con la mia lingua nella fica sollevando ed abbassando il bacino, schiacciando il mio capo contro di lei, la mia bocca contro il suo sesso quasi a farmi soffocare, urlando dei ‘si. . . si . . . si. . .’ che sono sicura sarebbero stati uditi a distanza se non fossimo stati soli, poi lentamente si chetò permettendomi di respirare, di sollevare e volgere il capo per incoraggiare l’uomo dietro di me: ‘dai amore. . . dai. . . dai. . . dai. . . non ti fermare!‘. Invece lui si fermò ed estrasse il membro lasciando in me un senso di vuoto; stavo per protestare ma sentii soffiare la sua eccitazione fra le mie natiche mentre lui immergeva il viso all’unione delle mie cosce e quando sentii la sua lingua lambire la mia fica gli urlai che era un porco ma lui continuò a leccarmi golosamente non curandosi degli umori che colavano imbrattando la sua lingua.

Poi le sue mani allargarono le mie natiche, la sua lingua risalì al mio buchetto, discese alla fica, risalì bagnandomi l’ano degli umori prelevati dal mio sesso, poi lo bagnò con la saliva che depose copiosamente, non vi sputò, questo non l’ho mai permesso a nessuno, ma vi spinse un dito lo ritirò, ne spinse due (credo), li ruotò. . . E io attendevo con le reni incavate, il culo sollevato offerto alla sua voglia che ora era anche la mia, Tania seduta sul bordo dei lettini aveva ricominciato a masturbarsi attendendo. . . avrei voluto gridare all’uomo: ‘ Cosa aspetti? Non vedi che sono pronta?’ e lo ero veramente! Gli occhi di Tania si spostarono al viso del marito che adesso strofinava il glande nella depressione del mio ano, sentii che lo puntava. Me lo aprì entrando nel mio culo d’una sola spinta e anche se si immerse lentamente, il mio sfintere reagì al corpo estraneo tentando inutilmente di stringersi. Mi fece male e gemetti forte; non mi abituerò mai abbastanza a prendere nel sedere un cazzo piccolo o grande che sia, anche se ben accetto, anche se ben lubrificato, provo sempre dolore alla penetrazione. Andrea lo capì e rimase piantato nelle mie interiora aspettando che mi rilassassi.

‘Sei stupenda Lisa, lo sai vero?’ alitò sul mio collo. Lentamente l’ano allentò la stretta alla base della verga, riuscii col capo a fare un cenno di assenso. ‘Adesso amore, si, si . . .’. Si ritirò adagio fin quasi ad uscire del tutto, si fermò raddrizzandosi, capii che era avanzato perché vidi le sue gambe ai lati delle mie braccia puntate, era del tutto sopra di me quasi in piedi, fu a questo punto che Tania alzandosi si avvicinò ad abbracciare il marito. Le sue gambe urtarono il mio viso, le divaricò avanzando ancora, capii che si stavano baciando, il rumore bagnato dei baci veniva soverchiato dal rumore degli inguini dell’uomo che picchiavano il mio sedere ogni volta che cacciava in me il suo cazzo. Mi lamentavo, il membro che stavo ricevendo non mi faceva più molto male e quel poco veniva annullato dal piacere particolare che provavo al suo scorrere; cercavo di rilassare i muscoli ma non bastava, dovevo accarezzarmi, dovevo masturbarmi!

Mi aggrappai con entrambe le mani ai polpacci di Tania poi alle sue cosce, poi ai suoi fianchi e con uno sforzo sollevai il busto, cosa non facile con quell’uomo che tratteneva i miei fianchi e mi faceva sentire la sua possanza di maschio arrapato. Aveva smesso di baciare la moglie e adesso alitava e soffiava il suo piacere nel collo della sua donna e il suo cazzo. . . Ero eccitata al massimo, riuscii ad immergere il viso nelle cosce di Tania che avanzò ancora premendo il sesso contro la mia bocca, ma il mio piacere stava aumentando così rapidamente che non mi fu possibile baciare la sua fica come avrei voluto, tanto più che ero riuscita a portare una mano sotto il ventre a malmenare il mio clitoride. Andrea eiaculò rantolando sul collo di sua moglie sbattendomi tanto violentemente che feci fatica a non cadere in avanti, avrei potuto contare i getti dello sperma che invadeva i miei intestini, poi anch’io entrai in orgasmo. Gridai nel sesso di Tania che del nostro trio fu la sola a rimanere inappagata, poi lentamente Andrea si chetò mentre per qualche tempo le mie contrazioni continuarono a serrare il membro che ora l’uomo faceva andare nel mio culo lentamente e anche dolcemente finché questo rimase rigido.

Riuscii a sfilarmi dal suo cazzo; aiutata da Tania mi rialzai del tutto e rifiutando l’aiuto di suo marito mi diressi frettolosamente verso casa con il timore che lo sperma che sentivo bagnare il mio ano colasse lungo l’interno delle mie gambe. In bagno mi sedetti sul water e mi liberai del tutto dello sperma che avevo in corpo, mi lavai nel bidé le parti intime e le gambe, poi dopo essermi asciugata uscii all’esterno. Tania e Marco distesi sopra i lettini si facevano quelle coccole che si fanno gli innamorati dopo aver fatto sesso, un unico accappatoio copriva loro i fianchi continuando a baciarsi senza avvedersi della mia apparizione. Il sole stava tramontando e il fresco della sera cominciava a farsi sentire inducendomi a rientrare, riprendere i miei vertiti e a rivestirmi. Sentii che anche loro erano rientrati, Tania salì di sopra a ricuperare i vestiti per poi scendere al piano terra dove Andrea si stava già rivestendo. Quando scesi anch’io, Tania si stava rifacendo il trucco mentre Andrea versava gli aperitivi.

Appresi che saremmo andati a cena in un ristorante di Torino dove sarebbe stato facile incontrare alcuni degli amici di cui aveva parlato la bionda e ai quali voleva presentarmi. Così avvenne, entrati nel locale alcune persone ci salutarono allegramente con la mano, i miei amici risposero sorridendo, era una tavolata di una decina di persone di cui quattro donne, non capii se erano accoppiate o no in quanto ridevano e scherzavano tutti insieme e sembravano veramente affiatati. Cenammo ad un tavolo discosto dal loro, i piatti erano squisiti e leggeri, mangiammo con appetito e conversammo senza accennare minimamente a quello che era avvenuto quel pomeriggio, Andrea fu galante con sua moglie e con me; chiacchierando non potei fare a meno di gettare delle occhiate verso l’allegra tavolata vicina, anche alcuni di loro di tanto intanto guardavano nella nostra direzione, specie una brunetta non riusciva a impedirsi di rivolgere nei miei riguardi delle occhiate curiose. Alla fine la brunetta disse qualcosa ad un cameriere che spinse un piccolo tavolo accostandolo al loro, aggiungendo anche alcune sedie, quindi Lena, così si chiamava la brunetta venne a noi salutando con un bacio sulla guancia Andrea, Tania e anche me:

Almeno il caffè lo prendete insieme a noi?’ Naturalmente ci unimmo a loro Tania mi presentò, strinsi delle mani, baciai le ragazze e anche alcuni degli uomini più vicini come si fa fra amici. Bevendo il caffè uno di loro che aveva all’incirca l’età di Andrea annunciò che Giovedì ‘averebbero fatto festa’ e che naturalmente sarebbero stati lieti se avessi accettato il loro invito a parteciparvi. Accettai di buon grado al che Tania mi strinse la mano in modo significativo, risposi allo stesso modo per dirle che avevo capito di che genere di festa si sarebbe trattato.

Fui accompagnata al mio Bed & Breakfast dal più giovane di loro, poco più di un ragazzo il quale una volta arrivati annotò il mio recapito compreso il numero di telefono del B. & B, scese, fece il giro della macchina aprendomì galantemente la portiera e mi salutò con un bacio sulle guance. Le emozioni di quella giornata, senza contare la fatica del viaggio per giungere a Torino mi avevano esaurita, mi coricai addormentandomi subito.

Continua

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