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Una cena con amica dall’epilogo inaspettato

By 19 Luglio 2023No Comments

Ci sono delle volte in cui inaspettatamente si vengono a creare delle situazioni che neanche la fantasia di un regista di film hard probabilmente avrebbe.
Sono un uomo di 45 anni, felicemente sposato da anni e, nonostante il tempo, l’intesa sessuale è sempre viva e accesa con la mia amorevole consorte.
Eppure…
Eppure a volte capitano delle situazioni che ti fanno sussultare gli ormoni, cose inaspettate e quindi uniche nel loro genere, al punto che a distanza di anni le rammenti pensando a quanto sei fortunato ad averle vissute.
Anni fa conobbi Roberta, una ragazza conosciuta da mia moglie in palestra e diventata sua amica: lei non si definisce così fortunata come lo siamo noi, è sposata da molti anni, due figli bellissimi, ma il suo rapporto col marito va avanti per semplice inerzia, senza sussulti o batticuori.
E’ bastato poco per entrare in confidenza, io l’ho conosciuta pochi anni fa, quando decidemmo di andare a bere un aperitivo tutti e tre: da quella sera è sorta una discreta amicizia, spesso ci si vedeva per una pizza o direttamente a casa nostra per una cena, dove le battute e le risate si mescolavano a del buon vino.
Si, è vero, si era entrati in confidenza, ci raccontavamo tutto, dalle “scappatelle” che lei di tanto in tanto aveva per uscire da quel limbo di noia che la sua attuale vita la attanagliava, ai discorsi più intimi che io e mia moglie raccontavamo senza alcuna ritrosia: i discorsi tabù erano diventati quasi la normalità per noi e ne parlavamo con la massima serenità e naturalezza.
Non nego di aver avuto qualche fantasia su di lei, ma la cosa sarebbe stata pressoché impossibile.
Forse… impossibile.
…e infatti capitava a volte di scherzare su whats app su come sarebbe stato se fossimo stati marito e moglie (ovviamente alcuni messaggi rimanevano strettamente personali) o quanto sarebbe stato arguto se fossimo diventati amanti.
Resta il fatto che la cosa finiva sempre lì e non si andava oltre un certo limite… sino ad una sera di fine Ottobre del 2019.
Eravamo andati a cena in un bel ristorante, tra leccornie e fiumi di vino, avvertii un certo interesse da parte sua nei miei confronti, con sguardi e gesti a volte inequivocabili: ovviamente contraccambiai!
Fu così che ad un certo punto le nostre ginocchia iniziarono a strusciarsi e le nostre mani cercarsi sotto il tavolo.
Io ero seduto in mezzo tra lei e mia moglie, a volte per non dare nell’occhio, tra una pietanza e l’altra, abbassavo entrambe le braccia sotto il tavolo, così da poterla cercare, prenderle la mano ed iniziare ad accarezzarci reciprocamente senza dare troppo nell’occhio e non insospettire la consorte: in quei momenti si continuava a conversare e raramente incrociavamo i nostri sguardi.
Era una situazione quasi surreale, ci cercavamo e volevamo il contatto fisico, ma c’era una moglie, un’amica, che non poteva e non doveva sapere.
La serata proseguì a casa nostra, con la scusa del caffé le facemmo vedere i lavori di ristrutturazione compiuti in estate.
A volte certe serate terminano così, giochi e ti provochi, ma poi finisce tutto per l’assoluta mancanza di “occasioni”.
Ed ecco che il destino ci venne incontro: lei aveva parcheggiato la macchina nell’altra zona della città, quindi avremmo dovuto riaccompagnarla, ma d’un tratto ecco che arriva l’occasione tanto desiderata: mia moglie non era al top, arrivava da una settimana lavorativa piuttosto impegnativa e chiese a Roberta, ridendo, se si fidava a lasciarmi sola con me, visto che avrebbe preferito andare in bagno a struccarsi, infilarsi la vestaglia e andare a letto.
Ovviamente a quelle parole i nostri sguardi si incrociarono: fu un attimo, uno sguardo rapido e veloce, intravidi nelle sue pupille l’espressione di un bimbo al quale hanno promesso un pacco di caramelle e credo anche lei intuì lo stesso entusiasmo nei miei occhi.
Salutò mia moglie che si scusò nuovamente, ma era cotta e desiderava solo infilarsi sotto le coperte.
Salimmo in macchina, il tempo di fare inversione e la sua mano si appoggiò sulla mia che regolava il cambio: inchiodai, mi voltai verso di lei e la baciai.
Fu un bacio passionale, carico di desiderio: feci in tempo a mettere in folle e la abbracciai, mentre le nostre bocche non si staccavano e le nostre lingue non smettevano di strusciarsi reciprocamente.
Era tutto così naturale e sotto certi versi incredibile.
…ma l’impossibile doveva ancora arrivare.
Ripresi la marcia iniziando a dire una serie di sciocchezze tipo quanto era stato bello, quanto lo desideravo e ad incensarla motivando la mia euforia nel baciare una bella ragazza come lei.
Già!
Lei!
Se ne stava seduta senza proferir parola, poi si avvicinò a me, mi diede un bacio sulla guancia ed allungò la mano nella mia zona pubica.
Iniziò ad accarezzarmi provocandomi un’enorme eccitazione (in realtà lo ero già abbastanza grazie ai “giochini” della serata), iniziai a trattenere a fatica il fiato: questo era quanto mai inaspettato, ma porca miseria ero in mezzo ad una strada e stavo guidando!
Fortunatamente un semaforo si colorò di rosso: fu un attimo, mi girai verso di lei, notai uno sguardo molto, ma molto “malandrino”, slacciai la cintura dei pantaloni e tirai giù la zip tirandolo fuori, quanto mai eretto dall’eccitazione del momento.
Lei si ricompose sul sedile ed allungò nuovamente la sua mano sinistra sul mio pene.
Andammo avanti per tutto il tragitto così: io guidavo e lei me lo teneva nella sua mano, accarezzandolo, giocandoci con le dita… nell’abitacolo calò un silenzio interrotto solo dalle canzoni che l’autoradio trasmetteva, mi sembrava di vivere un sogno, stavo facendo una cosa poco carina nei confronti di mia moglie, ma che diamine, perché privarsene?!?
Giungemmo nel corso dove lei aveva parcheggiato la sua autovettura: ci baciammo, iniziai a sbottonarle la camicetta, ad abbassarle il reggiseno e baciarle ora un seno, ora l’altro, leccando prima un capezzolo e poi l’altro per poi accarezzarle il viso e baciarla: sentivo il suo fiato farsi sempre più forte, ansimava e si lasciava fare senza porre alcuna resistenza.
Contemporaneamente continuava a tenere in mano il mio membro e i suoi movimenti e le sue strette si erano fatte più decise, mi desiderava e non faceva nulla per trattenersi: eravamo nel controviale, tenevo le 4 frecce accese, ma non passava nessuno, né un padrone col cane, né tanto meno autovetture, le uniche percorrevano il corso centrale, probabilmente l’ora tarda e la gelida notte aveva invogliato molte persone a tornare a casa.
…ma noi no! Eravamo lì ad amoreggiare come due adolescenti che scoprono il sesso toccandosi vicendevolmente.
Già, lei mi toccava e mi masturbava, io non potei fare altrettanto, infatti quando provai a sbottonarle i pantaloni, con rammarico lei mi bloccò adducendo che (purtroppo) era indisposta.
Non feci in tempo a controbattere che lei mi baciò e si chinò su di me, accogliendo il mio membro nella sua bocca.
Semplicemente “WOW”!!!
Era fantastica, faceva scorrere la sua lingua sul mio grosso pene (la natura è stata abbastanza generosa con me) per poi staccarsi e leccarmi i testicoli con piccoli colpetti di lingua, mentre la sua mano stringeva sempre più forte il membro; pochi secondi e si rigettò su di esso con una voracità impressionante, ero eccitatissimo, infilai una mano all’interno dei pantaloni limitandomi ad accarezzarle il suo culetto, ero in uno stato catatonico, quasi in un’altra dimensione, era tutto così bello ed eccitante, lei aumentò il ritmo, cominciavo a non resistere più, volevo bloccarla, ma le uniche parole che mi uscirono dalla bocca furono: “…non ti fermare!”
Passò qualche secondo ed esplosi tutto il mio avere: lei si fermò per un attimo, sentii la sua deglutizione e lentamente cominciò a ripulirmi dalla base sino al glande.
Si rialzò, mi fissò negli occhi e notò delle tracce di sperma sulla sua mano destra: le rimosse passando la sua lingua ed ingoiando il tutto.
Ci risistemammo entrambi, ci baciammo nuovamente: le dissi che era stato meraviglioso, lei si avvicinò al mio orecchio e mi sussurrò le parole che ogni uomo sogna di sentirsi dire: “ho voglia di fare l’amore con te!”
Ci ripromettemmo che ci saremmo rivisti, non importava dove e quando, ma ci saremmo rivisti!
Scese dalla macchina per salire sulla sua.
Tornai a casa, mia moglie dormiva beatamente, andai in bagno e mi cambiai: sentivo su di me ancora il suo odore inebriante e nel frattempo arrivò il suo messaggio che confermava che era arrivata sana e salva e mi “ringraziava del passaggio” con lo smile che strizzava l’occhiolino.
Le risposi in modo molto sobrio augurandole la buonanotte.
Purtroppo non ci fu modo di reiterare la cosa, il tempo passò inesorabile ma soprattutto la drammatica pandemia ci ha allontanati e forse è stato giusto così, ma ringrazio il fato che ha saputo regalarmi una delle esperienze di vita più belle e trasgressive che non vivevo da anni.
Se un giorno casualmente ti imbatterai in queste righe che pubblico, spero cara Roberta di poterti strappare un sorriso.
Ti bacio.

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