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Una ragazza cieca che balla la Salsa

By 6 Febbraio 2024One Comment

Mi chiamo Jessica e sono cieca a seguito di un incidente stradale.
Il mio ragazzo, da grande stronzo, dopo avermi resa cieca mi ha lasciata.
Gli avevo dato la mia verginità, e gli avrei dato ancora molto, ma lui non sapeva cosa farsene di una ragazza cieca anche se con il fisico da modella, e melo disse alla fine di una scopata quella che per lui era quella dell’addio.
Se avessi avuto un paio di forbici …
Sandra, una mia amica mi convinse a uscire con lei per ballare, era appassionata di Salsa e Merengue per cui mi portò in un locale dove si ballava latino-americano.
Io non sapevo ballare per cui mi sedetti e nell’oscurità mi gustavo quelle note allegre, mentre Sandra passava da un ballerino all’altro.
Rimasi seduta fono a quando un ragazzo mi prese la mano per invitarmi a ballare.
“Scusa ma non so fare” risposi esitando a seguirlo.
“Non ti preoccupare ci penso io, tu seguimi.”
“Ma non ci vedo”
“Non ti perderò un attimo”
Data la sua insistenza strinsi la sua mano e mi lasciai portare in pista, lui mi cinse la vita con l’altra mano e cominciò a muoversi a ritmo di musica trasmettendo il movimento anche al mio corpo.
Non perse mai il contatto con me, mi faceva ruotare, mi spingeva delicatamente col suo corpo, con le mani, mi tratteneva con le braccia, mi allontanava e mi tirava a se’.
Si chiamava Tommaso e riuscì a darmi sicurezza, quella sicurezza che non sentivo più dal giorno dell’incidente.
Era stupendo ballare con lui, e io mi rendevo conto di quanto ruotavo da come si alzava la gonna del mio vestito lungo.
Ballammo a lungo e solo quando la mia amica decise di rientrare mi accompagnò da lei.
Mi lasciò un bigliettino col suo numero di telefono, mi avrebbe accompagnato volentieri a ballare quando volevo.
Non lasciai passare molto tempo, lo chiamai e ci mettemmo d’accordo.
Iniziali ad andare a ballare con Ermanno e sotto la sua guida cominciai anche ad imparare i primi passi.
Fu così che lo invitai a casa una cena e per insegnarmi meglio.
La mia casa era grande e terminata la cena ci recammo si sotto nella tavernetta dive avevamo più spazio.
Nonostante la serata informale mi ero messa il vestito da sera scollato come quando andavo a ballare e anche lui era vestito leggero, dopo un po’ di volteggi eravamo comunque accaldati.
Misi un brano più lento, una baciata, e attesi in piedi che mi cingesse.
Mi avvolse con le sue braccia, e io feci altrettanto stringendomi a lui.
Forse per via dello strofinamento del mio seno su di lui avvertii la sua eccitazione, la cosa mi piaceva, era bello che un ragazzo mi trovasse interessante anche se solo fisicamente, e poi se continuava a frequentarmi forse non era solo per il mio fisico da modella.
Le sue mani scesero dai miei fianchi ai miei glutei, con mio piacere e inclinai la testa per offrigli il collo.
Me lo baciò delicatamente con una lunga serie di bacini per scendere nella scollatura e baciarmi il solco tra i seni.
Ero immobile e attendevo l’inevitabile, le spalline che scendevano e il vestito che finiva ai miei piedi.
Avvertii una sorpresa in lui quando si accorse che non avevo le mutande.
“Ti dispiace?” gli chiesi.
“No, è stata una piacevolissima sorpresa” e mentre lo diceva lasciava che io lo spogliassi.
Pensai che mi facesse stendere sul divano o sul tappato per scoparmi, invece riprese a ballare quella dolcissima baciata, io con i capezzoli turgidissimi sul suo petto e lui con il suo uccello che non ci stava più tra di noi.
Così mi misi di fronte a lui e feci in modo di fargli posto tra le mie gambe, e me lo ritrovai appoggiato sulla patatina e che in breve si bagnò completamente mentre continuavamo a ballare.
Con l’asta che sfregava il mio grilletto ebbi un orgasmo e in quel mentre mi vennero meno le gambe, lui mi prese per i glutei e nel sorreggermi mi tirò ancora più a se’, facendo in modo che la sua cappella si facesse largo tra le labbra della passera.
Non cela facevo più diedi un colpo di reni e me lo ficcai tutto dentro, a quel punto cominciò con le mani a spingere ritmicamente sul mio culo, finalmente mi stava scopando.
Mi venne dentro, il suo seme caldo mi fece venire ancora ma questa volta non mi sorresse e mi adagiò sul tappeto.
Ci abbracciammo e ci baciammo lasciando che l’eccitazione rimontasse, poi quando gli chiesi di rifarlo mi fece mettere a caponi e hop … me la riempì da dietro facendomi sentire posseduta, voluta e sbattuta, e lo fece con foga.

Da quella volta abbiamo continuato a frequentarci, a ballare fino a quando il mio pancino non è cominciato a lievitare, e ora, la bambina che cresciamo assieme è la dimostrazione che sono importante per lui anche se non ci vedo più.

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