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Un’ospitalità surreale – 7 FINE

By 25 Gennaio 2024No Comments

Mario sogghignava mentre Giovanni guardava sua moglie rivestirsi e tornare in camera attraverso lo spiraglio aperto della porta del soggiorno:

[G]: “Ma.. è davvero Claudia?”

[M]: “Certo, è tua moglie Claudia, non l’hai riconosciuta?” disse sogghignando ancora

[G]: “È assurdo! Non l’ho mai vista così disinibita… che è successo?”

[M]: “Eheh tranquillo… non devi ringraziarmi!”

Subito dopo Mario fece cenno a Giovanni di seguirlo, ormai si comportava come se fosse lui il padrone di casa e disse quasi imperativo:

[M]: “Su andiamo che è ora di cena”

Si avviarono in cucina dove trovarono il tavolo già apparecchiato ma stranamente non c’era ancora nessuno oltre a loro, dopo qualche secondo sentirono le voci di Sara e Luca avvicinarsi

[L]: “No dai… non voglio…”

[S]: “Ma perché? Lo sai che devi!”

[L]: “Mi vergogno… non mi va”

Poco dopo entrarono in cucina, Sara indossava uno splendido vestitino da cameriera davvero troppo corto con tanto di grembiulino e calze autoreggenti scure, aveva i capelli raccolti in una lunga treccia e sembrava non indossare il reggiseno, i tacchi alti precedevano il suo arrivo a metri di distanza.

Luca invece indossava una maglietta semplice e un paio di pantaloni da casa, i due sembrava stessero litigando anche se in modo molto leggero.

[G]: “Ragazzi di che parlate?”

[L]: “no niente… di nulla…”

Sara agitava in mano quel che sembrava un giocattolino di plastica trasparente ma ancora non era ben chiaro cosa fosse.

[S]: “Pa’, Luca non vuole indossarlo ma quando il signor Mario mi ha chiesto di mettere quest’uniforme io l’ho fatto subito!”

Luca sembrava molto in imbarazzo

[G]: “Luca! Mi meraviglio di te… lo sai che è un ospite”

[L]: “Si lo so ma…”

Mentre tentava di giustificarsi Sara ne approfittò per tirar giù i pantaloni del fratello che, colto di sorpresa, rimase fermo e immobile per qualche istante. Il pisello di Luca balzò fuori dai pantaloni ma restò libero per pochi attimi dato che Sara agilmente lo bloccò facendolo scivolare all’interno del giocattolino che si rivelò essere una gabbietta di plastica trasparente. Chiusa la gabbietta lei prese ad esultare come una ragazzina:

[G]: “Yuppie! Te l’ho fatta!”

[M]: “Brava piccola! Ti meriti un bel premio eheh”

Con il suo solito fare rozzo Mario si avvicinò ai due e si calò i pantaloni mostrando orgoglioso il suo membro eretto, poi con una mano sulla testa di Sara le fece capire di abbassarsi fino ad arrivare con il viso all’altezza giusta, lei obbedì molto volentieri come se fosse totalmente devota a lui.

[M]: “Ora dimmi, quale ti sembra più grosso? Il mio o quello di tuo fratello?”

[S]: “Mmhh…”

Sara ci pensò su con il cazzo di Mario a pochi cm dal suo naso, non era possibile capire quale dei due fosse più grosso perché quello di Luca era costretto in una gabbietta e prima di allora non l’aveva mai visto

[M]: “Su sbrigati! Anzi facciamo così, lecca la cappella del cazzo più grosso eheh”

A quel punto vedendo che Mario era sempre più impaziente e sempre più eccitato decise di accontentarlo e si avvicinò con la lingua alla sua cappella leccandola dolcemente.

[M]: “Ohh si…! Brava troietta mmmhh”

Sara si dedicò con passione a leccare la mazza gonfia dell’ospite di fronte a suo padre e a suo fratello che non potevano fare molto altro se non assistere in silenzio.

[M]: “E dov’è quell’altra troia?”

Chiese a Luca rivolgendogli uno dei suoi ghigni più arroganti

[L]: “mhh… Si stava facendo una doccia veloce non so se viene per cena”

[M]: “Oh tranquillo la faccio venire eccome! Ora guarda e impara le buone maniere da lei… mhhh…. com’è brava e servizievole la tua sorellina… ohhh!”

Mentre Sara leccava come una brava cameriera il cazzo di Mario, lui se la godeva come un porco grattandosi le palle e di tanto in tanto provava piacere a strusciargliele sul viso delicato, il contrasto tra la dolcezza di lei e la grossolanità di lui era enorme.

A Sara la situazione divertiva, adorava seguire tutte le richieste ed i capricci degli ospiti ancor di più se richieste perverse come quella. La cosa l’eccitava molto ed era molto curiosa di sapere fin dove si sarebbe spinto, nel frattempo cercava di fare un ottimo lavoro lucidandogli con cura l’uccello stando attenta a soffermarsi sui punti più sensibili della cappella per sentirlo gemere, vederlo così duro la faceva bagnare come un lago e inturgidire i capezzoli che erano ben visibili da sotto il grembiule.

[M]: “Avanti troietta… perché non confronti il mio uccellone con quello del tuo fratellino??”

[S]: “Se lo desideri…”

Sorrise maliziosa e subito dopo mise a confronto i due tenendo per le palle Luca che sobbalzò

[S]: “Mhh.. è proprio un piccolo cazzettino questo… di certo non regge il confronto”

Nel mentre agitava entrambi i membri visibilmente divertita.

[L]: “Ma che dici Sara??”

[M]: “Sta zitto e lasciala continuare! Se lo dice vuol dire che lo pensa davvero…”

Luca si ammutolì e Sara continuò studiandoli da vicino

[S]: “Quello del signor Mario è mastodontico rispetto al tuo cosino..! Haha guarda che piccolo!”

Nel mentre che lo denigrava lo agitava nella sua gabbietta come un sonaglino, Mario ne risultava sempre più eccitato, vedere Sara umiliare così il fratello lo mandava su di giri.

[M]: “Mmmhhh come sei cattiva! Non vedi che lo ferisci?? Eheh”

[S]: “Ma è la verità questo cazzo è decisamente più grosso, anche le palle sono più gonfie!”

Mario era talmente ringalluzzito da quei continui complimenti che non riuscì a trattenersi oltre, si afferrò il cazzo alla base e avvicinò Sara prendendola per la treccia, poi glielo spinse in bocca senza neanche chiederle il permesso e dopo pochi attimi le stava già scopando la bocca tenendola ferma con le mani dietro la testa.

Lei si lasciò travolgere da quella foga, con la pancia che gli premeva sulla fronte e le palle che le sbattevano sul mento lo sentiva enormemente eccitato, a quel ritmo nel giro di pochi minuti non sarebbe riuscito a trattenersi e infatti dopo poco schizzò copiosamente sul suo viso liberandosi completamente. Dopo averle procurato una maschera per il viso fatta interamente di sborra, Mario chiese a Giovanni di scattare una foto ricordo

[S]: “Ma non vuoi che mi ripulisca prima?”

Disse Sara quasi irriconoscibile per la mole di sperma presente sul viso

[M]: “Assolutamente no! È così che devi stare, e non alzarti nemmeno, mettiti fra i nostri cazzi okay?”

Lei obbedì e Giovanni scattò foto finché Mario non ne fu soddisfatto, dopodiché si sedettero a tavola a mangiare come se nulla fosse accaduto, fino all’arrivo di Claudia.

Claudia si presentò completamente nuda, con solo una tutina in rete addosso e un collare con tanto di guinzaglio.

[M]: “Ohh ecco che arriva la cagna! Eheh”

[G]: “Amore ma come ti sei ‘vestita’? Non è da te!” chiese Giovanni meravigliato

[C]: “Me l’ha ordinato il padrone” sorrise lei guardando Mario

[M]: “Puoi dirlo forte, ora vieni qui che ho il piatto fatto apposta per te”

Mario si allontanò dal tavolo con la sedia e preso un piatto pulito ci poggiò sopra il cazzo a riposo con palle comprese

[M]: “Su sbrigati cagna, questa è la tua cena eheh”

Claudia si avvicinò al piatto a gattoni e iniziò a leccare tutto quello che poteva così come ordinatole, nel frattempo Mario recuperó il guinzaglio e tenendolo stretto a se se la godeva.

[M]: “Uhhh sì…!! brava troia… mmmhhh!”

Ci volle poco perché gli tornasse l’erezione e si sbarazzò del piatto alzandosi in piedi puntando il cazzo verso quel bellissimo viso, la strinse a sé con il guinzaglio e, accertandosi di essere visto sia da Giovanni che dal figlio, iniziò a sbatterglielo in faccia colpendole le labbra, il naso e le guance

[M]: “Mmhh si..! Io adoro questa zoccola! Non ha proprio una faccia da porca??” chiese a Luca

[L]: “Uh… io… non saprei…”

[M]: “Avanti! Non essere timido, guardala bene!”

E nel frattempo continuava a strusciarle il pisello duro in faccia. Claudia completamente assuefatta da quel gioco, quasi d’istinto tentava di leccarlo con la punta della lingua

Luca sentiva un profondo imbarazzo ma anche una strana eccitazione, non avrebbe mai creduto che un giorno potesse vedere scene simili e sotto le domande insistenti di Mario cedette con un timido “si”

[M]: “Ma certo che ha una faccia da porca! È anche una gran troia se me lo chiedi! heheh”

Disse picchiettando la cappella sul suo viso costringendola a chiudere gli occhi di tanto in tanto.

[M]: “Avanti mia schiava! Piegati sul tavolo a 90 e lasciati montare hehehe”

[C]: “Come desidera padrone!”

Senza farselo ripetere, Claudia si piegò avanti a lui mostrandogli la figa completamente bagnata, non era mai stata così eccitata in vita sua, Mario puntó subito il cazzo fra le grandi labbra guardando compiaciuto l’espressione del marito e del figlio.

Diede il primo colpo entrando completamente nella sua figa, sul volto di Claudia si dipinse un’espressione mista tra sorpresa e piacere, il corpo le tremava tutto ad ogni spinta e insieme a lei anche il tavolo su cui tutti stavano cenando.

[C]: “Ohhh!! sii! sii padrone!!”

[M]: “Mhh ma quant’è stretta la figa di tua moglie…!! non la scopi mai??”

Giovanni in imbarazzo non rispose e non poté fare altro che assistere a quell’amplesso così animalesco insieme ai suoi due figli.

[C]: “Mhh cazzo sii!!”

Claudia si agitava dal piacere, non riusciva a trattenere ne i gemiti ne le espressioni volgari, era del tutto abbandonata al godimento. Nel mentre Mario la puniva sculacciandola e scopandola con sempre più foga.

[M]: “Zitta vacca! Prendi il cazzo in silenzio e godi!! mmhhh!!”

Sara guardava la scena con un po’ di invidia, avrebbe voluto trovarsi lei al suo posto, si sentiva tutta un fuoco e pensava che avrebbe voluto farsi scopare volentieri a quel modo… Ma sapeva di non poter fare altrimenti se non stare a guardare toccandosi sotto il tavolo senza farsi notare.

I gemiti di Claudia si facevano più acuti e frequenti, Mario sentiva la figa stringersi attorno al suo cazzo, la sentiva contrarsi dal piacere mentre affondava colpi sempre più rozzi verso quel culo enorme perfettamente rotondo e sodo.

Strinse le dita intorno a quelle chiappe così invitanti e iniziò a fotterla rapidamente, masturbandosi con la sua figa così da poterle schizzare dentro nel più breve tempo possibile.

[M]: “Ughh sii! Ti riempio la figa di sborra, troia!!”

E con quest’ultima volgare frase, Mario si spinse del tutto in avanti sborrandole copiosamente dentro la figa, farcendola come un bignè alla crema.

Restarono entrambi fermi per qualcosa come mezzo minuto quando lui finalmente si staccò sollevato e svuotato del tutto.

A Claudia fu ordinato di restare per la cena e così continuarono tutti a mangiare, chi più soddisfatto e chi meno, finirono la pizza e andarono a darsi una ripulita.

Dopo un paio d’ore fu il momento per Mario di tornare a casa, anche se per lui non fu per niente facile abbandonare quella casa e la sua ospitalità così perfetta e surreale. Salutò Sara e Claudia e disse a Giovanni che gli sarebbe piaciuto molto tornare per un altro invito a cena.

[G]: “Ma certo! Dobbiamo rifarlo, mia moglie e mia figlia si sono divertite molto!”

[M]: “La prossima volta facciamo divertire anche Luca dai”

[G]: “Oh ma non ti preoccupare, non esce da camera sua da un po’, penso si sia divertito anche lui!”

I due si salutarono e si diedero appuntamento l’indomani in ufficio, aspettando di vivere un giorno un’altra avventura. Fine.

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