Skip to main content
Orgia

Dopocena a sorpresa

By 21 Luglio 2004Dicembre 16th, 2019No Comments

Dopocena a sorpresa

Dopo più di 18 anni di lavoro nel mio campo ho deciso, di comune accordo con mia moglie, di acquistare un’attività commerciale in un settore completamente differente. Da lavoratore dipendente sono diventato un commerciante.
La proprietaria del negozio era una signora di circa quarant’anni, distinta, longilinea; non una donna bellissima, ma con un suo fascino discreto. Quando l’abbiamo conosciuta c’è sembrata la classica donna perennemente incazzata e, maliziosamente, abbiamo pensato ad una carenza di cazzo cronica; ma, come abbiamo scoperto in seguito, non era così.

I primi mesi d’apertura si sono rivelati un po’ deludenti, ma non ho desistito ed ho lavorato sodo per migliorare la situazione, fortunatamente il lavoro non mi spaventa e, piano piano, sono riuscito a raggiungere risultati soddisfacenti; così non era in campo sessuale con mia moglie. Lei è sempre stata un po’ ‘bacchettona’, intendiamoci, non è che non le piacesse il sesso, ma rifiutava ogni variazione sul tema; missionario e basta, che palle !!!

Durante i nostri rapporti sono riuscito a farle piacere le storielle inventate sul momento; scambio coppia, sadomaso, tradimenti più o meno nascosti, ecc. Una sera le ho fatto una sorpresina con un film hard; temevo una reazione tipo: ‘Sei un porco !’, ma, con mia gioia gradì il film e scopammo come mai prima di allora. Forse qualcosa stava cambiando in mia moglie. Durante la chiavata le chiesi se si sarebbe concessa ad un estraneo intanto che io mi scopavo la moglie. Mi rispose con un si pieno di libidine che mi ringalluzzì ancora di più. Dopo anni di stimolazioni stava sciogliendosi un po’.

Intanto il mio lavoro proseguiva bene, un giorno la proprietaria venne in negozio per incassare l’affitto; oramai ci conoscevamo bene, e la sua ‘acidità ‘ iniziale si era trasformata in cordialità e disponibilità a risolvere i piccoli problemi che potevano verificarsi. Il suo comportamento all’inizio del nostro rapporto era dettato dalla diffidenza dovuta a precedenti esperienze negative con le persone che occupavano il suo negozio prima del mio arrivo; come dicevo era gioviale e sempre sorridente. Quel giorno mi disse: ‘I nostri figli sono già al mare ed io e mio marito avevamo pensato di invitarvi una sera a cena da noi per passare un serata simpatica’. Accettai volentieri e dopo averne parlato con mia moglie ci mettemmo d’accordo sulla data.

Quando ne parlai con Viviana ( così si chiama mia moglie ), lei ne rimase sorpresa e non capiva questo repentino cambiamento; la tranquillizzai spiegandole che Michela ( questo è il nome della proprietaria del negozio ) era progressivamente cambiata man mano che mi conosceva e si rendeva conto che non ero un rompiscatole né uno che ritardava i pagamenti. Viviana non ne era al corrente in quanto in negozio non veniva quasi mai avendo il suo lavoro a cui pensare.

Arrivò il giorno della cena, dopo aver chiuso il negozio mi fiondai a casa per una rapida doccia; uscito dal bagno mi recai in camera da letto per vestirmi. Appena entrato nella stanza mi bloccai ammirando mia moglie, aveva un vestitino nero scollato, con le spalline sottili che arrivava appena sopra le ginocchia, scarpe con tacchi alti che finivano con due stringhe che salivano a spirale su per i polpacci, in collarino sempre nero che le dava quell’aria da schiavetta che tanto mi arrapava. Mi ripresi dallo stupore e la baciai con passione, intanto con la mano le stringevo il seno. Mi fermai e dissi: ‘stasera al ritorno ti scopo come la troia che sei’. Lei sorrise e uscì dalla camera.

Arrivammo alla villa di Michela e del marito in perfetto orario, fu proprio lei che ci aprì e, per la seconda volta nella serata, rimasi inebetito. Una puttana da strada si sarebbe vestita in maniera più casta; aveva un piccolo top verde che copriva praticamente solo i capezzoli, la pancia piatta in piena vista, una mini inguinale sempre verde e degli stivali da pirata alti fino al ginocchio. Io e Viviana ci guardammo allibiti e la seguimmo come due automi fino al divano del soggiorno. Suo marito ci raggiunse subito e si presentò, era un tipo aitante con i capelli brizzolati, molto affabile.

Cenammo disquisendo del più e del meno e finito di mangiare andammo in giardino; Michela e suo marito Stefano ci lasciarono soli dirigendosi verso la cucina per prendere qualcosa da bere. Approfittai del momento per parlare con mia moglie.

‘Cazzo che trasformazione, da donna di ghiaccio ed indisponente a zoccola pronta a concedersi a chiunque
voglia usarla’.

‘Penso che sia una cosa studiata a tavolino da entrambi’ ‘ rispose Viviana ‘ ‘Lui non ha smesso di guardarmi
con occhi vogliosi; ad un certo punto ho pensato che mi volesse scopare lì sul tavolo’

‘Quindi questa serata sarebbe stata organizzata semplicemente per scoparci ?’

‘Io sono convinta di si; devo confessarti che per tutta la cena Stefano a continuato a farmi piedino ed io non ho
reagito perché avevo paura della reazione tua e di sua moglie, ma evidentemente loro vogliono proprio quello’.

Viviana mi guardò e disse:

‘Non era quello che desideravi ? Non mi dicevi che ti sarebbe piaciuto vedermi fottuta da un uomo intanto
che tu trombavi con sua moglie? Ora si presenta l’occasione che aspettavi’

‘Si, certo; ma io non voglio che sia imposto, devi volerlo anche tu. Lui ti piace ?’

‘E’ un tipo’ ‘ rispose ‘con il piede è arrivato fino alle mie cosce e sinceramente mi sono sentita un po’ eccitata’.

Decidemmo di buttarci in questa avventura.

I due arrivarono e Michela mi porse il bicchiere dalla mia destra strusciando il suo bel seno sul mio braccio, io risposi palpandole il seno che risultò grosso e sodo, la sua reazione fu un sorrisetto accompagnato dalla frase: ‘Sembra che qualcuno abbia deciso di divertirsi stasera’; intanto Stefano porse la crema al Whisky che Viviana aveva richiesto e Michela ne approfittò per dire: ‘Ma caro, sei uno stupido! Non hai chiesto a Viviana se sopra ci vuole la panna della casa’.

‘ Hai ragione’ ‘ rispose Stefano ‘ ‘ Che sbadato che sono; Viviana ci vuoi sopra la panna della casa ?’

Mia moglie rispose con un sorriso: ‘ Perché no, Grazie’

‘ Allora serviti pure tesoro, qui la panna si prende alla spina ‘

E così dicendo portò una mano sulla nuca di Viviana e le spinse la testa verso la patta dei suoi pantaloni fino a far affondare il viso di mia moglie nel suo pacco. Dopo un primo momento di sbandamento mia moglie si sciolse e cominciò a slacciare i pantaloni a Stefano il quale intanto osservava e diceva: ‘ Qui da noi le donne fanno tutto quello che viene in mente ai mariti ed io stasera vorrei proprio godermi non una donna ma un oggetto del piacere da usare quando mi va’ ‘ .
Michela si disse d’accordo intanto io avevo portato la mia mano in mezzo alle sue gambe, era arrivato alla figa completamente depilata. Quella puttana era senza mutande ! La mia compagna non rispose in quanto quel porco di Stefano le spingeva la testa verso il suo cazzo che era completamente sparito nella sua bocca. ‘Oh, bene il silenzio annuisce’ disse, poi rivolgendosi alla moglie disse: ‘Forza vacca, porta la puttanella con te giù in taverna e fatevi trovare pronte per soddisfare tutti i nostri desideri’. Al ché tirò per i capelli Viviana e le disse di seguire la moglie.

Non ho mai visto prima di allora mia moglie con un’espressione così rapita; sembrava un automa e senza scomporsi seguì Michela all’interno della casa, che prima di avviarsi aveva baciato e leccato le labbra di Viviana.

Io e Stefano restammo in giardino e lui mi spiegò il perché di quella serata; loro due erano scambisti da tempo, addirittura uno dei loro figli era in realtà figlio di Michela e di un loro vecchio amico, dopo averci studiato per un po’ di tempo, la moglie aveva deciso di parlare di noi a suo marito. Scoprii così che i due si comportavano come due estranei nel loro campo lavorativo; lui era un mega dirigente di una grande multinazionale, mentre lei si occupava di gestire le proprietà ed era indipendente da lui per queste cose. Michela aveva descritto minuziosamente sia me che Viviana a suo marito ed era riuscito a suscitare in lui la curiosità di conoscere di persona mia moglie. L’accordo che avevano preso per la serata era il seguente, Michela avrebbe tentato di scoparsi sia me che mia moglie in quanto era una bisex, mentre lui avrebbe deciso se partecipare o meno solo quando avrebbe visto mia moglie dal vivo. Mi confessò che appena l’aveva vista gli era venuta voglia di scoparsela in tutti i modi.

Passarono dieci minuti e decidemmo di tornare dalle nostre donne per goderci la serata. Michela era completamente nuda indossava solo gli stivali, Viviana invece aveva addosso solo il completino intimo color pesca che le avevo regalato per il suo compleanno, un tanga con filo interdentale tra le chiappe ed un bel reggiseno di pizzo che lasciava intravedere i capezzoli duri. Era eccitata dalla inusuale situazione. Entrambe avevano ai polsi ed alle caviglie dei polsini di pelle nere con un anello. Stefano decise di farle mettere anche il collare, quindi aprì un cassetto ed estrasse sia dei bavagli che delle mascherine per gli occhi: ‘ finite di prepararvi zoccole !’. Le due donne ubbidirono prontamente.
‘ Ora ci divertiamo’ disse rivolgendosi a me. Si avvicinò a Viviana e la fece inginocchiare, poi estrasse il suo cazzo e le fece proseguire il lavoro interrotto prima. Vidi mia moglie succhiare quel cazzo con una smania mai vista prima, era eccitatissima e la macchia che si formava sul suo tanga era una prova inconfutabile di quanto si sentisse troia la mia donna quella sera.

Io mi diedi da fare con Michela, le bloccai le mani dietro la schiena e la feci mettere a novanta gradi sul tavolo di massello, presi un vibratore dal cassetto e glielo infilai nel culo senza tanti complimenti. Non fece neanche un gridolino, Stefano si mise a ridere e mi disse: ‘ Quello é stato comprato appositamente per tua moglie, è quello piccolo. Per lei devi prendere quello viola, sai è abituata a farsi sbattere dai senegalesi ‘. Va bene, sarà anche abituata ai senegalesi ma voglio vedere se sta zitta con una mano nel buco del culo e così feci; prima due dita, poi tre fino alla mano intera, la signora incominciò ad ansimare di piacere.

Viviana continuava a dedicarsi con dedizione al cazzo di Stefano, lo leccava partendo dal glande per poi correre lungo l’asta fino a succhiargli le palle, mugolava di piacere; il fatto di avere un membro che non fosse del marito piantato in gola la faceva sentire zoccola. Stefano la stava usando per bene, più che essere mia moglie a fargli un pompino, era lui che la stava scopando in bocca. Il suo cazzo era completamente scomparso nella bocca di Viviana, la mano dell’uomo era sulla testa di mia moglie e le dava il ritmo della pompa. Michela incominciava a godere, nonostante il bavaglio in bocca sentivo chiaramente che voleva che continuassi a sfondarle il culo; io decisi di fare altro, la feci alzare e la feci inginocchiare davanti a Viviana; tolsi il bavaglio, estrassi il mio cazzo e dissi: ‘ ora succhiatelo a tutti e due ‘. Le due donne ubbidirono succhiando alternativamente i due cazzi, ogni tanto le loro lingue si incrociavano e partivano delle limonate tra le due; ogni qualvolta che capitava Stefano si incazzava e dopo aver tirato loro i capelli diceva: ‘ dovete dedicarvi ai nostri cazzi, puttane che non siete altro; non siete qui per godere ma solo per essere usate, siete solo degli oggetti, avete capito ?’. Ambedue annuirono. ‘ Allora ripetete, Siamo due oggetti al vostro servizio ‘. Le due donne ripeterono prontamente; quello che mi sorprese fu che anche Viviana lo disse con convinzione.

Ripresero a sbocchinarci fino a farci venire. Il primo fui io che inondai il viso ed il seno di Michela, aveva il viso tutto sporco di sperma ed anche nei capelli si notavano gocce perlacee che facevano capolino sul rosso della sua chioma. Poi anche Stefano raggiunse l’orgasmo, indirizzo il getto sul viso di Viviana e dopo averla imbrattata completamente le fece avvicinare, le sbendò e le disse di pulirsi a vicenda; le due donne non aspettavano altro, incominciarono a leccarsi vicendevolmente la faccia fino a pulirsi completamente, fino ad attaccarsi l’un l’altra con le labbra ed a slinguarsi con piacere. ‘ Potete solo baciarvi, non osate toccarvi ‘ ‘ dissi io. Stefano approvò con uno sguardo. Ci prendemmo una pausa. Devo dire che Michela e Stefano erano davvero ben attrezzati, notai che da una parete all’altezza di circa 200 cm pendevano dei ganci, Stefano ci portò vicino le due donne ed, utilizzando dei moschettoni, le legò al muro. Ora Michela e Viviana erano in piedi con le braccia bloccate in alto dai ganci, Stefano le aveva nuovamente bendate ed imbavagliate; prima di allontanarsi per andare a sedersi sulla poltrona volle vedere il seno di mia moglie scoperto, senza molti complimenti gli strappò il reggiseno. Io tornai al ‘cassetto del piacere’ e ne estrassi due falli di plastica che infilai nelle due fighe, ancora bagnate dall’eccitazione precedente, per poi raggiungere Stefano. Vedere la propria moglie legata al muro, bendata ed imbavagliata, con il seno esposto alla vista di uno sconosciuto e con un cazzo di gomma che usciva dalla sua figa sapientemente depilata era uno spettacolo fantastico; se aggiungiamo che al suo fianco c’era una magnifica rossa conciata esattamente come lei, mi sembrava di essere in paradiso.

Stefano mi strappò a quello spettacolo dicendomi: ‘ Io farei così, ne prenderei una alla volta e la metterei al centro delle nostre attenzioni, senza allontanarci troppo dall’altra, ce la scopiamo fino allo sfinimento e poi passiamo alla seconda che avrà sentito, ma non visto, tutto quello che abbiamo fatto alla prima, quindi sarà supereccitata e ancora più vogliosa di chi la preceduta ‘. Fui d’accordo, ma chi sarebbe stata la prima ? Stefano propose di pensare prima a sua moglie che era già navigata ed aveva già fatto più volte la seconda e poi di passare a Viviana, visto che era la prima volta che si trovava in una situazione del genere e visto come si era lasciata andare con il cazzo di Stefano in bocca, sarebbe sicuramente stata pronta ad accettare qualsiasi cosa pur di placare il proprio desiderio. Diedi il mio assenso andando a slegare Michela, la portai al centro della stanza e la feci inginocchiare davanti al marito che rimase seduto sulla poltrona; subito Stefano infilò il proprio cazzo nella bocca della moglie dicendole: ‘ Ora troiona ti mettiamo allo spiedo’. Io mi misi dietro e dopo aver ravanato un po’ la fighetta vogliosa, affondai il mio uccello nel sesso della proprietaria del mio negozio.

Stefano allungò le mani fino a raggiungere i capezzoli della moglie che tirò e pizzicò con foga, poi alzò lo sguardo verso Viviana e disse: ‘ Guarda quella stronza di tua moglie, ha stretto le gambe per gustarsi meglio il cazzo di plastica che si ritrova nella figa, ma ora la sistemo io ‘. Estrasse il cazzo dalla famelica bocca della moglie e si diresse verso la mia. Un sonoro ceffone si udì nella stanza seguito da parole poco edificanti sulle virtù di Viviana, che comunque vista la serata erano più che giustificate; Stefano prese delle mollette che applicò ai capezzoli di mia moglie, liberò la figa e mise una sedia dietro a Viviana; lo schienale della sedia era lontano dal muro, quindi lei dovetti piegarsi fino ad esporre meglio il suo culetto stupendo, le vennero legate le caviglie alle gambe della sedia. Era stupenda. Il corpo teso nello sforzo, le gambe costrette ad essere ben aperte facevano ammirare il suo culetto e la sua figa completamente umida; Stefano completò l’opera spingendo fino in fondo alla figa il fallo di gomma, Viviana urlò di dolore.

Io continuavo a dedicarmi a Michela, ora alternavo il mio cazzo passando dalla figa al culo; naturalmente lei preferiva la figa in quanto io non sono un senegalese; il marito ci raggiunse, io lo sfilai da dietro per posizionarmi davanti alla bocca e, senza tanti complimenti glielo infilai nelle labbra. Stefano cominciò a chiavarsela coprendola d’insulti; la chiamava cagna, troia, succhiacazzi, ecc. Inoltre colpiva ripetutamente le chiappe della moglie con una spatola di legno larga circa 15 cm. Lei non emetteva nessun lamento, ad ogni colpo la sua bocca si restringeva sul mio cazzo donandomi un piacere immenso. Da li a poco raggiungemmo l’orgasmo contemporaneamente, Stefano si svuotò nella pancia della moglie ed io inondai la bocca. Il marito la tirò per i capelli, le tolse la benda dagli occhi e disse: ‘ Brava zoccola, ora puliscici per bene, fino all’ultima goccia e non togliere i tuoi occhi dalle nostre facce. Facci vedere quanto sei grata per quello che ti abbiamo fatto ‘.

Michele si mise in ginocchio tra noi due e, ubbidendo all’ordine del marito, ci ripulì per bene senza distogliere lo sguardo; quando ebbe finito disse: ‘ Vi ringrazio per avermi usata, per avermi dato l’onore di scoparmi come una vacca’.

Ora era il turno di Viviana, Stefano la slegò dal muro e senza toglierle il fallo dalla figa la portò al centro della sala. La parete non rimase libera per molto, perché subito il posto di mia moglie fu preso da Michela; suo marito, nonostante la moglie avesse già subito un trattamento completo, non si fece problemi a farle assumere la stessa posizione che aveva prima la mia signora; aggiunse però un particolare. Oltre a riempire il buco anteriore, infilò un vibratore in quello posteriore.

Viviana ansimava velocemente, il suo corpo stupendo era teso come una corda di violino. Mentre Stefano finiva di sistemare la moglie io mi avvicinai alla mia e gli sussurrai in un orecchio: ‘ Come stai tesoro ?’

‘ Mi avete fatto morire, sentire quello che stavate facendo a Michela senza poterlo vedere, mi ha eccitato da
morire. Ero legata in quel modo e desideravo da morire essere usata così come avete usato lei ‘.

‘ Non preoccuparti amore ‘ ‘ risposi ‘ ‘ Ho come la sensazione che Stefano voglia occuparsi di te meglio di
quanto non abbia fatto con sua moglie ‘.

‘ Non l’avrei mai creduto, ma mi sta piacendo parecchio questa storia. Giurami che dopo stasera lo faremo
ancora’

Glielo promisi.

Continua………..

Graditi commenti, critiche e suggerimenti

blacksir@tiscali.it

Il turno di Viviana

Viviana era al centro della stanza, in ginocchio, con la benda sugli occhi e le mani bloccate dietro la schiena dalle polsiere di pelle nera. Era stupenda. Non avevo mai pensato a mia moglie come ad un oggetto di piacere, ma ora la vedevo così, pronta a soddisfare ogni nostra voglia. Nella nostra vita insieme aveva dimostrato di non essere una bacchettona, ma si era sempre limitata a piccoli giochetti fra noi, a foto e filmati; ma mai si era spinta a questi livelli, concedersi così a due uomini senza la possibilità di rifiutarsi era una novità e, cosa stranissima, godeva della situazione, non vedeva l’ora di essere scopata ed umiliata da noi due.

Stefano si avvicinò, la prese per i capelli e le tirò indietro la testa:

‘ ora ci sollazzerai per bene, hai sentito cosa abbiamo fatto a Michela? Desideravi essere al suo posto vero ? ‘

‘ si, mi piaceva sentirla godere e bramo dalla voglia di essere trattata come avete trattato lei,
scopatemi senza pietà ‘

‘ brava bambina. Ora ti facciamo un servizio completo ‘

Così dicendo spinse in viso di mia moglie per terra, allargò la gambe in modo che il suo culo fosse ben esposto, le fece passare la braccia sotto alla pancia e agganciò i moschettoni delle polsiere alle cavigliere, bloccando così mia moglie in una posizione oscena e, contemporaneamente eccitantissima per chi guardava. Prese una videocamera ed una macchina fotografica digitale.

‘ Claudio, ti spiace se riprendo quella vacca di tua moglie intanto che la sbattiamo per bene ? ‘

‘ Fai pure, ma vogliamo una copia oltre ad un’esibizione di tua moglie ‘

‘ Ok, no problem ‘

Slacciammo il reggiseno di mia moglie e Stefano prese il fine lembo di tessuto che era nascosto tra le chiappe di mia moglie e lo tirò in alto con forza fino a farlo rompere; la parte anteriore dell’indumento s’infilò tra le labbra della figa di Viviana facendola sussultare e dire un ‘ Siiii ‘ soffocato. Mi distesi a gambe aperte davanti al viso della mia signora e gli infilai il cazzo in bocca; lei gradì e subito cominciò a succhiarmelo con foga. Stefano infilò una specie di speculum nel buchetto di mia moglie. L’oggetto era proprio uno speculum da ginecologo modificato con un sistema d’ingranaggi che consentiva di allargare le estremità e bloccarle all’ampiezza desiderata. Viviana aveva il secondo canale aperto, ma arrivato ad un determinato valore mia moglie incominciò a sentir dolore in quanto l’oggetto che si trovava nel suo culo aveva raggiunto il limite d’apertura dell’ano. Stefano continuò ad aumentare la larghezza con metodo esperto; allargava un po’ e poi si fermava per un minuto per far abituare i muscoli alla nuova tensione, ma questo non bastava a far passare il dolore, mia moglie non riusciva a continuare il pompino che mi stava facendo e continuava a lamentarsi sommessamente.

‘ invece di giocare con il mio culo sbattetemi per bene, fatemi sentire una puttana piena di cazzi ‘

‘ Uh, ma guarda come si ribella la puttanella ‘- disse Stefano ‘ ‘ Ora t’insegno a fare la brava ‘

Prese dal cassetto un frustino da fantino ed incominciò a fustigarle il culo. Ogni due colpi aumentava l’ampiezza dello speculum. Viviana gemeva ad ogni colpo e diceva

‘ Si così. Mi piace ma datemi del cazzo non ne posso più dalla voglia ‘

Stefano smise di dedicarsi alle chiappe, che erano diventate di un bel rosso vivo, estrasse il fallo dalla figa di mia moglie e subito c’infilò il suo cazzo nerboruto.

‘ Eccoti accontentata troia che non sei altro. Ora muoviti bene e fammi venire ‘

‘ Finalmente un po’ di carne. Riempitemi tutta, inondatemi di sborra. Sono vostra ‘

Viviana dimenava il suo bacino per sentire meglio il cazzo di Stefano che le riempiva la pancia. Riprese a succhiarmi con avidità; la sua lingua indugiava intorno al mio glande per poi far sparire l’uccello in tutta la sua lunghezza nella bocca. Stefano cominciò a spingere con più foga, si sentiva distintamente il rumore prodotto dal corpo dell’uomo quando sbatteva contro le chiappe di mia moglie. Pensai che le stesse arrivando fino allo stomaco. Viviana era bloccata in quella posizione e sembrava un pollo allo spiedo.
Cambiammo posizione; io mi sedetti su una sieda e Stefano le legò i polsi con una corda che scendeva dal soffitto, le gambe furono bloccate ad un bastone che la costringeva a tenerle aperte. Fu issata fino a non farle toccare terra. Grazie al lavoro dello speculum riuscimmo ad infilarle nel culo il vibratore viola di Michela. Dopodiché Stefano la fece scendere sul mio cazzo che entrò senza problemi data la produzione d’umori della figa. Viviana era davvero al massimo dell’eccitazione. Incomincia un movimento ritmico e circolare che sapevo le piaceva molto, ma lei era partita completamente; continuava ad urlare di scoparla, di darle più cazzo di tapparle tutti i buchi. Stefano non aspettava altro e subito spinse la sua testa sul cazzo. Partì subito un pompino forsennato. Era diventata una macchina da sesso.

Intanto Michela si era ripresa e godeva nel sentirci scopare Viviana.

Mia moglie raggiunse l’orgasmo quattro volte. Quando noi uomini raggiungemmo l’apice versammo il nostro succo in un bicchiere.

‘ Ma non finisce qui ‘ ‘ disse Stefano

Prese le due donne e le portò in uno stanzino spoglio. Le liberò dalle bende e le lasciò completamente nude. Uscì e chiuse la porta a chiave. Tornò da me e disse

‘ riprendiamoci un po’ che poi continuiamo a sbatterci quelle due zoccole. A proposito, tua moglie è
assatanata, quando mi a succhiato l’uccello mi ha svuotato letteralmente le palle ‘

‘ non è mai stata così, evidentemente la situazione, la porta a dare il meglio di se ‘

Le due donne si ritrovarono così da sole chiuse nello stanzino. Erano sudate e stravolte dal piacere. Ancora ansimavano per il precedente godimento. Viviana era seduta per terra con la schiena appoggiata al muro; le gambe oscenamente aperte e guardava Michela seduta vicino al muro di fronte. Era molto bella e non credeva che fosse così la prima volta che l’aveva vista, invece si era rivelata una troia insaziabile, certo che, pensò Viviana, neanch’io credevo di potermi lasciare andare così. Michela fissò Viviana e sorrise maliziosamente:

‘ mentre ero legata al muro, ho goduto nel sentirti urlare di piacere ‘

‘ quelli stronzi dei nostri mariti non mi hanno neanche fatto bere il risultato della scopata ‘

‘ e’ uno dei giochetti di mio marito Stefano. Non arrabbiarti vuol dire che la serata proseguirà con altre cavalcate, vedrai che goderemo ancora ‘

‘ dici che ha in mente di continuare a scopare fino all’alba? ‘

‘ penso di si, almeno fino a riempire il bicchiere fino all’orlo, poi ci permetterà di berlo ‘ disse Michela ‘ hai tanta voglia farti riempire la bocca di sborra vero tesoro? ‘

‘ si ‘ rispose Viviana ‘ prima di stasera non avrei mai immaginato di desiderare una cosa simile; oggi ho scoperto un nuovo lato del sesso ‘

‘ che ne dici di scoprirne un altro? ‘

Così dicendo si avvicinò a Viviana e le accarezzò il viso, gli sguardi s’incrociarono e le labbra di Michela si poggiarono sulla bocca di mia moglie. Dopo un primo momento d’imbarazzo Viviana rispose al bacio saffico ed aprì la bocca, subito la lingua di Michela s’intrufolò a cercare quella di Viviana. Il bacio fu presto appassionato e le mani corsero ai capezzoli già turgidi della mia consorte.
Era una novità per lei, come per lo scambio di coppia, il rapporto saffico aveva sempre avuto luogo nella sua mente, ma mai l’aveva tradotto in realtà. Nella fantasia ci trovavamo a letto noi due con una ragazza procace. Le due donne intente a baciarsi, leccarsi e toccarsi mentre io alternavo le mie attenzioni passando da una all’altra. Ora era nuda su un pavimento freddo, in uno stanzino spoglio, sola, con una donna e senza nessun uomo. L’esperienza di Michela la fece sciogliere completamente, la lingua della donna indugiava sui capezzoli e le dita arrivarono subito al suo sesso che era già umido. Viviana rispose alle sollecitazioni stringendo i seni dell’altra donna, il bacio si fece sempre più appassionato.

‘ Viviana sei bellissima. Sdraiati per terra e fammi leccare la figa ‘

Viviana assecondò subito la richiesta di Michela, la quale cominciò, con abili colpetti di lingua, a stimolare il clitoride; poi decise di godere anche lei, e le due donne diedero vita ad un 69 che fece godere entrambe. Non contenta di dare piacere alla nuova amica con la lingua, Viviana introdusse tre dita nel culetto di Michela che, come per ringraziarla, cominciò a succhiare avidamente il clito facendole raggiungere un piacere immenso.

Io e Stefano raggiungemmo lo stanzino proprio in quel momento e prima di aprire la porta sentimmo i mugolii e i gridolini di piacere delle due donne. Stefano aprì di colpo la porta, le due donne sobbalzarono dallo spavento, sembravano due bambine colte di sorpresa con la mani nella marmellata.

‘ ma siete proprio insaziabili voi due ‘ ‘ dissi godendomi lo spettacolo

‘ Signore mie ‘ disse Stefano ‘ questo è stato solo l’aperitivo, questa notte sarà ancora lunga e vi prometto che
quando avremo finito sarete sfinite e la vostra voglia di cazzo sarà soddisfatta. Preparatevi per bene che andiamo a farci un giro per locali ‘

Il progetto che io e Stefano avevamo studiato era di far agghindare le nostre moglie come professioniste da marciapiede, tanto Michela e Viviana avevano la stessa taglia, mia moglie avrebbe indossato gli abiti della padrona di casa, l’unico problema era il reggiseno ( visto che Michela aveva una quinta e Viviana invece una quarta ), ma lo risolvemmo decidendo che non avrebbero portato il reggiseno.

Quando furono pronte uscirono dal bagno, erano stupende. Gli abiti non davano dubbi sulle intenzioni della serata. Michela aveva una gonna blu lunga fino alle caviglie con tagli laterali intervallati da piccole fettucce di tessuto che partivano dalla vita; dal primo spacco si vedeva il cordino delle mutandine di colore giallo, non si poteva non notarlo; sopra portava un top anch’esso blu di pizzo che faceva vedere la pelle sottostante. Sulla pancia scoperta si era disegnata con la matita per gli occhi una piccola freccia che dall’ombelico indicava il basso; chiaro riferimento a cosa la donna voleva offrire, a completare il tutto portava degli stivali neri con i tacchi a spillo. Viviana, invece, aveva una mini nera e sopra portava una canottierina con spalline sottilissime, anch’essa nera, completamente trasparente, come calzature portava le stesse di prima.
Come a confermare la loro troiaggine si truccarono entrambe in maniera molto pesante; chiunque l’avesse viste avrebbe capito subito che cosa gradivano le due donne.

Salimmo in macchina e ci dirigemmo verso la periferia…..

Continua

Fatemi sapere cosa ne pensate
Blacksir@tiscali.it

Come due professioniste

Stefano guidò velocemente fino alla periferia della città. Le nostre mogli sedevano dietro. Mi voltai e dissi

‘ vedete questa bottiglietta? ‘

mostrando loro una piccola bottiglia d’acqua da 50 cl dove avevamo versato il contenuto che precedentemente si trovava nel bicchiere. Michela sorrise e disse

‘ cara Viviana, i nostri maritini hanno deciso di farci fare il pieno stasera. Non bastava un bicchiere ‘

‘ scusate ma non capisco ‘ ‘ disse mia moglie

‘ il giochino a cui accennavo prima era di bere, alla fine della serata, tutto lo sperma contenuto nel bicchiere; ora, invece, dopo aver fatto riempire la bottiglia, dovremmo svuotarla ‘ ‘ spiegò Michela

‘ e visto che noi due, per produrre una quantità tale, avremmo bisogno di più di una nottata , abbiamo pensato di farci dare una mano da altri uomini ‘ ‘ aggiunse Stefano

‘ sentite ‘ ‘ disse Viviana ‘ ‘ a me tutto quello che è successo mi è piaciuto e lo farò volentieri altre volte ma, così si esagera ‘

intervenne Michela

‘ stai tranquilla tesoro, per me non è la prima volta. E’ divertente e non c’è pericolo perché non saremo sole, i nostri mariti vigileranno sulla nostra incolumità ‘ ‘ poi rivolgendosi al marito chiese:

‘ hai in mente di metterci nel parcheggio come l’altra volta? ‘

Stefano confermò e spiegò a Viviana che stavamo raggiungendo il parcheggio di un centro commerciale che di notte si trasformava in luogo di ritrovo per coppie, singoli e camionisti.

‘ volete farci fare le puttane? ‘ ‘ chiese Viviana sconvolta dalla nostra idea

‘ perché ti scandalizzi ? ‘ ‘ domandò Stefano ‘ ‘ non mi sembravi una santarellina a casa nostra ‘

Viviana era incazzata nera; se avesse avuto i poteri di Zeus ci avrebbe fulminato tutti e due. Stefano mi fece l’occhiolino e con un veloce gesto della mano mi fece capire di stare tranquillo e di attendere in silenzio.

Le due donne parlavano sottovoce; scoprii in seguito che Michela, con la sua voce calda e suadente, aveva convinto Viviana a divertirsi e a considerare il tutto come una battuta di caccia per potersi gustare al meglio tutte le sensazioni che quel nuovo gioco poteva darle. Arrivammo al parcheggio pullulante d’auto che con i fari ammiccavano per comunicare la disponibilità degli occupanti. Viviana era più rilassata ma ancora non completamente convinta, la sua ritrosia non era ancora vinta del tutto. Non era la paura di fare brutti incontri, la sua titubanza era dovuta al timore di essere vista e riconosciuta da qualcuno. Fare sesso con estranei in un luogo chiuso era una cosa, ma all’aperto non era, per lei, rassicurante.

Superato l’ultimo ostacolo mentale, Viviana si decise a seguire Michela che ora si trovava in un angolo del parcheggio, a pochi metri dal muso dell’auto che, con i fari, illuminava la sua stupenda mise. Stefano continuava a registrare con la piccola videocamera e nel visore LCD ora si vedeva l’immagine di due bellissime donne vestite in maniera provocante pronte a darla a chiunque fosse disposto a ‘pagare’ con il proprio sperma, anziché con i soldi.

Naturalmente non aspettammo molto, due bocconcini come Michela e Viviana non passavano inosservate, furono avvicinate da una Mercedes station wagon con a bordo un ragazzo di circa 25 anni.

‘ Ehi belle! Dove sono i vostri mariti ‘

‘ Perché ? ‘ disse Michela ‘ Noi non ti interessiamo? ‘

‘ come no. Ma, di solito qui ci sono solo coppie e singoli, non singole e non professioniste ‘
‘ noi non siamo professioniste e i nostri mariti sono in quell’auto ‘ rispose Viviana ‘ stiamo solo giocando un po’. Se vuoi ci puoi scopare tutte e due, gratuitamente a patto che tu ci consegni il tuo sperma versandolo in questa bottiglietta ‘

‘ per me va bene, dove andiamo ? ‘

Le due donne si accomodarono sul sedile posteriore e l’auto si diresse sul retro del centro commerciale raggiungendo un posto più appartato; noi seguimmo a fari spenti fino a parcheggiare a fianco del Mercedes. Il ragazzo ci squadrò e dopo che spiegammo i nostri progetti acconsentì a far riprendere il tutto senza però inquadrarlo in viso.
Furono abbassati gli schienali posteriori in modo da fare un tutt’uno con il pavimento del bagagliaio. Per agevolare le riprese furono abbassati anche i finestrini.
Le donne si distesero ai lati dello spazio posteriore e invitarono il ragazzo a mettersi in mezzo a loro. Michela si fece subito infilare la lingua in bocca intanto che Viviana raggiungeva il cazzo con la sua mano, lo liberava dai pantaloni e dalle mutande ed incomincio e fare una sega. Il ragazzo cominciò a strizzare il seno di Michela e disse a Viviana

‘ dai puttana, succhiami il cazzo. Spompinalo per bene zoccola ‘

Mia moglie si piegò sull’asta di Thomas ( questo era il nome del ragazzo )e cominciò a leccare con lentezza il glande, dischiuse poi le labbra per farsi entrare il cazzo nella sua boccuccia. Viviana era un’artista del bocchino, nessuna sapeva farli bene come lei; prese il ritmo e il membro del ragazzo prese a scomparire nella bocca di mia moglie che non si fermò fino a quando arrivò alla base, praticamente l’aveva in gola, solo allora iniziò a risalire; sempre lentamente ripete’ l’operazione fino a prendere velocità. Michela sussurrò nell’orecchio del ragazzo

‘ hai visto come è brava la mia amica? Vero che lo succhia bene? Però non ti distrarre, occupati anche di me.
Non vuoi la mia patatina ? ‘

‘ certo tesoro. Anche tu hai fame di cazzo? ‘

‘ fame no, ma ho voglia di farne indigestione stasera. Scopami per bene, aprimi in due ‘

Thomas si liberò dalla bocca di mia moglie, che a malincuore smise di succhiarlo, per infilarlo nella figa di Michela; non ebbe problemi perché era completamente aperta e bagnata. Viviana si mise carponi al fianco dell’amica, apri le gambe e, tra un bacio e l’altro a Michela

‘ anch’io ho voglia di prenderti dentro di me. Rompimi il culo dai. Non vedi come ti desidera ‘

disse mentre con le mani si allargava le chiappe per far vedere il suo buchino invitante.

Thomas cominciò ad alternarsi tra la figa di Michela ed il culo di Viviana. Intanto che venivano scopate le due donne continuavano a baciarsi appassionatamente e a toccarsi i seni ed i capezzoli. Ogni tre-quattro colpi ad una Thomas sfilava il cazzo da una per infilarlo prontamente all’altra sempre apostrofandole con insulti pesanti che non facevano altro che eccitare di più le due donne. Thomas raggiunse l’apice del piacere nel culo di mia moglie, estrasse prontamente il cazzo per raccogliere la sua sborra nella bottiglietta solo che, nell’eccitazione generale, no si trovava più. Michela reagì velocemente e porto il cazzo del ragazzo nella sua bocca giusto in tempo per farsi inondare di sperma. Viviana trovò la bottiglietta e la porse all’amica che vi versò il risultato della scopata all’interno.
Thomas si congedò dalle ragazze ringraziandole per la scopata e baciandole in bocca.

Quando restammo soli chiesi a Viviana cosa ne pensava e la risposta mi fece rilassare. Le era piaciuto e dopo i primi momenti di paura si era sentita sicura visto che noi eravamo li vicino a guardare e controllare che non ci fosse pericolo, in più il tutto era avvenuto in un luogo appartato. La bottiglietta era ora più piena di prima, ma di scopate, per riempirla tutta, bisognava farne parecchie.
Passammo tutta la notte in quel parcheggio, alle cinque del mattino Viviana e Michela scoparono con un vecchio che apportò l’ultimo contributo al riempimento della bottiglia.. Le due donne era stanche ma pienamente soddisfatte. Avevano avuto una nottata tipo AVIS, a chilometraggio illimitato tanti erano i centimetri di cazzo che avevano preso. Raggiunta casa di Stefano e Michela le due, oramai, troie si sedettero sul divano. Ci complimentammo con loro per le prestazioni fornite, versai in due flut lo sperma raccolto nella serata e li porsi alle ragazze. Entrambe svuotarono i calici ingoiando il tutto. Non contento Stefano volle concludere il filmino della serata con un’ultima inquadratura. Fece nuovamente spogliare le nostri consorti le fece inginocchiare a terra schiena a schiena, fece appoggiare le teste alle spalle in modo che fossero una appoggiata alla spalla dell’altra, poi versò il rimante contenuto della bottiglia sui loro volti. Le due donne aprirono le bocche al massimo per bere il tutto poi, una volta che la perlacea cascata si esaurì, cominciarono a pulirsi con la lingua a vicenda.

Fu una serata indimenticabile. Ci salutammo con affetto e Viviana decise che la settimana successiva si sarebbe bissato.

Ma questo sarà il prossimo racconto.

Graditi commenti

Blacksir@tiscali.it

Leave a Reply